Fazi: Le terre
La fame di Venere
di Michel de Montaigne
editore: Fazi
pagine: 151
Leggere Montaigne è come ritrovare un amico. Un amico saggio e stravagante, con una vasta esperienza del mondo e una curiosità intellettuale sempre viva. La distanza che sembra separarci da lui scompare quando ci lasciamo conquistare dall'atmosfera di intimità che si respira fin dalle prime pagine dei suoi Saggi. "La fame di Venere" raccoglie alcuni tra i testi che scrisse per ultimi, già in là con gli anni. Disinvolto e disincantato, Montaigne guarda alla propria vita senza amarezza né sentimentalismi, e come sempre il tema di partenza va presto in frantumi, lasciando il posto a un caleidoscopio di riflessioni e aneddoti. Spregiudicato e moderno, Montaigne scarta da un pensiero all'altro, arrivando a toccare gli aspetti più quotidiani della nostra vita, ed è proprio muovendo da uno di questi - l'appetito sessuale, la fame di Venere - che ci offre una delle più interessanti testimonianze sul modo in cui la sessualità e il rapporto tra uomo e donna erano intesi nel Cinquecento. Parla dell'amore, del sesso e del matrimonio, ma non solo: si occupa di comportamenti assimilabili alla ninfomania e al priapismo, fornisce un piccolo manuale su come gestire i rapporti con le prostitute - il prezzo, dove incontrarsi, come trattarle e così via -, enuclea gli elementi indispensabili per un corteggiamento di successo e ci offre una pungente analisi della gelosia, che considera la peggior malattia del nostro spirito.
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La guerra e le false notizie. Ricordi (1914-1915) e riflessioni (1921)
di Marc Bloch
editore: Fazi
pagine: 136
Agosto 1914. All'indomani della dichiarazione di guerra della Germania alla Francia, Marc Bloch lascia Parigi per raggiungere il fronte. Ufficiale di fanteria, condivide con i suoi compagni la dura quotidianità della vita di trincea, il caos degli scontri a fuoco con il nemico, la paura della morte sempre in agguato, il dolore per le tante perdite. Di quegli anni terribili, da cui uscirà con la consapevolezza del proprio mestiere di storico, ci darà nei "Ricordi di guerra 1914-1915" un resoconto appassionante e pervaso da una sobria umanità, scegliendo di raccontare solo ciò che ha visto e vissuto di persona e proprio per questo rendendo la sua una testimonianza generale. Questa esperienza individuale sarà in seguito ripensata da Bloch nelle "Riflessioni". Lo storico studia la guerra come "un immenso esperimento di psicologia sociale" e, partendo dagli stati d'animo collettivi che consentono ai pregiudizi di trasformare una cattiva percezione in leggenda, analizza la formazione e la diffusione delle false notizie che hanno circolato nelle trincee. Imbocca così una strada di ricerca che impronterà tutta la sua opera, costituendo una corrente d'indagine che darà vita a un feconda scuola di pensiero che è ancora oggi di grande attualità.
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Come finirà? L'ultima chance del debito pubblico
di Attali Jacques
editore: Fazi
pagine: 208
Saremo ben presto rovinati? Stiamo portando alla rovina i nostri figli?
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Standing army. DVD
editore: Fazi
pagine: 80
Dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi, gli Stati Uniti hanno tessuto una gigantesca ragnatela di basi militari che si espande in tutti e cinque i continenti. Ma perché paesi come Germania, Italia e Giappone ospitano ancora migliaia di soldati statunitensi? Perché gli USA continuano a costruire strutture militari in ogni angolo del globo? Che impatto hanno le basi sulle popolazioni locali? E qual è la posizione del presidente Obama su questo scottante argomento? A tali interrogativi risponde Standing Army, un'inchiesta a trecentosessanta gradi che unisce alle parole di esperti internazionali, quali Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson ed Edward Luttwak, le scioccanti testimonianze di chi è toccato in prima persona dalla presenza americana nel proprio paese.
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Storia della paternità
Dal pater familias al mammo
di Quilici Maurizio
editore: Fazi
pagine: 565
Ricchissima è la letteratura sul rapporto madre-figlio
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Eutanasia della sinistra
di Riccardo Barenghi
editore: Fazi
pagine: 131
La sinistra italiana è morta per sempre? E quando si è celebrato il suo funerale, il 14 aprile 2008, o due anni prima, quando in teoria aveva vinto le elezioni? O magari molti anni (e governi) fa? Una morte lenta e quasi voluta un'eutanasia appunto - o invece una violenta implosione che l'ha frammentata in partiti e fazioni, dividendo e scoraggiando irrimediabilmente i suoi elettori? Riccardo Barenghi spiega le ragioni della terribile débàcle che ha travolto PD e Sinistra Arcobaleno; per farlo, va a indagare gli errori, storici e recenti, di questa parte politica: la perdita di ideali, la mancanza di nuove idee, le tante scissioni, la debolezza delle leadership. Nella sua spietata analisi, arricchita da retroscena inediti, Barenghi individua le diverse cause del fallimento del centrosinistra: le incapacità di Prodi, le mire di D'Alema, le velleità di Veltroni, le ambizioni di Bertinotti... Tutta la sinistra quindi, quella moderata e quella radicale, è stata ugualmente incapace di capire quel che stava succedendo nel paese e di offrire un'alternativa efficace alla nuova ondata del berlusconismo. Ma cosa succederà d'ora in poi? Ci vorrebbe un'idea forte, capace di rimotivare quei milioni di persone ormai rassegnate alla sconfitta. Riusciranno a trovarla gli attuali leader del Partito Democratico e di quel che resta della sinistra, oppure bisognerà aspettare che un'altra generazione esca finalmente allo scoperto?
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Storytelling
La fabbrica delle storie
di Salmon Christian
editore: Fazi
pagine: 214
L'arte di raccontare storie è nata quasi in contemporanea con la comparsa dell'uomo sulla terra e ha costituito un importante
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Sei gradi
La sconvolgente verità sul riscaldamento globale
di Lynas Mark
editore: Fazi
Nel 2001, il Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC, vincitore del Nobel per la pace nel 2007) pubblicò uno
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La pulizia etnica della Palestina
di Ilan Pappé
editore: Fazi
pagine: 364
Nel 1948 nacque lo Stato d'Israele
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Atei o credenti? Filosofia, politica, etica, scienza
editore: Fazi
pagine: 181
I temi della fede e della religione, e del loro conflitto con la cultura laica, sono da qualche tempo al centro di un interesse mediatico crescente, alimentato anche dalle polemiche politiche suscitate dal moltiplicarsi degli interventi e delle "scomuniche" del papa e della Conferenza Episcopale Italiana contro la modernità. Mancava fin qui, tuttavia, un testo di discussione, da punti di vista diversi e reciprocamente problematici, sulle ragioni dell'ateismo e della fede. Un confronto tra gli esponenti di tre posizioni ideologiche molto lontane tra loro, accomunate però dal rifiuto di ogni appartenenza accademica: il cristianesimo nietzschiano del "pensiero debole" di Gianni Vattimo, la saggezza atea di una tradizione antica rilanciata da Michel Onfray e l'empirismo naturalistico-esistenziale della "filosofia del finito" di Paolo Flores d'Arcais. In questo insolito dialogo a tre voci emergono tutti gli interrogativi essenziali legati al problema, a partire da quello più generale: quali devono essere i rapporti tra filosofia e ateismo? L'"ipotesi Dio" deve ormai essere considerata superflua anche dalla riflessione filosofica, visto che le scienze ne fanno metodologicamente a meno? Quali sono le conseguenze etiche e politiche dell'essere atei o, all'opposto, credenti?
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Breve storia del futuro
di Attali Jacques
editore: Fazi
pagine: 227
Come sarà il mondo nel 2060? E cosa accadrà nei prossimi cinquant'anni? Questi gli interrogativi cui risponde l'ultimo saggio
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La retorica del potere. Critica dell'universalismo europeo
di Immanuel Wallerstein
editore: Fazi
pagine: 135
Cosa c'è dietro l'universalismo dell'Occidente, dietro la retorica che ne sancisce la superiore capacità di elaborare modelli politici, sociali e culturali desiderabili per l'intera umanità? Wallerstein, intellettuale radical di fama internazionale, che ha introdotto nelle scienze sociali la categoria di sistema-mondo e che (sulla scorta di Braudel) ci ha insegnato a capire la "lunga durata" dei processi del capitalismo, analizza a tutto campo questa pretesa. L'autore vuole dimostrare che i concetti di democrazia, diritti umani, primato della "civiltà occidentale", oggettività delle leggi di mercato - tutti spacciati come inevitabili e addirittura benefici per i soggetti e i popoli soggiogati - rappresentino, invece, il frutto di una gigantesca costruzione; riconoscerne il carattere artificiale e violento costituisce, secondo il grande studioso americano, il primo, decisivo passo nella direzione della liberazione e dell'emancipazione.
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