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Cremlino. Dalle origini all'ascesa di Putin: il cuore politico della Russia
di Catherine Merridale
editore: Utet
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Avventura nell'Artico. Sei mesi a bordo della baleniera Hope
di Arthur Conan Doyle
editore: Utet
pagine: 256
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Giove custode di Roma. Il dio che difende la città. Con e-book
di Carandini Andrea
editore: Utet
pagine: 304
Lo scavo sistematico di un ettaro dal colle Palatino, condotto da Andrea Carandini e dalla sua squadra, ha fatto riemergere il
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Rosso Marte. Uomini e robot verso il pianeta su cui andremo a vivere
di Giovanni Caprara
editore: Utet
pagine: 272
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Casanova per giovani italiani
editore: Utet
pagine: 240
Un italiano in fuga dal suo paese, ingegnoso e versatile ma povero di risorse che non siano il proprio talento. Un Ulisse dalle multiformi capacità e dai mille lavori, nato a Venezia da un ballerino scappato di casa e da un'attrice dalla personalità forte e indipendente, approdato poi a Roma, Lione, Londra, Mosca, grazie a coraggio, curiosità inarrestabile e al magnetismo della sua intelligenza. Questo è Giacomo Casanova, antesignano perfetto della generazione cresciuta tra Erasmus e Interrail, raccontato da Lia Celi e Andrea Santangelo con la consueta verve narrativa, abbinata a rigore storico, erudizione e padronanza delle fonti. I due autori ripercorrono tutte le tappe di una vita straordinaria da cui emerge non solo il fascino del grande seduttore ma anche e soprattutto il carisma di un personaggio che può essere preso a modello da tutti gli italiani che vogliono sfruttare in modo attento e spregiudicato i propri talenti. In questa biografia vivace e inconsueta, Casanova è un vero e proprio "social network umano", un nomade che viaggia per l'Europa sullo sfondo di un secolo ricco di contraddizioni come il Settecento, lasciandosi dietro amori, intrighi, duelli, evasioni rocambolesche, persecuzioni e incontri straordinari - da Goldoni a Cagliostro, da Caterina di Russia a Voltaire.
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Moglie. Con e-book
di Sasso Cinzia
editore: Utet
pagine: 128
Che cosa accade a una giornalista affermata, fiera della sua libertà e ostinata nel mantenere la propria autonomia, quando dec
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Venezia tradita. All'origine della «questione veneta»
di Lorenzo Del Boca
editore: Utet
pagine: 169
La "questione veneta" costituisce una delle controverse eredità del Risorgimento. Un lascito che ancora oggi è vivo e che si riflette nella battaglia sostenuta da un numero sempre crescente di veneti per ottenere, attraverso un referendum, l'indipendenza. Ma quali sono le ragioni che animano questi "italiani riluttanti"? Quali sono le cause del loro impulso secessionista? Lorenzo Del Boca, lo studioso che da anni va scrivendo la "controstoria" del nostro Paese, ripercorre le tappe del grande tradimento subito da Venezia a partire dall 'Ottocento, quando, nel giro di poco più di cinquant'anni, i liberi cittadini della ricca e fiorente Serenissima si ritrovarono sudditi, maltrattati e depredati, dapprima degli Austriaci e quindi dei Piemontesi. Se il primo tradimento fu compiuto nel 1797 da Napoleone con lo sciagurato trattato di Campoformio, l'apice fu raggiunto col plebiscito-truffa del 1866, in cui la percentuale di chi votò "pel sì" all'annessione fu del 99,99% una cifra inverosimile e senza eguali nella storia, mai raggiunta nemmeno nei kolchoz di Stalin. Tra questi avvenimenti si trovano l'insuccesso delle rivolte del 1848 di Daniele Manin e Nicolò Tommaseo, mosse, per la verità, più dal desiderio di affrancarsi dal dominio asburgico che dalla volontà di aderire alla causa nazionale, e le azioni, non prive di ombre, di Garibaldi, La Marmora, Cialdini e Vittorio Emanuele II durante la Terza guerra d'indipendenza.
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Risorgimento disonorato
di Lorenzo Del Boca
editore: Utet
pagine: 160
Quanti ladri? E quanti truffatori? È nata male l'Italia... non soltanto per il modo affrettato di mettere insieme regioni e tradizioni spesso troppo distanti fra loro ma perché, confusi con patrioti che, sinceramente, credevano di rischiare la vita per un ideale di patria, si è mescolata una genìa di arraffatori la cui unica preoccupazione era arricchirsi. In fretta. Rubavano nel Piemonte e rubavano nelle regioni meridionali appena conquistate. Rubavano nei mesi della repubblica Romana e rubavano agli albori dell'unità d'Italia. Ippolito Nievo cui era stata affidata la cassa dei Mille "perché unico onesto" tenne bilanci rigorosi che era disposto a portare in parlamento. Finì in fondo al mare, vittima, probabilmente, di un attentato. Questioni di soldi attraversano l'epoca gloriosa del Risorgimento che la tradizione storica ancora presenta come un'epoca disinteressata, animata soltanto dagli immortali ideali di Patria. Il Risorgimento venne giustificato dal desiderio di rendere l'Italia indipendente dalla tirannide degli austriaci e dai tanti "tirannelli austriacanti" a cominciare dal Borbone "re bomba" che, nel 1848 non era andato troppo per il sottile per domare le insurrezioni nel regno delle Due Sicilie. Il pulpito di dove veniva la predica era affollato da Lamarmora che rase al suolo due quartieri di Genova; da Bixio che, a Bronte, fece fucilare anche lo scemo del villaggio; e da Cialdini che riuscì a sparare 500 colpi di mortaio al giorno per conquistare Gaeta, affollata da borbonici.
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