Sellerio Editore Palermo
Pensieri di un ottuagenario. Alla ricerca della libertà nell'uomo
di Achille Occhetto
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 217
«Questo libro di Achille Occhetto ha la natura di un giornale di bordo. Le sue pagine consegnano a chi legge il resoconto di una complicata navigazione. Di un viaggio tortuoso, in cui l'autore registra con veridicità e passione il va e vieni, gli intoppi e le oscillazioni della sua ricerca. E la ricerca prende le mosse da una convinzione meditata e "inattuale": quella secondo cui l'agire politico deve avvalersi degli esiti dell'indagine intellettuale, sia essa dovuta allo sviluppo dell'impresa scientifica o alle avventure di idee dell'esplorazione filosofica. Il tema dominante è quello del rapporto fra necessità e libertà. Occhetto imbraccia, sin dalle prime pagine, la sua lanterna di Diogene e si impegna a gettar luce su una vasta gamma di problemi e di dilemmi che si delineano a chi si metta in viaggio alla ricerca dello spazio della libertà umana. «Il viaggio è tortuoso: vi sono incontri ineludibili e incontri inaspettati. Così, la ricerca assomiglia a un vagabondaggio 'à la Montaigne' nei territori di differenti saperi, a partire da quelli scientifici e filosofici. [...] Achille Occhetto è una persona che ha dedicato la sua vita alla politica come vocazione. È stato un leader politico che si è assunto, soprattutto nel corso degli anni Ottanta e Novanta del secolo breve, responsabilità severe e si è impegnato come dirigente in scelte tanto difficili quanto lungimiranti per le prospettive di una sinistra fin de siècle che traghettasse il meglio della sua tradizione in un progetto innovativo e sperimentale, abbandonandone con consapevolezza il peggio, i tratti oscuri e condannati senz'appello dalla storia e dallo sviluppo di complesse trasformazioni e vicende. Occhetto è stato, negli anni dell'incertezza e dell'inaspettato, nel giro di boa affannoso di fine secolo, l'ultimo segretario del Pci e il primo segretario del Pds. Questa passione persistente per l'impegno politico e civile è, nelle pagine di 'Pensieri di un ottuagenario', il vero motore della ricerca. Ne è la motivazione radicale.» (Dall'Introduzione dì Salvatore Veca)
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La strada nel bosco
di Colin Dexter
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 468
Mentre è in vacanza nel Dorset, indugiando come al solito nei pub e fantasticando pensieri erotici e conquiste, Morse legge sul Times di un messaggio che la polizia ha girato al giornale. Contiene un poema che parla di un bosco e di una ragazza, e avverte che questa poesia, giustamente interpretata, fornisce la chiave per risolvere il caso della Fanciulla Svedese, una bella turista scomparsa e, pare, assassinata l'anno prima. L'articolo scatena la serie delle interpretazioni da parte dei lettori del giornale. A Morse vengono affidate le indagini riaperte, mentre il grosso della polizia è interessato a contrastare un'ondata di teppismo giovanile. Morse studia il poema, setaccia ipotesi tra le lettere inviate al giornale, combinandole con le proprie indagini sul campo e con gli interrogatori, di cui è maestro. E mentre dà il tormento al paziente Lewis suo sergente, il lunatico, simpatico ispettore capo si apre una strada verso la comprensione dei misteri del bosco. Morse è un investigatore di classica stoffa inglese, ma è una persona fuori da ogni schema, caratterizzata da difetti amabili, capricci, frustrazioni e fallimenti (spesso amorosi). Le sue indagini si inoltrano nei nodi della vita, nelle piccole intimità segrete delle case, capaci di esplodere nel delitto. Colin Dexter le racconta con un'ironia di straordinaria efficacia raffiigurativa che obbedisce in tutto e per tutto al precetto di Conrad: far udire, sentire, soprattutto vedere con la sola forza della parola scritta.
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Il manoscritto di Dante
di Claudio Coletta
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 187
Due fogli bruciacchiati, vergati di una scrittura gentile che chiude con un verso: l'amor che move il sole e l'altre stelle. È l'unico autografo esistente della Divina Commedia di Dante, avventurosamente finito nelle mani di un nobile francese e custodito segretamente nel suo castello per settecento anni, in un culto familiare esclusivo tramandato come una primogenitura. Nario Domenicucci non immagina il labirinto di delitti e di misteri in cui si mette quando accetta dal collega francese Pujol di partecipare alla nuova inchiesta. Genovese tranquillo, ispettore della Europol, con un fragile amatissimo figliolo immerso in un suo mondo fatto di poesia, ha contribuito a risolvere un caso di finanza e criminalità. Adesso il funzionario francese con cui ha investigato gli chiede di restare ancora qualche giorno al lavoro a Parigi. In un lussuoso appartamento del Marais è stato rinvenuto il cadavere di Clothilde Dumoulin, milionaria, donna d'affari, ultima di una ricchissima famiglia. Assieme a lei abitavano le grandi stanze solo il glaciale maggiordomo, che è il primo testimone del delitto, e un segretario italiano, in realtà amante della signora, che è sparito. Nella casa, un caveau che è un piccolo prezioso museo di bellezze. Da qui, sono stati trafugati un Picasso, un Constable e soprattutto un piccolo, straordinario, Giorgione. Ed è il Giorgione che pone Nario in rapporto con la contessa Eleonore de Soissons. Un'ambigua, affascinante figura con cui inseguire una traccia di sangue e di secoli per arrivare alla mano assassina. Una mano amorosa e assassina. L'autore cita anche esplicitamente Maigret e le sue pagine hanno infatti la suggestione di un mistero criminale risolto più con l'immedesimazione del poliziotto negli ambienti e nelle psicologie.
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Che Guevara aveva un gallo
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 262
Sul Paraguay, Emilio Salgari scrisse un'avventura (nel 1894) "tra selve, indios spietati e complotti politici". Per aver letto quel "Tesoro del presidente del Paraguay", ma anche perché lì vive il figlio Adriano impegnato in scavi archeologici nelle antiche reducciones dei Gesuiti, Beppe e Mirella, per il loro anniversario, decidono un viaggio insolito, in quello che appare loro "il paese in cui c'è posto per tutti i sogni": l'immenso territorio una volta vergine di selve umide dalla leggendaria impenetrabilità e meta inesauribile di "irregolari, pionieri, sognatori di mondi alternativi". Succede però che, giunti ad Asunción, all'ultimo domicilio il figlio è dato per sconosciuto. Beppe e Mirella partono così alla sua ricerca, dirigendosi dapprima verso le antiche colonizzazioni inghiottite dalla selva. Ma non sono soli: li accompagna, li protegge, li conduce Invención, una bella e abilissima guardia del corpo che conosce tutti i luoghi e le persone giuste. Sotto la sua guida, l'avventura diventa, per i due coniugi non più giovani, una progressiva identificazione nell'anima di un paese sterminato, dalla natura implacabile e dalla storia crudele. Invención li introduce nei misteri mitici delle selve e della gente degli sparsi isolati insediamenti. Poi in un viaggio alla fine delle utopie, nei malinconici "posti morti" dove "le meraviglie dei sogni e le miserie della realtà" hanno urtato tra loro: le libere repubbliche di "selvaggi" fondate dai Gesuiti.
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La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta
di Andrea Camilleri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 319
"La cronaca contorta e pazza di Vigàta è uno spinaio di furfanterie, sgangheratezze, deliramenti, e intrichi d'amore: un intreccio di balordaggini pubbliche e di magnifiche stolidezze private. Nel villaggio, l'innocenza è spesso un candore temerario, un'allucinazione; e l'onestà è il capolavoro di falsari della morale e del buonsenso caritativo. Lo stesso crimine è un refuso dell'intelligenza, una morbida beffa. E la tristezza nuda di un cimitero si presta agli esercizi di un petrarchismo peloso versato nel corteggiamento di una Lauretta in abiti vedovili e alla resa dei conti tra parenti. Il camposanto diventa una gremita e agitata piazza d'armi e d'amori. Ci si mette anche il caso, che porta a rovescio ciò che si vorrebbe fosse il dritto. Le apparenze ingannano. E la realtà contempla situazioni che proliferano. Gli amori clandestini fanno sì che si formino collezioni di famiglie. La strampalatezza eccitabile è una corrente elettrica incontrollata: accende reazioni a catena, contagi come da 'epidemia'; assurdità ossimoriche del tipo: 'Un morto si reca all'obitorio ma cade strada facendo'. Un dono di natura è capace di distorcere un'intera vita, e trasformare l'eletto in una 'macchina' digerente, priva di 'cuore', di 'cervello', di funzioni sessuali. L'arco cronologico è lungo. Va dal 1862 al 1950, dopo avere attraversato l'aria viziata di stupidità e dissennatezza del ventennio nero." (Salvatore Silvano Nigro)
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Beresina. In sidecar con Napoleone
di Sylvain Tesson
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 188
Sylvain Tesson, instancabile viaggiatore capace di gesta estreme - dal giro del mondo in bicicletta all'attraversamento dell'Asia a cavallo e della catena himalayana a piedi - ha deciso di provare a vivere l'esperienza di Napoleone e della sua armata seguendo il cammino della Ritirata di Russia a bordo di un sidecar di fabbricazione sovietica. Per Tesson il fine non è solo quello della sfida e dell'impresa fisica: immergersi nel passato, nella tragedia di un esercito vinto, così come isolarsi nella solitudine di una capanna assediata dal gelo invernale, l'esperienza raccontata in "Nelle foreste siberiane", vuol dire cercare un punto di vista privilegiato per scrutare con occhi nuovi l'anima della nostra epoca. Da Mosca, il 2 dicembre, assieme a un geografo, un fotografo e due amici russi, ha inizio il lungo itinerario di 4.000 chilometri verso la Beresina, Smolensk, Orsa, Borodino, attraversando le desolate pianure e l'inverno fatale, come i veterani francesi decimati dalle truppe dello zar Alessandro. Durante il viaggio il gruppo cerca ispirazione nelle memorie del confidente dell'Imperatore francese, il generale Caulaincourt, ed esorcizza con l'aiuto della vodka gli orrori di quella letale agonia. Ripercorrendo l'itinerario della sconfitta con dei sidecar scassati lo scrittore racconta la tremenda sofferenza dei soldati. Per fedeltà verso chi li ha preceduti sul tragitto durissimo, i viaggiatori utilizzano solo mappe stradali, nessuna moderna tecnologia, e con una media di 300 km al giorno arriveranno a Parigi.
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1956. L'anno spartiacque
di Luciano Canfora
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 182
"Il 1956 va riconosciuto come uno spartiacque tra i più importanti del Novecento. Innanzitutto nella storia del comunismo, per il quale è senza dubbio l'anno-shock, che colpì tutti, i militanti, i simpatizzanti, gli avversari. In quell'anno si produssero due fatti memorabili. Il primo fu la celebrazione a Mosca del XX congresso del Partito comunista durante il quale fu demolita, in sostanza, la figura di Stalin. Questo accadeva a febbraio. [...] Stalin era diventato l'uomo simbolo della vittoria della democrazia contro il nazismo e il fascismo e quindi di ogni popolo aggredito, soverchiato dal nazismo. [...] Poi, tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, ci fu la rivoluzione ungherese, che provocò la reazione militare, dopo qualche esitazione, dell'Unione Sovietica. [...] Anche in quel caso si trattava della distruzione di un mito. Ma quell'anno fu uno spartiacque anche da un altro punto di vista, da quello, detto sinteticamente, della storia del colonialismo. Perché nel 1956 si verificarono due eventi altrettanto importanti e significativi come quelli occorsi nell'ambito del mondo comunista. Innanzitutto ci fu la nazionalizzazione del Canale di Suez da parte dell'Egitto di Nasser, che si riprendeva così un pezzo del suo territorio nazionale, sottraendolo alla concessione franco-inglese che lo aveva governato e posseduto... e l'occupazione del Porto Said."
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Sei casi al BarLume
di Marco Malvaldi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 256
Questi sei racconti, con protagonisti i quattro vecchietti del BarLume e il barrista Massimo, sono stati pubblicati per la prima volta in diverse antologie poliziesche di questa casa editrice, a partire da "Un Natale in giallo" del 2011. Nell'inedita prefazione, a sua volta una sorta di racconto tra i racconti, l'autore, informando della genesi dei personaggi e delle situazioni, ricorda cose della sua gente e dei suoi luoghi così cariche di stranezze di paradosso e di umorismo naturale che si stenta a credere che non siano opera di finzione. "Poco di quello che esce dalla bocca di nonno Ampelio è inventato". Dunque le irriverenze, i giochi geniali di parole, le "sudicerie" oltre il politicamente corretto, il cinismo miscredente, gli strani figuri che si affacciano al bancone del bar, insomma: il clima irresistibilmente anarchico del paesino toscano di Pineta che tanto profuma di antica libertà municipale, viene tutto da un vissuto. Un vissuto messo in scena poi dalla pura arte dell'intratte-nimento letterario di Marco Malvaldi. "Arte di non inventarsi nulla" la definisce l'autore: ed essa spiega bene perché i vecchietti del BarLume buchino la pagina. Ma lo spiega anche un'altra qualità: nelle storie del Bar-Lume troviamo rappresentata e tramandata, con consapevolezza antropologica ma voltata al comico della commedia dell'arte, una radicata civiltà locale, una forma di vita popolare, come una delle tante tessere che compongono il mosaico dell'identità degli italiani.
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Carne mia
di Roberto Alajmo
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 290
La storia di "Carne mia" finisce con due ragazzini che camminano ai margini di una strada, nel sud della Spagna. Qualche macchina passa accanto, rallenta, non si ferma; il ragazzo più piccolo, ancora un bambino, non smette di parlare, in un brusio continuo che si mescola al canto delle cicale. L'altro, invece, rimane zitto. Dai suoi pantaloni sbuca il manico di un punteruolo. Ma questa è la fine, prima c'è una vicenda ambientata negli anni Novanta al Borgo Vecchio, il quartiere popolare di Palermo incastonato ai margini della zona più prestigiosa della città. Qui la famiglia Montana campa grazie a una bancarella abusiva di frutta e verdura fondata dal padre. Poi una notte il padre, Calogero Montana, smette di tornare a casa, e la piccola attività dovrà essere portata avanti da moglie e figli. Due figli, Enzo il grande e Franco il piccolo, ma "il piccolo pare più grande del grande, e il grande più piccolo del piccolo". Entrambi lasciano la scuola per aiutare la madre e Franco, gran lavoratore, si getta nel mestiere; il secondo, all'opposto, voglia ne ha poca, e diventa ancora più inaffidabile quando s'innamora di una ragazza che è peggio di lui. I due fidanzati diventano sempre più strani, magri, consunti, ed estorcono quattrini alla madre in continuazione. A Franco tutto questo non piace. E poi, a complicare le cose, arriva pure un figlio. Anzi, due...
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Lo specchio e l'alibi. Pagine di storia e d'altro
di Franco Cardini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 264
La forza di chiarezza data da una grande cultura che va ben oltre il campo specialistico dell'autore, medievista; la funzione dell'analisi storica in quanto destinata a liberare dal pregiudizio certe categorie strumentalizzate dalla manipolazione del consenso; infine il gioco, il divertimento eletti a compagni della comprensione storica, allo scopo di trovare un antidoto a una scienza del passato che rinuncia alle grandi interpretazioni, ai grandi disegni. Sono i caratteri generali che immediatamente colpiscono il lettore di queste pagine. I temi specifici sono molti. Tra di essi: la domanda sull'utilità della storia in un'epoca che sembra aver eliminato il passato e con esso l'attesa del futuro; l'ambiguità occidentalista e carica di giudizi di valore del concetto Medioevo; l'influenza di eresie cristiane nella storia meridionale; la necessità di "disincantare" l'idea di Occidente (dopo quella di Oriente); l'uso politico insistente di un fallace ideale di crociata; l'alternativa difficile tra una visione delle radici cristiane dell'Europa e un'altra che le trova al contrario nella secolarizzazione; e altri. Ma particolarmente incisivi sono i capitoli finali dedicati alle Ucronìe. Sono finzioni, tra il gioco e l'ironica provocazione a non dimenticare l'universalità della comprensione storica: se Napoleone non fosse mai fuggito dall'Elba, se Tamerlano fosse dilagato in Europa, se l'Italia nel 1915 fosse rimasta nella Triplice alleanza, e via narrando una storia fatta con i se...
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Il sentiero della speranza
di Dominique Manotti
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 403
Al Sentier, un quartiere parigino di immigrazione turca, è in corso uno sciopero dei lavoratori stranieri: chiedono il permesso di soggiorno e il libretto di lavoro. In un laboratorio clandestino di confezioni, viene rinvenuto il cadavere di una baby prostituta thailandese. Durante il sopralluogo, i due poliziotti che s'incaricano dell'inchiesta scoprono tracce di eroina. Questo connette l'omicidio al lavoro della squadra speciale del commissario Daquin, che indaga su una "rete turca" in seguito alla soffiata della polizia tedesca. La droga turca è nelle mani dell'estrema destra e rientra nei ramificati contatti di questa in quel marasma politico della regione tra Anatolia Iran Iraq... Siamo negli anni Ottanta del Novecento, nel pieno del boom della moda, agli inizi dell'ondata migratoria, quando nuovi eventi in quella parte del mondo si preparano a rovesciare la storia. Ma "una piccola prostituta thailandese strozzata e nuda non casca dal cielo in un laboratorio del Sentier". Così Daquin trova la pista che può portarlo in alto, verso traffici internazionali, dove tutto, dalla droga ai bambini alle armi alle guerre, si scambia e, come una piramide rovesciata che tocca il vertice di un'altra piramide, s'incontra col mondo degli affari onesti. E in quel punto di contatto, il poliziotto scova una donna inquietante. Le inchieste del commissario Daquin, poliziotto omosessuale senza complessi, sofisticato e deciso, mettono in luce un universo criminoso stratificato.
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L'invenzione della Terra
di Franco Farinelli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 154
"Che idea avevano della forma della Terra gli antichi, gli uomini del Medioevo e poi i moderni? Come se la immaginavano? E perché se la immaginavano proprio in quella maniera? La questione non è affatto semplice, appunto perché decidere tra le due forme, la piatta e la sferica, è l'atto originario dell'intera riflessione occidentale, nel senso che è proprio intorno a questo problema che la riflessione dell'Occidente sul mondo si struttura, si organizza". La Terra è spazio, immensa estensione, un quadro generale. E la carta geografica che fornisce l'orientamento per muoversi nelle località più concrete della vita vissuta. Non è stato sempre così. Quando il mondo era molto più piccolo, quando era in gran parte sconosciuto e dunque i territori noti erano solo un parziale anticipo di un altrove terreno misterioso, le rappresentazioni della Terra svolgevano probabilmente un'altra funzione, o la stessa in modi diversi. Erano mappe, ma di cosa? Questo libro racconta l'evoluzione della geografia - dalla Genesi e l'Enuma Elis babilonese alla moderna cartografia - in quanto storia di un progressivo disincanto. Dal Mondo alla carta geografica. Come, attraverso cosmogonie, cosmologie, e cosmografie, il vago e mitico universo-tutto, lentamente e laboriosamente, ha partorito la Terra.
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