Adelphi
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Enten-Eller. Vol. 3: Un frammento di vita.
Un frammento di vita
di Kierkegaard Sören
editore: Adelphi
pagine: 448
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Siva. L'asceta erotico
di Wendy Doniger
editore: Adelphi
pagine: 458
Nel mondo della mitologia indù nessuna figura desta più sconcerto di Siva, il "Benevolo", il quale già nell'antifrasi del nome attribuitogli (è lui il dio che presiede alla distruzione dell'universo) si annuncia come luogo dell'ambiguità, delle contraddizioni, del paradosso. La sua inquietante presenza si manifesta fin dai tempi più remoti, nei sigilli preistorici appartenenti alla civiltà della valle dell'Indo che raffigurano un suo enigmatico precursore, un essere itifallico, seduto a gambe incrociate e circondato da animali. Il libro presenta questa mitica figura.
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L'ombra cinese
di Georges Simenon
editore: Adelphi
pagine: 143
Esterno notte: place des Vosges, una sera di novembre. Al numero 61, il direttore dei laboratori che producono i famosi Sieri del Dottor Rivière viene trovato ucciso nel suo ufficio in fondo al cortile: dalla cassaforte, rimasta aperta alle sue spalle, sono scomparsi trecentomila franchi. Al primo piano, la signora di Saint-Marc, moglie di un ex ambasciatore, sta partorendo; al secondo, una vecchia pazza urla nel silenzio della notte ogni volta che la sorella la lascia sola per andare a origliare alle porte dei vicini. Levando lo sguardo, Maigret scorge, dietro le tende di un finestra illuminata, una figura di donna che in controluce gli fa l'effetto inquietante di un'ombra cinese...
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Le interviste impossibili
di Giorgio Manganelli
editore: Adelphi
pagine: 140
Da un luogo che somiglia a un Averno di desolazione beckettiana, a un "inferno tiepido" posto tra la vita e la morte, un intervistatore timido, testardo e colpevolmente curioso invia dodici colloquio impossibili con altrettanti illustri defunti. Ciascuno di loro palesa tutte le proprie paure, ossessioni, frustrazioni, manie. Parlando a Tutankhamon: "Lei mi scuserà: io non so davvero come rivolgerle la parola...". Tutankhamon: "Lei ritiene di dovermi rivolgere la parola?"
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Yossl Rakover si rivolge a Dio
di Zvi Kolitz
editore: Adelphi
pagine: 92
Nel settembre 1946 una rivista di Buenos Aires in lingua yiddish pubblicava questo libro presentandolo come l'ultimo messaggio scritto da un combattente del ghetto di Varsavia mentre il cerchio della morte si stringeva intorno a lui. Pochi conoscevano allora con precisione la storia della rivolta ebraica a Varsavia e della atroce tragedia che con essa si consumò, ma subito il testo dell'ignoto combattente, che, simile a un nuovo Giobbe, chiama in causa il Signore e il suo silenzio di fronte al trionfo dell'orrore, cominciò una lunga e singolare peregrinazione per il mondo, giungendo in Israele e in Germania. Quando il vero autore si fece vivo presentandosi come ebreo lituano emigrato in Palestina allo scoppio della guerra, iniziarono grandi dispute.
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Il valzer degli addii
di Milan Kundera
editore: Adelphi
pagine: 246
"C.S.: Lei non ha parlato quasi per nulla del "Valzer degli addii". "M.K.: Eppure è il romanzo che in un certo senso mi è più caro. Come "Amori ridicoli", l'ho scritto con più divertimento, con più piacere degli altri. In un altro stato d'animo. Anche molto più in fretta. "C.S.: Ha solo cinque parti. "M.K.: Si fonda su un archetipo formale del tutto diverso da quello degli altri miei romanzi. E' assolutamente omogeneo, senza digressioni, composto di una sola materia, raccontato con lo stesso tempo, è molto teatrale, stilizzato, basato sulla forma del vaudeville." (Milan Kundera, "L'arte del romanzo")
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Pagine esoteriche
di Pessoa fernando
editore: Adelphi
pagine: 236
Poeta-alchimista, appassionato di cabbala e conoscitore della tradizione teosofica ed ermetica, fin da giovane Pessoa si inolt
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L'arte di essere felici esposta in 50 massime
di Arthur Schopenhauer
editore: Adelphi
pagine: 114
Nello sterminato fascio di carte che compongono gli scritti postumi di Schopenhauer si cela un abbozzo di eudemonologia, ossia l'arte di essere felici. Schopenhauer concepì infatti il disegno di radunare in un manualetto, articolandoli in 50 massime, una serie di pensieri che era venuto formulando nel corso del tempo e che insegnano come vivere il più felicemente possibile in un mondo in cui "la felicità e i piaceri sono soltanto chimere che un'illusione ci mostra in lontananza, mentre la sofferenza e il dolore sono reali e si annunciano immediatamente da sé, senza bisogno dell'illusione e dell'attesa". Il filosofo giunge alla conclusione che la felicità di cui si discorre non è che un eufemismo, vivere "il meno infelici possibile".
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Romanza parigina. Carte di un disperso
di Franz Hessel
editore: Adelphi
pagine: 92
Per le strade di Parigi, "la città più carnale che ci sia", passeggiano instancabilmente un mite "flaneur" (ma la sua mitezza è un'insidiosa forma di seduzione) e una bionda diciannovenne tedesca, che dovrebbe migliorare il suo francese. Lotte vuole scoprire la "vera vita" della città, e il suo accompagnatore non chiede di meglio che iniziarla. Parigi sta vivendo un ultimo momento di inconsapevole felicità, poco prima che scoppi la Grande Guerra. E il "flaneur" la osserva come se già stesse per inabissarsi. Così comincia una storia su cui paradossalmente sappiamo oggi più di quanto sapesse il suo autore nel 1920. Il "flaneur" è Franz Hessel, che sarà Jules in "Jules et Jim" di Roché e Lotte sarà Kate.
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