Viella: La storia. Temi
VI battaglione libico. Diario della campagna d'Etiopia (1936-1937)
di Carmelo Sirianni
editore: Viella
pagine: 355
Carmelo Sirianni, nato in Calabria nel 1906, partecipa da ragazzo alle formazioni giovanili nazionaliste
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Politiche e giustizia a Bologna nel tardo Medioevo
di Sarah R. Blanshei
editore: Viella
pagine: 576
Nel nono centenario del Comune di Bologna, questo volume di Sarah Rubin Blanshei, frutto di trent'anni di ricerche in un grande archivio giudiziario medievale, mette sotto la lente in modo sistematico non solo le affermazioni teoriche della cultura giuridica, ma anche alcune migliaia di processi dei secoli XIII e XIV: verbali di istruttorie, deposizioni testimoniali, perizie, consulenze tecniche e giuridiche, che costituiscono le serie giudiziarie del podestà e del capitano del popolo. Ma in questo libro c'è anche molto altro. La storia di un sistema di governo, il "comune di popolo", in una delle sue più evolute realizzazioni istituzionali, viene infatti esaminata ricostruendo molte migliaia di carriere politiche dei cittadini bolognesi, attraverso un secolo decisivo per la storia cittadina. E così anche temi di grande attualità, come la partecipazione e l'esclusione, il sistema di governo popolare e la sua deriva oligarchica, possono abbandonare il campo delle enunciazioni teoriche, per prendere corpo nei ritmi della vita assembleare e nella concretezza dei rapporti di potere.
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Generazioni di sentimenti. Una storia delle emozioni (600-1700)
di Barbara H. Rosenwein
editore: Viella
pagine: 343
"Generazioni di sentimenti" è un libro che offre tutta la novità degli studi recenti di storia delle emozioni, uno dei più interessanti e nuovi filoni della ricerca storica internazionale. Barbara Rosenwein esplora varietà, trasformazioni e costanti dei sentimenti espressi da numerose comunità emotive nell'arco di undici secoli di storia europea, dal medioevo alla prima età moderna. I capitoli si concentrano in particolare su Francia e Inghilterra e toccano comunità disparate - quelle del monastero inglese di Rievaulx (XII sec.) e della corte ducale di Borgogna (XV sec.), ad esempio - valutando i modi in cui le norme emotive e le forme espressive rispondono agli ambienti sociali, religiosi e culturali, e come a loro volta creano quegli ambienti. Unendo le emozioni sperimentate "sul campo" a quelle teorizzate nei trattati di Alcuino, Tommaso d'Aquino, Jean Gerson e Thomas Hobbes, questo studio mette finalmente a disposizione un racconto nuovo e profondo della vita emotiva occidentale.
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Pisa nel Medioevo. Potenza sul mare e motore di cultura
editore: Viella
pagine: 297
Non solo nelle guide turistiche d'Italia, ma anche nella ricerca storica l'attenzione riservata a Pisa va solitamente ben poco oltre la Torre pendente e quanto immediatamente la circonda. Un atteggiamento che in realtà "pende" quanto il famoso campanile: Pisa giocò in Italia un ruolo di primaria importanza ben prima di Firenze, e fra le repubbliche marinare italiane fu al livello di Venezia. Nel periodo del suo massimo splendore, durante il Medioevo di mezzo, Pisa - dal Levante alla Romania, dal Maghreb all'Egitto, dalla Sardegna all'Italia centro-settentrionale - fu il punto di riferimento di una vasta rete che collegava l'Occidente e l'Oriente. Per queste ragioni due rinomati storici austriaci, Michael Mitterauer e John Morrissey, hanno analizzato le vicende di Pisa "potenza sul mare e motore di cultura" in un'ottica comparativa che della città ricostruisce il contesto economico, politico e religioso complessivo, spaziando dalla storia dell'Italia comunale all'economia, dalla storia dell'arte a quella della costituzione cittadina, dalla storia religiosa a quella dell'imposizione dei nomi. Il risultato è un ritratto nuovo e affascinante di una "misconosciuta" città del Medioevo, in cui costruzione del duomo e guerre navali, riforma della Chiesa, attività di crociata e rapporti commerciali sono legati insieme. Una città i cui impulsi hanno influenzato in maniera duratura la storia europea: ed è guardando ad essa che questa storia può essere meglio compresa.
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La Repubblica di Venezia nel Settecento
di Walter Panciera
editore: Viella
pagine: 177
In questo libro si ripercorre la storia della Repubblica aristocratica di Venezia nel XVIII secolo e, sulla base della più classica storiografia sull'argomento e degli studi più recenti, si riesce a contrastare ogni visione stereotipata dell'ultimo secolo di vita di un antico stato, del suo territorio e di una società complessa, nei quali non mancarono contraddizioni, nuovi fermenti e antiche debolezze. La Serenissima, infatti, non divenne mai una nazione moderna, nel senso che oggi si dà a questa espressione. La metropoli di Venezia rimase fino all'ultimo e in modo consapevole non una capitale, bensì la Dominante. Particolarismo e policentrismo sono la chiave per capire i limiti e forse l'eredità profonda del suo dominio, da Corfù fino all'Adda. La debolezza della Repubblica di fronte ai grandi stati europei si rivelò nel Settecento tanto più evidente in quanto frutto dell'evoluzione di una città-stato ferma nei suoi caratteri fondamentali a due secoli prima, quando aveva raggiunto il vertice della sua potenza.
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Discorsi sulla guerra
editore: Viella
pagine: 215
Alla Società dei Giacobini di Parigi, sul finire del 1791, Brissot propose una guerra all'Europa intera in nome della libertà
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Le origini della giurisprudenza medievale. Una storia culturale
di Radding Charles M.
editore: Viella
pagine: 307
Questo è uno di quei rari libri destinati a segnare una svolta nel corso normale degli studi in settori specifici della conosc
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Vermi con ali di farfalla. L'evoluzione come idea filosofica
di Luigi Bianchi
editore: Viella
pagine: 178
Che cosa vuol dire, dal punto di vista filosofico, essere evoluzionisti? Dove conduce, sotto il profilo speculativo, l'accettazione del principio darwiniano, secondo il quale "la differenza mentale tra l'uomo e gli animali superiori, per quanto grande, è certamente di grado e non di genere"? Fino a che punto l'adesione al principio evoluzionistico obbliga a ripensare in modo nuovo vecchi concetti sui quali si discute da secoli? Se si crede nel principio evoluzionistico e si scarta ogni ipotesi di creazione, non ha più senso ragionare sulle vicende umane come se l'uomo fosse sempre esistito e avesse avuto fin dall'inizio le facoltà di cui oggi dispone. Queste doti, se l'uomo in principio non le aveva e le ha acquisite nel tempo, per via naturale, quale valenza hanno? E in che rapporto si trovano con la natura dalla quale si sono originate? È chiaro che una parte di questa ricerca possono farla soltanto gli scienziati, gli unici in grado di esplorare i meccanismi del cervello umano, ma molte domande che l'uomo si pone vanno oltre i confini della scienza: di queste ci si occupa qui, valendosi, quando è possibile, dei risultati dell'indagine scientifica.
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La rappresentazione di Venezia. Francesco Foscari: vita di un doge nel Rinascimento
di Dennis Romano
editore: Viella
pagine: 531
Reso immortale nei secoli grazie alle opere, tra gli altri, di Lord Byron, Giuseppe Verdi ed Eugène Delacroix, Francesco Foscari fu doge di Venezia negli anni tumultuosi tra il 1423 e il 1457. Spesso argomento di leggenda, la sua vita fu segnata da scontri politici, nemici in cerca di vendetta e strazianti drammi familiari, per terminare con l'allontanamento forzato dal soglio ducale. Nonostante tutto questo, fino a oggi non era mai stata scritta una sua biografia. Questo libro, una storia completa della vita del principe, va a colmare uno spazio lasciato vuoto per troppo tempo, gettando nuova luce non solo sulla vicenda personale di un uomo, ma anche sulla storia e sulla cultura della Venezia del Quattrocento. Mettendo ordine tra miti di lunga data e materiali d'archivio, Dennis Romano ci fa capire come la figura di questo doge sia arrivata a rappresentare, e addirittura a incarnare, lo stato veneziano.
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Appello al Turco. I confini infranti del Rinascimento
di Giovanni Ricci
editore: Viella
pagine: 184
Per molto tempo i poteri pubblici, i singoli individui e le autorità religiose del mondo cristiano fecero di nascosto la "cosa innominabile" che questo libro riporta alla luce: si appellarono ai turchi per risolvere i loro più disparati problemi personali o politici. Ciò accadde soprattutto nell'Italia del Rinascimento, e nell'esercizio si segnalarono persino alcuni papi in conflitto con altri principi cristiani. Il libro analizza le permeabilità della linea di cesura fra cristiani e musulmani, senza farsi ingannare dalle deplorazioni lanciate dai contemporanei. Vengono raccontati scambi di lettere e di emissari, trattative segrete e offerte di doni, azioni di spionaggio e depistaggio nel periodo che va dalla conquista di Costantinopoli nel 1453 alla battaglia di Lepanto nel 1571. Malgrado la retorica di crociata, l'accesso della potenza turca al tavolo diplomatico europeo precedette di molto l'instaurazione di un sistema di relazioni internazionali dichiaratamente laiche.
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Passare la mano
Memorie di una donna dal Novecento incompiuto
di Gaiotti De Biase Paola
editore: Viella
pagine: 352
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Da fronti opposti. Diari di guerra (1914-1915)
editore: Viella
pagine: 173
Due donne americane di fronte alla Grande Guerra europea: Edith Wharton, scrittrice già affermata che in quegli anni sta scriv
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