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Il mulino: Percorsi

Impresa e «forced labour». Strumenti di contrasto

editore: Il mulino

pagine: 329

Il Global Estimate of Forced Labour 2012 dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro indica che oltre 21 milioni di persone prestano attività lavorativa sotto minaccia, impossibilitate a lasciare un lavoro svolto sostanzialmente senza retribuzione o altri corrispettivi. Questo volume muove dalla constatazione che le produzioni nelle quali sono coinvolte le vittime di questa "modem slavery" hanno come destinazione i mercati dell'Occidente, assumendo rilevanza strutturale nella dimensione globale dell'economia. Qual è il ruolo della disciplina dell'impresa di fronte a questo fenomeno? Per un'azione di contrasto, finora trascurata ma non oltre eludibile, vengono qui offerte, con approccio interdisciplinare, una ricognizione e una lettura sistematica delle regole - talune frutto di recenti interventi, soprattutto a livello comunitario - che possono rivelarsi utili allo scopo; e soprattutto una riflessione sulle possibilità che concretamente si offrono per incidere sulla logica del vantaggio economico legato allo sfruttamento del "forced labour". Introduzione di Pietro Rescigno.
25,00

Un socialismo possibile. Una nuova visione del marxismo

di Bruno Jossa

editore: Il mulino

pagine: 347

Frutto di quarant'anni di studi sulla teoria economica del socialismo, questo volume teorizza come un sistema di "imprese democratiche", vale a dire di cooperative di produzione, possa realizzare un modello produttivo efficace, in grado di contrastare la crisi del capitalismo, i cui effetti si stanno facendo avvertire con forza in questi anni. Già John Dewey, uno dei più noti filosofi sociali del XX secolo, sosteneva che le imprese debbono essere gestite dai lavoratori, pur se con una certa dose di intervento pubblico. Idea condivisa da marxisti come Anton Pannekoek, Karl Korsch, Angelo Tasca, Antonio Gramsci, Richard Wolff e Ernesto Screpanti, o socialisti come Pierre Proudhon, John Stuart Mill, Karl Polanyi e G.D.H. Cole, per citarne solo alcuni. Alla base dei ragionamenti qui esposti da Bruno Jossa, è l'idea che per valorizzare la scienza e la tecnica, preziosi strumenti del progresso, dobbiamo innanzitutto salvaguardare l'uomo, divenuto ormai vittima degli strumenti che egli stesso ha creato e sopravvalutato, rendendolo attore protagonista e non soggetto passivo nei processi di produzione.
27,00

Strutture di mondo. Il pensiero sistemico come specchio di una realtà complessa. Vol. 3

editore: Il mulino

pagine: 337

Strutture di mondo raccoglie i contributi di autorevoli rappresentanti di diverse discipline, che considerano l'approccio sist
26,00

La difesa dell'italianità. L'ufficio per le zone di confine a Bolzano, Trento e Trieste (1945-1954)

editore: Il mulino

pagine: 604

L'Ufficio per le zone di confine (Uzc), attivo dal 1946 al 1954 sotto la responsabilità politica del giovane sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giulio Andreotti, rappresenta una fonte di assoluto rilievo per comprendere la storia delle aree italiane di frontiera, nella fase di transizione del secondo dopoguerra. L'ufficio fu infatti il laboratorio in cui si studiarono le politiche relative alle regioni di confine e il terminale incaricato di applicarvi le strategie del governo centrale. L'Uzc operò in contesti complessi come quelli dell'Alto Adige e della Venezia Giulia, regioni connotate dall'emergere di temi che mettevano in discussione la stessa sovranità italiana su quei territori. Sulla base dello studio della documentazione dell'ufficio, recentemente riordinata e messa a disposizione dall'Archivio della Presidenza del Consiglio, le ricerche qui proposte - di studiosi di lingua italiana, tedesca e slovena e provenienti dalle rispettive aree di confine - permettono di evidenziare similitudini e divergenze delle scelte di Roma nella "difesa dell'italianità" delle frontiere.
42,00

Giovani musulmane in Italia. Percorsi biografici e pratiche quotidiane

editore: Il mulino

pagine: 211

Il volume riporta i risultati di un'indagine sui processi di configurazione identitaria di giovani musulmane di origine marocchina, bengalese, pakistana nate e/o cresciute in Italia. A partire dall'analisi di narrazioni biografiche raccolte nelle città di Roma, Firenze e Padova, i lavori qui presentati affrontano, da prospettive di ricerca empiriche e teoriche diverse, quattro temi centrali per il dibattito accademico e l'opinione pubblica: "seconda generazione", "genere", "Islam" e "cittadinanza". Privilegiando le categorie analitiche dell'intersezionalità e dell'"agency", il libro esplora la "capacità di agire" di queste giovani donne nella sfera privata e in quella pubblica e, allo stesso tempo, analizza il loro contributo al processo di trasformazione dell'Islam in occidente.
18,00

L'Italia dopo il 1961. La grande trasformazione

editore: Il mulino

pagine: 492

Questo volume, che si avvale delle riflessioni di studiosi afferenti a diverse discipline, ripercorre le trasformazioni politiche, culturali ed economico-sociali del nostro paese dopo la seconda metà del Novecento, ponendo in evidenza la grandezza e la multidimensionalità dei mutamenti avvenuti in Italia, in tutti i campi. La costituzione materiale ha subito profondi cambiamenti in rapporto a quella formale, nelle sue modalità di partecipazione e di governo, e nuove istituzioni sono emerse, a livello locale e sovranazionale, contribuendo a mutare il quadro. Nella cultura degli italiani, caratterizzata da continuità tradizionaliste, hanno fatto irruzione i valori e le norme di nuove generazioni e di popolazioni immigrate. Si sono diffuse nuove conoscenze, grazie alla scolarizzazione, e nuove rappresentazioni e autorappresentazioni, ormai non più mediate da figure intellettuali che a loro volta hanno visto mutare il loro ruolo. Società ed economia hanno sostenuto vere e proprie svolte negli equilibri tra Stato e mercato, nel ruolo degli imprenditori, nell'organizzazione della famiglia - principale azienda di servizi della società italiana -, mentre la divisione in classi e ceti non solo è mutata, ma il suo duplice ruolo protettivo e vincolante ha perso terreno.
35,00

Riconoscere le mafie. Cosa sono, come funzionano, come si muovono

editore: Il mulino

pagine: 362

Questo volume analizza, con il contributo dei maggiori studiosi ed esperti in materia, le mafie (soprattutto italiane ma non solo), muovendo dal problema del loro riconoscimento: cosa sono le mafie, ovvero come sono state storicamente identificate e che questioni - giuridiche, politiche ma anche epistemologiche - solleva la loro identificazione; come funzionano, ovvero attraverso quali meccanismi e logiche operano; come si muovono e si espandono nello spazio, mimetizzandosi e confondendosi nell'ambiente ma anche trasformandolo. Dalla ricostruzione storica delle numerose idee di mafia elaborate nei primi decenni dell'unità alla questione della loro "accertabilità" in sede giudiziaria, dalle modalità di circolazione e radicamento sul territorio di gruppi e organizzazioni mafiose ai rapporti simbiotici tra mafiosi e politici, dal ruolo dei legami di sangue nei gruppi di mafia alla fenomenologia della violenza mafiosa sino alla diffusione spaziale di pratiche omicide ed estorsive, il mondo variegato e complesso delle mafie emerge da questo volume come un grande e incompiuto puzzle, una sfida alle nostre categorie cognitive e morali la cui soluzione presuppone adeguate strategie intellettuali su cui fondare efficaci interventi politici: perché è solo dal riconoscimento delle mafie in tutta la loro complessità culturale, politica e sociale che possiamo sperare di vederle e quindi combatterle e contrastarle.
28,00

«Moia la carestia». La scarsità alimentare in età preindustriale

editore: Il mulino

pagine: 341

Nelle società occidentali la mancanza di risorse alimentari fa spesso pensare a un passato remoto, o ad aree del pianeta riten
27,00

Lavoro e diritti sociali nella crisi europea. Un confronto fra costituzionalisti e giuslavoristi

editore: Il mulino

pagine: 289

Il volume è frutto di una riflessione comune di giuslavoristi e costituzionalisti sulla costituzionalizzazione dei diritti sociali nell'Unione europea e sull'impatto della crisi economica e finanziaria. Con la crisi dei debiti sovrani e con le contromisure adottate dalle istituzioni finanziarie europee e dai governi, non solo l'esigibilità dei diritti sociali - per propria stessa natura "finanziariamente condizionati" - ma la loro concreta collocazione nel quadro costituzionale multilivello sono state messe in discussione. Dal punto di vista dei costituzionalisti, grande è l'incertezza sulla tenuta dei diritti proclamati dalle Carte e forte la necessità di ripensare il rapporto fra diritti sociali e "sostenibilità economica", a partire da una visione solidarista e post-liberista in grado di definire un nuovo orizzonte comune dei popoli europei. Dal punto di vista dei giuslavoristi, invece, i sistemi nazionali di diritto del lavoro e i rapporti collettivi di lavoro sono sottoposti a un'azione riequilibratrice diseguale e il rapporto fra diritti collettivi e mercato assume caratteri particolarmente controversi. Qualunque sia la risposta regolativa a livello nazionale o sovranazionale, è tempo di collocare la riscrittura delle regole, dei diritti del lavoro e dei doveri di solidarietà sociale all'interno di una teoria della giustizia sociale postacquisitiva e postdistributiva.
23,00

Vent'anni di Costituzione (1993-2013). Dibattiti e riforme nell'Italia tra due secoli

editore: Il mulino

pagine: 797

Pare proprio che le vicende italiane siano caratterizzate da cicli storici ventennali: a parte il periodo che viene per antonomasia individuato come "il ventennio", in un arco di tempo ventennale si distendono il periodo della "sinistra storica" e quello "giolittiano" (qualche anno in meno, se si data dall'Unità, quello della "destra storica") e, senza voler forzare le simmetrie, anche i primi vent'anni di Repubblica sono caratterizzati, pur nelle loro diversità, da elementi portanti (il pieno dispiegarsi della democrazia dei partiti di massa, la parola d'ordine dell'attuazione costituzionale), che entreranno successivamente in crisi. Il ventennio che congiunge il secolo presente a quello passato non fa eccezione rispetto a tali partizioni. Il volume considera proprio quest'ultimo periodo, offrendo una riflessione a tutto campo nella prospettiva del diritto costituzionale: muovendo dalla convinzione che sia venuto il tempo di interrogarsi sui lineamenti del diritto costituzionale italiano degli ultimi vent'anni, dalle trasformazioni nel modo di intendere la Costituzione al sistema delle fonti del diritto, dal funzionamento della forma di governo al ruolo dei partiti e alla tutela dei diritti, dagli organi di garanzia (Magistratura, Autorità indipendenti e Corte costituzionale) alle autonomie territoriali, dai rapporti con la dimensione sovranazionale ai dibattiti sulle problematiche della guerra e della laicità.
55,00

Le facoltà di scienze politiche in Italia

editore: Il mulino

pagine: 213

Le facoltà di Scienze politiche, che tanta importanza hanno avuto nella cultura del paese e nei suoi sviluppi politico-sociali
19,00

Un piano per l'Europa. Sviluppo stostenibile e occupazione

di Alberto Majocchi

editore: Il mulino

pagine: 187

L'Europa non è ancora uscita dalla crisi e le prospettive di crescita restano modeste. Dopo le elezioni europee del maggio 2014 è emersa prepotente la necessità di andare oltre il consolidamento fiscale e di avviare un piano di sviluppo, anche per ricreare la fiducia sui mercati e favorire il rientro fiscale richiesto dal "fiscal compact". Oggi sembrano esserci tutte le condizioni per promuovere una politica di rilancio: bassa inflazione, ampia disponibilità di manodopera, disavanzo pubblico in diminuzione, surplus delle partite correnti in crescita, tassi di interesse prossimi a zero e abbondante liquidità. Il presidente della Commissione Juncker ha avanzato la proposta di un piano triennale di investimenti per 300 miliardi di euro. Il libro vuole esaminare le condizioni che devono essere soddisfatte per realizzare un piano per l'Europa: in primo luogo, i caratteri di una politica espansiva europea che deve proporsi l'obiettivo di uno sviluppo sostenibile, attraverso la produzione di beni pubblici europei (educazione superiore, ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, mobilità sostenibile, energie rinnovabili, conservazione di beni naturali e culturali), il cui finanziamento non può affidarsi unicamente al ricorso al mercato, ma deve fondarsi anche su risorse proprie attribuite al bilancio europeo; e le conseguenze istituzionali che ne conseguono fino alla realizzazione di un'Unione fiscale e, in prospettiva, di un'Unione politica.
17,00

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