fbevnts Tutti i libri editi da Vita e pensiero - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 161
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Vita e pensiero

Una crisi annunciata?

L'inchiesta sulla produzione del Bureau international du travail (1920-1925)

di Mario Taccolini

editore: Vita e pensiero

pagine: 404

A partire dal 1920 il Bureau international du travail di Ginevra promosse un’ingente ricerca sulla produzione, articolata a livello internazionale. I risultati di questa indagine e l’eco dell’intenso dibattito che l’accompagnò furono pubblicati in cinque volumi con il titolo di Enquête sur la production. La cospicua mole di materiali documentari, raccolti per l’occasione e custoditi presso l’Archivio storico del Bureau, costituisce un’importante risorsa, un giacimento di documentazione, in parte edita e in gran parte inedita, rimasta per lo più inesplorata, soprattutto da parte degli studiosi italiani. Mario Taccolini ha analizzato questa fonte con l’obiettivo, quanto mai auspicabile nell’odierna congiuntura storica, di contribuire alla realizzazione di una storia economica e sociale d’Europa. Ciò ha consentito di gettare nuova luce sulle condizioni di vita, i comportamenti, le scelte e le dinamiche d’azione dei soggetti istituzionali, e in particolare dei lavoratori, delle loro associazioni, degli enti costituiti per il miglioramento e la tutela della loro partecipazione al processo produttivo. Ne risulta una migliore valutazione complessiva della struttura e dell’evoluzione dell’economia europea e mondiale, in cui si evidenzia il progressivo sorgere di ‘crisi parallele’ nei diversi ambiti della produzione, preludio all’ormai imminente crisi, che dal 1929 avrebbe stravolto gli equilibri economici mondiali. Particolare attenzione è stata rivolta alle problematiche del lavoro, approfondendo gli esiti dell’Enquête sulla realtà italiana in una stagione nella quale si ricapitolarono le contraddizioni di un sistema economico mondiale ancora non dominato, né dominabile, nei suoi sviluppi nuovi e imprevedibili.
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Dimensioni della didattica

Tra riflessione e progettualità

di Renza Cerri

editore: Vita e pensiero

pagine: 168

Nel momento stesso in cui il sapere didattico consolida il suo impegno di interpretazione e invenzione - al crocevia di universo culturale, progetto educativo e strategie di apprendimento - registra la frequente discrasia tra le categorie che lo sostengono. La didattica, pertanto, nel radicarsi con sempre maggiore chiarezza al suo statuto epistemologico, deve meglio attrezzarsi per rispondere alle domande di educazione, formazione, istruzione, che provengono dai sempre nuovi percorsi, anche non formali, del processo di insegnamento/apprendimento. La tendenza a privilegiare una professionalità educativa fortemente centrata sulle ‘pratiche’ richiede di essere equilibrata con la competenza riflessiva, con l’attrezzatura euristica e concettuale capace di sostenere l’esercizio del ‘ragionare pedagogico’ all’interno di ogni prassi didattica. Questo volume intende offrire alcune coordinate specifiche per una lettura più puntuale e al contempo sistemicamente strutturata della questione educativa. Ciò attraverso il tentativo di orientare alla costante interazione del momento operativo con quello riflessivo, di soffermarsi su spazi finora poco attraversati con sguardo didattico, di collegare la ricerca pedagogico/didattica con la complessità di dati e interpretazioni prodotti dalle altre scienze dell’educazione, di proporre alcune ‘contaminazioni metodologiche’ in contesti non consueti. Sempre tenendo ferma l’attenzione sulla dinamica della relazione fra gli attori del processo formativo. In prospettiva, si fa strada la consapevolezza che ai livelli più elevati della formazione - l’Università in particolare - compete una precisa responsabilità in questa direzione di senso: nell’ambito della ricerca, dell’organizzazione, delle strategie d’insegnamento.
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La pedagogia sperimentale di Raymond Buyse

Ricerca educativa tra orientamenti culturali e attese sociali

di Katia Montalbetti

editore: Vita e pensiero

pagine: 348

Il rapporto complesso ma essenziale tra scienza e valori costituisce l’orizzonte problematico nel quale cogliere il contributo di Raymond Buyse. L’apertura alla dimensione scientifica del discorso pedagogico, unita all’attenta considerazione di quella axiologica, qualificano il pensiero e l’opera dello studioso belga. Consapevole dell’inadeguatezza della mera speculazione teorica di fronte alla complessità dell’educazione, egli indica l’osservazione della pratica educativa come condizione essenziale, complementare alla prima, per elaborare modelli interpretativi pertinenti e validi. Tale esigenza motiva l’interesse per l’impiego del metodo sperimentale, il quale va però modulato in relazione alla specificità del discorso educativo, attinente per sua natura alla sfera non solo dell’essere ma anche del dover essere. Nell’espressione «Tayloriser l’instruction pour valoriser l’éducation» Buyse sintetizza l’ideale che l’applicazione di metodologie empirico-sperimentali sia funzionale al conseguimento dell’umanizzazione del soggetto, meta finale del processo educativo, indicando così una possibile ricomposizione dell’erronea antitesi tra discorso pedagogico e sperimentale. La ricerca condotta da Katia Montalbetti in questo volume delinea le principali coordinate del contesto storico, sociale, culturale e scientifico nel quale ha origine e si sviluppa l’opera di Buyse e ne propone un’analisi articolata e organica. Risaltano da ciò contributi diretti e indiretti alla comprensione e maturazione di alcune questioni nodali per la riflessione pedagogica ed educativa attuale: il rapporto fra dimensione scientifica e axiologica nella costruzione del discorso sull’educazione e nella ricerca in campo educativo; la relazione fra teoria e prassi; il binomio formazione-ricerca, con particolare riguardo al profilo professionale di quanti operano nell’ambito educativo e pedagogico.
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26,00

Studi su Vigilio di Trento

di Luigi F. Pizzolato

editore: Vita e pensiero

pagine: 252

Si presenta in questo volume una serie di studi dedicati a Vigilio di Trento, accomunati da una attenzione privilegiata alle fonti letterarie, e soprattutto ai testi delle sue due cosiddette epistole. Sulla base d’una attenta analisi filologica dei testi, si è cercato di stabilire innanzitutto, nella maniera più completa possibile, il retroterra culturale (classico, biblico ed ecclesiastico) di una personalità non ancora studiata sotto questo profilo e liquidata, forse troppo frettolosamente, come di scarso rilievo culturale. Poi, l’analisi della concezione del martirio, che discende dai due testi, è strettamente connessa con la sottostante visione dell’evangelizzazione e pastorale in genere, che motiva e spiega le modalità della testimonianza martiriale stessa. Il capitolo su Vigilio scrittore rappresenta il primo tentativo di giudizio letterario complessivo sul ‘modus scribendi’ di Vigilio e, più latamente, sulla sua concezione espressiva. Un’attenzione specifica è riservata al testo dei due documenti letterari vigiliani, presentati secondo le loro linee compositive e analizzati nel loro dettato; di essi si offrono non poche proposte di lettura discordanti dalle edizioni oggi in uso, e si dà una nuova versione corredata di un commentario analitico. L’esito di queste ricerche sembra offrire di Vigilio una visione sicuramente più completa e complessa; permette di inserirlo in un circuito culturale e pastorale aperto e dialogante, ben lontano da quella semplificante posizione contrappositiva che ci si attenderebbe da un ambiente e da un’epoca che parevano destinati a favorire chiusure e separatismi.
Esaurito
24,00

Libri, biblioteche e cultura nell'Italia del Cinque e Seicento

editore: Vita e pensiero

pagine: 474

La fioritura della cultura italiana si è arrestata con il Rinascimento? Ciò che segue fu a lungo solo una cultura clericale riducibile alla formula della «Controriforma»? Come accostarsi a tale ambito di studi, al di là dei luoghi comuni più schematici? Le ricerche riunite in questo volume, frutto dell’opera di un gruppo di esperti in diversi settori e discipline (dalla storia istituzionale a quella culturale, dalla letteratura alla linguistica, dalla bibliografia alla storia delle biblioteche), tentano di rispondere a interrogativi che restano cruciali per la comprensione della nostra identità ‘italiana’. I libri sono stati, infatti, un veicolo potente per la circolazione delle idee e delle conoscenze all’inizio dell’età moderna. Non solo i libri in quanto prodotto di una scelta intellettuale, esito di operazioni tecnologiche e di una impresa economica, in ambito di divulgazione editoriale, ma proprio in quanto deposito privilegiato della memoria. Come tali, li vediamo raccogliersi nelle biblioteche, nelle collezioni di testi, piccole e grandi, di singoli individui e di istituzioni prestigiose. Prima ancora, i libri hanno suscitato domande, stimolato la ricerca; si sono incontrati con gli interessi e le curiosità dei loro autori e di fruitori sempre diversi. In questo dinamismo, la capacità dei libri di edificare cultura non si è bloccata con la fine della stagione rinascimentale; piuttosto, ha assunto nuove forme e nuovi linguaggi che caratterizzano, con un timbro specifico, l’età della Controriforma e del Barocco.
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32,00

Sussidiarietà e sviluppo

Paradigmi per l'Europa e per l'Italia

di Alberto Quadrio Curzio

editore: Vita e pensiero

pagine: 324

Sulla sussidiarietà e sullo sviluppo deve fondarsi il rapporto tra Italia ed Europa
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17,00

Multiculturalismo e identità

editore: Vita e pensiero

pagine: 336

La vecchia Europa vive una nuova stagione, come epicentro amato e odiato di una profonda migrazione di popoli che convengono soprattutto dall’oriente e dal sud del mondo, in cerca di una vita migliore o semplicemente per sfuggire alla fame, al dolore e alla morte. In non pochi casi, anche per ritrovare una dignità di vita. Come è accaduto e continua ad accadere per la vita sociale (e politica) americana, anche per noi europei v’è il problema di stabilire il giusto rapporto fra la necessità di reperire un codice comune di convivenza e l’istanza della molteplicità etnico-culturale. La letteratura sull’argomento oscilla tra due estremi, non facilmente componibili: da un lato, si cerca la soluzione per sottrazione, e si bada al reperimento di alcune costanti dell’umano che dovrebbero da tutti essere riconosciute per via della loro universalità; dall’altro lato si nega che un tale compito possa essere eseguito e si ricorre a una soluzione per addizione. Il molteplice culturale dovrebbe essere semplicemente registrato e tutte le differenze essere coltivate. La fragilità di entrambe le soluzioni, che pure contengono una loro verità, è diventata fin troppo evidente. Bisognava, dunque, volgere lo sguardo altrove. Bisognava dare indicazioni intorno a una universalità concreta degli umani, che onorasse tanto ciò che li accomuna quanto ciò che li fa differire. Questo libro ci ha provato, mettendo in campo, nell’istruzione determinata delle molteplici questioni (universalità dei diritti, flussi migratori, cittadinanza globale, ruolo pubblico della religione, politiche dell’identità) il principio della reciprocità del riconoscersi, come architettura di senso dei rapporti tra noi.
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24,00

Diritto comunitario della concorrenza

editore: Vita e pensiero

pagine: 208

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Il turismo bresciano tra passato e futuro

editore: Vita e pensiero

Nonostante gli sforzi compiuti dagli studiosi, non si è giunti ancora a una definizione condivisa di 'turismo': esso rimane un
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La musica nell'opera di Platone

di Evanghelos Moutsopoulos

editore: Vita e pensiero

pagine: 460

Non si può comprendere a fondo Platone senza considerare la sua peculiare concezione della poesia, e quindi anche della musica, che nella cultura greca alla poesia era intimamente connessa. La funzione della poesia nel mondo antico era essenzialmente educativa e formativa, lontana dal risolversi in un divertimento spirituale di carattere prevalentemente estetico. Per questa ragione, al contrario di quanto comunemente si crede, Platone accorda alla poesia un ruolo importante, mantenendola nello Stato ideale, sia pure con una riforma strutturale. Se infatti la poesia e la musica non possono essere sottostimate a causa del loro potere di interpellare e influenzare la parte non razionale dell'anima umana, tale potere deve essere sottratto a ogni occasione di abuso e reso un immancabile strumento di formazione. Agli occhi di Platone, la musica è autentica bellezza solo nel momento in cui persegue ciò che è meglio per l'uomo, ovvero la verità. In questo saggio Moutsopoulos ripercorre la teoria platonica sulla musica in un quadro che delinea le coordinate spirituali dell'essenza stessa della grecità, nella quale la musica trova il suo coronamento nell'amore del bello, dove si manifestano il bene e la verità.
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32,00

Cesare Cesariano Vitruvio De Architectura

Libri II-IV I materiali, i templi, gli ordini

di Alessandro Rovetta

editore: Vita e pensiero

pagine: 356

Nel commento testuale e iconografico ai libri II, III e IV di Vitruvio, Cesare Cesariano, protagonista del rinascimento milanese e padano, affronta i temi più suggestivi della riflessione architettonica e artistica di primo Cinquecento: i materiali, le murature, gli edifici sacri e gli ordini. In un serrato confronto con Francesco di Giorgio Martini, Bramante, Raffaello e gli altri interpreti rinascimentali dell'architettura classica, Cesariano propone un percorso ben radicato nel più aggiornato contesto lombardo offrendo nella sua edizione - la prima di un volgarizzamento vitruviano - uno straordinario campionario di riflessioni teoriche, storiche e visive, con il supporto di un apparato illustrativo tra i più affascinanti della produzione libraria rinascimentale. Il volume prosegue l'edizione moderna del "De Architectura" di Vitruvio, tradotto in lingua volgare, commentato e illustrato da Cesariano (Como 1521), avviata con il libro I, uscito in "Cesare Cesariano e il classicismo di primo Cinquecento" (Vita e Pensiero, 1996).
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35,00

Novo, grande, coverto e ferrato

Gli inventari di biblioteca e la cultura a Milano nel Quattrocento

di Monica Pedralli

editore: Vita e pensiero

pagine: 812

Testamenti, inventari, registri contabili, memoriali: circa 360 documenti datati tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XVI
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63,00

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