Il Nuovo Melangolo
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Per non dimenticare. Tre racconti
di Israil M. Metter
editore: Il Nuovo Melangolo
Il volume raccoglie tre racconti di Metter, pubblicati tra gli anni '60 e '70: Rjabov e Kozin; Il regalo e La madre. Scritti in uno stile che alterna ironia e commozione, la narrazione ruota attorno a vicende quotidiane, apparentemente banali: un uomo alla ricerca di risposte dall'accusatore del padre; le peripezie di un'anziana donna di un villaggio agricolo; le difficoltà burocratiche che si frappongono al semplice desiderio di un uomo anziano, di donare i costumi di scena della moglie, un'attrice ormai scomparsa, al teatro della sua cittadina. Intorno a queste figure si delinea la vita dolente e accorata di un'umanità che pur umiliata e offesa, talvolta degradata, non ha smesso di coltivare affetti e desideri.
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Volontà e destino. Scritti autobiografici
di Karl Jaspers
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 240
Opera narrativa, Volontà e destino ripercorre in quattro tappe le vicende pubbliche e private (tra cui spicca l'amicizia e la venerazione per un maestro quale Max Weber) di un uomo e di uno studioso tedesco, strettamente intrecciate agli avvenimenti della storia dei primi settant'anni del nostro secolo.
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Il padiglione sulle dune
di Stevenson Robert L.
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 112
Il padiglione sulle dune è innanzitutto la storia di una misantropia: una misantropia giovanile, fatta d'autosufficienza e sel
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Il concetto di Dio dopo Auschwitz. Una voce ebraica
di Hans Jonas
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 49
"Per l'ebreo che vede nell'al di qua il luogo della creazione, della giustizia e della salvezza divina, Dio è in modo eminente il signore della storia e quindi "Auschwitz", per il credente, rimette in questione il concetto stesso di Dio che la tradizione ha tramandato. Auschwitz rappresenta quindi per l'esperienza ebraica della storia una realtà assolutamente nuova e inedita, che non può essere compresa e pensata con le categorie teologiche tradizionali. Quindi chi non intende rinunciare sic et simpliciter al concetto di Dio (e il filosofo può legittimamente rivendicare il diritto a non rinunciarvi), deve pensare questo concetto in modo del tutto nuovo e cercare una nuova risposta all'antico interrogativo di Giobbe. Ove decidesse di farlo, dovrebbe anche lasciar cadere l'antica concezione di Dio signore della storia: perciò, quale Dio ha permesso che ciò accadesse?"
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Il mito
di Walter F. Otto
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 117
Quattro scritti compongono il volume: Il mito originario alla luce della simpatia di uomo e mondo; Il mito; Il linguaggio come mito; Il mito e la parola. L'ermeneutica, ovvero l'interpretazione di Otto, che fa largo uso di citazioni dai poemi omerici, dalla tragedia classica, da Shakespeare, Goethe, per arrivare ai romantici fino a Holderlin e alla poesia contemporanea, non riguarda tanto i dettagli o le particolarità di questo o quel mito antico; l'ambizione è quella di trovare risposte alla questione fondamentale che sempre torna a riproporsi: "Cos'è il mito, qual'è la sua essenza?"
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Teoria delle idee
di Platone
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
Con la traduzione e il commento di alcuni capitoli fondamentali tratti dal Fedone (95b-108c), dal Parmenide (128e-136e) e dall
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Lo zoroastrismo
di Paul Du Breuil
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
Era necessario presentare al pubblico un'opera di facile lettura sulla storia e il pensiero della più minoritaria e ignorata tra le religioni orientali. L'esiguità degli Zartoshti in Iran e dei Parsi in India, poco più numerosi degli ultimi indiani in Amazzonia, non può giustificare questo silenzio, visto che la tradizione e la loro cultura racchiudono antichi concetti in seguito recuperati ed espressi da religioni storicamente più importanti.
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Dell'infanzia. Due lettere ai miei figli
di Alfred Kolleritsch
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 72
Kolleritsch, in questo suo testo in prosa, rivolge due lettere simboliche ai figli, avuti in età già matura, mitizzando l'infanzia come "luogo" della condizione umana, nonchè metafora essenziale della creazione poetica. L'autore vuole mettere in guardia i figli-lettori da qualunque verità assoluta o certezza definitiva, suggerendo un diverso rapporto con il mondo, più libero e creativo.
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