Il tuo browser non supporta JavaScript!

Gaffi Editore in Roma: Ingegni

Letteratura come coscienza

di G. Piero Maragoni

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 93

"Mi sembra che accomuni i vari scritti raccolti in questo piccolo volume il loro andare un poco contropelo rispetto a molti ukase oggi imperanti. Ognuno sa, infatti, che, allorquando una parola d'ordine da tutti accettata senza vaglio veruno diventa infine un totem minaccioso, esporre qualche dubbio motivato è un dovere più ancora che un bisogno [...]. Non nascondo a chi legge il timore [... ] che questo libro [... ] altro non risulti se non un cocciuto florilegio delle mie fissazioni e ossessioni o addirittura delle mie allergie e idiosincrasie. Tanto meglio! Potrebbe allora essere attraversato alla stregua di quelle musiche [...] entro cui la mente si muove non già per seguirne il dipanarsi lineare sì per cogliervi rimandi riscontri riverberi, geometrie simmettie isometrie."
10,50

Lo scrittore invisibile. Alfonso Berardinelli recensito e intervistato

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 526

Perché scrittore invisibile? Anzitutto perché uno scrittore mascherato da critico non è facilmente riconoscibile
18,90

Il sogno della letteratura. Luoghi, maestri, tradizioni

di Daniela Marcheschi

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 303

Cosa succede quando la critica fraintende o contraddice la propria vocazione? È possibile recuperare nel metodo la comprensione di un vero e proprio ecosistema della conoscenza? Quali sono le patologie che affliggono la critica? Che cosa c'è nel "sogno" della letteratura, in quel territorio affollato di visioni che ci ha dato insieme Don Chisciotte e Emma Bovary? E quand'è che il sogno si trasforma in responsabilità? A queste e ad altre domande affascinanti cerca di rispondere il libro di Daniela Marcheschi, guidandoci attraverso le circostanze della grande storia letteraria, attraverso le tradizioni e le geografie culturali che via via si sovrappongono o si separano davanti agli occhi dell'interprete. Perché il critico deve sapere che la tradizione non coincide con la storia, e che il metodo, in quanto compresenza di elementi in equilibrio (visione, etica, gusto, conoscenza, stile...), richiede innanzitutto una "schietta intimità con la vita", cioè una capacità di comunione con l'esistenza che, sola, può prepararci alle sfide intellettuali che coinvolgono il nostro passato e il nostro presente. La letteratura, ci avverte Daniela Marcheschi, "è come la mitica Atalanta che, più corre, più si adorna di bellezza e diventa imprendibile. Avviamoci allora a considerare noi stessi degli Ippomene fortunati, se qualche volta, prima che fugga di nuovo, riusciremo a trattenerla per un po'".
14,90

Altri italiani. Saggi sul Novecento

di Massimo Onofri

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 312

Ventuno saggi su un secolo controverso e ribollente, ma ancora per molti aspetti misconosciuto. A fornircene le coordinate non sono solo i grandi, ma anche i minori e i dimenticati: se è vero che la grandezza d'un minore può stare proprio nella capacità di misurare la vera temperatura d'un secolo. Ecco perché, accanto al ritratto di una Deledda irredimibilmente tragica, d'un inatteso e risentito Pirandello, d'un euforico Soldati, o di razionalisti problematici come Brancati e Sciascia, il lettore troverà anche Pratolini e Cassola, Lalla Romano e Ottieri, e gli ormai rimossi Frateili, Tecchi e Gorresio, fino a un Mannuzzu che ci riporta ai giorni nostri. Ne è venuta fuori un'originale autobiografia della nazione, che è, contemporaneamente, una riflessione su ciò che è stata l'Italia e su molti di quelli che, questa patria difficile, hanno provato a sognarla diversamente. Non per niente, una parte speciale del libro è affidata a lettori d'eccezione come Borgese, Debenedetti, Baldacci e Raboni per i quali la critica letteraria è stata soprattutto critica della vita, un particolare modo di stare e darsi al mondo. Una galleria di uomini e donne, di italiani insomma, poco importa se a figura intera, a mezzo busto o di profilo, o allo stato di problematico abbozzo, restituiti sempre all'incrocio di storia morale e civile, letteratura verità e passione.
9,00

Bande à part

di Massimo Raffaeli

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 314

Un percorso di lettura che attinge per nuclei tematici da lunga collaborazione ad "Alias", l'inserto culturale del "manifesto". Gli autori scelti si caratterizzano per la vocazione civile e per l'adesione alla vicenda culturale e politico-sociale del Novecento: testimoni di un'epoca lacerata, conflittuale e tuttavia ricchissima dal punto di vista letterario. In Bande à part figurano Thomas Mann, Louis-Ferdinand Céline, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Vittorio Sereni e numerosi autori della letteratura di oggi quali, fra gli altri, Michel Houellebecq e Milo De Angelis. Il titolo, che richiama un celebre film di Jean-Luc Godard, scommette sulla critica come atto di libertà e di indipendenza intellettuale: questo libro, scritto in uno stile chiaro e decisamente comunicativo, è anche un promemoria: un'utile guida per chi voglia orientarsi all'interno di una produzione ipotecata, oramai, dalla fiction e segnata da una vera e propria dittatura del mercato.
9,00

Cronache di poesia del Novecento

di Maurizio Cucchi

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 450

Maurizio Cucchi svolge, fin dagli anni Settanta, un lavoro di osservatore e critico della poesia contemporanea, promuovendo iniziative, tracciando percorsi antologici. Nel corso di quasi quarant'anni, Cucchi ha studiato e scritto di poesia forse più di ogni altro autore della sua generazione, pubblicando saggi in riviste letterarie, accademiche o militanti, introducendo opere di autori di generazioni e tendenze diverse, recensendo un gran numero di novità importanti su vari quotidiani e settimanali. In questo libro viene raccolta per la prima volta un'ampia scelta dei suoi interventi, che coinvolgono i protagonisti della poesia italiana del Novecento e dell'inizio del nuovo secolo. Ne esce una sorta di resoconto, di vera e propria cronaca condotta da vicino, attraverso le opere di figure di primissimo piano come Zanzotto, Giudici, Raboni, Risi - ai quali sono dedicati i giovanili ma consistenti saggi di apertura - per arrivare al lavoro delle generazioni successive e dunque fino a poeti, ormai divenuti presenze centrali, come Magrelli o Valduga. Tutto questo, peraltro, mettendo in risalto la grandezza dei maestri nati negli anni Dieci: Bertolucci, Caproni, Luzi, Sereni, non senza aver condotto una personale rilettura di grandi del primo Novecento come Saba, Ungaretti, Rebora.
8,00

Storie avventurose di libri necessari

di Domenico Scarpa

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 330

"Storie avventurose di libri necessari" è una traversata del Novecento italiano. Racconta, in undici saggi, le fortune e gli infortuni, i segreti e gli intrighi delle opere che hanno dato forma a un secolo di letteratura. Racconta le avventure dei libri, ma anche di chi li ha scritti: e per riuscire a farlo ricorre a carte d'archivio, a documenti inediti, a lettere private, a scritti dimenticati o nascosti dagli autori stessi. Si salpa l'ancora ricostruendo le tracce lasciate nell'opera dei nostri scrittori dal più bel libro di avventure di tutti i tempi, "L'isola del tesoro". E si prosegue, proprio come negli agguati pirateschi di Stevenson, andando a scoprire perché il saluto "Ohi, Peppì!" equivalesse per Domenico Rea a un'offesa grave, e perché mai Corrado Alvaro dedicasse tanti pensieri all'eros di Mussolini. Vedremo quali nessi invisibili sussistano tra Beckett & Borges (e tra Fruttero & Lucentini che li hanno introdotti qui In Italia), e che cosa Fortini e Vittorini videro sbarcare a Bocca di Magra insieme con Marguerite Duras. Ma, come nella vita corsara, saremo spesso chiamati a combattere: e da Calvino, da Fenoglio, da Meneghello, impareremo ad apprezzare le differenze di stile che ci sono tra una pistola, un mortaio e un fucile mitragliatore per chi sta rischiando la vita nella guerra civile. 0 magari ci limiteremo a litigare pur amandoci attraverso il tempo e lo spazio, come Sciascia fece con Stendhal, o Parise con Darwin.
16,00

Leopardi e l'invenzione della moda

di Fabrizio Patriarca

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 202

Fino a Leopardi, la letteratura italiana si è occupata della moda essenzialmente come bersaglio di un discorso satirico. Ma è soltanto con l'autore delle "Operette morali" e dello "Zibaldone" che la letteratura inizia davvero a "pensare" la moda, il suo linguaggio, te sue potenzialità. La riflessione estetica avviata da Leopardi abbonda di soluzioni che torneranno nei massimi teorici della moda del secolo seguente, da Simmel a Flugel, da Benjamin a Baudrillard attraverso Barthes: su tutte, l'intuizione che la moda sì vada costituendo come una "retorica della modernità", una retorica in cui sarà molto arduo separare le coppie vestizione/restrizione, libertà/vessazione, travestimento/blindatura. Siamo all'interno di una crisi dell'Umanesimo che Leopardi scopre - anche - come disparità insanabile tra moda e filosofia, tra la coesione del costume antico e la minaccia, espressamente moderna, di un'inarrestabile deriva simbolica promossa dalia moda, dal suo parlare essenzialmente per cataloghi: grotteschi, folli, autoreferenziali.
13,00

Fiorello La Guardia. Un imperatore a New York

di Paul H. Jeffers

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 434

Fiorello La Guardia, storico sindaco di New York per tre mandati consecutivi, dal 1933 al 1945, assume la carica all'indomani della Grande Depressione sollevando la città dalla prostrazione e trasformandola, alla fine dei suoi mandati, in una metropoli vivace ed efficiente. Debellata la corruzione, riorganizzato il dipartimento della sanità e della polizia, contrassegnato dal leggendario arresto del boss mafioso Lucky Luciano, legherà indissolubilmente il suo nome a quello della città più famosa d'America. Sanguigno, impulsivo, battagliero fino a essere talvolta plateale, questo italo-americano, di madre triestina ebrea e di padre pugliese, risolleverà e ribalterà l'immagine non certo positiva degli italiani negli Stati Uniti ed entrerà nei cuore e nella memoria dei newyorchesi, che non a caso intitoleranno uno dei tre aeroporti della Grande Mela a lui. La prefazione è di Enzo Del Vecchio e di Renzo Arbore.
5,00

L'arte di aspettare e altri saggi

di Phillip Lopate

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 318

"L'arte di aspettare" e gli altri saggi contenuti in questo volume costituiscono una tagliente presa di distanza dai luoghi comuni sull'amicizia, sulla morte e sulle mode in genere; ma anche un esempio di un genere narrativo, il "personal essay", un saggio narrato con un forte impianto biografico. Vita quotidiana, aneddoti e sfaccettature della fragilità umana, osservazioni sarcastiche sulle idiosincrasie degli individui partendo da quanto la realtà del vivere giornaliero suscita in un osservatore attento e distaccato. Fingendo di volare basso, a pelo d'acqua, Lopate coglie l'opportunità per aprire un gioco e un discorso di più ampio respiro, quasi senza che il lettore se ne accorga, puntando bersagli più elevati. Si muove, come un funambolo sulla corda tesa, tra commedia e tragedia, tra racconti effimeri e parabole edificanti, tra lirismo e ridicolo, senza mai perdere di vista il senso dell'impresa: camminare sul baratro dell'esistenza. All'acume di moralisti come Mordecai Richler, a alla sfrontatezza di Philip Roth, Lopate associa un'ombra di malinconia rassegnata che avvicina la sua prosa a quella di saggisti come William Hazlitt e Michel de Montaigne.
5,00

Il demone reazionario. Sulle tracce del «Baudelaire» di Sartre

di Alessandro Piperno

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 433

Nel 1947 uscì in Francia un saggio su Baudelaire di Jean-Paul Sartre, libro tra i più controversi e aspramente stroncati dalla critica del ventesimo secolo. Alessandro Piperno, diffidando di quel giudizio frettoloso e incongruo trasformatosi oramai in luogo comune, ha tentato di seguire le orme lasciate da quel geniale libro, con un doppio intento: anzitutto, provare a svolgere le intuizioni che Sartre ha abbozzato senza approfondire; e poi luce sul misterioso rapporto di contiguità e diffidenza che lega Baudelaire a Sartre, e cioè il criticato all'esegeta, il demaistriano allo stalinista, il disperato demone ottocentesco al fazioso alfiere della libertà.
7,50

Il no di Giobbe, disubbidire?

di Giovanni Di Michele

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 151

Il no di Giobbe è tra i più coraggiosi e ostinati che la storia ricordi. Giobbe, personaggio biblico anticonformista e ribelle, spesso citato ma poco conosciuto, cerca appassionatamente l'incontro con Dio; offeso dal silenzio del suo Signore Lo interroga ponendo domande al limite della dissacrazione. Uno scontro critico, polemico e duro, ma carico d'amore che, come ogni rapporto di valore, supera lo schema disubbidire obbedire. Confrontarsi e discutere vivacemente, su temi struggenti e vitali, vale molto di più che essere obbedienti o disobbedienti. La trama del Libro di Giobbe ci coinvolge e ci riguarda.
11,50

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.