Un tempo i meme servivano a far ridere. Oggi sono diventati «il modo più rapido per inoculare idee nelle menti altrui»: influenzano le elezioni e orientano il dibattito pubblico, cambiando il modo in cui si conquista e si esercita il potere. Wolfgang Ullrich chiama questo nuovo scenario «memecrazia»: un sistema in cui il consenso nasce e si diffonde online e chi crea le immagini di maggior successo può trasformarne la popolarità in consenso. Negli Stati Uniti Barack Obama fu il primo a intuire che i social network avrebbero rivoluzionato la comunicazione politica. Donald Trump ne ha poi portato alle estreme conseguenze la logica, trasformando meme, provocazioni e contenuti virali in strumenti di mobilitazione, propaganda e governo. Ullrich mostra come la destra abbia saputo appropriarsi dei codici della cultura digitale - ironia, semplificazione, immagini d'impatto - fino a farne il proprio marchio distintivo. Così bizzarri personaggi nati per gioco negli angoli più caotici di internet sono diventati simboli identitari, mentre meme e post si sono trasformati in armi per delegittimare gli avversari. "Memecrazia" si interroga su ciò che questa trasformazione rivela delle nostre democrazie: perché la sinistra fatica a parlare il linguaggio della rete? E cosa accade quando il consenso dipende sempre meno dalla forza delle argomentazioni e sempre più dalla capacità di un'immagine di diventare virale?
Memecrazia. Politica, immagini e potere nell'era dei meme
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| Titolo | Memecrazia. Politica, immagini e potere nell'era dei meme |
| Autore | Wolfgang Ullrich |
| Traduttore | M. Ferraris |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | Eliche |
| Editore | Castelvecchi |
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| Pagine | 240 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791257910082 |
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