Nottetempo
Il fenicottero
di Caitlin R. Kight
editore: Nottetempo
pagine: 220
Questo libro affronta la storia naturale del fenicottero all'incrocio con la sua valenza iconica nell'immaginario umano: incon
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Da che mondo è mondo
di Paolo Morelli
editore: Nottetempo
pagine: 335
L'unico impiegato di un ente inutile ha un incontro che gli cambierà fatalmente la vita
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Vademecum per perdersi in montagna
di Paolo Morelli
editore: Nottetempo
pagine: 157
In questo manualetto di filosofia di montagna, Morelli considera una fortuna che la terra sia corrugata e continui in futuro a
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Tuono di mezzanotte
di Carla Vasio
editore: Nottetempo
pagine: 73
Improvvisamente, in una notte di fine inverno il fragore di un tuono esploso nel cielo sereno sorprende gli abitanti di un gra
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Il campo dei cigni
di Marina Cvetaeva
editore: Nottetempo
pagine: 170
Diario in versi scritto tra ottobre 1917 e dicembre 1920 a lungo trascurato, in patria e all'estero, Il Campo dei cigni raccog
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Terre promesse
di Milena Agus
editore: Nottetempo
pagine: 201
Ciascuno di noi ha la sua terra promessa, anzi, le sue terre promesse, perché non c'è momento della nostra vita che non guardi
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Autobiografia di tutti
di Gertrude Stein
editore: Nottetempo
pagine: 418
A 100 anni dalla nascita di Fernanda Pivano, ecco la traduzione di "Autobiografia di tutti" di Gertrude Stein, uscita nel 1976
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Bonus (con il 33% di poesie in più)
di Andri Snær Magnason
editore: Nottetempo
pagine: 103
"Avevo appena traslocato
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Perdutamente
di Ida Amlesu
editore: Nottetempo
pagine: 133
Una donna di cui non viene mai detto il nome racconta la propria giovanissima vita: l'infanzia bizzarra nella casa dei genitori con un padre fatto d'aria e una madre sempre in pantofole, le conversazioni con gli oggetti, la passione per il misterioso musicista Volodja, il suicidio tentato e mal riuscito, l'improvvisa partenza per la Russia alla ricerca dell'amore, la disillusione, l'incontro con il Diavolo a Pietroburgo e in ultimo la fuga a Saratov. Compagni di un viaggio che porta a un'approssimativa e molto umana conoscenza di sé, alcuni personaggi inconsueti ma familiari: il fantasma di Marx, il Santo, il gatto parlante Varenucha, un dio a forma di uovo e un diavolo danzante. Un esordio comico e tragico, miscellaneo come la sua giovane autrice che ha cominciato inventandosi una biografia pericolosamente somigliante alla propria vita.
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Mela zeta
di Ginevra Bompiani
editore: Nottetempo
pagine: 123
"Mela zeta" è la composizione di tasti che permette di annullare l'ultima azione e di tornare indietro di un passo. Ripetendola, continui a tornare indietro, sempre di un passo, fino a quel punto in cui tutto era ancora possibile, all'origine della catena che ti ha portato al momento cruciale in cui ti trovi ora, di fronte alla grande onda che forse ti sommergerà. E non siamo tutti cosi? Non vorremmo tutti tornare al di qua del punto di non ritorno, anche se non sappiamo qual è? È digitando questi tasti che l'autrice ripercorre, non tanto la sua vita, quanto alcuni incontri che l'hanno formata e composta, segnando con una cifra indelebile la memoria, la passione, la lingua, la luce. Elsa Morante, Gilles Deleuze, Giorgio Manganelli, José Bergamin, Anna Maria Ortese, Ingeborg Bachmann e altri personaggi sono, in questi testi, avvicinati e perduti come si perdono le occasioni, che forse sono più nostre quando ci sembra di averle mancate, perché è in quel vuoto che la vita ha imparato le sue pieghe. Come Sir Galvano che perde il Graal per non aver fatto la domanda giusta al momento giusto, ma proprio in quel silenzio rivela il suo destino.
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Shakespeare in scena: La tempesta-Sogno di una notte d'estate-Otello-La dodicesima notte
di Patrizia Cavalli
editore: Nottetempo
pagine: 472
Queste che presentiamo - pubblicate per la prima volta e insieme - non sono semplici, seppure magistrali, traduzioni di quattro opere di Shakespeare: "La tempesta", "Sogno di una notte d'estate", "Otello e La dodicesima notte". Sono molto di più. Sono la voce che un poeta ha saputo dare ai personaggi, ascoltandoli, immaginandoli e vedendoli in scena. Sono traduzioni nate per la scena, che è il loro luogo naturale. Sono traduzioni vive o, come dice Patrizia Cavalli, diversi tipi di ginnastica verbale, posture fisico-linguistiche, ora ritmiche, ora acustiche, che non si limitano a traghettare le parole da una lingua all'altra ma ricreano la scena shakespeariana attraverso l'intimazione della rima, come avviene nel "Sogno di una notte d'estate", che tiene gl'innamorati nel loro teatrino d'amore. O ritrovando i personaggi della tragedia (in questo caso Otello) nei loro toni di voce. O infine, ed è il caso della "Dodicesima notte", nel movimento del corpo della traduttrice che ritrova la naturalezza delle battute "camminando dallo studio alla cucina". Cosi la traduzione compie la sua vicenda, da un testo all'altro, fedele alla scena, alla voce, a se stessa.
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Storia di Sima
di Bijan Zarmandili
editore: Nottetempo
pagine: 164
Con la sua bellezza irregolare, la sua opacità emotiva e l'aura di indifferenza nei confronti della vita, la protagonista del nuovo libro di Bijan Zarmandili è ieratica e inquietante come una sfinge. Il marchio di Sima è il suo strabismo di Venere: un segno di distanza dalle cose e di deviazione dello sguardo che la rende ancor più impenetrabile, e sembra inscriverle il destino negli occhi. Nata da una ricca coppia di iraniani espatriati a Londra, Sima è vissuta in un ambiente agiato e anaffettivo, tra una madre depressa e un padre assorbito dai suoi affari in Borsa. A Roma, dove è arrivata per sfuggire alla famiglia, si è ricostruita un piccolo nido borghese con Stefano, facoltoso architetto incontrato all'università, e il figlio Dario. Ma Sima non è nata per l'idillio: e la "Straniera" - sempre distante, sempre altrove - a un certo punto cede al richiamo dei suoi demoni. Dario, ormai adolescente, diventa la sua ossessione, il suo desiderio proibito e, in una vertiginosa attrazione per il vuoto, la donna si avventura su una strada senza ritorno.
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