Viella: La storia. Temi
La tradizione smarrita. le origini non scritte delle letterature romanze
di Benozzo Francesco
editore: Viella
pagine: 224
Che cosa hanno in comune gli anonimi cantori antichi come e più di Omero, i bardi e i druidi celti, i trovatori, e i poeti del
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Storia universale della distruzione dei libri. Dalle tavolette sumere alla guerra in Iraq
di Fernando Báez
editore: Viella
pagine: 399
"Dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini": queste parole di Heinrich Heine ci ricordano che in tutte le epoche e civiltà il libro, come strumento di trasmissione delle idee e della memoria, è stato vittima del fanatismo e della censura. Da quando è nata la scrittura, gli elementi della natura e la volontà distruttrice dell'uomo hanno messo in pericolo la sopravvivenza dei suoi supporti materiali. In questa edizione, rivista e ampliata rispetto all'originale, Fernando Bàez ricostruisce l'inquietante storia della distruzione dei libri, vittime delle catastrofi naturali, delle fiamme, delle guerre e soprattutto dell'intolleranza politica e religiosa. L'itinerario parte dalle tavolette sumere e giunge fino al saccheggio di Baghdad all'inizio del secolo XXI, passando per la sparizione della leggendaria biblioteca di Alessandria, i grandi classici greci perduti, i roghi dell'imperatore cinese Shi Huangdi, la rovina dei papiri di Ercolano, gli abusi degli inquisitori, l'incendio dell'Escorial, l'eliminazione dei libri durante la guerra civile spagnola, le persecuzioni degli scrittori da parte dei totalitarismi del Novecento.
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La passione della storia. Un dialogo con Denis Crouzet
di Zemon Davis Natalie
editore: Viella
pagine: XVIII-190
La ricerca storica è per me uno spazio di gioia e di passione intellettuale
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Il governo dei papi nell'età moderna. Carriere, gerarchie, organizzazione curiale
di Menniti Ippolito Antonio
editore: Viella
pagine: 216
Quali furono i percorsi di carriera dei papi dell'età moderna
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La Spagna delle tre culture. Ebrei, cristiani e musulmani tra storia e mito
di Alessandro Vanoli
editore: Viella
pagine: 317
Per oltre otto secoli, dal 710 al 1492, tre culture, cristiana, islamica, ebraica, convissero in Spagna tra tensioni e scambi fecondi, incomprensioni e reciproci arricchimenti. Quella che racconta questo libro non è solo una storia di incontri o scontri tra religioni, ma di come si definirono le diverse identità della Penisola iberica e di come tali identità guardarono a ciò che percepivano come diverso e insieme, inevitabilmente, prossimo.
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Il califfo di Dio. Storia del califfato dalle origini all'ISIS
di Marco Di Branco
editore: Viella
pagine: 303
Il 5 luglio 2014 tutto il mondo ha potuto assistere all'apparizione in video del califfo dello "Stato islamico tra Iraq e Siri
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L'uomo con la borsa al collo. Genealogia e uso di un'immagine medievale
di Giuliano Milani
editore: Viella
pagine: 297
Nel corso del medioevo scultori, predicatori, poeti e pittori hanno impiegato l'immagine di un uomo con la borsa attorno al co
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VI battaglione libico. Diario della campagna d'Etiopia (1936-1937)
di Carmelo Sirianni
editore: Viella
pagine: 355
Carmelo Sirianni, nato in Calabria nel 1906, partecipa da ragazzo alle formazioni giovanili nazionaliste
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Politiche e giustizia a Bologna nel tardo Medioevo
di Sarah R. Blanshei
editore: Viella
pagine: 576
Nel nono centenario del Comune di Bologna, questo volume di Sarah Rubin Blanshei, frutto di trent'anni di ricerche in un grande archivio giudiziario medievale, mette sotto la lente in modo sistematico non solo le affermazioni teoriche della cultura giuridica, ma anche alcune migliaia di processi dei secoli XIII e XIV: verbali di istruttorie, deposizioni testimoniali, perizie, consulenze tecniche e giuridiche, che costituiscono le serie giudiziarie del podestà e del capitano del popolo. Ma in questo libro c'è anche molto altro. La storia di un sistema di governo, il "comune di popolo", in una delle sue più evolute realizzazioni istituzionali, viene infatti esaminata ricostruendo molte migliaia di carriere politiche dei cittadini bolognesi, attraverso un secolo decisivo per la storia cittadina. E così anche temi di grande attualità, come la partecipazione e l'esclusione, il sistema di governo popolare e la sua deriva oligarchica, possono abbandonare il campo delle enunciazioni teoriche, per prendere corpo nei ritmi della vita assembleare e nella concretezza dei rapporti di potere.
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Incoronati da Dio. Per una storia del pensiero politico bizantino
di Mario Gallina
editore: Viella
pagine: 198
Nell'ambito degli studi sulla storia delle dottrine politiche si tende a ignorare il pensiero politico bizantino, reputandolo dominato da un rigido formalismo retorico e concettualmente povero poiché condizionato dalla struttura assolutista di uno stato che avrebbe impedito ogni discussione sul ruolo dell'imperatore e dei suoi poteri. In realtà, giacché non si dà potere senza ideologia, e sebbene i bizantini non abbiano teorizzato di frequente sulla natura del loro stato, nella loro letteratura molte sono le riflessioni sulla potestà autocratica e sulla nozione dell'imperatore cristiano quale immagine e imitazione di Dio. In continua tensione tra un'idea che affermava l'origine divina dell'autocrazia, e dunque l'incontestabilità giuridica del sovrano, e una tendenza costituzionalista volta a limitarne poteri e prerogative, entrambe le concezioni miravano però a fornire all'impero e all'imperatore un solido e incontrovertibile ancoraggio metafisico, così da rendere l'impero bizantino una componente imprescindibile della storia del regno di Dio sulla terra.
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Nelle vesti di Clio. L'uso politico della storia nella Rivoluzione francese (1787-1799)
di Daniele Di Bartolomeo
editore: Viella
pagine: 355
La Rivoluzione francese è diventata tale anche perché è stata pensata in analogia o per contrasto con le rivoluzioni del passato e, più in generale, con tutti quegli avvenimenti storici usati dai protagonisti per interpretarla e prevederne le evoluzioni. In questo volume si affronta il tema dell'uso politico della storia nella Grande Rivoluzione in modo sistematico, dalla convocazione dell'Assemblea dei Notabili (1787) al colpo di Stato di Napoleone Bonaparte (1799). L'autore propone un testo dal ritmo incalzante, basato su un corpus sterminato di fonti che, oltre all'intero dibattito parlamentare, comprende anche la pubblicistica a tema storico (libri e pamphlets) e le rappresentazioni artistiche, simboliche e teatrali.
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Leonardo e Machiavelli. Vite incrociate
di Patrick Boucheron
editore: Viella
pagine: 157
Urbino, giugno 1502: il trentatreenne Niccolò Machiavelli è stato inviato dalla Cancelleria fiorentina presso il giovane Cesare Borgia, celebre ormai per la forza, l'insolenza, l'audacia con cui si avvia a diventare il signore dell'Italia centrale, e che potrebbero fare di lui il "principe dei tempi nuovi". Ma una terza persona si aggira nei meandri di Palazzo Ducale: Leonardo da Vinci, cinquantadue anni e una fama sconfinata, alla ricerca di un nuovo mecenate. Forse non sapremo mai di che cosa parlarono i due "geni" fiorentini, ma sappiamo che non era la prima volta che si incontravano, e che non sarebbe stata l'ultima. È da qui che parte la sfida raccolta da Patrick Boucheron: come raccontare, da storico, una vicenda attestata solo da frammenti sparsi e sconnessi? Come dare coerenza al racconto senza nascondere le contraddizioni e i vuoti lasciati dal passato? Quali sono i confini tra una ricostruzione fondata sulle prove e l'interpretazione che può darne lo storico? Una manciata di documenti, esili tracce, echi disseminati qua e là, che pure si possono far dialogare, porre a confronto, illuminando le zone d'ombra, dando voce ad una muta conversazione, mettendo insieme l'intima connivenza tra due mondi, tra due sogni, tra due ambizioni. Di quei tempi instabili e inquieti, scorrono così sotto i nostri occhi immagini di guerre e congiure, gli intrighi della politica e i giochi della diplomazia, sotto la lente acuta e febbrile della scrittura di Machiavelli...
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