Castelvecchi
Storia del partito fascista repubblicano
di D'Angeli Roberto
editore: Castelvecchi
pagine: 330
Questo libro ripercorre l'intera vicenda del Partito fascista repubblicano, ricostituito da Mussolini dopo la sua liberazione
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La legge prima della legge. Emmanuel Lévinas e il problema della giustizia
di Fabio Ciaramelli
editore: Castelvecchi
pagine: 89
L'opera di Lévinas ha attraversato il Ventesimo secolo e la sua crisi nel tentativo incessante di ricondurre le analisi teoriche alla materialità delle situazioni umane. Ha intercettato, rivolgendosi a un pubblico composto non solo da specialisti di filosofia, un'esigenza diffusa di alterità radicale spesso disattesa dal discorso socio-culturale dominante. Il cuore del suo pensiero è l'elaborazione di un vero e proprio paradigma dell'alterità, le cui diverse figure - la dualità dell'eros, l'irriducibilità dell'altro nella relazione etica e la resistenza della pluralità umana alla totalità - danno sostanza e contenuto al primato dell'etica "come filosofia prima". Cosi, la domanda fondamentale che ispira il pensiero di Lévinas non è più: "Perché l'essere e non piuttosto il nulla?", ma: "Come si giustifica l'essere?".
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La mia vita
di Rubén Darío
editore: Castelvecchi
pagine: 123
Questa autobiografia, sinora inedita in Italia, racconta le peripezie esistenziali di Rubén Darío, divenute leggendarie per effetto della sua straordinaria personalità letteraria e umana. Il poeta narra se stesso, ripercorrendo la storia della sua produzione e dei suoi incontri: dall'infanzia e la prima adolescenza (la scuola, la prima esperienza erotica, gli esordi poetici) all'attivismo politico della giovinezza sino alla maturità. Stravagante, geniale, osceno, libertario, alcolizzato e impegnato: adoratore della bellezza e promotore del progresso intellettuale d'America, Dario riporta le proprie avventure di diplomatico, le convulsioni politiche dell'America centrale, il suo lavoro presso i giornali più letti del continente, i viaggi e le amicizie.
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Stelle, galassie e altri misteri cosmici
di Eugenio Coccia
editore: Castelvecchi
pagine: 45
Se guardiamo una foto dell'universo profondo elaborata dal telescopio vediamo delle isole luminose in un mare buio: quelle sono le galassie. E all'interno di ciascuna galassia, miliardi di stelle. Perdendoci in una tale immensità non possiamo fare a meno di tornare a quello che nei tempi più antichi l'uomo ha pensato fosse il suo posto nel cosmo. Con un breve viaggio nella Storia e nello spazio potremo renderci meglio conto di dove siamo arrivati oggi.
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La storia come inventrice di storie
di Stefan Zweig
editore: Castelvecchi
pagine: 38
Prima e più degli artisti, meglio dei romanzieri, la Storia ha saputo tessere narrazioni fantasiose, trame avvincenti, spiazzanti colpi di scena, sovrapponendo e ricreando continuamente il suo immenso materiale di vicende e personaggi. Narratrice estrosa, ha scritto romanzi gialli e polizieschi, come il raggiro del falso Demetrio, la Congiura delle Polveri, lo Scandalo della collana di Maria Antonietta. Ci ha mostrato come dalle sparse orde di popoli primordiali si siano formate civiltà, cristallizzati Stati, disseminate guerre e stabilite riconciliazioni. E oggi, come una vecchia maestra, ci racconta del nostro passato, del caldo abisso che riecheggia alle nostre spalle e che siamo chiamati, in un modo o nell'altro, a perpetuare. "Questo", scrive Zweig, "era ed è il primo e perenne compito della Storia: mostrare all'individuo il cammino e l'evolversi dell'intera umanità, unire interiormente il singolo a una sterminata serie di antenati, la cui opera è tenuto a completare degnamente".
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Ciò che vide Manuel Marques
di Zanderigo Guido
editore: Castelvecchi
pagine: 378
Tibet, XVII secolo: nella sacca di Manuel Marques, un gesuita morente, l'abate del monastero buddhista di Tawang scopre un man
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Verso il luogo delle origini. Un percorso di ricerca del sé femminile (1982-2014)
di Luciana Percovich
editore: Castelvecchi
pagine: 238
Articoli, brevi saggi, interventi a convegni e pagine di diario, pubblicati fra il 1982 e il 2014, sono qui raccolti pensando alle giovani donne delle nuove generazioni, in una fila ininterrotta di mani che si toccano, passando i doni di una visione femminile sul mondo, oscurata ma mai messa a tacere, neppure durante i periodi più oscuri. Sfilano davanti agli occhi del lettore incontri memorabili con donne d'eccezione - Barbara McClintock ed Evelyn Fox Keller, Luce Irigaray e Adrienne Rich, Charlotte Perkins Cilman e Katharine Burdekin, Mary Daly, Momolina Marconi e Marija Cimbutas -, fra le donne del movimento italiano e nei luoghi forti di produzione di pensiero come le libere università, le librerie, le case editrici e i centri delle donne.
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Mediterraneo, una storia di conflitti. Della difficile unificazione politica del mare nostrum in età classica (e oggi?)
di Luciano Canfora
editore: Castelvecchi
pagine: 43
Platone scrive, in un passo famosissimo del "Fedone", che il Mediterraneo è solo una piccola parte della terra, in cui "abitiamo come formiche o rane intorno a uno stagno". Le rane intorno al Mediterraneo rappresentano il conflitto permanente che si snoda e si sviluppa in quest'area del mondo.
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Il diario di Bobby Sands. Storia di un ragazzo irlandese
editore: Castelvecchi
pagine: 256
Nato a Belfast nel 1954, Robert Gerard "Bobby" Sands abbracciò la causa dell'indipendentismo irlandese a soli diciassette anni, nella convinzione di non poter fare nulla di diverso per combattere le ingiustizie che vedeva crescere intorno a sé. Arrestato più volte, trascorse gran parte della sua vita nello spietato carcere di Long Kesh - ribattezzato "The Maze" - dove, il 5 maggio del 1981, al culmine di una tragica protesta, si lasciò morire di fame dopo aver rifiutato il cibo per ben 66 giorni consecutivi. Da quel momento in poi, Bobby Sands è stato salutato come un eroe non soltanto dai suoi compagni ma da chiunque, in ogni parte del mondo, si ritrovi impegnato a lottare per la giustizia e la libertà. "Il diario di Bobby Sands" restituisce al lettore quelli che furono la vita e i sogni di un ragazzo irlandese riproponendo, dopo decenni di censure, i drammi di una guerra troppo spesso dimenticata.
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I preti di Stargorod
di Nikolaj Leskov
editore: Castelvecchi
pagine: 380
Considerato dalla critica il vertice dell'opera di Leskov, "I preti di Stargorod" racconta le vicende di tre sacerdoti in una chiesa di provincia: un arciprete (uomo mite ma intollerante con i miscredenti e facile all'insubordinazione con le autorità ecclesiastiche), un diacono (erculeo cosacco che combatte nel circo coi lottatori, si ubriaca e converte gli infedeli a suon di pugni), e un parroco (misurato, ragionevole, tutto preso dalle sue piccole vicende domestiche). Intorno a loro orbita una galleria di personaggi puramente leskoviani: un nano sensibile e intelligente, una burbera proprietaria terriera, un maestro di provincia dall'intelletto emancipato, un funzionario corrotto... Come sempre in Leskov, il fluire ipnotico, il realismo, il commosso umorismo e la ricchezza cromatica formano un'opera di singolare magia, specchio fedele delle misteriose profondità dell'anima russa.
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La pratica della ricerca. Frammenti dal taccuino di un sociologo
di Robert K. Merton
editore: Castelvecchi
pagine: 78
Già professore emerito presso la Columbia University, nel 1987 Merton pubblica sull'"Annual Review of Sociology" una dettagliata esposizione dei tre modelli cognitivi sottesi a gran parte dei suoi lavori: l'identificazione dei fenomeni, l'ignoranza circostanziata, i Materiali Strategici di Ricerca. Caratterizzato dal tipico stile mertoniano - erratico e sistematizzante, digressivo e rigoroso al tempo stesso - il saggio offre l'insolita opportunità di penetrare nel taccuino di uno dei maestri della Sociologia del Novecento, proiettando una luce inedita sul mestiere del sociologo. Il testo è corredato da un'introduzione e un apparato di note a cura di Lorenzo Sabetta.
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Nero video. La mortalità dell'immagine
di Bill Viola
editore: Castelvecchi
pagine: 46
Bill Viola è uno dei massimi esponenti della videoarte. Le sue creazioni impiegano le tecnologie multimediali più innovative per esplorare i fenomeni della percezione sensoriale; la fissità ieratica delle antiche icone e i procedimenti della cinematografia moderna si fondono in un dispositivo complesso per la conoscenza di sé, nel quale confluiscono suggestioni visuali e sonore. Pubblicato per la prima volta nel 1990, come contributo a una silloge di scritti sulla videoarte, "Nero video. La mortalità dell'immagine" è un testo emblematico della poetica di Viola, in cui si intrecciano tecnica, misticismo e filosofia, ricerca estetica e ricerca interiore, in un percorso evocativo dove l'immagine nel suo continuo trasformarsi diventa mezzo di un mutamento profondo dell'essere.
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