Einaudi
Bouvard e Pécuchet
di Gustave Flaubert
editore: Einaudi
Quasi un testamento spirituale incompiuto di Flaubert, quest'opera vede in un certo senso coincidere i due temi di santità e s
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Un bel morir
di Mutis Álvaro
editore: Einaudi
Sul piccolo paese fantasma in cui Maqroll è approdato aleggia un'atmosfera minacciosa, incarnata in personaggi che sembrano vo
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Pierrot amico mio
di Raymond Queneau
editore: Einaudi
Un poliziesco senza delitto. Una love story senza amore. L'educazione sentimentale di un personaggio alla Buster Keaton. Pierrot, fratello gemello di Zazie, non si decide a crescere e, come appunto i grandi comici, non invecchierà mai, fissato in una zona senza età.
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Pellegrina e straniera
di Marguerite Yourcenar
editore: Einaudi
Questa raccolta testimonia la multiforme varietà di interessi e suggestioni coltivati da Marguerite Yourcenar. Scritti in periodi e luoghi diversi, lungo un arco di tempo compreso fra il 1934 e il 1987, i testi inclusi nella raccolta toccano argomenti diversi: viaggi, quadri, libri, ricordi. L'autrice entra nel grande paese dell'arte, si fa compagna di Poussin, Rembrandt o Durer, si mette accanto ad Henry James, Oscar Wilde, Borges o Virginia Woolf, percorre i villaggi della Grecia antica e ci offre una mirabile descrizione dei mosaici di Ravenna.
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I nostri geni
di Boncinelli Edoardo
editore: Einaudi
Che cos'è la vita? Perche alcuni individui sono alti e altri bassi? Perche esistono geni dannosi, e in che modo procurano le m
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Stark
di Edward Bunker
editore: Einaudi
pagine: 176
Stark condivide con gli altri romanzi di Bunker una vena di autenticità che si respira in ogni descrizione e in ogni dialogo. Il mondo degli eroinomani, pronti a tradirsi l'uno con l'altro per una dose o per pochi dollari, è presentato con la consueta potenza e senza alcun compiacimento, e lo stesso vale per la brutale indifferenza delle forze dell'ordine. Il protagonista somiglia al Max Dembo di "Come una bestia feroce", ma con un cinismo e una capacità di calcolo che ne fanno uno mago dei bassifondi. Molto riuscite anche le caratterizzazioni di Momo, Dummy, Crowley: tutti personaggi credibili, nei quali l'inclinazione alla violenza si accompagna spesso a una sorta di lacerata umanità. Come sempre, la conoscenza del mondo che racconta - "Eddie" ha passato metà della vita in carcere - e la sua vena di grande scrittore permettono a Bunker di costruire un personaggio in apparenza freddo ma che coinvolge profondamente perché esprime le nostre più segrete, inconfessabili pulsioni.
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Zona disagio
di Jonathan Franzen
editore: Einaudi
pagine: 209
A quarant'anni, poco dopo la morte della madre, Jonathan Franzen ritorna a Webster Groves, il sobborgo di St Louis dov'è cresciuto. I due fratelli maggiori l'hanno incaricato di cercare un agente immobiliare per vendere la casa di famiglia. Appena entra nelle stanze in cui ha trascorso infanzia e adolescenza, Franzen si sente un "conquistatore che bruciava le chiese e fracassava le icone del nemico". E il nemico è la famiglia. Ma questo è solo il primo impatto, perché il suo atteggiamento rivela subito un'intenzione più profonda. Se decide di entrare nella "zona disagio" che è il proprio passato, Franzen lo fa per prolungare il gesto del padre, che ogni sera muoveva il termostato del riscaldamento di casa verso la "zona benessere". In lui l'ironia è sempre accompagnata da un movimento contrario di indulgenza e innesco emotivo. Sei sono le tessere che compongono il puzzle di questa autobiografia: la vendita della casa di famiglia; i "Peanuts" di Charles Schulz, e in particolare Snoopy, come chiave tragicomica della contestazione degli anni Settanta; un gruppo d'ispirazione cristiana, la Comunità, specchio dell'anomalia suburbana di Webster Groves; gli scherzi adolescenziali ai danni delle strutture scolastiche; l'innamoramento per la lingua tedesca, segno di una vocazione letteraria che inizia a esigere i suoi spazi; la passione per il bird watching. E intrecciata a questi momenti, naturalmente, una tormentata educazione sentimentale.
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Blues della fine del mondo
di Ian McEwan
editore: Einaudi
pagine: 47
L'umanità si è sempre lasciata incantare dai racconti che annunciavano la sua totale distruzione: gli ultimi giorni, il tempo della fine, l'estinzione della vita sul pianeta. Oggi, la fantasia di una fine violenta e collettiva risorge nei movimenti apocalittici, perché la scienza e la cultura della ragione non sono ancora riuscite a trovare una mitologia che possa competere con il fascino della fine. Ma se la credenza apocalittica è una funzione della fede, allora l'antidoto non è tanto la ragione quanto l'impulso umano alla curiosità. Perché il mandato della nostra maturità è agire con saggezza, scegliendo tra salvezza e autodistruzione. Da un maestro della letteratura contemporanea, una riflessione provocatoria e sorprendente sui modi di guardare alla nostra esistenza collettiva.
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Nessuno al mondo
di Hisham Matar
editore: Einaudi
pagine: 238
In una terra dominata dagli uomini, una ragazza viene costretta al matrimonio all'età di quindici anni dai maschi di famiglia. Siamo nella Libia di Gheddafi. Dal matrimonio combinato nasce Suleiman, e la madre da quel momento è soltanto Um Suleiman. Una giovanissima madre lasciata troppo sola dal marito, sempre lontano da casa per misteriosi affari. Nell'estate del 1979 l'equilibrio del mondo di Suleiman riceve un colpo definitivo. Il regime della grande Rivoluzione di Settembre intende schiacciare gli ispiratori della rivolta studentesca. Un vicino di casa viene arrestato e le assenze del padre diventano inquietanti.
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Conversazioni con Goethe negli ultimi anni della sua vita
di Eckermann Johann P.
editore: Einaudi
Eckermann, sebbene avesse solo trent'uno anni quando incontrò il poeta settantaquatrenne, si dedicò totalmente a lui e gli ste
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Storia dell'architettura contemporanea
di Marco Biraghi
editore: Einaudi
pagine: 563
Al pari di altri fondamentali ambiti disciplinari, la cultura architettonica odierna è esposta al rischio della progressiva perdita di memoria storica, e della mancanza di comprensione dei fenomeni. Questo volume intende essere una approfondita riflessione di una disciplina che ha sempre più un ruolo di primo piano nella società. Marco Biraghi ripensa la storia dell'architettura contemporanea non solo per aggiornarla rispetto alle altre opere di questo genere - inevitabilmente invecchiate dal punto di vista del metodo oltre che cronologico - ma sopratutto per leggere i molteplici aspetti che caratterizzano il secondo dopoguerra, rispettandone la complessità, e ponendo la materia sotto una precisa angolazione critica.
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