Nottetempo
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Il futuro è nella plastica
di Sottili Eleonora
editore: Nottetempo
pagine: 205
Arturo ha trent'anni, è laureato in Psicologia ma fa di tutto per negarlo, vive con Giulia, una ragazza tranquilla che vorrebb
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Le gambe di Alice
di Nimrod
editore: Nottetempo
pagine: 126
Dalla cattedra avevo occhi solo per il piede di Alice, racconta il giovane insegnante protagonista del romanzo
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Taccuino tedesco 1954-2004
di Ramondino Fabrizia
editore: Nottetempo
pagine: 356
La Germania secondo Fabrizia Ramondino ovvero diario di un "viaggio esteriore e interiore", scandito dal ritmo di una meditazi
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Quando verrà la rivoluzione avremo tutti lo skateboard
di Sayrafiezadeh Said
editore: Nottetempo
pagine: 327
Figlio di un iraniano e di un'ebrea statunitense, Said è nato alla fine degli anni sessanta, mangia carote e yogurt, guarda la
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La rosa di Blida
di Khadra Yasmina
editore: Nottetempo
pagine: 55
Momo è un inquieto adolescente, vivace e ribelle, costretto tra le mura di una scuola militare in Algeria
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Una fermata chiamata morte
di Tomasz Konatkowski
editore: Nottetempo
pagine: 441
Varsavia 2005: in una vettura del tram 12 appena arrivato al capolinea, viene trovato il cadavere di un uomo accoltellato. Le indagini sono affidate ad Adam Nowak della Polizia Criminale, un commissario che legge Camilleri, è appassionato di calcio e ha una sterminata collezione di dischi. Pochi giorni dopo, al capolinea del tram 17, c'è un uomo strangolato. Per le strade della Varsavia postcomunista, tra i quartieri di una capitale inquieta dove spuntano senza controllo nuove periferie, potrebbe aggirarsi un serial killer, che da solo tiene sotto scacco una metropoli e i suoi abitanti, sfidando la polizia in un gioco a tempo che è anche un rebus di segni. Seguendoli, si può scoprire la mappa nascosta che dà accesso alla mente di un assassino in fuga da ogni sistema.
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Il luogo perduto
di Huidobro Norma
editore: Nottetempo
pagine: 246
Da Buenos Aires l'ispettore Ferroni viene mandato a Villa del Carmen, un paese della sperduta provincia argentina, sulle tracc
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Il guscio della tartaruga
Vite più che vere di persone illustri
di Ronchey Silvia
editore: Nottetempo
pagine: 241
Apuleio, coi "capelli lunghi, spioventi sulla fronte"; Catullo "così giovane, così provinciale, così studioso"; Flaubert, con
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Dolorose considerazioni del cuore
di Sandra Petrignani
editore: Nottetempo
pagine: 181
Dal suo rifugio sotto le coperte, Tina racconta a Vittoria, amica amatissima, persa e ritrovata, i fatti, il disordine e i ricordi degli anni in cui una brusca rottura le ha tenute lontane. Nel tentativo di ricondurre a un unico, ricorrente malamore i tanti modi in cui ha amato, Tina recupera dai suoi cassetti brani di romanzi incompiuti e li annoda alla testimonianza di un presente insopportabile. L'assistenza a due genitori anziani, incattiviti da una relazione infelice, riporta in superficie le sofferenze infantili e permette di ricomporre gli indizi di un antico rifiuto. Si delinea così l'"autobiografia di una borderline" dalla caotica vita sentimentale, nella quale gli affetti vivono di strappi e tormentosi ritorni. Eppure il cielo resta alto sulle rovine e una ricomposizione è possibile.
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Ritratto di una poltrona
di Clio Pizzigrilli
editore: Nottetempo
pagine: 146
Iprecedenti romanzi di Pizzingrilli scandivano l'epos di un popolo minore e caotico, anonimo e, insieme, zeppo di nomignoli, senza identità anche se traboccante di smorfie e di volti. E, tuttavia, nel brusio di questa moltitudine pullulante, s'indovinava una esigenza genuinamente politica, qualcosa come la mappa di una città a venire, tanto chiara quanto illeggibile, cosi esotica da sembrare familiare. In questo nuovo, straordinario romanzo, situato ancora una volta nella città il cui nome "racconta il luogo-che-si-addice-alla-felicità", il popolo si è eclissato, la vocazione politica dileguata, ormai lacerata la mappa. Il ritmo e le movenze dell'epica cedono allora il posto alle trame minuziose del romanzo giallo, l'ariosità del progetto politico a cabale oscure e a congiure, che, come in ogni romanzo giallo, culminano alla fine in un omicidio, implacabilmente consumato e, insieme, clamorosamente mancato. E, man mano che la trama si avvicina al suo scioglimento, al di là dei grigi, pallidi manichini dei congiurati e della voce delirante del narratore, che espone puntigliosamente "le ragioni del suo delitto", appare il vero protagonista del libro, insieme carnefice e vittima, sbirro e Mabuse, disumana allegoria delle nostre città senza popolo: una poltrona.
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