Il Nuovo Melangolo
La parola ferita
di Aldo Trione
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 100
II testo di Aldo Trione riprende il confronto già avviato ne "L'ordine necessario tra filosofia e poesia". La parola ferita a cui allude il titolo, è la parola che ha perso il Senso, che non ha più la forza per esprimere i sentimenti che si agitano nell'animo umano e gli eventi tragici che irrompono nel mondo. Per scongiurare il rischio di una parola che non è più in grado di dire l'essenziale dell'uomo e del mondo, l'Autore si rivolge alla poesia e ai Poeti. Da Saffo a Dante, da Rimbaud a Celan, Aldo Trione incontra le più grandi figure della poesia occidentale e instaura con esse un dialogo vivo in cui, abbandonati i tecnicismi di tanta critica letteraria, emergono potenti nella loro magnifica semplicità le questioni fondamentali dell'esistenza: l'assurdo, lo stupore, la tragedia, l'amore, l'utopia.
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Responsabilità di fronte alla storia. La filosofia di Emmanuel Levinas tra alterità e terzietà
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 251
La filosofia di Emmanuel Levinas è stata soprattutto una profonda e ampia meditazione sull'impatto che un secolo terribile, di sangue e di guerra, ha avuto sulla filosofia e sulla morale, sulla possibilità della filosofia e della morale. Si è voluto, pertanto, ricostruire, da angolature visuali differenti, l'eredità ed attualità di tale riflessione, senza tacerne le difficoltà o le aporie, ma al contempo cercando di misurare la sua capacità di condurci alle crisi più autentiche, alle questioni di fondo, a riaperture del pensiero. Tra alterità e terzietà si è svolto il cammino filosofico di Levinas, che ha situato al centro dei propri scritti la possibilità del male nella storia. Quel male che è compendiato nella figura di un unico supremo delitto: lasciare l'altro morire da solo. Il terzo, nel quale tutta l'umanità è presente, è così il custode silenzioso che veglia sulla morte dell'altro e le assicura, contro il lavoro del tempo e dell'oblio, una risonanza spirituale.
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Tra prosa d'arte e prosa sull'arte. Itinerari figurativi nelle prose di viaggio di Ungaretti
di Giulia Nuzzo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 178
Tutti conoscono le liriche di Ungaretti, considerato ormai un classico e uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. Sono invece pochi a conoscere le sue prose, e in particolare i suoi racconti di viaggio. Questo libro di Giulia Nuzzo si presenta come uno studio sulle prose di viaggio di Ungaretti, caratterizzate da un'inconfondibile impronta poetica e da una spiccata sensibilità per le arti pittoriche e architettoniche. L'autrice è così in grado di restituire quell'atmosfera meditativa e quasi filosofica che distingue gli appunti di Ungaretti dai tanti resoconti di viaggio, e ripercorre con grande rigore critico una delle stagioni più feconde della letteratura italiana.
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Spettrografie. Jacques Derrida tra singolarità e scrittura
di Francesco Vitale
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 153
Una spettrografia sarebbe al cuore dell'opera di Jacques Derrida, ne scandirebbe il respiro, singolare, insistente ma mai uguale a se stesso. Un dispositivo di registrazione a distanza, qualcosa come una scrittura, sarebbe la condizione irriducibile dell'esperienza attraverso la quale si costituisce qualcosa come un soggetto, una coscienza, un ego in generale, prima ancora di ogni ricorso di fatto ad una tecnica, ad una scrittura determinata. L'esperienza sarebbe dunque in se stessa spettrale. Solo una spettrografia permetterà di rendere conto della singolarità vivente umana al di qua dell'economia generale della presenza nella quale si trova di fatto imbrigliata ed elusa nel suo 'come tale'. Solo una spettrografia potrà infine testimoniare delle condizioni, rimosse ma non per questo annientate, della relazione all'altro quale elemento irriducibile di una comunità a venire. Di questa spettrografia il presente volume vorrebbe rilevare le tracce e seguire le linee di propagazione attraverso quei prismi di rifrazione spettrale che sono i testi, tutti i testi.
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Ebrei della Mitteleuropa. Identità ebraica e identità nazionali
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 203
Prendendo le mosse dalla reazione agli ideali settecenteschi dell'Illuminismo ebraico e al suo richiamo ad assimilarsi alla cultura tedesca, l'idea di nazione ebraica viene colta in questo volume nella sua genesi e poi approfondita attraverso luoghi e figure-chiave di un affascinante dibattito: da Karl Kraus lettore di Heine a Paul Celan e alla sua patria "transnazionale" nella poesia e nella lingua; dalla Praga di Kafka e di Max Brod, una "soglia" fatta più per unire che per dividere le nazioni, alla Galizia di Joseph Roth e Israel Joshua Singer, sospesa fra la seduzione dell'Occidente e la nostalgia dell'infanzia, oppure alla Bucovina di Rose Auslander, microcosmo straordinario della letteratura ebraica in lingua tedesca riscoperto recentemente. Concorrono a vivacizzare il mosaico di suggestioni e tematiche la rilettura di una figura inquietante e controversa come Jacob Frank e la ricostruzione di un'emblematica vicenda storica come "L'affaire Dreyfus".
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Gesù l'ebreo
di Lou Andreas-Salomé
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 46
Lou Andreas-Salomé (1861-1937), affascinante figura di intellettuale, tedesca di origine russa, frequentò intensamente le avanguardie culturali del suo tempo, stabilendo legami profondi con Nietsche, Rilke e Freud, del quale divenne una fervente seguace. La sua produzione poetica, letteraria e scientifica consta di venti volumi e più di cento tra articoli e saggi.
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Con e oltre la fenomenologia storica. Le eresie fenomenologiche di Jacques Derrida e Jean-Luc Marion
di Claudio Tarditi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 203
Ci sono eresie la cui forza di rottura non distrugge semplicemente il campo del sapere cui si applica, ma lo trasforma in modo inedito e, così, lo arricchisce. Derrida e Marion sono, dopo Heidegger, sicuramente i nomi dei due più grandi eretici della fenomenologia che il Novecento abbia conosciuto. Due nomi che, partendo da un confronto serrato con Husserl, hanno saputo, per vie diverse, portare la fenomenologia al di là dei suoi limiti, dischiudendo così un nuovo orizzonte di pensiero. Claudio Tarditi ci offre una ricostruzione approfondita e critica di questi due percorsi di pensiero che, negli anni, hanno trovato momenti di intenso confronto.
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Beckett. L'inestinguibile desiderio
di Alain Badiou
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 68
Perché un grande filosofo dovrebbe scrivere un libro su Beckett? Semplicemente, per sorprenderci con qualcosa di inedito. In poche e precise pennellate, Badiou ci offre un Beckett senza angoscia né disperazione, un Beckett maestro di misura e coraggio che tenta di "conoscere la felicità". Il breve testo di Badiou diventa, così, un piccolo trattato di filosofia delle passioni (amore, coraggio, desiderio) che prende forma attraverso una lettura inedita, e polemica, delle più note opere di Beckett.
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Il mondo di Sergio Romano
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 132
Il libro contiene una raccolta di scritti in onore di Sergio Romano, in occasione del suo 70° compleanno. All'inizio un messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sottolinea come Romano "è diventato un opinion maker di indubbio prestigio, riconosciuto come tale per la cura che ha sempre posto nella ricostruzione informata e colta dei termini di ogni questione, sia di attualità sia di sapore storico". Arrigo Levi tratteggia i caratteri di Romano giornalista, Salvatore Veca, prendendo spunto dal saggio "Libera Chiesa. Libero Stato?", spiega in Romano "la tensione fra impegno del partecipante e distacco dell'osservatore". Su Romano "storico" si soffermano Silvio Beretta e Arianna Arisi Rota, mentre Giampaolo Calchi Movati interpreta il Romano commentatore e studioso di relazioni internazionali.
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Il senso della verità. Un percorso attraverso Foucault
di Ernesto De Cristofaro
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 94
II rapporto con l'idea di "verità" accompagna fa storia del sapere umano sin dai suoi albori. Lungo questo percorso esso si è costituito ed articolato secondo le forme e fisionomie più diverse. Nella seconda metà del Novecento Michel Foucault, raccogliendo l'eredità di filosofi come Nietzsche e Heidegger e di storici come Dumézil e Canguilhem, ha assunto la questione della verità come centro di gravitazione della sua ricerca, conferendole un senso affatto originale. La verità non riposa più sulla struttura logica del linguaggio, sull'esegesi di un canone testuale vincolante o su una qualche epifania del metafisico. Essa è investita nelle pratiche, di cui costituisce il punto di raccordo e il distillato di senso. Per comprendere la verità occorre, secondo Foucault, più che rivolgersi alla tradizione filosofica, indagare le sedi in cui il potere allestisce procedure di "veridizione", tecniche tramite cui si sanziona la differenza tra normalità e follia, legalità e crimine, moralità e perversione, le quali tutte confluiscono nell'opposizione tra verità ed errore. In questo campo tensivo in cui la normalità è l'effetto di una normalizzazione, la regolarità della condotta di un disciplinamento e il controllo delle passioni di una sapiente pedagogia, la verità è custodita nelle strategie politiche, nelle regole del diritto, nelle terapie mediche, nelle codificazioni etiche del comportamento. Ed e nello scavo delle medesime che essa può apparire.
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Scena francese nel secondo Novecento
di Gianni Poli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 282
Una storia del teatro francese del secondo Novecento vista attraverso l'opera scenica di quattro grandi registi dell'Arte teatrale europea: Vilar, Barrault, Vitez e Chéreau. Il primo volume di quest'opera introduce, con un saggio metodologico e storico critico, alla condizione estetica e organizzativa della messa in scena francese dal dopoguerra a oggi. Seguono quindi due ampie monografie dedicate la prima all'attore-direttore di Avignone e del Théatre National Populaire Jean Vilar, la seconda a Jean-Louis Barrault, eclettico animatore di Marihny, Orsay e Rond-Point. Il volume si propone la verifica dell'estetica e del pensiero d'ogni artista, mediante lo studio degli scritti, la ricostruzione degli spettacoli significativi (attraverso documentazione iconografica e audiovisiva spesso inedita) e il confronto bibliografico esaustivo e aggiornato della critica.
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