Edb: Lapislazzuli
Nascere fragili. Processi educativi e pratiche di cura
di Andrea Canevaro
editore: Edb
pagine: 120
Gli individui sono tutti diversi fra loro
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Teologia dell'amore
di Gianfranco Ravasi
editore: Edb
pagine: 120
"Quando si è avuta una volta la fortuna di amare intensamente - ha scritto Camus - si spende la vita a cercare di nuovo quell'ardore e quella luce per possederli sempre". Tutte le esperienze umane, in ultima analisi, si annodano intorno alla forza e all'intensità di questo sentimento sempre diverso, che si rinnova e si rigenera con variazioni continue. Il libro tratteggia il tema attraverso una sintesi teologica che non si affida esclusivamente ai testi della Scrittura, ma li fa dialogare con Dante ed Epicuro, Kierkegaard e Teresa d'Avila, Emily Dickinson e sant'Agostino. A questo viaggio di conoscenza la Bibbia offre un vocabolario molto ricco. L'ebraico dell'Antico Testamento conosce il verbo "'aheb" (amare) e le parole "rachamîm" (le "viscere materne" di Dio nei confronti dell'umanità) e hesed, difficile da tradurre poiché descrive ciò che intercorre tra due persone che si amano, anche come amici, ed è perciò frutto di una relazione. Nel Nuovo Testamento è invece centrale la categoria dell'agape, che sostituisce l'eros con il quale si indicava l'amore anche passionale, mentre altre parole d'influsso ellenistico, come "filìa" ed "èleos", illuminano l'amore fraterno e il sentimento di tenerezza e di misericordia.
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Le sirene di Ulisse. Letture cristiane di un mito greco
di Rahner Hugo
editore: Edb
pagine: 104
L'episodio di Ulisse che, legato all'albero maestro della sua nave, respinge il richiamo delle sirene è stato per un millennio
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Luoghi segreti e pratiche nascoste. La costruzione dell'eretico nel cristianesimo delle origini
di Harry O. Maier
editore: Edb
pagine: 64
I luoghi domestici svolgono un ruolo importante nell'organizzazione, nella crescita e nello sviluppo istituzionale del cristianesimo delle origini e proprio la distinzione tra spazi pubblici e privati viene adottata nei testi antichi per riconoscere l'insegnamento della retta dottrina e delimitare la diffusione delle pratiche eretiche. Le lettere pastorali di Paolo a Timoteo e Tito, il ritratto che Ireneo di Lione tratteggia del suo avversario Marco e le lettere di Ignazio di Antiochia classificano gli antagonisti come frequentatori di luoghi segreti in cui si svolgono pratiche nascoste e sregolate e associano loro tutti i vizi che conducono alla distruzione della polis. Viceversa, le assemblee in cui si pratica il corretto insegnamento sono anche aperte alla vista e dispiegano le virtù di un ordine sociale armonioso. Nell'intento di approfondire la geografia sociale e umana del cristianesimo delle origini, il saggio intende contribuire alla discussione sulla distinzione tra pubblico e privato nell'antichità greco-romana, facendo emergere la relazione tra la produzione sociale dello spazio e la rappresentazione del vero e del falso insegnamento.
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Il libro di Giobbe
di Gianfranco Ravasi
editore: Edb
pagine: 104
A causa di una scommessa tra Dio e Satana, un uomo baciato dalla fortuna vede la sua esistenza lacerata all'improvviso dalla disgrazia. Perde i figli e i beni, si ammala, precipita in una grande desolazione, ma alla fine la sua determinazione e la sua fede lo ristabiliranno nella situazione di partenza. Nell'apparente linearità della sua trama, il libro biblico di Giobbe - che ha profondamente attratto Goethe e Melville, Jung e Roth, Kierkegaard e Kafka tratteggia una figura molto distante dall'uomo paziente per antonomasia, come vorrebbe una lunga, proverbiale tradizione. Esso delinea, al contrario, uno dei ritratti più compiuti di tutte le afflizioni possibili prodotti dalla letteratura del mondo antico. Con il suo dolore e il suo lamento Giobbe non elabora un'etica del dolore in quanto tale, una riflessione morale sul soffrire e sulle cause della sofferenza, ma parla del vero volto di Dio contro i fantasmi della teologia tradizionale, convinta che il dolore assolva a una funzione purificatrice.
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Il caffè dell'oblio. Emmanuel Lévinas e la saggezza ebraica
di Pierluigi Cabri
editore: Edb
pagine: 80
"Si entra senza necessità. Ci si siede senza stanchezza, si beve senza sete. Pur di non restare nella propria stanza". Per il filosofo Emmanuel Lévinas, l'istituzione del caffè è un "non-luogo" per una società senza solidarietà, senza domani, senza impegni, senza interessi comuni e responsabilità reciproca. "Si sta lì, ciascuno al suo tavolino, davanti alla tazza o al bicchiere, ci si rilassa completamente al punto di non dover niente a niente e a nessuno; ed è perché si può andare al caffè a rilassarsi che si sopportano gli orrori e le ingiustizie di un mondo senz'anima", luogo giocoso della dimenticanza e dell'oblio dell'altro. La condanna senza appello del caffè, emblematica delle esigenze di un'etica innervata di saggezza ebraica e di esercizio talmudico, mostra che per Lévinas essere al mondo significa (sempre) rispondere d'altri, averne cura estrema e considerare la responsabilità illimitata come struttura essenziale, primordiale e fondamentale della soggettività.
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Il tragico e la pietà
editore: Edb
pagine: 88
Per "comprendere l'incomprensibile del XX secolo" - i milioni di morti delle due guerre mondiali e lo sterminio del popolo ebraico nei campi nazisti serve, a giudizio di Michel Serres, un modello "antropologico e tragico" come quello elaborato da René Girard. Esso è incentrato sul carattere mimetico, cioè imitativo, del desiderio - un processo da cui derivano sia la trasmissione del sapere sia la violenza - e sul nesso che lega in modo inscindibile il sacro alla logica arcaica del sacrificio e al ruolo del "capro espiatorio". Sul filo che interseca il tragico e la pietà si svolge il discorso con il quale Serres accoglie l'amico Girard tra gli eletti dell'Accademia di Francia. Girard, a sua volta, secondo la tradizione della storica istituzione, fa il suo esordio ricordando il suo immediato predecessore defunto. È il domenicano Ambroise-Marie Carré, celebre predicatore che negli anni della guerra aveva svolto un ruolo importante nella resistenza ai nazisti. Girard si sofferma sul dramma spirituale che ha accompagnato la sua vita: una profonda e intensa esperienza mistica, avvenuta alla precoce età di quattordici anni, orienta tutte le sue scelte ma, nonostante le attese, non si ripeterà più generando un irrequieto senso di fallimento personale. A padre Carré serve tempo per comprendere che l'ambizione e l'orgoglio rischiano di travolgere la grazia e per convertire il suo progetto di santità in una resa alla misericordia divina.
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Indagine sulla Sindone. Controversie su un'icona cristiana
di Sergio Bocchini
editore: Edb
pagine: 248
Questa indagine sulla Sindone si propone di offrire un'informazione corretta e documentata sul dibattito, ricco e complesso, a volte confuso e tormentato, che circonda il telo di Torino. Il volume ricostruisce la storia del lenzuolo funebre e di sudari e veli analoghi, commenta i testi sulla passione di Gesù, illustra le ricerche della scienza e le posizioni della Chiesa cattolica, la storia delle ostensioni pubbliche e della devozione popolare. In appendice, cinque interviste offrono altrettanti sguardi sul mistero del telo torinese: la parola passa dunque al biblista Giuseppe Ghiberti, allo storico Andrea Nicolotti, al giornalista Marco Fracon, al fondatore del Gruppo Abele e di Libera Luigi Ciotti e al parroco ortodosso Lucian Rosu. L'intento è "raccontare" la Sindone senza pregiudizi, ingenuità e forzature, evitando di prendere posizione a favore o contro la sua autenticità, ma anche senza dimenticare che il telo di Torino, con il suo fascino, i suoi lati oscuri e problematici, è una straordinaria icona cristiana, testimone della sofferenza dell'uomo in ogni tempo.
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Pedagogia del desiderio. Bellezza ed eresia nell'esperienza educativa
di Rubem A. Alves
editore: Edb
pagine: 160
La riflessione pedagogica e teologica di Rubem Alves, proposta nel volume attraverso una selezione di racconti, rivela al temp
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Dai valori alle virtù. Un percorso tra rinnovamento e crisi
di Lodovica Maria Zanet
editore: Edb
pagine: 248
Il pensiero contemporaneo ha spesso confrontato - e talvolta contrapposto valori e virtù, che esigono di essere riscoperti e argomentati nel loro nesso, alla confluenza tra uno slancio ideale che deve salvaguardare la capacità profetica rispetto al presente e un "realismo delle circostanze" capace di assumersi la responsabilità di vivere ciò che è proclamato a parole. Quel nesso permette di enunciare alcune tesi: 1) I valori non mancano e non sono in crisi, ma è difficile trovare uomini virtuosi capaci di incarnarli a servizio del reale bene della persona e della società; 2) Nessun nuovo ordo amoris (ordine del cuore, ordine dei valori, ordine delle cose significative e prioritarie) può essere proposto solo per sé, perché qualsiasi scelta individuale propone con efficacia una specifica idea di uomo; 3) Ogni etica è un'etica di rilevanza pubblica, anzi una etica pubblica essa stessa. Solo il virtuoso incarna i valori e per loro mezzo consegue un bene oggettivo, per sé e per gli altri. Egli interseca la libertà di scelta alla libertà di adesione: raccoglie cioè la provocazione, tipica delle etiche dei valori, a eleggere specifici aspetti della realtà escludendone altri, eppure sa anche perseverare nel bene, senza retrocederne, nelle situazioni che valorialmente non approverebbe, ma con cui deve esistenzialmente apprendere a mediare.
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L'altare bilingue. Immigrati orientali e religioni nella Roma imperiale
di Nicole Belayche
editore: Edb
pagine: 56
Tra il II secolo a.C. e l'inizio dell'Impero la popolazione emigrata a Roma proveniva, per lo più, dalla parte orientale del Mediterraneo, conquistata dalle legioni romane, e anche le divinità straniere avevano la medesima origine. La natura aperta e politeistica del sistema religioso consentiva nuovi culti, che venivano "naturalizzati" in modo completo quando lo Stato decideva di aggiungerli al calendario pubblico, eventualmente conservando il rituale originario. Anche se la società romana dell'Impero classico era aperta e inclusiva, una xenofobia latente colpiva, in particolare, gli orientali per il loro presunto esotismo variopinto ed eccessivo; la tradizione letteraria latina, non senza forzature, si compiaceva di descrivere le loro cerimonie esotiche, caratterizzate dall'uso di lingue barbare e di musiche stordenti, celebrate da sacerdoti abbigliati con vesti eccentriche e dai costumi depravati.
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Il bambino conteso. Storia biblica di due donne e un re
di André Wénin
editore: Edb
pagine: 48
Due prostitute si presentano al cospetto del re affinché giudichi chi è la vera madre di un bambino conteso da entrambe
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