fbevnts Tutti i libri editi da Medusa Edizioni - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 6
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Medusa Edizioni

La rivoluzione nera. Con una lettera di Martin Luther King dal carcere di Birmingham

di Merton Thomas

editore: Medusa Edizioni

pagine: 109

Per Thomas Merton la soluzione dei problemi politici e sociali della condizione dei neri d'America implicava, necessariamente,
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12,00

L'altra fine del capolavoro sconosciuto

di Il servo di Balzac

editore: Medusa Edizioni

pagine: 61

Frenhofer è il pittore misterioso che Balzac ha posto al centro del suo celebre racconto "Il capolavoro sconosciuto"
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10,00
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10,00

La faccia del diavolo

editore: Medusa Edizioni

pagine: 105

Nei saggi di Germain Bazin, Paul Zumthor e Claude-Edmonde Magny, raccolti in questo volume assieme a quello, fondamentale, di
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14,00

traversata con Don Chisciotte

di Thomas Mann

editore: Medusa Edizioni

pagine: 94

Traversata con Don Chisciotte ha come origine e sfondo il primo viaggio di Thomas Mann negli Stati Uniti nel 1934
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13,00

La mezzanotte. Visione stellare di un momento di guerra

di Valle-Inclán Ramón del

editore: Medusa Edizioni

pagine: 110

Nell'aprile del 1916, Ramon del Valle-Inclàn approda in Francia per visitare il tragico paesaggio delle trincee
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15,00

Céline. Il demone dello stile. Conversazioni con Louis-Ferdinand Céline

editore: Medusa Edizioni

pagine: 77

"La lettura delle interviste che Céline rilascia nel corso della vita è una porta interessante per accedere al suo orizzonte estetico non sempre di agevole frequentazione. E non per coglierne le idee o per saggiarne le idiosincrasie, ma per mettersi in ascolto di una sua esigenza: il recupero di una parola viva, che taglia, ferisce, travolge e turba ma rompe con il sopore anestetizzato dell'accademia. Lo sforzo di rendere viva e parlata lo parola scritta serve a Céline per creare uno stile adatto a ridare senso a un mondo che ha vissuto l'apocalisse della Grande Guerra e lo schianto di tutti gli ipocriti valori morali. E l'unico modo per farlo nascere consiste nello scuotere la superficie del mondo regolata dall'esattezza. Solo così l'emozione divampa. E l'emozione non esiste che grazie allo stile. Non si tratta di rendere un'emozione attraverso lo stile ma di creare con esso l'emozione. E il modo migliore per farlo è trarre da sé e dalle proprie esperienze l'energia necessaria." (Simone Paliaga)
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10,00

Praga

editore: Medusa Edizioni

pagine: 135

Questo libro si compone di tre "opere". "L'occhio di Praga" è un saggio poetico di Michel Butor, costruito come "collage letterario" ispirandosi ai collages di Jiri Kolàr sulla Praga di Kafka. L'opera è unita, in dialogo strettissimo, a "Risposte", una riflessione di Kolàr sul proprio fare artistico. Nell'"Occhio di Praga" di Butor, il punto di partenza è la poesia di Baudelaire. La scelta potrebbe parere anomala, dal momento che è Kolàr stesso, in "Risposte", a indicare Mallarmé (ma, con qualche limite, pure Marinetti) come iniziatore della langue poetica contemporanea; in questo fiancheggiando una lunga e autorevole tradizione critica. Ma Mallarmé è etereo, di una raffinatezza estenuata, difficile, a volte impervio; e sempre teso in una ricerca nervosa, di uno splendore metallico, tanto quanto Baudelaire è imbevuto degli umori e delle opacità, dei profumi e dello sporco del vivere. Per questo la "materia Baudelaire" assomiglia così tanto alla "materia Kolàr", alle vecchie banconote usurate, alle scatole di cartone con le marche e i disegni, ai libri che nessuno legge più, ma che rivivono scolpiti, bucherellati, a strisce e frange. Una materia impura, carica di batteri, di segni, di storie, che viene rimontata - come fa Butor con un mazzetto di celebri versi baudelariani a risignificare e risignificarsi.
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16,00

Oriente-Occidente

di Rabindranath Tagore

editore: Medusa Edizioni

pagine: 65

Nel primo dei due testi che compongono questo volume, una conferenza agli studenti giapponesi del 1916, al culmine della notorietà concessagli in quanto primo premio Nobel di lingua orientale, Tagore si concede un'osservazione singolare: "Pensavo che non sarei stato in grado di vedere il Giappone così come è, ma avrei dovuto accontentarmi di vedere il Giappone che assume un orgoglio acrobatico nell'apparire violentemente qualcos'altro". Ma questo è l'Occidente!, ci viene voglia di esclamare. Anch'esso, per quanto molto più prosaicamente, vuole apparire violentemente qualcos'altro, e con quanta maestria e dispiego di potenza e forza! Solo che il Giappone lo fa, secondo Tagore, perché vuole imitare l'Occidente, e non solo superficialmente negli oggetti, negli apparati e nelle forme esteriori, ma appropriandosi, pericolosamente, della forza motrice della civiltà occidentale "come sua propria". Da questo punto di vista il Giappone sarebbe più occidentale dell'Occidente stesso, perché assumendo come interpretazione propria ciò che è particolare di un'altra civiltà, non farebbe altro che perpetuare l'errore occidentale di muoversi solo nella foga inesausta di organizzare, disporre e distribuire la forza e i suoi elementi nella postura della conquista e del dominio.
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11,00

Disgusto e desiderio. Enciclopedia dell'osceno

editore: Medusa Edizioni

pagine: 228

A quarant'anni dalla morte, oscena, di Pier Paolo Pasolini, artista osceno, è giunto il momento per riflettere con tenacia su
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28,00

Note su J.-J. Rousseau. Testo francese a fronte

di Gustave Flaubert

editore: Medusa Edizioni

pagine: 137

Risalenti verosimilmente agli anni in cui lavorava alla stesura dell'"Educazione sentimentale", queste note fissano in modo incisivo l'opinione di Flaubert su Rousseau politico e scrittore. Affiora per esempio esplicita in queste pagine la distanza che separa i due autori sul piano politico; come è noto ai lettori dell'"Educazione sentimentale", Flaubert non ama il pensiero e l'azione dei movimenti democratici della Francia dell'Ottocento, di cui ritrova l'origine e le giustificazioni nei testi rousseauiani. Questa distanza nei confronti del Rousseau politico non impedisce però a Flaubert di essere sensibile alla bellezza e alla forza della scrittura e del pensiero di Jean-Jacques. JJ (così lo indica nelle note) inventa immagini potenti - l'autentica natura umana è simile a una statua di Glauco caduta in mare e resa irriconoscibile dal lavorio delle onde e delle tempeste; fissa in modo nitido concetti - chi è il filosofo, per esempio, con una descrizione che sembra divinare Goethe; inaugura e impone con la sua eloquenza appassionata uno stile di vita - è JJ, scrive Flaubert, ad aver posto sul trono, santificato e benedetto il sentimento. Flaubert raccoglie, sintetizza, annota a margine il testo con veloci commenti, sottolinea frasi e concetti; non risparmia critiche, rileva aporie e contraddizioni, osserva ammirato la potenza del pensiero e del testo di Rousseau...
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16,00

Zombi. I mostri del neocapitalismo

editore: Medusa Edizioni

pagine: 84

Questo libro indaga l'orrore
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10,00

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