Sellerio Editore Palermo
Il nome delle parole
di Petroni Guglielmo
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 163
Scrive Andrea Camilleri nella Nota a questo volume: "Nella mia vita ci sono stati due libri che mi hanno formato non come scri
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Terroristi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 561
Il tuo problema, Martin, è che fai il lavoro sbagliato
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Dove nessuno ti troverà
di Giménez Bartlett Alicia
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 456
Anni Cinquanta del secolo scorso
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Il divano di Istanbul
di Barbero Alessandro
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 212
Un ambasciatore dell'Impero Ottomano giunge in una capitale europea
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Alla scoperta del paradiso: un atlante del cielo sulla terra
di Alessandro Scafi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 269
Tutte le civiltà nanno immaginato uno stato paradisiaco, un luogo paradisiaco, un tempo paradisiaco. Lo chiamino Giardino delle Esperidi, Nirvana o Monte Meru. Il paradiso sembra essere sempre altrove, inaccessibile, fuori dal tempo. È esistito ieri, tornerà ancora domani, oppure è oltre l'oceano o nel profondo di noi stessi. Alessandro Scafi ci invita alla scoperta del paradiso, disegnando un originale itinerario di "globalizzazione edenica". Protagonisti di questo itinerario sono infatti i più diversi luoghi della terra: non solo i luoghi dove nel corso della storia i cristiani hanno localizzato il biblico Giardino dell'Eden e dove, alla ricerca dell'Eden, i loro eroi leggendari hanno tentato di penetrare, ma anche i luoghi esplorati dai pionieri della scienza geografica, è i luoghi che hanno visto fiorire altre civiltà e altre visioni paradisiache. Sembra proprio inestirpabile e universale la nostalgia di una gioia vissuta nel remoto passato, l'immaginazione di una gioia nascosta nel distante presente, l'anelito a una gioia da vivere in un più radioso futuro.
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Poesia e magia
di Anita Seppilli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 491
Il titolo suggestivo di questo libro coraggioso si può, anche considerate le diverse edizioni, ormai ritenere un classico degli studi storico-religiosi e letterari. L'idea che si impone tra il Sette e l'Ottocento del poeta con le chiome lunghe in attitudine di invasato, animato da ispirazione divina, è molto più antica di quanto si creda. Difatto è il risultato di una secolare tradizione, originata dal convincimento che il poeta, in quanto ispirato, era visto come un veggente, come uno sciamano. Questo modo di rappresentarlo non scompare in un preciso momento storico, ma si viene appannando gradualmente, pur resistendo ambiguamente anche nella nostra età della tecnica. Sono due soprattutto le domande cui Anita Seppilli in questa densa opera risponde in modo magistrale. La prima è: per quale ragione fin dalle origini alla parola cantata, alla narrazione e alla rappresentazione anche drammatica dei miti fu attribuito un valore magico; la seconda mira ad individuare la motivazione e gli esiti storici non solo letterari, che hanno portato il poetico a sganciarsi dal magico, pur conservandone la forza creativa.
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Il mestiere dell'artista. Dal Caravaggio al Baciccio
di Claudio Strinati
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 185
Con questo terzo volume si conclude il viaggio di Strinati nell'evoluzione della concreta attività dell'artista: una storia dell'arte, quindi, come storia incrociata di opere di artisti e di committenze, ovvero come resoconto dei variabili modi in cui s'è realizzato nel tempo l'innesto tra la soggettività creativa e la funzione sociale dell'arte. Protagonista è qui il secolo di Caravaggio, Borromini, Bernini, Guido Reni; quello che corre dal Seicento al Settecento, ed è una parafrasi di "Roma patria delle arti". Secolo drammatico in cui il mestiere dell'artista subisce la svolta decisiva che chiude infine l'epoca iniziata con Giotto: "l'equilibrio tra la competenza tecnica e la sostanza espressiva, che aveva caratterizzato il mestiere dell'artista rinascimentale, scompare e l'arte si allinea alle attività umane implicanti uno schieramento e un'appartenenza a un partito o a un altro. Nasceva una ideologia dell'arte e l'attività critica intorno all'arte diventava un mestiere parallelo".
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Le pietre e la luce
La cattedrale del Medioevo
di Meschini Marco
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 255
Questo non è un libro di storia dell'arte o dell'architettura in senso stretto, sebbene materiali, tecniche e stili vi figurin
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Album Tabucchi. L'immagine nelle opere di Antonio Tabucchi
di Thea Rimini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 186
"Ho sempre amato gli scrittori che seppero alzare lo sguardo alla volta celeste e, con la medesima intensità, abbassarlo alle nostre "vie d'intorno", dove transita la vita che ci è data da vivere. Sono gli astronomi-realisti, così li chiamo, Natura li dotò di una pupilla regolabile come un obiettivo: aprivano le lenti all'insù e mettevano a fuoco la luna; le stringevano verso il basso e riuscivano a scrutare il selciato del nostro natio borgo selvaggio. Mr. Google-Earth, dall'occhio con lo zoom, li imita male, che del selciato riesce anche a vedere le fessure fra le pietre ma non riesce a farci sentire, come seppero fare quelli, il fruscio delle vesti che sulle stesse pietre passarono. Mi rendo conto che non riuscendo ad ammirare le stelle il mio sguardo si è posato piuttosto sulle quiete (o meno quiete) stanze che ho attraversato. Stanze che poi sono il mondo in cui viviamo e che commentatori frettolosi oggi vorrebbero così piccolo che potrebbe stare in una noce. A me pare invece vasto come il cosmo, per chi sa che soltanto attraverso le differenti maniere di rappresentarlo, cioè le infinite immagini che di esso abbiamo, possiamo capirne il senso. Altrimenti la realtà significherebbe soltanto se stessa e una rosa sarebbe una rosa una rosa una rosa una rosa. Ma cosa c'è "oltre" la rosa? Di immagini sono stato avido, lo ammetto, e quante più potevo catturarne più ne ho ospitate nelle mie rètine." (Antonio Tabucchi)
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Lo scudo di Achille
di Gaetano Parmeggiani
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 111
"L'autore di questo libro scritto molti anni or sono da un Nestore dalla sterminata dottrina, così riassume, con parole efficaci e semplici, il risultato della sua appassionata ricerca: nelle raffinate scene che il poeta dell'Iliade immagina istoriate sullo scudo di Achille "è la summa - scrive Parmeggiani - del mondo omerico quale appare dai poemi, una società interamente antropocentrica in cui gli dei non sono che uomini, appena un po' più grandi del vero: un mosaico in cui è già possibile intravedere, nella ricchezza e nella precisione dell'osservazione, nell'interesse inesauribile per la physis, per la natura di ogni cosa [...] il muovere futuro del pensiero occidentale". Che il corpus di poesia epica costituito dall'Iliade e dall'Odissea sia un fondamentale caposaldo della storiografia mondiale è chiaro ai più consapevoli tra coloro che si occupano del mondo antico. [...] Ma lo scudo di Achille, questo apparente "inserto" collocato all'interno del poema, umiliato nell'interpretazione scolastica col ricorso al concetto di digressione, è, a ben vedere, il cuore di tutto il corpus: è la parte più esplicita dell'intero corpus. È la raffigurazione sistematica della realtà economica, politica, sociale, urbanistica messa in gioco da quella immane, estenuante guerra, che per secoli fu considerata, dagli storici greci, uno dei possibili inizi della loro storia".
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Odore di chiuso
di Marco Malvaldi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 198
In un castello della Maremma toscana vicino alla Bolgheri di Giosuè Carducci, arriva un venerdì di giugno del 1895 l'ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", il brioso e colto manuale di cucina, primo del genere, con cui ha inventato la tradizione gastronomica italiana. Ma quella di gran cuoco è una notorietà che non gli giova del tutto al castello, dove dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta che spera sempre di incontrare Carducci, e Lapo, cacciatore di servette e contadine; la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l'altera e procace cameriera Agatina. Contemporaneamente al cuoco letterato è giunto al castello il signor Ciceri, un fotografo: cosa sia venuto a fare al castello non è ben chiaro, come in verità anche l'Artusi. In questo umano e un po' sospetto entourage, piomba gelido il delitto. Teodoro è trovato avvelenato e poco dopo una schioppettata ferisce gravemente il barone Romualdo. I sospetti seguono la strada più semplice, verso la povera Agatina. Sarà Pellegrino Artusi a dare al delegato di polizia le dritte per ritrovare la pista giusta.
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