Le Lettere
I classici di Dante
editore: Le Lettere
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Il bambino e la soffitta
di Maja Kastelic
editore: Le Lettere
pagine: 32
In una città che sembra grigia e sempre uguale, la luce che esce da un portone può essere un invito a scoprire qualcosa di magico e inaspettato. In una città che sembra grigia e sempre uguale la coda di un gatto scuro che scappa dentro un portone è un invito irresistibile da seguire per un'bambino. C'è una casa vuota e misteriosa, da esplorare. C'è una scala ripida e attorcigliata che conduce in soffitta e lassù c'è una sorpresa tutta nuova da scoprire. Età di lettura: da 4 anni.
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L'altra vita di Carlo Dossi. Alberto Pisani Dossi diplomatico
di Serra Enrico
editore: Le Lettere
pagine: 163
Alberto Pisani Dossi, più noto come Carlo Dossi, fu il celebre autore della "Desinenza in A" e delle "Note Azzurre", personagg
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Erbe & Co. 70 facili ricette per cucinare con le erbe selvatiche e domestiche
di Gianluca Pardini
editore: Le Lettere
pagine: 133
Le erbe in cucina ci conducono in un lungo viaggio tra le stagioni, le tradizioni, le culture enogastronomiche e, in particolare, le conoscenze umane attraverso i secoli. Questa raccolta di ricette, che affondano le loro radici nella tradizione con uno sguardo al gusto odierno, offre una serie di suggerimenti per conoscere, apprezzare e utilizzare le erbe aromatiche in cucina e, grazie alle schede botaniche che corredano il libro, anche negli altri aspetti della vita di tutti i giorni. Dragoncello, menta, basilico, rosmarino, salvia, prezzemolo, finocchietto selvatico, tarassaco, erba stella, dente di leone, crespigno... doneranno ai nostri piatti magia e freschezza.
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Liber sine nomine. Testo originale a fronte
di Petrarca Francesco
editore: Le Lettere
pagine: 180
Il 'Liber sine nomine' comprende diciannove epistole precedute da una prefazione, tutte rigorosamente prive dei nomi del mitte
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Dietro la linea del fuoco. Corrispondenze dal fronte della prima guerra mondiale a «La Nazione» a Firenze
di Renzo Martinelli
editore: Le Lettere
pagine: 231
Il volume raccoglie le corrispondenze di Renzo Martinelli inviate nel 1915, dal fronte della prima guerra mondiale, a "La Nazione" di Firenze. Gli articoli, pubblicati sul giornale con notevole risalto, consentono di seguire da vicino, in "presa diretta", le vicende belliche, riferendo con grande immediatezza ed efficacia non soltanto gli avvenimenti militari più rilevanti, ma soprattutto - per la particolare attenzione che caratterizza l'autore nel cogliere la dimensione umana dei fatti - la vita quotidiana dei nostri fanti, impegnati in cruente battaglie e nella dura esperienza della guerra di trincea. Si tratta di una documentazione priva di ogni retorica che, oltre all'indubbio valore giornalistico e storico, restituisce appieno il significato emotivo dell'esperienza vissuta dai soldati, riportando spesso casi, momenti, episodi, che possono sembrare irrilevanti ma che nel loro insieme costituiscono un contributo non trascurabile alla conoscenza "dal basso" della partecipazione dell'Italia alla grande guerra. Introduzione di Pier Francesco Listri.
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Cristo nella filosofia dell'età moderna
editore: Le Lettere
pagine: 248
La filosofia in età moderna spesso confonde e rimette in discussione divisioni disciplinari certo non incrollabili, ma sicuramente solide, in particolare nei confronti della teologia. I filosofi elaborano prove dell'esistenza di Dio, meditano sugli attributi divini, si interrogano sull'esistenza dei miracoli e dei demoni, discutono accanitamente di teodicea. È possibile individuare segni di un loro interesse anche a proposito della figura di Cristo? Una figura che, a motivo della relazione tra natura umana e natura divina che costitutivamente comporta, ben si presta a un discorso non esclusivamente teologico, ma filosofico, con risvolti morali ed etico-civili. E la riflessione sul cuore della struttura dogmatica del Cristianesimo (Trinità, Incarnazione, Redenzione), sulle sue articolazioni, sulla vita terrena di Gesù, in che misura interagisce poi con gli sconvolgimenti determinati dalla Riforma protestante? I saggi raccolti in questo volume cercano di recare chiarimenti e contributi interpretativi su un argomento che conferma una volta di più l'ampiezza di prospettiva della filosofia in età moderna.
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Petrarca e le arti figurative. «De remediis utriusque fortune», 1 37-42
di Giulia Perucchi
editore: Le Lettere
pagine: 328
Il "De remediis utriusque Fortune" di Petrarca comprende una sezione sulle arti figurative: su eruditi riferimenti alle opere degli Antichi, l'Umanista innesta un'ampia riflessione morale sull'arte del proprio tempo, toccando temi quali il valore delle immagini, la critica ai vizi di avarizia e superbia, la discussione del ruolo delle arti meccaniche. Il volume offre un rinnovato testo latino dei capitoli, corredato di traduzione italiana e di un commento storico-critico. Il testo è fondato per la prima volta sul ricorso alla tradizione manoscritta, di cui è delineata una storia critica; un'ampia Introduzione colloca il contenuto dei capitoli del "De remediis" nel contesto del pensiero petrarchesco sulle arti, attraversando l'intero cammino intellettuale dell'umanista. Lo studio, tenendo in costante riferimento i volumi della biblioteca petrarchesca, offre inoltre un nuovo panorama delle fonti utilizzate dall'autore, ed è corredato di un glossario dei lemmi artistici, latini e volgari.
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Rerum memorandarum libri
di Francesco Petrarca
editore: Le Lettere
pagine: 528
Tra 1343 e 1345 Francesco Petrarca attese alla stesura dei "Rerum memorandarum libri", tra Francia e Italia. L'opera si configura come una grande summa sulle virtù cardinali, costruita per esempi. Gli exempla sono distribuiti in grandi sezioni, i romana e gli externa, cui si aggiunge la categoria dei moderna, in cui Petrarca manifesta talvolta ottime abilità narrative. Prudenza, giustizia, fortezza e temperanza sono i grandi argomenti che avrebbero dovuto dare forma all'ambizioso progetto. I temi dell'otium e della solitudine da un lato, dello studio e della dottrina dall'altro, occupano l'intero primo libro. Però soltanto una porzione limitata dell'idea originale arrivò alla stesura almeno provvisoria: i libri II-IV sviluppano, e parzialmente, la virtù della prudenza. Il volume, dopo l'introduzione generale sul testo e la sua genesi, offre il testo latino dei "Rerum memorandarum libri", accompagnato dalla prima traduzione completa in italiano dell'opera e da un commento che dà conto di tutte numerose fonti tratte a profitto da Petrarca.
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Proust in Italia. Le traduzioni della «Recherche»
di Manuela Raccanello
editore: Le Lettere
pagine: 93
In questo studio, condotto secondo un'ottica critico-comparativa, si analizzano le prime traduzioni italiane della Recherche di Marcel Proust, con un riferimento particolare alla resa degli stilemi proustiani evidenziati, tra gli altri, da Leo Spitzer e Jean Milly. Dal 1923 ai primi anni Quaranta del Novecento in Italia vengono tradotti solo brevi passi della Recherche, pubblicati sulle riviste più attente alle novità letterarie. L'interesse editoriale per l'opera proustiana si inaugura nel 1944 con il volumetto "La precauzione inutile. Romanzo" (Milano-Roma, Jandi-Editori), versione di una cospicua parte de La Prisonnière siglata da Eugenio Giovannetti. Un anno dopo fa seguito Soggiorno a Venezia (Venezia, Edizioni del Cavallino), versione di Renato Mucci del terzo capitolo di Albertine disparue. Ma è a guerra conclusa, come ha scritto significativamente Giacomo Debenedetti, che scatta "l'ora x, quella dell'attacco frontale al romanzo, cominciando regolarmente con la prima parte: Du côté de chez Swann". Nel 1946 vengono pubblicati, infatti, "Casa Swann" (Firenze, Sansoni) e "La strada di Swann" (Torino, Einaudi), tradotti rispettivamente da Bruno Schacherl e da Natalia Ginzburg.
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