Il Nuovo Melangolo
Estetica
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 160
Questo numero della rivista semestrale di "Estetica" raccoglie saggi di Carlo gentili, Brunello Lotti, Ivano Gorzanelli, Giann
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La difesa europea
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 205
"L'Europa integrata, nata essa stessa da un pacifico patto multilaterale, priva di ambizioni imperiali, ma ricca di esperienza
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L'incredibile verità
di Zanna Ran-Charnyj
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 238
L'autrice ricorda in questo libro la sua epopea di ebrea lituana. All'arrivo dei nazisti fu rinchiusa nel ghetto di Vilnius insieme con la sua famiglia che fu sterminata come gran parte degli abitanti del ghetto. Grazie a falsi documenti riuscì a fuggire e fu arruolata presso il comando del SS di Minsk. Qui si mise in contatto coi partigiani sovietici, di cui riuscì a superare le comprensibili diffidenze solo dopo molto tempo. Alla fine della guerra raggiunse Mosca, dove fu accusata ingiustamente di collaborazionismo e rinchiusa in un gulag degli Urali. Scontata la pena, attraverso innumerevoli difficoltà e dopo aver sofferto anche la fame, tornò a vivere a Vilnius. Attualmente vive in Israele.
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L'esperienza precaria. Filosofie del sensibile
di Romeo Bufalo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 253
Attraverso un esame di autori teoricamente e storicamente distanti, il libro si propone di mostrare come la sfera del "sensibile" non sia affatto un luogo caotico e oscuro.
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Sindrome occidentale. Conversazioni fra un archeologo e uno storico sull'origine a Roma del diritto, della politica e dello Stato
di Andrea Carandini
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 144
Il testo si presenta nella forma di un dialogo tra un archeologo e uno storico sul problema dell'origine di Roma dal punto di vista del diritto, della politica e dello Stato. Carandini discute di istituzioni e ordinamenti dell'età di Romolo sullo sfondo del paesaggio e dei monumenti pubblici di Roma usati come pietre di paragone per saggiare la validità delle notizie tramandate da Catone, Cicerone, Livio sulla "cosa pubblica" della prima Roma.
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Il laboratorio dell'anima. Immagini del corpo nella filosofia di Immanuel Kant
di Vincenzo Bochicchio
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 256
Il filosofo della legge morale in perenne lotta contro le passioni corporee avrebbe, secondo una logora vulgata, semplicemente eluso il tema del corpo nella costituzione della soggettività etica. Vincenzo Bochicchio ricostruisce, in questo testo, l'immagine che Kant, nei margini della sua filosofia, si fa del corpo.
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Svet. La luce splende nelle tenebre
di Lev Tolstoj
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 198
Svet non aveva mai trovato in Italia la via di un grande palcoscenico prima della messa in scena voluta dal Teatro Stabile di Genova. Tolstoj vi lavorò a lungo negli ultimi anni della sua vita, ma finì col lasciarlo incompiuto nel quinto atto. Svet (alla lettera "luce") venne pubblicato postumo nel 1912, a Berlino, con il titolo provvisorio di "I Svet vo tme svetit" che cita un verso del Vangelo dI Giovanni (E la luce splende nelle tenebre). Nella pièce prendono vita i principali motivi che ossessionarono Tolstoj e il "tolstojsmo": la concezione evangelica dell'esistenza, l'anticlericalismo, il rifiuto della violenza, il tema della non resistenza al male. Lo spettacolo dello Stabile di Genova è andato in scena con la regia di Marco Sciaccaluga e l'interpretazione di Vittorio Franceschi nel ruolo del protagonista.
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Al di là della guerra. Tre saggi su Levinas
di Stéphane Mosès
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 117
Il pensatore dell'Altro, dell'etica e della carezza alla prova della guerra: ecco la chiave scelta da Stèphane Mosès per penetrare lo scrigno del pensiero levinasiano. Un lucido realismo e un'acuta coscienza della natura tragica della storia sono, infatti, il punto di partenza del percorso di Levinas. All'ingenuità dei buoni sentimenti, e alla consolazione filosofica, Levinas contrappone un'amara constatazione: l'evidenza della guerra permane al cuore di una civiltà essenzialmente ipocrita.
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L'isola degli ermafroditi
di Anonimo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 166
"L'isola degli ermafroditi" iniziò a circolare nel 1605 riscuotendo grande successo negli ambienti della corte di Enrico IV di Navarra. Forse scritto durante il regno dell'ultimo Valois, Enrico III, il pamphlet, che utilizza gli stilemi del racconto utopico, narra di un'isola lontana e misteriosa governata da un re e da un'èlite di ermafroditi. La finzione letteraria consente all'autore di operare una tagliente satira delle mode, degli intrighi e soprattutto dei costumi sessuali di Enrico III. La metafora del "corpo doppio" esprime felicemente tutte le deprecabili ambiguità del Valois: dal'atteggiamento oscillante tra virtù esibite e scelleratezze private alla doppiezza della condotta politica nella scelta - tra cattolici e ugonotti delle alleanze più convenienti.
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Metafisica del conflitto
di Gianluca Giannini
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 155
Dopo l'11 settembre 2001 oramai ha preso a farsi strada il convincimento che la narrazione del mondo appartenga ai terroristi. Questo evento catastrofico avrebbe cambiato il modo di pensare e di agire dell'uomo moderno: la nostra sicurezza esistenziale, la nostra possibilità di permanere sarebbero messe in serio pericolo. Ma, l'autore si chiede, si proviene realmente da una situazione di sicurezza? La nostra stessa storia narrata, si è effettivamente costruita, fino almeno all'11 settembre, sulla protezione, la tutela e la garanzia di incolumità? Questo studio, attraverso l'elaborazione di un novum concettuale, la "metafisica del conflitto", attraverso una ricostruzione filosofico-genealogica che si muove in un arco temporale che va dall'inizio del XIX secolo fino ai giorni nostri, vuole dimostrare come l'occidente sia invece esistenzialmente e ontologicamente in una situazione di conflitto permanente, e quindi di insicurezza continua.
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In difesa dell'eutanasia. Stoici. Seneca. Hume. Nietzsche
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 61
Da qualche tempo a questa parte, nel gergo giornalistico e televisivo di molti "intellettuali mediatici", laici e cattolici, del nostro Paese, la parola eutanasia è diventata una parola impronunciabile: quasi che colui che osa pronunciarla commetta un peccato mortale, un crimine e sia destinato, in ogni caso, alle fiamme dell'inferno. Eppure, per oltre duemila anni, ha conservato l'originario significato che ben conoscono quanti hanno ancora una qualche familiarità con il greco antico: morte felice, serena, dolce e, in ogni caso, nobile e razionale, in quanto morte a cui si espone il saggio "per la patria e per gli amici e nel caso in cui sia vittima di dolori acuti o di menomazioni o di malattie incurabili" (Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 130).
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