Ponte alle Grazie
Il ricatto dei mercati. Difendere la democrazia, l'economia reale e il lavoro dall'assalto della finanza internazionale
di Lidia Undiemi
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 268
"Non si può fare altrimenti. Ce lo chiedono i mercati": è la formula dietro cui politici ed economisti si trincerano quando devono giustificare le misure draconiane che stanno mettendo in ginocchio l'Italia. Ma è davvero così? Quali gruppi e interessi concreti si celano dietro queste entità inafferrabili che esprimono la loro preoccupazione, avanzano richieste e, all'occorrenza, fanno cadere governi legittimamente eletti? L'inchiesta di Lidia Undiemi risponde analizzando le fasi più significative della crisi dei debiti che dal 2011 attanaglia l'Eurozona e mettendo a nudo il disegno politico che soggiace al sistema di regole economiche e dispositivi di salvataggio presentati dai media come una panacea: consegnare le risorse produttive delle nazioni in difficoltà e i diritti sociali conquistati dalle generazioni precedenti nelle mani di una nuova autocrazia finanziaria. Ma l'analisi critica, per quanto doverosa, non basta. Ecco perché l'autrice propone una soluzione che, se accolta a livello internazionale, potrebbe contribuire ad arrestare questa folle corsa verso l'abisso.
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Elogio della fatica. Vincere, senza segreti
di Matteo Rampin
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 113
Dieci atleti, dieci campioni di altrettante discipline sportive, dieci variazioni sul tema universale della fatica. L'elogio di un valore oggi ritenuto "controcorrente", in un'epoca che pretende di vivere senza sforzo, che esalta il comfort a ogni costo ma che di fatto promuove la pigrizia, fisica oltre che emotiva e mentale. Lo sport, al contrario, rappresenta fin dall'antichità classica il paradigma dell'equilibrio tra mente e corpo, un modello di disciplina interiore che insegna a fare i conti con la fatica - in allenamento, in gara, nella vita. Queste pagine, nate dalla collaborazione tra dieci stelle dello sport e uno psicoterapeuta, mostrano come la mera potenza fisica non sia affatto garanzia di vittoria: ottenere un successo è sempre una "questione di testa", in termini di concentrazione, motivazione, strategia. Questo è vero per le discipline dove la prestazione atletica diventa gesto estetico, come la ginnastica artistica, o assume perfino un valore rituale, come nelle arti marziali, ma soprattutto per sport fisicamente massacranti marcia, rubgy, canottaggio, per citarne solo alcuni. In tutti i casi, la mente sostiene il corpo e lo spinge oltre i suoi stessi limiti. Così la fatica smette di essere un ostacolo e si traduce di per sé in un valore: solo il sudore, la determinazione, la tenacia portano alle grandi conquiste.
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Dieta o non dieta. Per un nuovo equilibrio tra cibo, piacere e salute
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 219
In questo libro sono stati raccolti i contributi di cinque studiosi e specialisti dell'alimentazione di chiara fama e successo professionale, insieme a due psicologi e psicoterapeuti che studiano e trattano con un metodo di comprovata efficacia i disordini alimentari. L'intento è quello di proporre al lettore una rassegna espositiva chiara e dettagliata, corredata di esempi di trattamento, dei metodi che sono risultati più efficaci nel risolvere i problemi con il cibo, la salute, il corpo e l'aspetto estetico, nell'ottica di un equilibrio psicofisico che sia alla base del benessere dell'individuo, permettendogli di esprimere al meglio le proprie qualità personali nel mondo.
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107 storielle di Zizek
di Zizek Slavoj
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 176
Vorreste spiegare il concetto di negazione determinata a un amico, ma temete di essere lasciati a piedi? Sospettate che "filos
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Socrate in giardino. Passeggiate filosofiche tra gli alberi
di Bella Andrée
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 206
La filosofia come cura di sé, come esercizio per vivere meglio, per trasformare noi stessi e i luoghi in cui viviamo, che sono
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Il senso di Davide per la farina
di Longoni Davide
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 131
Davide appartiene a una solida famiglia di panificatori, in Brianza
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Correre è una filosofia. Perché si corre
di Gaia De Pascale
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 188
"Correre rende felici". Si potrebbe riassumere così il percorso che Gaia De Pascale traccia in queste pagine: unica fra tutte le discipline sportive, la corsa è una filosofia di vita, e insieme metafora stessa del vivere. Chi corre lo fa per spezzare ogni condizionamento o limite: si oppone al destino, esprime la propria nostalgia per l'infanzia perduta o per un ideale di purezza e autenticità a cui tendere, sfoga emozioni e tensioni sopite da troppo tempo, supera le barriere che la vita gli ha imposto. In una parola, correre è sinonimo di libertà, oltre i vincoli sociali, culturali, oltre le sbarre di qualsiasi prigione, mentale o reale, fisica o emotiva. Ecco quindi una ricchissima carrellata di figure, ognuna emblema di tale pulsione, dal mito greco ai conflitti sociali del Novecento, dalla savana africana ad Alice nel Paese delle Meraviglie, dagli scatti brucianti dei velocisti alle imprese titaniche degli ultrarunner, fra cui spicca il leggendario Marco Olmo. Le storie raccolte in questo libro sono tante e diversissime fra loro, lontane nello spazio e nel tempo della storia, ma non è difficile riconoscerne un centro comune. Quando si tratta di correre, agonismo e competizione non contano più di tanto: l'obiettivo non è sconfiggere l'avversario o inanellare l'ennesimo record, ma arrivare in fondo, raggiungere il traguardo, vincere la sfida che prima di tutto affrontiamo con noi stessi, le paure, le prove durissime di cui il destino ha costellato la nostra strada.
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Lezioni di giardinaggio planetario
di Lorenza Zambon
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 107
In giro per il mondo, negli orti urbani e lungo le pendici delle montagne, ai bordi delle strade e in mezzo ai deserti, ovunque brulicano instancabili i giardinieri. Mossi dall'istinto e dal piacere, seminano, trapiantano, mettono a dimora, accudiscono e ripuliscono: un esercito composito, idealista e determinato. Una di loro, Lorenza Zambon, si è fermata un po' per accompagnarci in queste sue particolarissime e visionarie lezioni di giardinaggio: tecniche base di coltivazione e insegnamenti di maestri giardinieri assai speciali, scrittura con i bulbi e racconti di filosofi dell'incolto e di contadini sapienti. Le esercitazioni partono da un pugno di terra per arrivare alla scala planetaria, passando per orti da passeggio, aiuole resuscitate, e persino Detroit perché per essere giardinieri non occorre possedere un giardino, il giardino è il pianeta e noi tutti ci viviamo dentro.
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L'oggetto sublime dell'ideologia
di Slavoj Žižek
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 300
Un contributo alla teoria psicoanalitica delle ideologie, che include al proprio interno trattazioni dei soggetti più svariati
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L'arte di mentire a se stessi e agli altri
di Giorgio Nardone
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 142
"Non si dicono le bugie!" Quante volte i nostri genitori ce l'avranno ricordato? Chi non ha mai mentito a fin di bene a familiari o amici? Quanti fra di noi non hanno mai taciuto certi segreti scomodi o inconfessabili al partner o, al contrario, giurato un amore eterno quanto irrealistico? "In amore la sincerità a piccole dosi è pericolosa, a grandi è micidiale" diceva Oscar Wilde. Insomma, la sincerità assoluta è una pia illusione. Mentiamo in continuazione, e soprattutto a noi stessi, convincendoci che la realtà non è come è, ma come vorremmo che fosse. Al di qua di ogni moralismo ed evitando una rigida contrapposizione logica o etica tra "vero" e "falso", la menzogna non va condannata in assoluto, ma unicamente nelle sue manifestazioni truffaldine o criminali: mentire non è solo un processo percettivo fisiologico, ma un comportamento intrinseco in ogni forma di comunicazione affettiva, professionale, politica - di cui dovremmo prendere consapevolezza e sfruttare le potenzialità. Giorgio Nardone propone un atteggiamento realista e pragmatico, per cui una bugia va sempre valutata alla luce delle circostanze, delle intenzioni, dei suoi obiettivi e dei suoi effetti. Ognuno di noi dovrebbe imparare l'"arte della menzogna", conoscerne gli stratagemmi e la loro corretta applicazione, trasformandola in un'importante risorsa relazionale. Allora sì potremo ammettere serenamente di aver detto una bugia "a fin di bene". Il nostro e quello degli altri.
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Il bello, il buono e il cattivo. Come la politica ha condizionato l'arte negli ultimi cento anni
di Demetrio Paparoni
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 417
In questo tour de force, Demetrio Paparoni, fra i più attenti osservatori dell'arte contemporanea, ricostruisce i profondi e spesso gravi condizionamenti che la politica ha esercitato sulle arti visive dell'ultimo secolo. Critica d'arte, analisi sociale, cronaca e storia vi convivono. Leni Riefenstahl è stata realmente una grande artista? In che modo l'arte di Picasso è stata funzionale ai disegni del partito comunista? Perché la CIA era interessata all'affermarsi dell'espressionismo astratto sulla scena mondiale e di New York come nuova capitale dell'arte? Cosa differenzia la politica culturale di Peggy Guggenheim da quella di François Pinault? Come funziona la censura sull'arte oggi in Cina? Questi sono solo alcuni degli interrogativi ai quali l'autore fornisce risposte.
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I padroni dell'umanità. Saggi politici (1970-2013)
di Noam Chomsky
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 264
In questa raccolta - che antologizza oltre quarant'anni di lotte e di pensiero - è il rigore dell'analisi a trascinare sul banco degli imputati i "padroni dell'umanità" e le idee che per decenni, anzi secoli, hanno giustificato lo sfruttamento capitalistico e le guerre, dal Vietnam al Nicaragua, dal Centro America alla Serbia e all'Iraq. Principali accusati restano gli Stati Uniti: un'economia ufficialmente liberista ma in realtà sovvenzionata dallo Stato, una visione "messianica" del proprio ruolo nel mondo, una società dominata dalle multinazionali, la manipolazione dell'opinione pubblica per costruire un "consenso senza consenso" e piegare le masse "stupide" alla volontà di pochi "illuminati", la deroga al principio di universalità che vorrebbe regole uguali per tutti nel diritto internazionale, l'indifferenza e anzi l'occultamento della catastrofe ambientale: sono questi per Chomsky gli elementi fondanti di un potere non solo statunitense ma globale, che agisce per assoggettare i popoli e fare gli interessi di pochi, con il consenso e il belletto intellettuale fornito dalle tecno-intellighenzie di turno. Questo universale richiamo morale è il fiume carsico di tutte le opere di Chomsky, una delle voci più autorevoli dei nostri tempi, in grado come pochissimi altri di pronunciare verità indocili e di indicare la strada di un vero cambiamento. Introduzione di Marcus Raskin.
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