Passigli
Tol. Storia di una vendetta
di Murat Uyurkulak
editore: Passigli
pagine: 299
Da Istanbul a Diyarbakir, in terra curda, un treno corre lungo un'immensa steppa. A bordo c'è Yusuf, che non ha più né padre né madre, e neppure un nome: Yusuf è un sospetto agli occhi di un potere sempre più totalitario, e lascia alle spalle la sua città attraversando un paese scosso da una serie di attentati. Davanti a lui c'è 'Poeta': un terribile segreto sembra legarli indissolubilmente... Apparso nel 2002, e subito acclamato come uno dei migliori romanzi della nuova narrativa turca, "Tol" (parola curda che significa 'vendetta') è sì la storia di una vendetta, come recita il sottotitolo, ma è anche la storia di una misteriosa e paurosa odissea tra le colline dell'Anatolia e i guerriglieri del Kurdistan, sulle tracce di una rivoluzione impossibile: un viaggio nella geografia, nella storia e nell'anima di un paese, la Turchia, che è ancora oggi al centro dell'interesse del mondo intero, sia per la sua posizione strategica, sia per il suo complesso e contraddittorio cammino verso un'evoluzione democratica che pare ancora lontana.
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Giorni d'estate
di Israel J. Singer
editore: Passigli
pagine: 182
Israel Joshua Singer, figlio di un rabbino polacco e maestro di celebrati romanzi quali La famiglia Karnowski e I fratelli Ash
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Una pedina sulla scacchiera
di Irène Némirovsky
editore: Passigli
pagine: 155
Tutto incentrato sulla figura del protagonista, Christophe Bohun, attorno alla quale ruotano i due personaggi femminili e quel
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Due storie di cani
di Rudyard Kipling
editore: Passigli
pagine: 76
Com'è noto, il mondo di Rudyard Kipling (1865-1936) è popolato di animali di tutti i generi, come testimonia anche il ricco campionario della sua più celebre opera, "Il libro della giungla". Un posto particolare però è riservato all'animale che più di ogni altro condivide la vita degli uomini: il cane. In questa stessa collana abbiamo già pubblicato una serie di racconti in lingua 'canina', dal titolo "Parola di cane"; è ora la volta di altri due racconti, "Un cane di mare" (1934) e "'Teem': un cacciatore di tesori" (1935), che vennero aggiunti al precedente volume nella prima edizione postuma. Se la storia del primo, vero 'lupo' anzi 'cane' di mare, si distingue in particolare perché, diversamente dagli altri suoi confratelli, qui il protagonista è un vero eroe, alla pari degli eroi canini di un Jack London, e anche perché le sue imprese vengono narrate dal suo padrone, nel secondo ritroviamo invece l'esilarante semplicità dei racconti del volume precedente: il punto di vista del cane detto dal cane stesso, la dimostrazione della sua 'arte' narrata con "un sentimento fuori dai peli e dai denti".
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Scali in Patagonia e altri scritti
di Saint-Exupéry Antoine de
editore: Passigli
pagine: 115
Scriveva Saint-Exupéry, a proposito degli articoli che veniva via via pubblicando su diverse testate, di saper bene quali rimp
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Ode al vino e altre odi elementari. Testo spagnolo a fronte
di Pablo Neruda
editore: Passigli
pagine: 157
Quella delle "Odi elementari" è una poesia all'insegna delle cose che circondano l'uomo, cose anche minuscole, ma sempre essen
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Senza musica
di Bruno Canino
editore: Passigli
pagine: 118
Dopo "Vademecum del pianista da camera", Bruno Canino si ripete, con la stessa verve e con la stessa ironia, ma anche con la stessa profonda competenza che tanti anni di straordinaria carriera gli hanno assicurato, regalandoci questo nuovo "Senza musica" che, così come il "Vademecum", in una serie di voci, da 'Applausi, successo' a 'Peccati capitali dei musicisti', da 'Concorsi' a 'Musicisti che odiano la musica', svela con grande ironia non solo i tic e le paure dei suoi colleghi, ma anche con la consueta leggerezza storture e difetti del mondo musicale, dalla Formazione nei conservatori ai programmi delle istituzioni concertistiche e degli enti lirici. Ma stavolta nel nuovo libro c'è anche di più: un racconto 'terrificante', un piccolo gioiello di fantasia sul genere della Science Fiction, su un pianeta il cui dittatore "dall'oggi al domani, senza alcun preavviso, dichiara operante in tutto il territorio nazionale il Musikverbot: il divieto cioè di suonare, cantare, fischiettare, ma anche ascoltare, immaginare, comporre sognare, trasmettere telepaticamente qualsiasi tipo di musica". Il motivo di tale divieto? "La nazione, forse la più ricca e fertile del pianeta, era popolata in modo abnorme, non si sa bene per quale benedizione o piuttosto per una tara genetica, da un'alta percentuale di persone comunque dedite alla musica, attivamente o passivamente: musicisti e/o melomani...".
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Terra degli uomini
di Antoine Saint-Exupéry
editore: Passigli
pagine: 157
Incentrato su esperienze in gran parte autobiografiche, sorretto da uno stile intenso e poetico, ma di una poesia vera e mai r
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La politica come scienza. Scritti in onore di Giovanni Sartori
editore: Passigli
pagine: 507
A Giovanni Sartori la cultura politica italiana deve non solo la nascita della scienza politica come disciplina accademica, ma anche le più penetranti analisi degli aspetti più essenziali del nostro sistema politico. In questa raccolta di scritti in suo onore, venti tra i suoi amici e vecchi allievi hanno voluto festeggiarlo sottolineando proprio questo suo ruolo. Presentati in ordine alfabetico - dal saggio di Giuliano Amato a quello di Giuliano Urbani - i contributi spaziano dal tema delle trasformazioni intervenute nel nostro sistema dei partiti, a quello dell'equilibrio tra poteri posto a rischio dal progressivo venir meno del ruolo del Parlamento; dai concetti così centrali nel pensiero di Sartori - di democrazia e rappresentanza, all'analisi dell'Unione Europea come sistema politico; dall'attenzione alla logica e metodologia delle scienze sociali, a fenomeni del tutto nuovi quali il terrorismo islamico. Nel complesso, pur tra di loro non collegati, i venti saggi che compongono questo volume, oltre che rappresentare una summa peraltro provvisoria - della ricchezza del pensiero di Sartori, sono anche un'utile chiave di lettura per comprendere i problemi che affliggono il nostro sistema politico e orientare il lettore nella valutazione delle riforme proposte per la loro soluzione.
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La sconosciuta
di Irène Némirovsky
editore: Passigli
pagine: 177
Dopo i precedenti quattro volumi che raccoglievano pressoché integralmente il "corpus" dei racconti di Irène Némirovsky pubbli
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Mestiere. Poesie 1921-1922. Testo russo a fronte
di Marina Cvetaeva
editore: Passigli
pagine: 303
Apparso a Berlino nel 1923 "Mestiere" raccoglie le centoquattro poesie scritte da Marina Cvetaeva dall'aprile del 1921 all'aprile del 1922, un anno particolarmente tragico per la Russia post-rivoluzionaria, a causa della carestia e della sempre più brutale guerra civile; e un anno particolarmente duro per la scrittrice, che già aveva perduto la figlia Irina, morta di stenti in un orfanotrofio nel febbraio del 1920, e con il marito Sergej Efron irraggiungibile, arruolato nelle file dei Bianchi, l'armata volontaria filo-zarista: un lunghissimo anno che doveva terminare con la partenza per l'esilio, nel maggio del 1922. Di fronte allo sfascio del suo mondo simboleggiato anche dalla morte, il 7 agosto del 1921, di Aleksandr Blok, il grande e amatissimo poeta che più di ogni altro influì sulla generazione della Cvetaeva -, sembra quasi titanica l'impresa di questa imponente raccolta; ma Marina lotta con tenacia, accanitamente, per la sopravvivenza della propria voce, ed è forse proprio questo istinto di conservazione lirica a celarsi sotto un titolo che potrebbe sembrare a prima vista freddo, o richiamare addirittura qualcosa di artificioso, così alieno invece dallo spirito di questa grande scrittrice. Il mestiere di poeta è, in realtà, per Marina la sua ancora di salvezza, e insieme la sua vita più vera; e valgano, a sgombrare ogni equivoco, le parole della scrittrice, in una lettera a Aleksandr Bachrach del 9 giugno del 1923: "Di che Mestiere si tratta? Di quello lirico..."
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Il mestiere di vivere, di insegnare, di scrivere. Conversazione con Pietro Polito
di Norberto Bobbio
editore: Passigli
pagine: 116
Nel decennale della scomparsa del grande filosofo torinese (1909-2004), questo volume si segnala non solo per l'attenzione alla storia intellettuale di Norberto Bobbio e alla sua produzione scientifica, ma soprattutto per il ritratto a tutto tondo del "personaggio" Bobbio quale emerge dalle sue stesse parole. Nella conversazione con Pietro Polito, direttore del Centro Studi "Piero Gobetti" e storico collaboratore e amico di Bobbio, il filosofo ripercorre e riconsidera il suo personale "mestiere di vivere, di insegnare e di scrivere". Dai ricordi familiari dell'infanzia e dell'adolescenza - nella straordinaria Torino di Leone Ginzburg, Cesare Pavese, Giulio Einaudi, Massimo Mila, dei quali fu amico - agli anni del fascismo, dalle letture della sua formazione agli interessi letterari, musicali e cinematografici, si snoda l'eccezionale percorso di vita di un grande intellettuale che si rivela ancora una volta, in questo lungo e intenso colloquio, persona di straordinaria umanità.
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