EDIFIR
Memorie al magnetofono. Mauro Pellicioli si racconta a Roberto Longhi
di Rinaldi Simona
editore: EDIFIR
pagine: 165
L'interesse per una più approfondita conoscenza degli eventi legati alla Conservazione e al Restauro avvenuti nel passato e pe
Contattaci
Giacomo Barri «francese» e il suo «Viaggio pittoresco d'Italia». Gli anni a Venezia di un peintre-graveur scrittore d'arte nel Seicento
di Angelo M. Monaco
editore: EDIFIR
pagine: 421
Jacques de Pierre de Bar alias Giacomo Barri (ca. 1636-ca. 1690), giunto a Venezia da Lione all'età di quattro anni, fu un esponente significativo della scena artistica lagunare del Seicento maturo. Pittore copista, incisore d'après e scrittore d'arte, se da un lato si ispirò alla tradizione manifestando un rinnovato interesse per la pittura di Veronese blandendo un patronato patrizio di antico lignaggio, non trascurò dall'altro di promuovere la pittura contemporanea introdotta da Giovanni Coli e Filippo Gherardi, allievi di Pietro da Cortona, instaurando, così, rapporti clientelali con un mecenatismo di recente elevazione. Pubblicò nel 1671 presso l'editore Gian Giacomo Herz, il "Viaggio pittoresco d'Italia": prima guida "tascabile" della pittura dei grandi maestri lungo tutta la penisola, che fu presto tradotta e pubblicata a Londra nel 1679 a cura dell'incisore William Lodge di Leeds. Il lavoro è articolato in due sezioni. La prima è strutturata come una monografia d'artista con la ricostruzione delle vicende biografiche, della rete di committenze intessuta durante gli anni di attività trascorsi da Barri nelle lagune, della fortuna critica del pittore e incisore e del catalogo delle sue opere. Rilevante è il ruolo attivo avuto da questi nel processo burocratico che culminò nell'istituzione a Venezia del Collegio dei Pittori, con cui venne sancita la definitiva emancipazione della nobile professione dei "dipintori di figure" dal coacervo delle arti meccaniche e artigianali...
Contattaci
Splendidissime gioie. Cammei, cristalli e pietre dure milanesi per le corti d'Europa
di Paola Venturelli
editore: EDIFIR
pagine: 351
Il volume prende in considerazione gli straordinari oggetti di cristallo e pietre dure (agate, diaspri, lapislazzuli) realizza
Contattaci
Scritture e governo dello Stato a Firenze nel Rinascimento. Cancellieri, ufficiali, archivi
di Klein Francesca
editore: EDIFIR
pagine: 317
Tra il Tre ed il Cinquecento la parabola delle vicende politiche fiorentine fu segnata dalla lunga durata delle forme "repubbl
Contattaci
Bologna delle torri. Uomini pietre artisti dal Medioevo a Giorgio Morandi
editore: EDIFIR
pagine: 255
Bologna e le torri è binomio inscindibile: torri pubbliche, torri consortili, torri di singole famiglie, case-torri
Contattaci
Francesco Nenci. Disegno dell'accademia Petrarca
di Liletta Fornasari
editore: EDIFIR
pagine: 376
Il volume raccoglie un corpus di 453 disegni (di cui 64 sono stampe) e un ricco epistolario dell'artista Francesco Nenci (Angh
Contattaci
Donatello. La Madonna di Citerna. Tecnica, conservazione e ricerche
editore: EDIFIR
pagine: 63
Il volume documenta il restauro della Madonna con il Bambino di Citerna attribuita a Donatello. Si tratta di un gruppo plastico a tutto tondo in terracotta dipinta a freddo, raffigurante la Madonna in piedi col Bambino in braccio, alto 110 cm su una base larga 33 cm e profonda 30. L'opera è stata individuata e studiata da Laura Ciferri nella chiesa di San Francesco a Citerna, una piccola località dell'alta Umbria, ed è stata attribuita da Giancarlo Gentilini alla mano di Donatello, la datazione proposta è compresa fra il 1415 e il 1420. Una caratteristica delle terrecotte dipinte a freddo era la ricca policromia, purtroppo per le opere devozionali s'interveniva spesso con interventi pittorici per migliorare il loro aspetto in alcuni casi si stravolgeva completamente il colore originale per rimodernare l'immagine dell'opera. È il caso della Madonna di Citerna che presenta come ultimo intervento una grossolana ridipintura della superficie datata 1839 eseguita da Amato del Citerna. L'intervento di restauro è iniziato con una campagna d'indagini scientifiche per analizzare gli strati pittorici ed ha evidenziato sopra la dipintura originale ben tre stesure pittoriche. Il restauro si è concentrato sulla rimozione degli strati pittorici non pertinenti ed il consolidamento dello strato originale. Il recupero della policromia originaria ha messo in risalto la raffinatezza delle stesure pittoriche degli incarnati e delle vesti arricchite da decorazioni dorate.
Contattaci
Fabrica ethica: un'utopia applicata. Costruire in modo olistico la responsabilità sociale delle imprese
di Fabrizia Paloscia
editore: EDIFIR
pagine: 216
Fabrica Ethica è un'esperienza di politica industriale equa realmente praticata, nata in piena globalizzazione, che ha avviato
Contattaci
Contattaci
E ora che non ne posso più. Dolce cuor del mio Gesù
di Anna P. Niccolai
editore: EDIFIR
pagine: 127
Dolce Cuor del mio Gesù nasce da studi c ricerche iniziate molti anni fa a partire dalla raccolta dei proverbi che sono confluiti nella pubblicazione dei DgHi delle Donne. Si tratta di un lavoro basato sulla raccolta diretta di fonti orali, sulla memoria, anche dell'infanzia, di preghiere, giaculatorie e invocazioni, che costituiscono una sorta di percorso spirituale condiviso con le nonne, le tate e le mamme. "Dolce Cuor" è quasi un itinerario costituito dalle preghiere, oggi probabilmente un po' dimenticate, che scandivano i vari momenti della giornata e i diversi momenti dell'anno.
Contattaci
La salute in fabbrica. Anni Settanta. L'indagine nella fabbrica «Gori & Zucchi» di Arezzo. L'indagine nei calzaturifici della provincia di Arezzo
editore: EDIFIR
pagine: 142
A cavallo degli anni 60/70, subito dopo il fatidico '68 e l'autunno caldo del '69, il movimento operaio, ma non solo, fu protagonista di un grande movimento dal basso per la salute dei lavoratori e dei cittadini, attingendo alla Costituzione e realizzando nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche medie e grandi, clamorose esperienze per la difesa dai rischi lavorativi e per la riforma della sanità pubblica. La Provincia di Arezzo si inserì attivamente in questo percorso e, prima in Toscana, dette vita, nel 1972, ad un Servizio di medicina preventiva dei lavoratori che faceva perno sull'allora Laboratorio di Igiene e Profilassi e che impegnava altri operatori sanitari tratti dall'ospedale e finanche dalla Direzione dell'Ospedale psichiatrico impegnata nella demolizione del manicomio.
Contattaci
Devozione e produzione artistica in Umbria. Vetri dorati e graffiti del XIV e XV secolo
di Cristina De Benedictis
editore: EDIFIR
pagine: 144
Contattaci


