Vita e pensiero
Superdotati e dotati
Itinerari educativi e didattici
di Mariateresa Cairo
editore: Vita e pensiero
pagine: 132
Esistono varie e differenti forme di dotazione e superdotazione. Ci sono persone globalmente molto intelligenti, con molteplici interessi e attitudini, e ci sono ragazzi con un talento particolare in un unico campo. Dal punto di vista educativo, il riconoscimento e il potenziamento dei talenti individuali con metodologie efficaci costituisce una strategia fondamentale per evitare l'insorgere di situazioni di disagio e difficoltà di apprendimento, come spesso accade in soggetti la cui dotazione rimane sommersa per cause culturali, sociali ed emotive o, al contrario, eccessivamente enfatizzata con gravi conseguenze per lo sviluppo globale della personalità.
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Il problema della verità
Heidegger vs Aristotele
di Alessandro Giordani
editore: Vita e pensiero
pagine: 304
Il problema dell'essere è dominante nella riflessione heideggeriana
Esaurito
Fàtis nikeforos
di Silvia Barbantani
editore: Vita e pensiero
pagine: 339
Il volume propone un'edizione ampiamente commentata di Supplementum Hellenisticum 958 e 969, due frammenti in distici elegiaci databili al III - II secolo a.C. Entrambi possono essere messi in relazione con l'invasione dei Galati in Grecia e in Asia Minore, e in particolare i con la repressione della rivolta dei mercenari galati di Tolemeo II, celebrata da Callimaco nell'Inno a Delo. L'introduzione fa il punto sui precedenti dell'elegia storica e sull'ambiente socioculturale in cui si sviluppò la poesia encomiastica alessandrina; arricchisce il commento ai frammenti un'esauriente ricostruzione storica dei tormentati rapporti tra i Galati e i regni ellenistici.
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Il pensiero antico
di Giovanni Reale
editore: Vita e pensiero
pagine: 632
A volere mettere ordine nell'odierno modo di pensare, filosofico e non, si avverte il rischio dello smarrimento, tanto esso ap
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L' università per un sistema formativo integrato
Fondamenti, connessioni, esperienze, prospettive
editore: Vita e pensiero
pagine: 296
Il sistema formativo del nostro Paese sta attraversando una fase di importanti cambiamenti e trasformazioni: si è introdotto l’obbligo formativo a diciotto anni, anche mediante l’utilizzo della formazione professionale regionale e dell’apprendistato; la riforma dei cicli scolastici modificherà l’assetto della scuola primaria, di quella dell’obbligo e della secondaria superiore; si va sempre più consolidando il ruolo della formazione continua come occasione di apprendimento lungo tutto l’arco della vita. In tale prospettiva appare particolarmente importante cogliere il senso dei mutamenti in atto da un punto di vista complessivo, in grado di individuare i rapporti e le interdipendenze che si determineranno tra i diversi canali formativi e le novità che ne potranno scaturire. A partire da questi presupposti, l’Università Cattolica, attenta per tradizione e vocazione ai mondi e ai modi dell’educare, propone una riflessione sulle responsabilità e sul ruolo propri di un’istituzione di istruzione superiore in uno scenario che presuppone un crescente grado di integrazione tra le diverse componenti del sistema formativo, dalla scuola alle imprese, e richiede un’elevata capacità di orientamento e una più chiara definizione delle competenze nei processi di formazione continua.
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Platone e i fondamenti della metafisica
Saggio sulla teoria dei principi e sulle dottrine non scritte di Platone
di Hans Joachim Kramer
editore: Vita e pensiero
pagine: 488
Questo libro di Hans Krämer (che è leader filosofico della Scuola platonica di Tubinga) è stato appositamente composto dietro invito del «Centro di Ricerche di Metafisica». Esso sta, nei confronti della ricca produzione della Scuola di Tubinga, all’incirca nello stesso rapporto in cui il classico libro di Paul Natorp, Platons Ideenlehre (1903), sta alla ricca produzione della Scuola di Marburgo. Ma ha un grosso vantaggio su questo. Infatti, mentre la Scuola di Marburgo ha proposto una lettura di Platone non predeterminata e non condizionata a priori da categorie teoriche, ma in larga misura libera da preconcetti, e intesa a recuperare una nuova dimensione storica, «oralità» e delle «dottrine non scritte», che era stata smarrita oppure variamente fraintesa. Ne esce una nuova interpretazione «globale» di Platone, che, ricuperando la teoria dei principi supremi, presentata nelle «dottrine non scritte» come ancora al di sopra della teoria delle Idee, con tutte le conseguenze che questo comporta, mostra una nuova immagine del grande filosofo ateniese, la quale, alla indeterminatezza dottrinale che dai soli dialoghi parrebbe emergere, sostituisce una sorprendente concretezza concettuale anche nei particolari. Il nuovo Platone che ne emerge risulta, oltre che storicamente più fondato, anche più «disponibile» per un confronto teoretico con tutte le correnti filosofiche contemporanee. È, questo, un libro che si impone come un punto di riferimento non solo per gli amici di Platone e per gli storici della filosofia, ma anche per qualunque teorema che non si limiti a rinchiudersi nel desolato orizzonte dell’hic et nunc, ma che si voglia misurare con la dimensione della storia. Le prime tre appendici – che, oltre ai già noti Testimonia Platonica, presentano, raccolti per la prima volta, le «autotestimonianze» di Platone in cui il filosofo spiega che e perché la dottrina dei principi doveva rimanere «non scritta», e i rimandi fondamentali dei dialoghi platonici alle «dottrine non scritte» – costituiscono, nel loro insieme, una novità e livello internazionale. La traduzione, a fronte del testo greco, rende accessibili questi documenti anche ai lettori non specialisti.
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Il personalismo pedagogico italiano nel secondo Novecento
di Marisa Musaio
editore: Vita e pensiero
pagine: 296
Muovendo dall'analisi del personalismo nelle sue coordinate fondamentali, Marisa Musaio propone una rivisitazione del personalismo pedagogico attraverso i percorsi sviluppati dai pedagogisti di ispirazione cristiana nella seconda metà del Novecento. Essi appaiono contraddistinti in modo del tutto peculiare dall'affermazione e dalla rilevanza antropologica del concetto di 'persona', oggetto e centro di una continua rielaborazione pedagogica ed educativa. Intorno a questo nucleo si riscontra la sostanziale tenuta di una tradizione di pensiero che, nelle sue molteplici espressioni e sfumature, sollecita ancora oggi riflessioni, indagini e articolazioni del pensare pedagogico nel confronto sia con prospettive diverse da quella cristianamente ispirata, sia con le problematiche e i cambiamenti posti dal contesto culturale contemporaneo.
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Il pensiero sulla guerra nel mondo antico
editore: Vita e pensiero
pagine: 252
Il mondo antico visse in modo così drammatico e continuo
l'esperienza della guerra, sia come guerra civile sia come guerra
esterna, da suggerire ai moderni l'ipotesi che la pace fosse soltanto
la temporanea interruzione dello stato di guerra, normale nelle
relazioni internazionali. Il rapporto della guerra con la religione
e con la morale, costantemente vivo nel pensiero e nella prassi
degli antichi, si traduce, forse più nel mondo romano che nel
mondo greco, a causa anche dell'influenza degli Etruschi, «i più
religiosi fra gli uomini», in riti e cerimonie che affondano le loro
radici nella più remota antichità.
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Finitezza e libertà. Heidegger interprete di Kant
di Vittorio Perego
editore: Vita e pensiero
pagine: 231
Il rapporto di Heidegger con la tradizione filosofica è uno degli aspetti più affascinanti e problematici del suo cammino di pensiero. Di questo lungo e intenso dialogo, la ricerca di Vittorio Perego prende in considerazione il confronto che Heidegger sviluppa con Kant, interlocutore privilegiato nella fase decisiva in cui Heidegger elabora il progetto di un'ontologia fondamentale e ne sancisce il fallimento per approdare a un pensiero storico-ontologico. Il libro ruota intorno a tre nodi problematici: il rapporto tra teoria e prassi, la finitezza e la libertà. Tali snodi teorici risultano così strettamente correlati da poter essere visti come tre diversi modi con cui a Heidegger si presenta il medesimo problema, vale a dire la delimitazione di quella forma di sapere fondativo dell'Occidente che è la filosofia.
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Unamuno, Machado, Montale. Tra simbolismo ed esistenzialismo
di Luca D. Fiocchi
editore: Vita e pensiero
pagine: 196
Lo sviluppo della lirica moderna nelle direttrici del simbolismo e dell'esistenzialismo sostanzia buona parte dell'orizzonte estetico del XX secolo. Unamuno, Machado e Montale restano, in questo ambito, i testimoni più alti e raffinati di una lirica contemporaneamente materiale e spirituale, anticipando quella rassegnata consapevolezza dell'opaco esistere per il dolore che caratterizzerà la produzione in versi della seconda metà del XX secolo, più pacata nella manifestazione della sofferenza, ma altrettanto pessimista nella possibilità di riorientarsi verso una prospettiva trascendentale certa.
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Roma antica nel Medioevo
Mito, rappresentazioni, soprevvivenze nella "Respublica Christiana"
editore: Vita e pensiero
pagine: 605
Uno dei temi centrali per la comprensione e lo studio del mondo medioevale è quello dell’eredità e della sopravvivenza di Roma antica tra il IX e il XIII secolo. Si tratta di una questione complessa, dalle molteplici sfaccettature, che solleva alcuni interrogativi rilevanti. Come si integrano lo spazio memoriale e le tradizioni della capitale del paganesimo negli ideali e nelle strutture dell’età cristiana per eccellenza? Quale immagine ne è trasmessa ai secoli di mezzo e quali aspetti e realtà ne sono recepiti, dimenticati o volutamente respinti e obliterati? Queste e altre simili domande hanno guidato le riflessioni condotte da medievisti di fama internazionale nel corso della XIV Settimana di studio, tenutasi al Passo della Mendola (Trento) nell’agosto 1998, i cui Atti sono qui pubblicati.
Le diverse relazioni muovono dalla rappresentazione ideologica dell’impero e del potere alla sfera del diritto, dalla agiografia alla liturgia, dalla politica alla profezia, attraverso l’elaborazione teologico-filosofica, l’arte, la poesia, la storiografia e le testimonianze cartografiche. Esse mettono in luce le linee di un percorso difforme, non suscettibile di risposte univoche e chiavi d’accesso universali, che si attua con passo diseguale e talora inverso, in ordine ai differenti ambiti. E tuttavia Roma – non importa se per il tramite di successive metamorfosi, nelle quali la città degli apostoli si accompagna o si sovrappone a quella dei Cesari – si conferma, anche per questi secoli, presenza viva, sempre rinnovantesi, e luogo cardinale dell’immaginario collettivo.
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