Einaudi
La famiglia Manzoni
di Natalia Ginzburg
editore: Einaudi
pagine: 494
"Ho tentato di rimettere insieme la storia della famiglia Manzoni; volevo ricostruirla, ricomporla, allinearla ordinatamente n
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Pane per i Bastardi di Pizzofalcone
di Maurizio De Giovanni
editore: Einaudi
pagine: 331
Quanta vita, quante vite. E quanto buon odore di pane, in città. Se non ci fosse anche il delitto. Quando un omicidio divide in due le forze di polizia, il gioco si fa davvero duro per i Bastardi, che per molti devono ancora dimostrare di esserlo davvero, dei bravi poliziotti. Da un lato ci sono loro, che seguono l'odore del pane. E del delitto. Ma dall'altra ci sono i tosti superdetective della Dda, che sentono odore di crimine organizzato. Mentre i sentimenti e le passioni di ogni personaggio si intrecciano con l'azione e determinano svolte sorprendenti, la città intera sembra trattenere il fiato. Per poi prendere voce. A volte c'è bisogno di un avversario agguerrito, per riuscire a capire chi sei davvero. Forse i Bastardi l'hanno trovato. E per dimostrare di essere i migliori sono disposti a tutto. Perfino a diventare davvero una squadra. Buona caccia, Bastardi.
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Il segreto di Gotham
di Faye Lyndsay
editore: Einaudi
pagine: 494
Quando Lucy Adams piomba nelle "Tombe", la centrale della polizia newyorkese, per denunciare la sparizione della sorella e del
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Nell'occhio del pittore. La visione svelata dell'arte
di Giuseppe Di Napoli
editore: Einaudi
pagine: 325
Il soggetto che contempla un dipinto è portato a credere che lo strumento principale di un pittore sia la mano, più che il suo occhio. In verità è con il suo sguardo che il pittore lavora quasi incessantemente e comunque per un tempo incomparabilmente maggiore di quello che utilizza con i pennelli in mano. Il pittore conosce l'occhio meglio di chiunque altro, perché anche quando non dipinge con le mani continua a dipingere con lo sguardo, individuando in tutte le cose che osserva le qualità formali che in un secondo momento verranno utilizzate per configurare la loro immagine sulla tela. Per acquisire questa capacità il pittore deve farsi lo sguardo, cosi come il cantante si fa la voce, attraverso un lungo esercizio. Il pittore mentre dipinge non è altro che un occhio capace di vedere dentro il suo vedere. Fin dalla sua prima apparizione nella storia dell'umanità, l'immagine dipinta, oltre a raffigurare contenuti iconici, simbolici ed espressivi, ha sempre rivelato, in diverse modalità, gli enigmi della visione umana: l'occhio non vede mai niente, non vede mai tutto, ma vede sempre molto di più di quanto appare. L'intento di questo testo è quello di portare il lettore a guardare le cose con gli occhi dei pittori, al fine non solo di fargli comprendere meglio la loro personale poetica, ma anche di fargli fare l'esperienza di vedere attraverso l'immagine dipinta quegli aspetti e proprietà che abitualmente non vede affatto o che ignora possano trovarsi in quelle cose. La magia della pittura, infatti, ha origine sulla retina dell'occhio del soggetto che la dipinge e continua su quella dell'occhio che la contempla: è questo il luogo in cui la pittura rivela il suo mistero.
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Una cosa che volevo dirti da un po'
di Alice Munro
editore: Einaudi
pagine: 272
"Le tredici storie che compongono la seconda raccolta di Alice Munro, pubblicata nel 1974 e ora per la prima volta in Italia, sono accomunate in larga misura da uno sguardo retrospettivo sulle cose e da riflessioni postume su un passato che tramanda i suoi misteri senza risolvere rancori, gelosie e amori complicati e cattivi. Gli anni non possono spegnere gli incendi della giovinezza, i quali continuano imperterriti a consumare l'ossigeno delle relazioni. Quella tra le due sorelle Et e Char, per esempio, avvinghiate l'una all'altra dal risentimento non meno che dall'affetto, dall'invidia dell'una per la luminosa e invincibile bellezza dell'altra, dal ricordo di piombo di un fratellino annegato, e dalla loro futile rivalità sentimentale. O la danza macabra fitta di tradimenti e amarezze fra la narratrice del racconto 'Dimmi se sì o no' e il suo amante, al quale la donna si rivolge, ora che il caso l'ha messa in contatto con una lancinante verità su di lui. E nel solco delle relazioni difficili, in bilico tra generosi silenzi e slanci superflui, si colloca pure il racconto 'Cerimonia di commiato', nel quale la morte di un figlio adolescente riporta dopo anni sotto lo stesso tetto due sorelle, madre e zia del ragazzo, senza tuttavia riuscire a produrre un autentico riavvicinamento. Su tutte queste relazioni dilaga naturalmente l'acqua torbida e scura del rapporto tra madre e figlia del racconto finale, 'L'Ottawa Valley', costruito come una sorta di album di famiglia per viaggi paralleli nel passato." (Susanna Basso)
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Gli assalti alle panetterie
di Haruki Murakami
editore: Einaudi
pagine: 57
Un gruppo di giovani male in arnese è cosi affamato da decidere di ricorrere agli estremi rimedi: rapinare una panetteria. Non per il denaro, ma per il pane. Quando arrivano però nel negozio scelto "per il colpo" hanno la prima di molte sorprese. Il panettiere non si opporrà in nessun modo all'esproprio, anzi sarà ben felice di dare loro il pane, a patto che facciano una cosa, una cosa molto semplice per lui: ascoltare un brano di Wagner... Prosegue la "serie di fuori serie" dei racconti di Murakami illustrati da artisti italiani e internazionali. Questa volta a dare forma e colore alle atmosfere del maestro giapponese è Igort, al secolo Igor Tuveri.
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L'arte del dissenso. Pittura e libertinismi nell'Italia del Seicento
di Dalma Frascarelli
editore: Einaudi
pagine: 271
La pittura del Seicento in Italia non è contrassegnata esclusivamente dal trionfo del linguaggio barocco, o dal vagheggiamento di un bello ideale, rifugio degli intellettuali di matrice classicista. E infatti, nel secolo di Galileo, dell'atomismo, del meccanicismo, come avrebbe potuto il mondo dell'arte figurativa ignorare le teorie scientifiche e filosofiche, rimanendo completamente impermeabile agli inediti sguardi sul cosmo, sulla natura, sulla storia? D'altro canto, un libertinismo proteiforme, che interessa i vari campi del pensiero e dell'agire umano, percorre l'intero secolo, in modo più o meno carsico, manifestandosi, anche nella produzione artistica, attraverso un atteggiamento che rivede criticamente i valori correnti sostenuti dalla cultura ufficiale nei vari settori del sapere, della religione, della politica e della morale. L'autrice, dunque, allargando la sua indagine dall'ambiente degli artisti a quello della committenza, individua il collegamento di specifici temi e iconografie, distintivi della produzione pittorica seicentesca (quali la "pittura filosofica" o quella di genere), alla speculazione dei novatores, formulando originali letture di dipinti famosi di Guercino, Rubens, Grechetto, Salvator Rosa e altri pittori attivi in Italia nel XVII secolo.
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Acido fenico. Ballata per Mimmo Carunchio camorrista
editore: Einaudi
pagine: 101
Da un testo teatrale di Giancarlo De Cataldo, un romanzo a fumetti in piena atmosfera noir, fulmineo e suggestivo.
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Hotel Florida. Amore e guerra a Madrid
di Amanda Vaill
editore: Einaudi
pagine: 494
Il Florida era un noto albergo madrileño situato sulla centralissima Gran Via. Durante l'assedio della capitale da parte delle truppe nazionaliste si ritrova in piena zona di guerra. Diventa allora residenza di un folto gruppo di intellettuali e giornalisti provenienti da tutto il mondo, arrivati in Spagna per le ragioni più diverse, che qui lavorano, militano si amano e vivono gli avvenimenti e la Storia con un'intensità fortissima, quasi magica. Prima della disillusione. Fra cronisti, spie, fotografi, scrittori e militari ci sono John Dos Passos e Claud Cockburn, giornalista inglese vicino al Partito comunista che definì la guerra civile spagnola «l'avvenimento decisivo del Ventesimo secolo». E al Florida vivono la loro storia d'amore (e di guerra) sei personaggi o, meglio, tre coppie. C'è Ernest Hemingway, sempre più bisognoso di successo e che cerca nella guerra nuovo materiale per la sua scrittura, e la giovane cronista Martha Gellhorn che tenta, attraverso di lui, di dare una svolta alla sua vita. Ci sono i poco più che ventenni Robert Capa e Gerda Taro, ebrei in fuga dal nazismo e arrivati in Spagna per documentare la guerra. Capa ha una visione molto propria della fotografia di guerra, che sintetizza cosi alla compagna: «Se le tue foto non sono abbastanza buone, significa che non sei abbastanza vicina». Gerda Taro morirà sotto i cingolati di un carro armato, nel tentativo di scattare la «foto della sua carriera» e a Capa resteranno i rimorsi per un consiglio di troppo e il peso di dover continuare a vivere e a fotografare una guerra atroce. La terza coppia è composta da Arturo Barea, il responsabile della stampa estera per i lealisti, e Usa Kulcsar, comunista austriaca, donna forte e indipendente che diverrà presto la sua compagna, obbligandolo a riflettere sull'eccessiva mistificazione della realtà messa in atto dai repubblicani. Come in un romanzo, nelle stanze dell'Hotel Florida, la vita di questi sei personaggi cambierà per sempre e la guerra ne segnerà inesorabilmente i destini. Ciò che Amanda Vaill racconta nasce dalle notizie recuperate in lettere non pubblicate, diari ritrovati, documenti ufficiali e materiale cinematografico salvato dall'oblio. "Hotel Florida" è una storia della verità scoperta, raccontata e vissuta. Ad ogni costo.
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Le cure domestiche
di Marilynne Robinson
editore: Einaudi
pagine: 199
Ruth e Lucilie non hanno mai visto Fingerbone, la cittadina del Midwest che ha dato i natali alla loro mamma Helen, né le acque fonde e cupe del lago intorno a cui sorge. Ma quel lago, che in passato è stato teatro di un tragico e spettacolare disastro ferroviario, divenendo luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona, pretende un grande tributo dalle loro giovani vite. Lo esige il giorno in cui Helen decide di riconsegnare le bambine alle loro origini e, dopo aver affrontato il lungo viaggio da Seattle, le deposita sul portico della casa avita con un pacco di biscotti da sgranocchiare per ingannare l'attesa; quindi, senza una parola di commiato né una riga di spiegazioni, risale in macchina e va a gettarsi nel lago. La cura delle due orfane e dei loro cuori attoniti passa da quel momento nelle mani di parenti sconosciuti, mani ora tenere ed efficienti, ora timide e inette, fino alle lunghe mani ossute della sorella minore di Helen, Sylvie, mani nude e perennemente screpolate, mani che sanno carezzare ma non trattenere. Sylvie porta scarpette leggere in pieno inverno e una banconota da venti dollari spillata sotto il bavero del cappotto. Ama la luce e la natura, fa lunghe passeggiate senza orari, prepara pasti frugali e non particolarmente nutrienti. Dei cani ha la paura tipica dei vagabondi. Ruth e Lucilie, cosi esperte di perdite e abbandoni, sanno di non poter fare affidamento sul suo restare: "Sylvie assomigliava a nostra madre, e inoltre si toglieva di rado il cappotto e ogni storia che raccontava aveva a che fare con un treno o con una stazione degli autobus". La stessa casa di famiglia, il nucleo originario cui Sylvie ha accettato di tornare per amore delle nipoti, con la sua gestione va rapidamente in rovina: una moltitudine di gatti e sporcizia, infiniti giornali e lattine vuote, un accumulo erroneamente scambiato per l'essenza di ogni cura domestica. Di fronte al modello aereo e sradicato della zia, le due sorelle, fino a quel momento una sola anima scagliata nel mondo, devono interrogarsi sul senso dell'appartenenza e del ritorno, venire a patti con la solitudine, e scegliere la loro idea - reale, metaforica e universale - di casa.
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Il marchio dell'inquisitore
di Marcello Simoni
editore: Einaudi
pagine: 330
Nella Roma del Secolo di Ferro, a pochi giorni dall'inizio del XIII giubileo, la danza macabra incisa su un opuscolo di contenuto libertino sembra aver ispirato l'omicidio di un religioso. Sul caso viene chiamato a investigare l'inquisitore Girolamo Svampa, nominato commissarius dagli alti seggi della curia capitolina. Ad aiutarlo, tra ritrovamenti di libelli anonimi e strani avvistamenti di un uomo mascherato, ci sono padre Francesco Capiferro, segretario della Congregazione dell'Indice, e il fedele bravo Cagnolo Alfieri. L'indagine, che porta lo Svampa a scontrarsi con personaggi potenti, si rivela subito delicata e pericolosa: prima che si arrivi alla soluzione del mistero ci saranno altri morti. Porta sul collo, impresso a fuoco, il marchio di un roveto ardente. È razionale come uno scienziato, eppure esperto di demonologia e stregoneria. È scostante, abitudinario, con una patologica avversione per la fugacità del presente; per lui esiste solo la certezza inalterabile di ciò che è già accaduto. Con l'inquisitore Girolamo Svampa, Marcello Simoni inventa una straordinaria figura di detective, qui alle prese con un intricato mistero nella Roma barocca di Urbano VIII. Il cadavere di un uomo incastrato dentro un torchio tipografico. Un investigatore, il cui passato è un mistero perfino per lui, alle prese con intrighi politici, segreti ecclesiastici e vendette private. Una vicenda tesissima ambientata nell'Italia del Seicento, dove la diffusione della stampa sta aprendo le prime crepe nelle mura dell'oscurantismo.
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