Classici
Le vespe. Testo greco a fronte
di Aristofane
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 311
Rappresentata nel 422 a.C, nel pieno della guerra del Peloponneso e in uno dei periodi più duri per la città di Atene, "le Vespe" prendono di mira il sistema giudiziario ateniese. Protagonista della commedia è il vecchio Filocleone, che dedica ogni sua energia per fare il giudice popolare, contrastato dal figlio Bdelicleone, che tenta di ricondurre il padre alla ragione, più volte stigmatizzando l'esercizio del potere giudiziario come fonte di corruzione. Così nel succedersi di scene comiche e d'incalzanti scambi di battute, il giovane Bdelicleone mette a nudo la debolezza del padre, che nel corso della commedia si rivela vittima inconsapevole del potere e involontario strumento di corruzione. Nell'introduzione Guido Paduano spiega le problematiche storiche della commedia, ben evidenziate dalla traduzione e dal commento di Elena Fabbro.
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Il mago di Oz
di Baum Frank
editore: Einaudi
pagine: 222
Travolta da un ciclone, la piccola Dorothy viene catapultata in un mondo strano e sconosciuto popolato da Streghe buone e Stre
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Ego
di Aleksandr Solzenicyn
editore: Einaudi
pagine: 107
In queste due storie ritroviamo i temi cari all'autore: la vera storia degli uomini nascosta dietro il velo menzognero della Storia ufficiale; l'annientamento morale come obiettivo ultimo dei sistemi totalitari; le debolezze dell'individuo di fronte al potere. Il primo racconto, "Ego", ci riporta al tempo delle rivolte contadine contro le campagne di collettivizzazione imposte dai Soviet. Ektov-Ego lavora in una cooperativa agricola e, per un innato senso di giustizia, abbraccia la causa dei contadini in rivolta, fino al momento in cui è costretto a tradire per salvare i propri familiari. Speculare alla vicenda di questo vinto è l'altro racconto, "Per linee interne", storia degli incessanti aggiustamenti che il generale Zukov, comandante delle armate che hanno conquistato la Berlino nazista, compie per ritrovarsi sempre dalla parte vincente. Sopravvive così alle purghe staliniane e alle lotte di potere pagando altissimi costi morali. Solo nel silenzio della coscienza e nella fedeltà a un modello interiore di giustizia, sembra dire Solzenicyn, l'uomo può contrastare la violenza del potere.
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De officiis. Quel che è giusto fare. Testo latino a fronte
di M. Tullio Cicerone
editore: Einaudi
pagine: 399
Nell'accezione ciceroniana, gli "officia" sono regole di comportamento. Per condurre bene, virtuosamente, sia la vita pubblica sia quella privata. Con il "De officiis", l'anno prima di morire, Cicerone si rivolge al figlio Marco e cerca di organizzare un sistema di trasmissione della memoria fra generazioni. Una specie di "Etica spiegata a mio figlio", come si intitolerebbe oggi, che è poi diventata uno snodo fondamentale per la cultura latina, medievale e moderna. Nata in tempi difficili per riassumere e tramandare l'identità culturale di una comunità in un passaggio storico cruciale, nel momento di massima discontinuità dell'organizzazione statuale romana, l'opera ha trovato lettori e cultori molto in là nel tempo. Questo passaggio di consegne, elaborato nella e per la guerra civile, è stato ripreso soprattutto quando la latinità era solo un ricordo o un modello. Con modalità prescrittive, Cicerone ha trasmesso il suo "munus" alle generazioni successive, proponendo quello che, nella ricezione, è divenuto un paradigma per chi si proponeva di riorganizzare altri tipi di società, sui fondamenti della "sapientia", della "iustitia", della "magnitudo animis", del "decorum". Si tratta di virtù che non potevano più essere, né concettualmente né politicamente, quelle che Cicerone aveva messo a punto ma che alla sua teorizzazione si rifacevano, reinterpretandola, adattandola, in una trasmissione di valori che ha permeato la cosiddetta "cultura occidentale" fino ai giorni nostri.
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AsinariaCaptivi
Testo latino a fronte
di Plauto T. Maccio
editore: Mondadori
I due testi plautini qui raccolti, risalenti al periodo tra la fine del III e l'inizio del II secolo a
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Gente di Dublino
di Joyce James
editore: Einaudi
Quindici storie che segnano l'esordio narrativo di James Joyce e compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fonda
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Novelliere campagnuolo
di Nievo Ippolito
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 382
Miti, pazienti, pacati e ricchi di quella onesta e profonda umanità che solo la vera saggezza può infondere: tali sono i prota
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In Grecia. Racconti dal mito, dall'arte e dalla memoria
editore: Einaudi
pagine: 269
Con un approccio scientifico e narrativo insieme, Donatella Puliga e Silvia Panichi guidano il lettore in un viaggio attraverso il mondo antico, unendo all'illustrazione dei siti archeologici la ricostruzione dei miti cui essi si collegano, le vicende storiche che vi si svolsero, i ricordi dei poeti e dei viaggiatori che vi si ispirarono. Il volume è ricco di pagine in cui storie di monumenti e di eroi, di riti religiosi e di finzioni letterarie si intrecciano in un unico racconto, restituendo la potenza di significato che la terra greca possiede. Il volume, introdotto da un saggio di Maurizio Bettini, è illustrato ed è completato dalla bibliografia essenziale e dall'indice dei nomi e dei luoghi.
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Storia di Roma. Libri 9-10. Il trionfo sui sanniti. Testo latino a fronte
di Tito Livio
editore: Garzanti
pagine: 405
Dei 142 libri che componevano l'imponente "Storia" di Livio ne sono pervenuti solo 35
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I morti
Testo inglese a fronte
di Joyce James
editore: Marsilio
pagine: 177
Racconto conclusivo e momento epifanico della raccolta "Gente di Dublino", "I morti" è divenuto un "objet de eulte" a sé stant
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Etica eudemia. Testo greco a fronte
di Aristotele
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 829
Nell'"Etica endemia" il pensiero morale di Aristotele raggiunge la tensione speculativa più alta e la piena maturità. Posteriore all'"Etica nicomachea", questo trattato ne riformula le dottrine in una esposizione sintetica e al tempo stesso concettualmente e formalmente più rigorosa. Vi si trova, in particolare, una più solida analisi del rapporto fra la virtù etica e la contemplazione di dio, che porta Aristotele a delineare un profilo dell'uomo di straordinaria ricchezza. La paternità aristotelica dell'opera, a lungo dibattuta, è oggi riconosciuta dalla grande maggioranza degli studiosi e può considerarsi assodata. La presente edizione, condotta sul testo critico di Susemihl, è arricchita da una monografia introduttiva e da un ampio apparato di note filologiche e storiche.
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