Casagrande
La mia cucina con le piante selvatiche. Riconoscere, raccogliere e cucinare le erbe spontanee
di Meret Bissegger
editore: Casagrande
pagine: 319
Meret Bissegger è una delle cuoche più note e apprezzate della Svizzera italiana, pioniera della cucina biologica e da tempo a
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Rivista per le medical humanities
editore: Casagrande
pagine: 123
Cosa succede quando la relazione di cura interviene tra differenti orizzonti culturali? Come prepararsi a svolgere al meglio la professione di curante in una società sempre più plurale e ricca di concezioni e rappresentazioni diverse e magari anche, in alcuni casi, divergenti? Sono domande pressanti, a cui il Dossier di questo numero tenta di fornire alcune possibili risposte. Risposte "possibili" perché, come spiega bene il filosofo Salvatore Veca nell'intervista concessa alla nostra rivista, i percorsi della ricerca non sono mai a senso unico, né nelle scienze naturali né, e a maggior ragione, nelle scienze umane. Il numero include tre momenti di riflessione sulla medicina carceraria e una conversazione con Vincenzo Crupi a proposito degli errori cognitivi in ambito medico.
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Costruire per gli zar. Architetti ticinesi in Russia (1700-1850)
di Nicola Navone
editore: Casagrande
pagine: 163
La Fortezza dei santi Pietro e Paolo è uno dei monumenti emblematici di San Pietroburgo, anzi rappresenta sin dal nome il nucleo germinale del grande progetto urbanistico di Pietro il Grande. La sua costruzione è soprattutto opera di Domenico Trezzini. Ma chi era costui? Come arrivò in Russia? E quale curriculum poteva vantare per guadagnarsi un incarico così importante? Partendo dal caso di Trezzini, Nicola Navone ripercorre la storia degli architetti e delle maestranze ticinesi che per oltre un secolo e mezzo hanno contribuito in modo a volte determinante a una delle imprese edilizie più ambiziose e per certi aspetti anche più forsennate di tutti i tempi: la costruzione, nell'estuario della Neva, della nuova capitale della Russia. Ecco allora emergere altre figure note agli studiosi dell'architettura: da Luigi Rusca alla famiglia dei Visconti a quella degli Adamini. Senza dimenticare Domenico Gilardi, protagonista della ricostruzione di Mosca dopo la vittoria su Napoleone. Ma insieme alle persone e alle reti familiari si trasferiscono da un paese all'altro anche i modelli di riferimento, le conoscenze tecniche e il modus operandi fuori e dentro il cantiere. Questo allora non sarà solo un contributo alla storia della cultura architettonica italiana in Russia, ma uno strumento utile per capire meglio il fenomeno delle migrazioni qualificate nell'Europa dei secoli scorsi.
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L'America indispensabile. La politica estera degli Stati Uniti. Passato, presente e futuro
di Diego Gilardoni
editore: Casagrande
pagine: 219
Negli ultimi anni la mappa degli equilibri geopolitici mondiali è vistosamente mutata. Il "momento unipolare" è finito. Emergono nuove potenze che obbligano gli Stati Uniti ad aggiornare le proprie strategie di politica estera. Ed è proprio quello che sta cercando di fare il presidente Barack Obama, gravato però da una pesante eredità. Con l'invasione dell'Iraq, infatti, l'immagine e la legittimità degli Stati Uniti sulla scena internazionale si sono incrinate. La devastante crisi finanziaria del 2008, d'altra parte, ha scatenato la peggiore crisi economica dai tempi della Grande depressione e ha offuscato il modello di capitalismo che negli anni del boom gli Americani hanno cercato di imporre al mondo intero. Di fatto, gli Stati Uniti si trovano a un bivio e c'è perfino chi si chiede se in questa epoca di cambiamenti rivoluzionari, caratterizzata soprattutto dall'ascesa della Cina e, in modo diverso, dell'India, l'America potrà ancora essere considerata la "nazione indispensabile", come una volta è stata definita da Madeleine Albright. Ripercorrendo la storia della politica estera americana da George Washington a Barack Obama, Diego Gilardoni analizza questi temi sullo sfondo di un'ampia prospettiva temporale e si spinge fino a delineare alcune ipotesi sul futuro di un Paese che, a suo giudizio, è comunque destinato ad assumersi ancora per un bel pezzo le responsabilità proprie della sua posizione storica di leader mondiale.
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Enrico l'egiziano
di Markus Werner
editore: Casagrande
pagine: 182
Questa è la storia di un uomo dell'Ottocento e della sua vita spezzata in due: da una parte la Svizzera, con i suoi costumi e la sua tradizione protestante, dall'altra l'Egitto negli anni della costruzione del canale di Suez. Due paesi, due donne, due famiglie. Cosa c'è nel mezzo? Quali segreti nasconde la vita di questo contemporaneo di Gottfried Keller, l'autore del grande romanzo di formazione "Enrico il verde"? È ciò che vorrebbe sapere, oggi, il narratore di questo "Enrico l'egiziano", trisnipote di quel Heinrich Bluntschli di cui la sua famiglia va tanto fiera, sulla scorta di pochi aneddoti e di un ritratto a olio di dubbia attribuzione. Di fatto, le notizie su Heinrich Bluntschli sono lacunose e contraddittorie, puzzano di leggenda, ma trovano alcuni riscontri proprio laddove non ce lo si aspetterebbe. Passando da un archivio all'altro e ritornando sui luoghi della vera o presunta vita del suo antenato, confidando nelle voci e nelle visioni offertegli dalla propria immaginazione, il narratore ci coinvolge in un'esperienza di archeologia familiare in cui la malinconia si alterna a momenti di pura ilarità, grazie a quello humour tanto pacato quanto infallibile che i lettori di Markus Werner ben conoscono.
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Rivista per le medical humanities
editore: Casagrande
pagine: 112
I luoghi e gli spazi di vita si stanno trasformando rapidamente. I confini tra interno e esterno, pubblico e privato, reale e virtuale sembrano allentarsi, con conseguenze anche per l'ambilo ospedaliero, le relazioni di cura, la percezione stessa del corpo umano. Il tema è affrontato, da prospettive diverse, nei sei articoli del dossier. In un colloquio notturno, la pianista Martha Argerich parla della musica e della malattia, e delle età della vita, con un tocco tutto suo, da artista libera e generosa quale è. La sezione "Etica clinica" offre due contributi: uno studio sul pensiero di Hans Jonas, e in particolare sul concetto di responsabilità, e uno sul cosiddetto "pendio sdrucciolevole" in rapporto all'eutanasia. Il numero è completato dai contributi di alcune studentesse che presentano in forma succinta i risultati delle ricerche da loro svolte nell'ambito della formazione in Lavoro sociale e in Medical Humanities.
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Progettare, costruire, curare. Per una deontologia dell'architettura
di Nicola Emery
editore: Casagrande
pagine: 48
Un filosofo invita gli architetti contempooranei a ripensare la loro disciplina
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Ladro di minuzie. Poesie scelte (1969-2009)
di Alberto Nessi
editore: Casagrande
pagine: 210
Nelle cinque raccolte di poesie pubblicate da Alberto Nessi nell'arco di quarant'anni, "sguardo chiaro, ampio respiro e cuore" (sono parole di Maurizio Cucchi) convivono con una "fermezza opaca e allucinante, una precisione quasi micidiale" (Giovanni Raboni). Nessi è un osservatore di minuzie, ma anche un "ladro" di voci, un narratore attento alla vita e alle storie degli altri. Da qui la sua poesia a un tempo lirica e narrativa, profonda e leggera, come richiesto da quel senso di fraternità che attraversa tutta la sua opera e che ne costituisce uno dei motivi, o meglio degli impulsi fondamentali. Insieme a una scelta dalle sue raccolte precedenti, questa antologia d'autore propone un'ampia sezione d'inediti raccolti sotto il titolo "Se luce non splende".
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Barocco. Alla scoperta di alcuni piccoli capolavori in territorio ticinese
editore: Casagrande
pagine: 188
Nato da un'idea di Peter Keller e Adriano Heitmann, il noto fotografo ticinese a cui si deve la cura del presente volume, ques
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Viveversa. Letteratura
editore: Casagrande
pagine: 262
La forte personalità di Jacques Chessex, la scrittura inquietante di Fleur Jaeggy, i libri e il successo di Martin Suter, il lavoro tra memoria e paesaggio di Christian Haller, la ricerca della leggerezza di Anne-Lise Grobéty, l'astro nascente della letteratura romancia Arno Camenisch. E ancora gli universi di un intenso poeta croato, un poema greco del XV secolo, una satira di uno scrittore ed ex musicista punk giapponese, scovati e tradotti rispettivamente - da Dubravko Pusek, Gilles Decorvet e Thomas Eggenberg. Nel quaderno di inediti, le sorprendenti lettere d'amore di Mikhail Shishkin, le poesie oscure di Leopoldo Lonati, il mondo enigmatico di Mary-Laure Zoss e la prosa sensibile di Melinda Nadj Abonji. Infine, l'annata letteraria svizzera 2009: le pubblicazioni e gli avvenimenti principali recensiti da un gruppo plurilingue di esperti.
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Il grasso di lepre. Poesie (1970-2009)
di Abdulah Sidran
editore: Casagrande
pagine: 107
Una scelta dell'intera produzione poetica di Abdulah Sidran, il grande poeta balcanico che ha dato voce a Sarajevo, la sua cit
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In una notte fortunata
di Matteo Campagnoli
editore: Casagrande
pagine: 59
Milano paralizzata dal freddo di gennaio o dal sole d'agosto che "sotto l'epidermide d'intonaco scrostato,/brucia la carne viva del mattone". La Grecia vista dai tentacoli "di una medusa pietrificatasi in penisola". La Sicilia con la sua antica città di Ortigia, dove a mezzogiorno "i gatti neri rasentano le mura,/come ombre che hanno assunto, per paura/di svanire, vita propria". Basilea attraversata da un vento carico di note musicali, teoremi matematici, considerazioni filosofiche: forse solo un pretesto "per evitare di innalzare un monumento/a un'epoca finita", o forse no, perché "ogni luogo crea /il suo genio, o viceversa". New York che con i suoi ponti "simili allo slancio del cuore" concede le sue epifanie all'alba, "in un mattino/qualunque di un qualunque novembre". Sono questi alcuni dei luoghi e dei motivi di un libro fatto di immobilità panica e di vagabondaggi fisici e mentali, tanto oziosi quanto, alla fine, pieni di significato. La lingua chiara e robusta di Matteo Campagnoli riesce a mettere in tensione, nell'arco di un verso o di una strofa rimata, espressioni letterarie e colloquiali, sprezzature e metafore ricercate, battute di spirito e figure classiche che si presentano qui come assolutamente contemporanee. Aspetti questi che permettono di ricondurre l'autore a quella famiglia transnazionale e translinguistica di poeti i cui rappresentanti più influenti sono forse, negli ultimi decenni, Iosif Brodskij e Derek Walcott.
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