Uscire dalla crisi è diventato a tutte le latitudini l'imperativo dominante nel discorso pubblico. Questo libro analizza le risposte all'emergenza economico-finanziaria elaborate a livello statale e in sede sovranazionale. E si interroga sulle trasformazioni istituzionali determinate da tali risposte. Ogni grande crisi, infatti, ha un profondo impatto sul ruolo dello Stato e sull'organizzazione della società. Basti pensare a quanto accadde con il crollo di Wall Street nel 1929. Oggi, dopo il default di Lehman Brothers, sono cambiati i paradigmi dominanti negli ultimi vent'anni. Il fallimento del mercato su scala globale ha richiesto salvataggi pubblici e nuove regolazioni finanziarie. Si sono adottati programmi di stimolo all'economia e si sono allargate alcune protezioni sociali. La crisi del debito sovrano, tuttavia, ha colto molti paesi "in mezzo al guado". Mentre la recessione era ancora in atto, hanno così cominciato a scarseggiare le risorse pubbliche necessarie a sostenere le politiche anticicliche. I governi sono stati anzi costretti a tagliare i programmi di spesa pubblica. A livello europeo, si sono introdotti vincoli fiscali più severi, insieme a meccanismi di assistenza finanziaria collettiva. In questo contesto, il ruolo delle istituzioni internazionali è stato potenziato, ma l'affermazione di un'efficace governance economica globale rimane ancora lontana.
Uscire dalla crisi
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| Titolo | Uscire dalla crisi |
| Sottotitolo | Politiche pubbliche e trasformazioni istituzionali |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | Percorsi |
| Editore | Il mulino |
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| Pagine | 490 |
| Pubblicazione | 2012 |
| ISBN | 9788815239426 |
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