Che ne è della scrittura nell'epoca in cui la macchina ha imparato a generarla autonomamente sostituendosi all'essere umano? L'importanza del gesto con cui si scrive non può più essere data per scontata, come è avvenuto nella Galassia Guntenberg, o intesa in modo incerto, come è invece successo a partire dal Duemila, quando grazie alla realtà digitale il primato della scrittura è stato messo in discussione. Cosa dire a uno studente che prende in mano un libro? Quali sono oggi le ragioni per cui leggere e scrivere? Forse sono quelle che impieghiamo allestendo ogni giorno con il linguaggio giochi diversi nei quali le macchine possono e non possono entrare, a seconda di ciò che decidiamo di costruire, o di raccontare, mettendo insieme una parola dopo l'altra. Alternando racconto personale e riflessione sui nodi centrali della letteratura, in questo saggio narrativo Walter Nardon affronta una questione urgente e inesauribile. Fra gli insegnamenti di Nabokov e la soluzione di Proust, le motivazioni dell'attività letteraria nel secondo Novecento e le novità del presente, il libro cerca una rotta praticabile.
Poche cerimonie. Buone ragioni per leggere e scrivere
| Titolo | Poche cerimonie. Buone ragioni per leggere e scrivere |
| Autore | Walter Nardon |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Varia, 422 |
| Editore | Edizioni Pendragon |
| Formato |
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| Pagine | 140 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9788833646671 |
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