Il tuo browser non supporta JavaScript!

Carocci: Studi storici carocci

L'Italia del divorzio. La battaglia fra Stato, Chiesa e gente comune (1946-1975)

di Fiamma Lussana

editore: Carocci

pagine: 227

Famiglia e indissolubilità del matrimonio sono al centro del dibattito che inizia, all'indomani della Seconda guerra mondiale, nell'Assemblea Costituente. Si riaccende in quella sede il duro scontro sul divorzio che già nell'Italia postunitaria, fuori e dentro il Parlamento, aveva contrapposto progressisti e conservatori. L'urto sul divorzio è il drammatico specchio delle contraddizioni della politica e del bisogno di cambiamento della società italiana. Dopo la proposta di legge presentata dal socialista Fortuna a metà degli anni Sessanta, la contesa fra divorzisti e antidivorzisti è destinata a dividere il paese diventando un'aspra disputa fra oscurantismo e modernità. Basandosi su fonti archivistiche inedite, come le migliaia di lettere e cartoline dei "fuorilegge del matrimonio" inviate a Loris Fortuna per sostenere il suo progetto di legge, la crociata del divorzio viene qui indagata assumendo per la prima volta anche l'angolo visuale della gente comune. Quella del divorzio è infatti una battaglia esplosiva che si innesta su una sofferenza sociale diffusa: oltre ai maggiori partiti politici e ai vertici della Chiesa, impegnati, ciascuno a suo modo, a difendere la propria egemonia, entrano in campo con forza inaspettata anche le persone.
22,00

L'Italia contemporanea dagli anni Ottanta a oggi

editore: Carocci

pagine: 543

Il volume ripercorre la storia italiana degli ultimi trent'anni seguendone le dinamiche istituzionali e politiche. Vengono così presi in considerazione i diversi aspetti di una realtà che è stata attraversata da apparenti discontinuità, ma che rimane sostanzialmente nel solco della crisi iniziata negli anni Settanta del secolo scorso. Il tramonto dei partiti di massa (PCI, PSI e DC), Tangentopoli, l'affermazione dei nuovi partiti (Lega e Forza Italia), le riforme/non riforme del sistema bancario e dell'amministrazione, le Regioni, i governi Ciampi e Prodi costituiscono alcuni dei temi principali affrontati dai diversi autori. Emerge un paese ancora diviso e attraversato da profonde spinte antipolitiche che vanno facendo definitivamente crollare il sistema dei partiti.
49,00

L'Italia contemporanea dagli anni Ottanta a oggi

editore: Carocci

pagine: 348

Il volume ripercorre la storia italiana degli ultimi trent'anni seguendone le dinamiche sociali, demografiche, migratorie e di genere. Vengono così presi in considerazione i diversi aspetti di una realtà che è stata profondamente cambiata dalla televisione, e nella quale emergono i nuovi problemi della cittadinanza legati all'immigrazione, quelli del progressivo invecchiamento della popolazione, dell'indebolimento delle istituzioni della rappresentanza, della chiusura alle donne. Un paese, infine, nel quale le nuove identità generate dai consumi stanno contribuendo a ridefinire la stessa immagine e auto-percezione degli italiani.
36,00

L'Italia contemporanea dagli anni Ottanta a oggi

editore: Carocci

pagine: 446

Il volume ripercorre la storia italiana degli ultimi trent'anni seguendone le vicende alla luce della fine della Guerra fredda e della crescente globalizzazione dell'economia. Il focus dei contributi spazia dalla dimensione europea a quella atlantica, a teatri come i Balcani e l'Africa, affrontando i principali temi del rapporto tra politica nazionale e contesto internazionale prima e dopo la caduta del Muro di Berlino. Ne emerge un quadro sfaccettato e problematico che evidenzia la difficoltà dell'Italia a intraprendere la strada di una riforma e di una ricollocazione del proprio ruolo negli scenari del mondo globale.
44,00

Il mais «miracoloso». Storia di un'innovazione tra politica, economia e religione

di Emanuele Bernardi

editore: Carocci

pagine: 199

Cosa si nasconde dietro quel che mangiamo? Questo libro per la prima volta descrive, attraverso l'uso di fonti italiane e straniere, la diffusione nel nostro paese e in Europa di un particolare tipo di innovazione, il mais ibrido, giunta dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Durante la Guerra fredda, istituzioni, partiti, tecnici, organizzazioni sindacali e Chiesa cattolica furono per questa via coinvolte, in vario modo, in un progetto di modernizzazione delle campagne italiane, che cambiò i modi di produzione e le abitudini alimentari di una nazione lanciata verso i consumi di massa. Emergono così i nodi che caratterizzano lo squilibrato sviluppo economico dell'Italia fino ai nostri giorni in una prospettiva globale.
22,00

Aristotele, Atene e le metamorfosi dell'idea democratica. Da Solone a Pericle (594-451 a.C.)

di Elisabetta Poddighe

editore: Carocci

pagine: 374

Nessuno più di Aristotele ha studiato la democrazia ateniese. Di quella che è stata la forma storica più rilevante dell'idea democratica Aristotele ha voluto comprendere l'evoluzione, la storia: perciò ha pensato il confronto, in prospettiva diacronica, delle manifestazioni dell'idea democratica che giudicava le più significative e intellegibili della storia ateniese. A guidare la ricerca aristotelica sulla democrazia ateniese è un assunto rilevante del suo pensiero politico: ogni costituzione (politeia, nel suo linguaggio) è conoscibile attraverso la concezione che esprime riguardo a "ciò che è giusto". È l'idea (eidos) della giustizia, anzi della giustizia come uguaglianza, a definire il carattere di un regime politico. Aristotele ha cercato l'idea democratica prioritariamente nella forma di volta in volta assunta dal dispositivo della cittadinanza. Nel caso della democrazia ateniese, l'evoluzione viene seguita dalla fase dell'emergenza dell'idea di cittadinanza democratica, agli inizi del VI secolo, fino a quando le regole stabilite rispetto alla definizione del gruppo dei cittadini e delle loro spettanze hanno ricevuto una forma stabile. Un ciclo compiutosi nel corso del secolo e mezzo che separa i provvedimenti adottati in materia di cittadinanza da Solone e da Pericle.
34,00

L'estate della libertà. Repubbliche partigiane e zone libere

di Nunzia Augeri

editore: Carocci

pagine: 192

La nascita delle zone libere e delle repubbliche partigiane coincide con la stagione culminante del movimento della Resistenza, nell estate-autunno del 1944. Già si profila la sconfitta dell'Asse e le truppe nazifasciste che occupano l'Italia non hanno più il controllo totale del territorio. In molte zone di montagna le popolazioni contadine, riunite nei loro "comuni rustici", iniziano un'inedita esperienza di libertà. Alcune repubbliche sono effimere e durano solo pochi giorni; altre, come la Carnia e l'Ossola, hanno il tempo di esprimere una nuova classe dirigente e di sperimentare inedite forme istituzionali, con organismi democratici composti da civili scelti mediante libere elezioni. La loro durata temporale non ne diminuisce l'importanza storica e politica. In questo volume per la prima volta si ripercorre in maniera dettagliata la storia delle repubbliche e delle zone libere focalizzando l'attenzione sulla vita politico-amministrativa, economica, sociale e civile. Esse costituirono un'esperienza intensa e significativa e, per chi era da sempre stato escluso da ogni partecipazione democratica, rappresentarono la speranza in un futuro di dignità e di riscatto. Lo spirito di alcune scelte legislative scaturite da quella esperienza fu recepito dagli estensori della Costituzione italiana.
20,00

Il Brasile in guerra. La Força Expedicionária Brasileira in Italia (1944-1945)

di Andrea Giannasi

editore: Carocci

pagine: 147

La partecipazione del Brasile alla Seconda guerra mondiale appartiene alla sezione della memoria storica rimossa. Eppure nell'estate del 1944 giunsero in Italia, sul fronte della Linea Gotica, 25.000 soldati che formarono la Forza di Spedizione Brasiliana conosciuta come FEB (Força Expedicionária Brasileira). Dopo innumerevoli difficoltà di preparazione - l'esercito del paese sudamericano seguiva tecnica e tattica legate alla scuola di guerra francese - i brasiliani entrarono in linea di combattimento nella zona di Vecchiano a Pisa alla fine del mese di agosto del 1944. Dopo aver liberato Massarosa e Camaiore, e aver tenuto un buon comportamento nella fase di inseguimento delle truppe naziste in ritirata, i soldati al comando del maresciallo Mascarenhas de Moraes furono spostati in Valle del Serchio. Qui, dopo aver superato Borgo a Mozzano, liberarono Barga e Gallicano trovando per la prima volta le rigide posizioni della linea tedesca. Spostati nel settore centrale degli Appennini subirono la dura sconfitta di Monte Castello, che superarono solo a febbraio, quando il corpo di spedizione, dopo aver ricevuto un adeguato e completo addestramento, riuscì ad avanzare catturando più di ventimila prigionieri a Fornovo.
16,00

Gerardo Chiaromonte, una biografia politica. Dai quartieri spagnoli alla Commissione antimafia

di Giovanni Cerchia

editore: Carocci

pagine: 285

Gerardo Chiaromonte era un uomo del Mezzogiorno, nato nel 1924 nel seno di una famiglia povera, solo di recente trasferitasi dalla Basilicata nel ventre popolare di Napoli. Diventava antifascista sui banchi di scuola, indignato per le condizioni nelle quali il regime aveva abbandonato il Sud, e s'iscriveva al partito comunista quando non aveva ancora vent'anni, nel dicembre 1943, poco dopo le Quattro giornate che liberavano Napoli dalla presenza nazista. Nel corso degli anni successivi, dopo un impegnativo apprendistato, ricopriva prestigiosi incarichi giornalistici (la direzione di "Cronache meridionali", poi di "Rinascita" e de "l'Unità"), alternandoli con altrettanto importanti funzioni di direzione politica, diventando di fatto il vice di Enrico Berlinguer nei difficilissimi anni della solidarietà nazionale e della morte di Aldo Moro. Infine, dal 1988 e fino alla scomparsa avvenuta nell'aprile del 1993, guidava con competenza importanti commissioni bicamerali (l'antimafia e il comitato di controllo sui servizi segreti) dimostrando di essere anche un equilibrato uomo di Stato, sempre attento a coniugare la lealtà rivolta alla propria parte politica con quella, altrettanto vigorosa, che sentiva di dovere al Mezzogiorno e alle istituzioni della Repubblica. Scritta con una forte aderenza alle fonti e ai documenti, questa biografia politica intreccia storia personale e storia del PCI offrendo una ricostruzione persuasiva del cinquantennio repubblicano.
29,00

Parole e violenza politica. Gli anni Settanta nel Novecento italiano

editore: Carocci

pagine: 252

Se è imponente la produzione di opere (di memorialistica o ricostruzione giornalistica) su una stagione politica tanto cruciale per la storia dell'Italia repubblicana quale quella degli anni Settanta, da poco si è imposta l'esigenza di una sua ricostruzione storiografica organica. Tale consapevolezza risulta fondamentale non solo per comprendere gli eventi che hanno caratterizzato questo periodo, ma anche per entrare nel vivo di tematiche più ampie e certamente attuali: il fenomeno del terrorismo e della violenza politica riportano infatti in campo i nodi della partecipazione e della rappresentanza all'interno del modello democratico italiano. La vicenda del terrorismo molto può dire sull'uso dei linguaggi violenti, intorno ad alcune idee di rottura e di lacerazione, e sul modo in cui "le parole" creano i percorsi di una comunicazione che coinvolge, a diversi livelli, soggetti e gruppi significativi della popolazione italiana. Per la formazione delle giovani generazioni questo impegno di ricostruzione critica è di fondamentale importanza. È del resto significativo che, su tali questioni, siano proprio i giovani studiosi, come il presente libro pienamente conferma, coloro che oggi si mostrano capaci degli interventi e dei contributi più originali.
26,00

La guerra civile spagnola. Una storia del Novecento

di Paola Lo Cascio

editore: Carocci

pagine: 255

A sud dei Pirenei, fra il 1936 ed il 1939, i principali temi ed i conflitti sociali, culturali, economici, diplomatici, politici ed ideologici che hanno segnato il Novecento trovarono plastica rappresentazione nella guerra civile spagnola, evento che, al pari della Seconda guerra mondiale, ha suscitato l'interesse non solo degli storici contemporanei, ma anche di scrittori, cineasti, giornalisti, provocando dibattiti accesi e vivissimi nelle opinioni pubbliche dei più diversi paesi del mondo. Allo stesso tempo, quella guerra fu anche il risultato di dinamiche specifiche tutte interne alla storia della Spagna, nel momento in cui quest'ultima si affacciava alla contemporaneità. Questo libro, che nasce dall'esperienza di ricerca dell'autrice nel contesto spagnolo, rappresenta una sintesi che combina entrambi questi due piani di lettura. Da un lato, si inquadrano la vicenda e i suoi esiti nella storia spagnola, nella loro specificità nazionale. Dall'altro, si ricostruiscono le ripercussioni che la guerra ebbe nel contesto europeo e mondiale, analizzando il conflitto per ciò che esso in definitiva rappresentò: un avvenimento specifico, cruciale, decisivo della storia del mondo occidentale del secolo scorso.
27,00

Portogallo e Piemonte. Nove secoli (XII-XX) di relazioni dinastiche e politiche

editore: Carocci

pagine: 272

Questo libro racconta di un legame di lunghissima durata: quello fra il Portogallo - una delle principali monarchie nazionali della prima età moderna - e il ducato di Savoia, piccolo Stato transalpino in cerca di riconoscimento internazionale. Grazie ai contributi di autori di diversa provenienza e di ambiti disciplinari differenti emerge un quadro istituzionale e dinastico variegato, condizionato dagli eventi della politica europea. Sono per lo più le donne, principesse portoghesi o piemontesi, a fungere da pedine diplomatiche e parentali nel tessuto delle relazioni secolari luso-sabaude: Mafalda di Moriana e Savoia, prima regina del Portogallo; Beatrice de Aviz duchessa di Savoia; Margherita di Savoia, viceregina di Portogallo per conto della dominazione spagnola; Maria Francesca Isabella di Savoia Nemours, regina del trono portoghese restaurato; infine Maria Pia di Savoia, penultima regina della monarchia portoghese. Ma sono anche i disegni delle due casate, come nel caso del ventilato matrimonio fra l'infanta Isabel Luisa e il futuro Vittorio Amedeo II di Savoia, a consolidare un'alleanza lontana nello spazio, ma fruttuosa nel tempo. Non a caso il Portogallo fu meta d'esilio per due sovrani sabaudi, Carlo Alberto, re di Sardegna, e Umberto II re d'Italia. Dalle Alpi all'Atlantico, e dall'Atlantico alle Alpi, si potrebbe riassumere il secolare legame tra Portogallo e Piemonte, in una densa contaminazione fra cerimoniali, usi di corte e modelli culturali fra due Paesi solo in apparenza distanti.
29,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo avviso, navigando in questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Acconsento