"È possibile, dichiarandolo "in silenzio" o "a bassa voce", non dovere niente a un maestro? Proprio qui? A un maestro ammirato? Quanto a sapere se qui è possibile ammirare un maestro senza dovergli restituire niente, senza impegnarsi espressamente nel mercato di nessun "grazie", senza debito e senza dovere, dunque senza favore possibile, là dove forse ne va ancora di una strana esperienza della spartizione, ebbene, perché la domanda resti, e resti aperta o sospesa, bisognerebbe provare a pensare altrimenti tutti i concetti che vi si trovano compromessi: la distinzione tra "dire" e "tacere", il "senso", il "buono" del "buon senso", il "debito", il "dovere", la "maestria o la magisterialità del maestro" (non dimentichiamo che nella maggior parte dei casi parliamo al maschile), proprio la parte della "spartizione" (di "cosa"? di "chi"? con "chi"?); ma anche il "niente", il "possibile" e il resto. Soprattutto il resto".
Il maestro o il supplemento di infinito
| Titolo | Il maestro o il supplemento di infinito |
| Autore | Jacques Derrida |
| Curatore | S. Facioni |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Opuscula |
| Editore | Il Nuovo Melangolo |
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| Pagine | 70 |
| Pubblicazione | 2015 |
| ISBN | 9788870189742 |
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