Bollati Boringhieri
Utopia e tirannide
Scavi nell'archivio Halévy
di Battini Michele
editore: Bollati Boringhieri
Resiste nel senso comune un sillogismo dato per scontato: l'utopia conduce inevitabilmente alla tirannia
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La ragione della storia
Per una filosofia della storia come scienza
di Pasquale Gianluigi
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 302
La storia ha un andamento tortuoso, a volte incomprensibile
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Italia in opera
La nostra identità attraverso le arti visive
di Pietromarchi Bartolomeo
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 201
Non esiste paese al mondo che abbia stimolato l'arte al pari del nostro
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L'interpretazione dei sogni
di Sigmund Freud
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 604
"La più valida delle mie scoperte", "intuizione che capita, se capita, una volta sola nella vita". Così Freud. L'enorme risonanza che l'opera ha suscitato e continua a suscitare gli ha dato ragione: chiunque voglia accostarsi allo studio della psicoanalisi, o anche solo rendersi conto di quale radicale mutamento di prospettive essa abbia prodotto nella cultura moderna, non può prescindere dalla lettura di questo che è il suo libro più affascinante e sconvolgente.
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Lezioni di analisi matematica
Vol. 2
di Prodi Giovanni
editore: Bollati Boringhieri
Il volume trae origine dalle lezioni che l'autore ha impartito nei suoi corsi universitarie si distingue da altri manuali del
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Il mito dell'interiorità. Tra psicologia e filosofia
di Giovanni Jervis
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 302
Negli ultimi trentìanni è cambiata l'antropologia di base delle scienze umane. L'immagine dell'uomo ha dovuto fare i conti con un nuovo naturalismo, che ha portato a compimento il processo di decentramento della soggettività iniziato con Copernico e Galileo e proseguito con Darwin e Freud. Un presupposto metodologico che era stato dato per autoevidente, quello dell'assoluta diversità della natura umana rispetto a quella animale, è andato definitivamente in frantumi. In questo quadro, la psicologia scientifica è giunta a risultati talora apparentemente paradossali. La psicologia intuitiva - ci spiega questo libro - è come l'astronomia intuitiva: come siamo inclini a credere che il Sole giri intorno alla Terra e che la Terra stia al centro dell'universo, così anche l'autocoscienza umana viene presa intuitivamente come un dato primario. E ormai non è più sufficiente a correggere questa ingenuità il ricorso all'inconscio di Freud. In panni da antimaestro illuminista, Giovanni Jervis scandaglia qui senza dogmatismi le complessità della "scienza della mente", esplorando alcuni temi all'intersezione di psicologia è filosofia: l'inconscio, la coscienza, l'identità, l'io, la persona. Un'esplorazione che ci svela i miti, i riti e le retoriche dell'interiorità.
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All'ombra dell'altra lingua. Per una poetica della traduzione
di Antonio Prete
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 138
Fare rivivere in un'altra lingua la parola letteraria è al tempo stesso opera alchemica e prova di audacia
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Come si esce dalla società dei consumi
Corsi e percorsi della decrescita
di Latouche Serge
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 203
Latouche riprende qui tutti i principali temi e le argomentazioni della sua riflessione sulla necessità di abbandonare la via
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Gli inizi di Roma capitale
di Pavone Claudio
editore: Bollati Boringhieri
Di fronte agli attuali tentativi di cancellare dalla memoria pubblica il Risorgimento e i suoi valori e di indebolire l'unità
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Al di là delle intenzioni
Etica e analisi
di Zoja Luigi
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 155
Più che da una presenza di cattive intenzioni, il male psicologico nasce da una assenza di consapevolezza
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Pirateria
Storia della proprietà intellettuale da Gutenberg a Google
di Johns Adrian
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 717
Tempo di pirati globali, il nostro
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Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'italiani. Seguito dai «Pensieri di un italiano d'oggi»
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 276
La posterità è solo presunzione di lontananza, se il quadro antropologico non muta. Centottantasette anni ci separano da quel marzo 1824 in cui Giacomo Leopardi, non ancora ventiseienne, scrisse il "Discorso sopra stato presente dei costumi degl'italiani": poche decine di pagine rimaste sepolte tra le carte e date alle stampe tardivamente, nel 1906. Noi, posteri dei lettori già postumi d'inizio Novecento, siamo presi da vertigine, perché quell'assenza di spirito pubblico che balzava all'occhio impolitico del giovane poeta, e si perpetuava nei primi decenni dell'Italia unita, è la stessa che ipoteca il nostro presente. Più che i vizi antichi d'un popolo in difetto di legame sociale, è infatti il vuoto di costumi - ossia condotte uniformi improntate a un'etica condivisa - il vero oggetto della riflessione di Leopardi. Nel campo lungo dello sguardo leopardiano figura oggi un altro "etnologo" d'eccezione. Franco Cordero, che ancora una volta si conferma diagnosta implacabile della "scostumatezza" italiana e del suo immobile dinamismo, riaprendo il "Discorso" proprio nel momento in cui si aggravano mali collettivi mai sanati. Due diverse prose di pensiero, due tonalità del disincanto rivelano l'intima fratellanza tra chi sa parlare del proprio tempo con la felicità di giudizio d'un classico.
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