Antenore
Per il Petrarca latino. Opere e traduzioni nel tempo. Atti del Convegno internazionale (Siena, 6-8 aprile 2016)
editore: Antenore
pagine: 469
"Per il Petrarca latino: opere e traduzioni nel tempo" raccoglie le relazioni presentate all'omonimo convegno senese dell'apri
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Osservazioni sulla tortura. Ediz. critica dell'autografo
di Pietro Verri
editore: Antenore
pagine: 234
Con le "Osservazioni sulla Tortura" Pietro Verri dà una spinta fondamentale al dibattito sette-ottocentesco sui delitti e sull
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I codici petrarcheschi latini della Biblioteca nazionale marciana di Venezia
di Aurelio Malandrino
editore: Antenore
pagine: 380
La presente tesi di dottorato censisce i codici petrarcheschi latini conservati nella Biblioteca Marciana di Venezia
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Boccaccio e i volgarizzamenti
di Stefano Carrai
editore: Antenore
pagine: 68
Boccaccio fu traduttore di classici e lettore curioso e attento di alcune fra le più brillanti traduzioni di testi antichi o t
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Lectura Dantis Scaligera 2009-2015
editore: Antenore
pagine: 293
Negli ambienti accademici internazionali è da tempo consolidata la tradizione delle letture tematiche, organizzate dai più imp
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Copisti e filologi. La tradizione dei classici dall'antichità ai tempi moderni
editore: Antenore
pagine: 296
La storia della trasmissione dei testi greci e latini e della loro fortuna nel corso dei secoli è l'oggetto di questo manuale,
Disponibilità immediata
Scritti petrarcheschi
di Agostino Sottili
editore: Antenore
pagine: 325
"A conclusione dell'anno accademico 1961-1962 Agostino Sottili (1939-2004) discuteva presso l'Università Cattolica del Sacro C
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Annotazioni sul volgarizzamento del «Liber ruralium commodorum» di Pietro Crescenzi
di Vincenzo Borghini
editore: Antenore
pagine: 117
"Sulla base della Dedicatoria del 'Liber moralium commodorum', che Pietro Crescenzi rivolge a frate Almerigo Giliani da Piacenza, Maestro generale dei Domenicani (ordinis fratrum predicatorum generali magistro), è lecito ricavare soltanto la coincidenza cronologica tra il periodo della carica di Almerigo, svolta dal 1304 al 1311, e quello della compiuta stesura del trattato. Una seconda Dedicatoria, a Carlo II d'Angiò, re di Gerusalemme e di Sicilia, sembrerebbe autorizzarci ad anticipare il terminus ante quem al 1309, anno della morte del sovrano, per la consolatio e la delectatio del quale, oltre che per l'utilitas dei sudditi, l'opera è stata progettata ed eseguita. Evidentemente, i riferimenti contenuti nelle due Dedicatorie in parte si contraddicono: nella dedica a frate Almerigo, l'evocazione di re Carlo sembra coincidere solo con l'inizio della compilazione del trattato, per cui se ne deduce che la conclusione di questo dovrebbe essere successiva alla morte del sovrano; invece, nella dedica a Carlo d'Angiò, non solo si dichiara che l'opera è compiuta, ma anche che essa viene inviata al re dopo essere stata esaminata e approvata da Almerigo e dai Domenicani, oltre che dagli esperti in scienza naturale dell'Università di Bologna."
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Risposte a nome di Madonna Laura alle rime di messer Francesco Petrarca in vita della medesima
di Pellegra Bongiovanni
editore: Antenore
pagine: 309
"Svanire dalla memoria storica senza lasciare traccia di sé è stato destino comune a molte delle poetesse arcadiche del XVIII
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«In aula ingenti memoriae». Ricerche petrarchesche
di Manlio Pastore Stocchi
editore: Antenore
pagine: 290
"Gli scritti che qui presento raccolti sono stati composti sparsamente nel corso di molti decenni, con impostazioni e modi di
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La strada più impervia. Boccaccio fra Dante e Petrarca
di Veglia Marco
editore: Antenore
pagine: 154
Senza nulla togliere alla grandezza di Petrarca, dovremmo forse dubitare delle sue prospettive di giudizio sull'amico Boccacci
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«Quasi ombra e figura de la verità». Pensiero e poesia in Torquato Tasso
di Stefano Prandi
editore: Antenore
pagine: 284
"Pochi autori come il Tasso hanno suscitato interpretazioni tanto differenziate e, in molti casi, discordanti. Posto di volta in volta a chiusura di un'epoca, quella manieristica, o come anticipatore della successiva temperie barocca, egli pare aver scontato il prezzo di un'esemplarità sin troppo manifesta rispetto al proprio Zeitgeist, una stagione che vede, nella vulgata storiografica, la regola prevalere sull'afflato creativo. 'Era già critico prima di esser poeta', sentenziò il De Sanctis, che arrivava a circoscriverne pure l'esperienza biografica nel perimetro di un implacabile autodafé, definendolo 'più crudele inquisitore di sé che il tribunale dell'Inquisizione'. A ciò poi si aggiungeva l'estrinsecità della corte quale destinataria e quasi principio informativo del mondo tassiano, che sembrava legittimare, da Croce in avanti, tutta una serie di giudizi limitativi sulla sua poesia, orientati ad accentuarne la natura encomiastica, aneddotica, addirittura frivola. La critica più recente ha compiuto un'imponente e fondamentale opera di scavo all'interno della cultura tassiana, delle sue letture, della sua poetica, ma il tentativo di rettificare il profilo complessivo dell'autore mostra esiti ancora incerti. In risposta alla vecchia immagine di un Tasso sconfitto dalla cultura controriformistica e alla fine assoggettato alle sue leggi, se ne sono di recente aggiunte altre..." (Dall'introduzione)
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