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Laterza: Contromano

Malìa Bahia

di Ginzburg Lisa

editore: Laterza

pagine: 104

La malìa è trappola e incanto, e di trappola e incanto la città di Salvador de Bahia sembra voler raccontare a chi se ne appas
9,00

Periferie

Viaggio ai margini delle città

 

editore: Laterza

Milano, Napoli, Bologna, Torino, Roma e Bari: sei periferie degradate, abbandonate, silenziose o semplicemente malinconiche, u
9,00

Trieste sottosopra

Quindici passeggiate nella città del vento

di Covacich Mauro

editore: Laterza

pagine: 192

Accanto alla Trieste austroungarica è sempre esistita un'altra Trieste
10,00

Più sangue, Larry. Vita improbabile di un cronista di provincia

di Lorenzo Sani

editore: Laterza

pagine: 272

Castel del Rio. Pressi di Imola. Un tassista viene trovato morto nella sua auto, abbandonata sul ciglio della strada e con il motore ancora acceso. Sul suo corpo, colpi di arma da fuoco. Morte istantanea. È luglio. Larry Bo batte la riviera romagnola a caccia di idee per i soliti pezzi di colore estivo: le notti brave del riminese, il liscio, la spiaggia. La notizia dell'omicidio è troppo ghiotta per non coglierla al volo. Larry si tuffa anima e corpo in un'indagine parallela a quella delle forze dell'ordine. Intorno a lui, lo stralunato mondo della redazione: giornalisti, capiservizio, fotografi, informatori, sedicenti esperti.
9,50

Pecore nere

editore: Laterza

pagine: 148

La prima generazione di figlie di immigrati, nata o cresciuta in Italia, racconta la propria identità divisa, a cavallo tra il
14,00

La legge della giungla

di Brizzi Enrico

editore: Laterza

pagine: 256

14,00

A Neopoli nisciuno è neo

di Carrino L. R.

editore: Laterza

pagine: 160

Neomelodia
12,00

Roma è una bugia

di La Porta Filippo

editore: Laterza

pagine: 114

Le cronache di quartiere e i cliché sul carattere dei romani
12,00

Milano, fin qui tutto bene

di Kuruvilla Gabriella

editore: Laterza

pagine: 177

Fruttivendoli e internet point cingalesi, ristoranti e alimentari sudamericani, macellerie e kebab arabi, centri-massaggi e in
12,00

Il mare in salita. Da Sanremo a Dolcedo passando per i bricchi

di Rosella Postorino

editore: Laterza

pagine: 179

La Riviera dei Fiori è un corteo di paesi lungo una strada a picco sul mare, l'Aurelia, dove si vive in apnea aspettando l'estate. È una cascata di borghi aggrappati alle colline, stesi al sole come lucertole, in procinto di scivolare. Case addossate come squame di una pigna, grovigli di carugi, cattedrali di ulivi: per conquistare la cima non puoi avere fretta, devi imparare a respirare. È Sanremo con la sua mitologia dei fiori come una storia d'amore finita. È il Festival come un'ostinata speranza. È Oneglia con le ciminiere dismesse in riva al mare, Dolceacqua con la sua bellezza minerale, Apricale con le raffiche di luce. Triora con le pareti d'ardesia a intrappolare streghe. La Riviera dei Fiori sembra l'Italia: ci sono il cemento, le alluvioni, la 'ndrargheta, l'emergenza rifiuti, i ghetti albanesi e nordafricani. Ma è più dell'Italia: è un racconto apocalittico, risorgimentale, un racconto della Resistenza, una fiaba. La Riviera dei Fiori non assomiglia a niente, perché è un mondo pensato in verticale.
10,00

NuraGhe beach

La Sardegna che non visiterete mai

di Soriga Flavio

editore: Laterza

pagine: 182

Se uno volesse capire cos'è la Sardegna oggi, nel 2011, aldilà dell'estate e delle vacanze organizzate, dei cori a tenore e de
10,00

L'hotel a zero stelle

di Tommaso Pincio

editore: Laterza

pagine: 228

"Ho immaginato il mio albergo ideale. Un hotel a zero stelle i cui ospiti tipo dovrebbero essere i vagabondi dell'anima, coloro che ancora gironzolano alla ricerca di sé, senza troppa arte né parte. In questo albergo non poco scalcinato si può stare fin quando si desidera, perlomeno fintanto che non si è diventati ciò che si è. L'ospite può starsene chiuso in camera, leggendo o riflettendo sul proprio passato o su cosa intende fare del proprio futuro. Se ne ha voglia, può scendere dabbasso e scambiare quattro chiacchiere con il portiere tuttofare dell'albergo, che ha sempre qualcosa da dire, qualche lezione di vita da impartire. Inoltre, diversamente dai normali alberghi, l'ospite può esplorare l'edificio dal piano terra sino al tetto, dal quale è possibile ammirare un magnifico cielo stellato nelle serene notti di luna nuova. Si può persino bussare alla stanze degli altri ospiti, i quali, essendo vagabondi dell'anima anch'essi, saranno più che felici di accogliervi e scandagliare in vostra compagnia il senso dell'esistere e tutte le questioni a questo senso legate, che sono poi la chiave per orientarsi nel mondo all'esterno, spesso assai meno inospitale del vostro albergo. Solitamente, un buon albergo a zero stelle si compone di quattro piani perché così vuole il mito della conquista di sé, articolato, come noto, in quattro fasi. Alla maniera del viaggio dantesco per i regni ultramondani, il viandante in cerca di sé passa dallo smarrimento in qualche selva oscura a tre fasi successive."
12,00

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