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Antenore

«In aula ingenti memoriae». Ricerche petrarchesche

di Manlio Pastore Stocchi

editore: Antenore

pagine: 290

"Gli scritti che qui presento raccolti sono stati composti sparsamente nel corso di molti decenni, con impostazioni e modi di
26,00

La strada più impervia. Boccaccio fra Dante e Petrarca

di Veglia Marco

editore: Antenore

pagine: 154

Senza nulla togliere alla grandezza di Petrarca, dovremmo forse dubitare delle sue prospettive di giudizio sull'amico Boccacci
12,00

La «Spagna» nella letteratura cavalleresca italiana

di Franca Strologo

editore: Antenore

pagine: 480

"Il presente volume è stato approntato nel giro di nove anni di lavoro; non avrei saputo come condurre a termine l'impresa, se non fosse stato per i maestri che ho avuto il privilegio d'incontrare e che mi hanno guidata con il loro esempio e il loro sostegno. I miei più profondi ringraziamenti vanno a Michelangelo Picone, che fin dall'inizio ha creduto in questa ricerca, da lui ideata e promossa; e, insieme, a Georges Guntert, alla cui generosa fiducia e al cui fondamentale appoggio devo la possibilità stessa di avere avviato e proseguito una carriera accademica."
44,00

«Quasi ombra e figura de la verità». Pensiero e poesia in Torquato Tasso

di Stefano Prandi

editore: Antenore

pagine: 284

"Pochi autori come il Tasso hanno suscitato interpretazioni tanto differenziate e, in molti casi, discordanti. Posto di volta in volta a chiusura di un'epoca, quella manieristica, o come anticipatore della successiva temperie barocca, egli pare aver scontato il prezzo di un'esemplarità sin troppo manifesta rispetto al proprio Zeitgeist, una stagione che vede, nella vulgata storiografica, la regola prevalere sull'afflato creativo. 'Era già critico prima di esser poeta', sentenziò il De Sanctis, che arrivava a circoscriverne pure l'esperienza biografica nel perimetro di un implacabile autodafé, definendolo 'più crudele inquisitore di sé che il tribunale dell'Inquisizione'. A ciò poi si aggiungeva l'estrinsecità della corte quale destinataria e quasi principio informativo del mondo tassiano, che sembrava legittimare, da Croce in avanti, tutta una serie di giudizi limitativi sulla sua poesia, orientati ad accentuarne la natura encomiastica, aneddotica, addirittura frivola. La critica più recente ha compiuto un'imponente e fondamentale opera di scavo all'interno della cultura tassiana, delle sue letture, della sua poetica, ma il tentativo di rettificare il profilo complessivo dell'autore mostra esiti ancora incerti. In risposta alla vecchia immagine di un Tasso sconfitto dalla cultura controriformistica e alla fine assoggettato alle sue leggi, se ne sono di recente aggiunte altre..." (Dall'introduzione)
23,00

Dante, la sua biblioteca e lo studio di Bologna

di Luciano Gargan

editore: Antenore

pagine: 167

Nella "Commedia" i libri più amati dal poeta. Sulla biblioteca di Dante circolano ancora pesanti pregiudizi che vorrebbero farne una raccolta assai modesta, rispetto, ad esempio, a quella molto più ricca del Petrarca e ci si ostina a ripetere che, almeno nel periodo dell'esilio, Dante non poteva possedere molti libri a causa dei suoi continui spostamenti e degli scarsi mezzi economici a disposizione, dimenticando che, prima e dopo l'esilio, ogni città in cui egli soggiornò era in grado di fornirgli nuove opportunità di venire a contatto con i testi che lo interessavano. In mancanza di inventari antichi e di codici superstiti, questo testo si propone di ricostruire la biblioteca di Dante con Dante stesso attraverso una lettura mirata delle sue opere. Nella ricostruzione virtuale della biblioteca di Dante occupano un posto molto significativo il "Convivio" e il "De vulgari eloquentia", due libri scritti con i libri, dove Dante dimostra di poter attingere a piene mani a una gamma assai vasta di conoscenze (e quindi di testi letti e riletti) che era andato accumulando nel corso del tempo, mentre nella "Commedia" egli elabora in momenti successivi il canone di una propria biblioteca ideale, trasformando i suoi "libri peculiares" in personaggi che soggiornano all'interno del limbo, se poeti o filosofi pagani o formano le due corone di spiriti sapienti nel cielo del Sole, se teologi, mistici o dotti cristiani.
18,00

I manoscritti medievali in lingua volgare della biblioteca del museo Correr

editore: Antenore

pagine: 293

La Biblioteca del Museo Correr di Venezia, specializzata in storia dell'arte e storia veneziana, conserva un'importante collezione di libri manoscritti dall'XI al XIX secolo. Il catalogo censisce e descrive, per la prima volta in maniera scientifica, i 102 manoscritti medievali (anteriori al 1500) o in lingua volgare della Biblioteca, di diverse tipologie testuali, materiali e diversa provenienza, dando spazio particolare alla storia e alla bibliografia del manoscritto. Testi religiosi, vite di santi, scritti poetici, letterari, cronache, manoscritti miniati o ornati semplicemente, con legature originali, provengono in gran parte dalle biblioteche dei due tra i più importanti collezionisti veneziani tra Sette e Ottocento, Teodoro Correr e Emmanuele Antonio Cicogna. Seppure di diverso livello sociale e culturale e mossi da differenti motivazioni, entrambi tentarono di preservare le testimonianze dell'antica storia e cultura della Repubblica, in un periodo in cui intere collezioni, biblioteche nobiliari ed ecclesiastiche venivano svendute, disperse e irrimediabilmente perdute.
28,00

I classici nel «Canzoniere». Note di lettura e scrittura poetica in Petrarca

di Maurizio Fiorilla

editore: Antenore

pagine: 212

Uno studio per comprendere meglio il "Canzoniere" e l'immaginario poetico del Petrarca
22,00
29,00

Delle antiche favole

di Gianvincenzo Gravina

editore: Antenore

pagine: 281

Il profilo del Gravina che emerge da questo testo, grazie al riscontro sulle fonti e all'indagine stilistica, è quello di una figura cardine nel passaggio tra Sei e Settecento, un teorico dell'estetica che travasa la cultura secentesca nel secolo dei lumi. La sua posizione viene analizzata e delineata tanto nei suoi rapporti con Vico, quanto nella lunga durata, come interlocutore longevo di Foscolo e Leopardi. Il volume si compone di un'introduzione storicoculturale che ricostruisce nel dettaglio i primi anni romani, tratteggia la proposta estetica graviniana, offre un'analisi stilistica e semantica dei termini tecnici su cui poggia la sua estetica (immagine/immaginazione, fantasia, ecc.). C'è poi il testo di "Delle antiche favole" secondo la princeps di Roma; una nota al testo e un apparato variantistico; quindi il commento. In appendice, si offre il commento del "Discorso sopra l'Endimione", vero e proprio incunabolo di "Delle antiche favole". L'edizione congiunta delle due opere evidenzia la coerenza e l'evoluzione della proposta graviniana, in relazione ai diversi stimoli che l'ambiente romano gli offrì nell'ultimo scorcio del secolo XVII.
21,00

Padri

Petrarca e Boccaccio nella poesia del Trecento

di Vecchi Galli Paola

editore: Antenore

10,00

Ritratti allo specchio

(Boccaccio, Petrarca)

di Rico Francisco

editore: Antenore

12,00

Studi sulla lirica rinascimentale (1540-1570)

di Franco Tomasi

editore: Antenore

pagine: 239

Negli anni successivi alle Rime di Bembo e di Sannazaro, si apre una lunga stagione di grande fioritura di prove liriche, in virtù del pieno e definitivo affermarsi di una lingua poetica codificata. Nell'insieme però il panorama si presenta particolarmente articolato e mosso, dando vita a una fase caratterizzata da una pluralità di esperienze che da un lato poggiano sulla legittimazione teorica garantita dall'impianto bembiano, dall'altro mirano a sperimentare e a superare le forme spesso troppo strette che proprio quell'impianto aveva garantito. I saggi qui raccolti, parte già editi, mirano a indagare da prospettive diverse questo fenomeno di sperimentazione che sembra avere come scopo dichiarato la rivendicazione piena di una modernità ormai acquisita. Nel primo capitolo si ripercorre l'intero arco cronologico preso in esame, con alcune puntate in avanti verso le esperienze del tardo Cinquecento, con lo scopo di rilevare l'emergere in modi e forme diverse di una forte rivendicazione di 'modernità' della lirica, anche, e soprattutto, sul piano teorico. Il secondo capitolo, affronta invece il problema delle diverse forme che il libro di poesia assume in questi anni. Dal tentativo di imitare i Rerum vulgarium fragmenta, alla dimensione corale dell'antologia, capace di farsi perimetro accogliente per una poesia dai toni plurali e aperta anche ai letterati non professionisti. Gli ultimi tre capitoli sono incentrati sul commento e sulla teoria del genere lirico.
20,00

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