Vita e pensiero
Mundus alter
Utopie e distopie nella commedia greca antica
di Marcella Farioli
editore: Vita e pensiero
pagine: 280
Fiumi di brodo, salsicce e polpette che vi nuotano dentro, piogge di vino, pesci che si girano spontaneamente sulla brace; donne guerriere, fiere che governano gli uomini, pesci araldi, musicisti e sacerdoti: sono soltanto alcune delle immagini paradossali presenti in un gruppo di commedie del V secolo accomunate dalla raffigurazione di società immaginarie dai tratti straordinari, poste in un ‘altrove’ geografico o temporale. Tali mondi fantastici sono di due specie, variamente attestate nella tradizione popolare di molte epoche e culture: l’utopia del paese di Cuccagna, una contrada felice ricca di piaceri materiali in cui nessuno lavora e le vivande si cucinano da sole, e la distopia del mondo alla rovescia, in cui la morale e le gerarchie del mondo reale sono invertite, producendo mostruosi governi di donne, animali o selvaggi. Attraverso l’analisi dei frammenti della commedia antica riconducibili a simili temi, questo studio si propone di offrire una visione più ampia e meno parziale dell’utopia comica greca, spesso indagata soltanto sulla base delle opere aristofanee. A questo scopo l’autrice presenta un quadro generale delle varietà utopiche dell’archaia, ne esamina i motivi peculiari e il rapporto coi modelli (folktale, mito, letteratura) e valuta i meccanismi e le funzioni del comico in relazione alla ricezione dei testi nel loro ambito storico-sociale. Ciò permette di verificare se e in quale misura le rappresentazioni utopiche sviluppassero una satira dell’Atene contemporanea e si facessero tramite, presso i diversi autori, di contenuti politici e ideali comuni.
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La fabbrica degli imprenditori
Telettra e i suoi spin off
di Enzo Pontarollo
editore: Vita e pensiero
pagine: 267
La figura dell’imprenditore è sempre stata oggetto di grande interesse da parte degli economisti e degli studiosi di scienze sociali, i quali hanno cercato di cogliere gli elementi, di carattere soggettivo e ambientale, che spingono molti individui verso la strada dell’imprenditoria. Tra questi fattori, centrale è il ruolo delle imprese, all’interno delle quali si sviluppa il percorso professionale del futuro imprenditore, che possono diventare veri e propri ‘incubatori di imprenditorialità’.
La presente ricerca, innovativa rispetto alla metodologia utilizzata nella gran parte degli studi esistenti in materia, procede dall’individuazione di un’impresa, la Telettra, protagonista dello sviluppo delle telecomunicazioni italiane dal secondo dopoguerra alla fine degli anni ’80, e ricostruisce analiticamente il patrimonio di aziende e di imprenditori da essa germinato. Emerge così uno spaccato affascinante della trasformazione economica e sociale del nostro paese nella seconda metà del ’900 e si evidenziano i fattori che hanno reso Telettra una vera e propria ‘fabbrica di imprenditori’, operanti prevalentemente in comparti a elevato contenuto tecnologico come le telecomunicazioni e l’elettronica. La conoscenza di tali elementi diventa fondamentale nell’attuale fase di evoluzione della nostra economia, dominata dall’esplosione dell’Information e Communication Technology, e fornisce non solo stimoli per ulteriori ricerche, ma anche preziosi suggerimenti ai policy makers.
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L' intervista biografica
Una proposta metodologica
di Rita Bichi
editore: Vita e pensiero
pagine: 172
L’intervista biografica è sempre più utilizzata dalle scienze sociali perché permette di studiare fatti e processi dei quali la parola è il vettore principale. Ma quali sono i presupposti di questo strumento di ricerca, il suo funzionamento, i suoi obiettivi? Quali le possibili strategie di conduzione, i loro effetti, le possibilità di analisi? E, prima di tutto: che cos’è un’intervista biografica?
Il presente volume prende in esame queste domande articolando una proposta che, a partire da una peculiare impostazione teorico-metodologica, indica le procedure e le strategie operative per condurre e gestire non solo l’intervista, ma l’intero percorso della ricerca biografica: dal disegno della ricerca stessa alla costruzione del campione e della traccia di intervista, dalla raccolta delle informazioni all’analisi del materiale empirico.
Il lettore viene guidato, passo dopo passo, attraverso le varie fasi descritte, dentro le tecniche, sempre circolarmente collegate alle loro implicazioni teorico-metodologiche, anche mediante esempi concreti tratti da esperienze di ricerca.
In tal modo si intende fornire un contributo alla formalizzazione delle metodologie e delle tecniche che regolano l’utilizzo dell’intervista biografica, al fine di ampliare le opportunità, già così significative, offerte da questo importante strumento conoscitivo.
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Il libro Z della Metafisica di Aristotele
editore: Vita e pensiero
pagine: 497
Substantia ed essentia sono i due termini con cui la lingua latina ha cercato di tradurre la complessità del termine greco ousia. Il primo ha avuto la meglio sul secondo, diventando uno dei concetti cardine dell’intera speculazione filosofica dell’Occidente e andando incontro, nella sua storia più che bimillenaria, a tutta una serie di trasformazioni, le quali, però, non hanno impedito alla communis opinio di continuare ad attribuire in maniera scontata la paternità di tale concetto ad Aristotele. Eppure, riguardo al modo in cui Aristotele stesso intese il termine ousia, vige tutt’oggi scarsa chiarezza e le posizioni degli interpreti sono tutt’altro che concordi. Michael Frede e Günther Patzig si sono proposti di intervenire su questa lacuna approntando un commentario puntuale al libro Z della Metafisica, il testo in cui Aristotele si è pronunciato in maniera più esauriente e matura sulla problematica dell’ousia. Il loro lavoro, corredato da una versione corretta in più punti dell’edizione critica di Werner Jaeger, nonché da una traduzione tesa a non turbare nella misura del possibile l’immediatezza del linguaggio aristotelico, si basa sulla formulazione di due propositi: non eludere nessuna delle difficoltà testuali e contenutistiche di Z, ma anzi enuclearle meticolosamente, nella convinzione che il testo sia dotato di un’intima coerenza, e tenere separata la dottrina dell’ousia emergente da Z da tutte le trattazioni analoghe contenute in altre opere di Aristotele o in altri libri della stessa Metafisica.
I risultati filologici e teorici del loro lavoro risultano assai fecondi e si pongono come punto di riferimento irrinunciabile per chiunque voglia confrontarsi seriamente con questo problema.
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Il linguaggio del male
Strategie giustificative nella «Teodicea» di Rosmini
di Paolo Gomarasca
editore: Vita e pensiero
pagine: 391
Risolvere il problema del male è sempre stata l'ambizione di ogni tentativo di teodicea
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ECDL, European computer driving licence. Vol. 4: Foglio elettronico.
Foglio elettronico
editore: Vita e pensiero
pagine: 148
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ECDL, European computer driving licence
di Martino Santoliquido
editore: Vita e pensiero
pagine: 136
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La scena dei mutamenti
di Sisto Dalla Palma
editore: Vita e pensiero
pagine: 144
La società dello spettacolo amplifica gli orizzonti dell’immaginario collettivo e trasforma le relazioni umane entro le grandi reti del consumo culturale di massa, con la seduttività dei suoi feticci e delle sue illusioni. Il destino del teatro non può affermarsi che in una aperta difformità da queste tendenze. Ma, come diceva Jouvet, «un nuovo ordine teatrale è possibile solamente grazie a un lungo disordine».
Ciò esige la ripresa di una coscienza utopica, che si confronti con la genesi del gioco, del rito e del teatro, con le ragioni profonde della poesia, riprendendo anche il contatto con i processi collettivi e con l’orizzonte della città in particolare.
A una drammaturgia comunitaria sono necessari dei radicamenti stabili in un territorio per ricreare una cultura di gruppo, in grado di costruire nuove relazioni e una ricchezza di scambi simbolici che si sviluppi in un riordinato orizzonte antropologico. Questo comporta un’inversione di tendenze, che smobiliti apparati ed egemonie dello spettacolo, per dare spazio a piccoli gruppi e a una rete istituzionale capace di garantire le forme di una teatralità diffusa.
La rifondazione del teatro esige che si torni a pensare la scena come luogo di forti intenzionalità etiche, civili, artistiche, muovendo dalla decostruzione di sistemi storicamente dati, come orditura di forme e di convenzioni chiuse. Occorre perciò mettere in questione lo statuto della rappresentazione ed esplorare nuovi modelli performativi, aperti a trasformazioni reali di poetiche e di linguaggi, a più articolate strategie educative, in un fervido dialogo tra culture artistiche e comunità di appartenenza.
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