fbevnts Tutti i libri editi da Book time - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 7
Vai al contenuto della pagina

Book time

L'arcimatto (1960-1966)

di Gianni Brera

editore: Book time

pagine: 339

L'Arcimatto era, nella sua essenza, un diario. In quella rubrica, uscita sul "Guerin Sportivo" per una quindicina d'anni, Gianni Brera raccoglieva gli spunti da cui ogni settimana si involava per le più diverse destinazioni. Scriveva di storia e letteratura, indagava il carattere nazionale nostro e altrui, e raccontava un'infinità di aneddoti di costume, sempre partendo dallo sport. L'Arcimatto contiene dunque alcuni dei brani più tipici e più belli di Gianni Brera, quando creando liberamente partiva da un evento, un giudizio o un personaggio dell'attualità sportiva per approdare dappertutto. Brilla ancora e sorprende L'Arcimatto per l'originalità delle invenzioni, l'acutezza delle interpretazioni e il profumo di verità che si sprigiona da tutti gli accenni breriani alla storia, alla poesia, al romanzo, alla caccia, alla pesca, all'arte, allo sport, ai pregi e difetti di francesi, inglesi, spagnoli, tedeschi, americani, russi ecc.; per la maestria dei paragoni tra le varie facce della realtà; per il fascino dei personaggi, eroi o antieroi del costume moderno, e il loro coraggio espressi sempre senza retorica né ipocrisia.
Ordinabile
24,00 22,80

Malattia e morte di Giacomo Leopardi. Osservazioni critiche e nuova interpretazione diagnostica con documenti inediti

di Sganzerla Erik P.

editore: Book time

pagine: 93

Con questo saggio mi auguro di avere aggiunto un altro tassello alla comprensione di uno degli aspetti che incolpevolmente ha
Ordinabile
10,00 9,50

I tre lampi e altri racconti

di Romain Rolland

editore: Book time

pagine: 87

Di Romain Rolland sono qui tradotti per la prima volta in italiano tre racconti del libro autobiografico "Le voyage intérieur" (1942) e alcune lettere del suo "Epistolario", ricco di riflessioni e di energia. Il titolo scelto fa riferimento al secondo capitolo, che racconta alcune "illuminazioni" dell'autore. È molto interessante, perché raramente la letteratura ci presenta il miracolo dell'intuizione, di un sapere che sgorga da una consapevolezza superiore e irrompe improvviso nella quotidianità della vita rinnovandola. Ed è spesso proprio grazie alle ferite della vita - dice Rolland - che l'infinito che è in noi riesce a far sentire la sua voce. Il primo racconto, "La trappola", ci induce a guardare con occhi nuovi la prima infanzia e la sua sapienza inespressa, e il terzo fa rivivere l'importante e insolita amicizia tra il giovane Rolland e l'anziana Malwida.
Ordinabile
12,00 11,40

Guida ai paesi dipinti di Lombardia. Ediz. italiana e inglese

editore: Book time

pagine: 218

"Già dall'8000 a.C. la comunicazione in Lombardia, resa efficace dalla bellezza della forma, passava attraverso l'arte murale: ne sono prova, ancora evidenti, i graffiti lasciati dai Camuni in Valcamonica, esempio di arte rupestre più importante d'Europa. Questo primato è in qualche modo onorato da un secondo primato lombardo. Arcumeggia, frazione di Casalzuigno, in provincia di Varese, è infatti il primo paese dipinto d'Italia: è nel 1956 che nasce la prima "Galleria all'aperto dell'affresco", un vero e proprio museo all'aria aperta dove passeggiare tra le opere di grandi maestri che raccontano ognuno una storia, per lo più legata alle vicende del luogo, dipinta sui muri delle case degli abitanti. Ancora arte come racconto, arte come segno per comunicare in maniera immediata: perché cosa è più efficace dell'immagine? Arte per il popolo, per chi è di passaggio, non solo per gli addetti ai lavori. Arcumeggia è il primo di oltre 200 paesi dipinti in Italia, di cui 27 sono in Lombardia. Così le tesserine raccolte in questo volume sintetizzano la storia regionale per immagini, una storia destinata a tutti." (dall'introduzione di Flavio Caroli)
Ordinabile
16,00 15,20

Derby!

di Gianni Brera

editore: Book time

pagine: 356

"Gli articoli che ho raccolto in questo volume hanno una cosa in comune: riguardano in ciascun caso partite disputate fra l'Inter e il Milan. La scelta del derby milanese come filo conduttore per una raccolta di cronache e critiche breriane è facile da giustificare. Fra tutti gli incontri, proprio il derby, lo scontro fra le due squadre di una medesima città, è quello che scatena i più grandi entusiasmi. Nel derby gli stadi sono pieni di tifosi: a differenza delle altre partite, non c'è la distanza geografica che preclude a molti sostenitori della squadra ospite la partecipazione al rito: sugli spalti i due campi avversi sono pertanto in equilibrio ben maggiore dell'ordinario, il che ha pure la sua importanza nel creare un clima di esaltazione collettiva. Se dunque l'oggetto genera grandi trasporti emotivi, anche la prosa che lo descrive avrà una qualità particolare. Nell'immensa produzione di articoli di Brera, mi è parso giusto usare questo come criterio di scelta, per offrire al lettore uno spaccato significativo di ciò che scriveva quando scriveva di calcio." (dalla postfazione di Paolo Brera).
Ordinabile
20,00 19,00

Expo 1906. Una storia e qualche documento

di Lisanti Francesco

editore: Book time

pagine: 76

L'Expo del 1906 fu un avvenimento straordinario per Milano
Ordinabile
6,00 5,70

Giovanni Reale, un filosofo

editore: Book time

pagine: 60

L'omaggio che la Scuola della Cattedrale cerca di realizzare per Giovanni Reale, questo protagonista degli studi e del dibatti
Ordinabile
5,00 4,75

Coltivare e custodire la terra. L'ecologia tra messaggio cristiano e impegno civile

editore: Book time

pagine: 52

"Quello che è avvenuto con la Rivoluzione industriale, con l'introduzione della macchina, che in qualche modo ha cambiato la storia del costume e la società, oggi si sta riproducendo con le bio-tecnologie. Pensate alle applicazioni, che attraversano tutti i campi, fino ad arrivare alla genetica umana: è un enorme problema... Tale applicazione sta cambiando le nostre categorie mentali. E una vera cultura nuova che sta nascendo e che sta sollevando interrogativi ancora senza risposta, nemmeno a livello scientifico. Il mondo di ieri è finito e, grazie all'introduzione delle nuove tecnologie, navighiamo in orizzonti che ancora non sono chiari e noi dobbiamo scegliere. Capite qual è il dramma? Non possiamo stare fermi; non possiamo rimanere ancorati alla cultura di ieri; la cultura nuova non c'è ancora, perché i dati scientifici sono in divenire. Che dobbiamo fare? È il dramma della nostra generazione." (Padre Bartolomeo Sorge)
Ordinabile
5,00 4,75

La pacciada. Mangiarebere in Pianura Padana

editore: Book time

pagine: 378

Se vale l'equazione ricette uguale dì di festa, il titolo 'La Pacciada' è più che indovinato
Ordinabile
24,00 22,80

La fine del cinema?

editore: Book time

pagine: 86

La fine del cinema? Un breve saggio di Roman Jakobson del 1933 sul passaggio dal cinema muto al sonoro
Ordinabile
8,00 7,60

La riscoperta dei capolavori dell'Occidente

editore: Book time

pagine: 49

Sono settecento anni all'incirca che, con augusto augurio, l'illustre Roma è stata fondata
Ordinabile
4,50 4,28

Due o tre cose che ho saputo sulla stupidità

di Armando Torno

editore: Book time

pagine: 29

Non ho mai pensato di definire la stupidità attraverso un testo che ne chiarisse i confini, le caratteristiche, lo stato in cui si trova. Ho però sempre creduto che alcuni tra i filosofi di riferimento per la storia del pensiero avessero gli antidoti per allontanarla, o quantomeno per non cadere nelle sue spire. Non possiamo dire che Platone o Seneca fossero degli stupidi, anche se talvolta hanno pensato cose irrealizzabili; né credere, come fecero più per vezzo che per convinzione taluni grandi illuministi capeggiati da Voltaire, che i teologi scolastici approfittassero di questa invadente signora per diffondere le loro interminabili discettazioni. Schopenhauer poteva inveire contro Hegel e gli idealisti in generale, bollando come inutili e assurdi i loro sistemi, ma non si spinse ad affermare che quei cattedratici suoi rivali fossero degli stupidi. Nietzsche era definibile clinicamente pazzo, ma fu lontano dal contagio del sottile morbo che invece aveva colpito altri protagonisti della cultura, almeno durante gli anni in cui egli scrisse "Così parlò Zarathustra." Di Heidegger si potrà anche parlare male, ed egli ha offerto molte possibilità per farlo, ma nessuno può affermare con ragionevoli prove che fu uno stupido. Insomma, la filosofia alta è immune dal male in questione, anche se molti esegeti o professori o compilatori di manuali che hanno parlato di codesti grandi possono essere veramente degli stupidi.
Ordinabile
4,50 4,28

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.