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Filosofia

Platone e la scrittura della filosofia

Analisi di struttura dei dialoghi della giovinezza e della maturità alla luce di un nuovo paradigma ermeneutico

di Thomas Alexander Szlezák

editore: Vita e pensiero

pagine: 588

Thomas Alexander Szlezak (1940) professore di filosofia classica nell’Università di Tubinga – già ben noto per la sua edizione (con traduzione e commentario) dei due scritti sulla dottrina delle categorie giuntici sotto il falso nome del pitagorico Archita di Taranto (1972) e per il suo libro su Plotino (1979) – con questo suo Platone (1985) presenta il contributo forse più significativo e importante venuto dalla Germania, dopo quelli pubblicati da Kramer e da Gaiser. Szlezak prende le mosse proprio da quello che era stato il punto di partenza di Schleiermacher, che ha inaugurato il paradigma ermeneutico che ha dominato per intero l’età moderna, vale a dire il finale del Fedro con il giudizio che Platone da della scrittura, e reinterpreta i dialoghi platonici fino alla Repubblica, proprio basandosolo su di essi. Ma, proprio lavorando in questo modo, mediante rigorose, coerenti e consistenti analisi di struttura, egli capovolge il paradigma schleiermacheriano e guadagna in una maniera assai cospicua il nuovo paradigma ermeneutico, che da molte parti e per varie ragioni sta imponendosi come paradigma alternativo a quello che è stato fino a pochi anni fa predominante. L’analisi di stuttura dei dialoghi platonici dimostra che essi non sono concepiti come opere autarchiche, ma che rimandano sempre a qualcosa di ulteriore: non solo una parte di dialogo rimanda all’altra, e un dialogo, per certe sue parti o anche nel suo complesso, rimanda ad un altro, ma tutti i dialoghi rimandano, superando i loro stessi confini, alla filosofia orale di Platone. Come diceva Schleiermacher, la forma del dialogo è davvero essenziale per il suo contenuto; ma proprio questa sintesi di forma e di contenuto del dialogo platonico rimanda, strutturalmente, sempre al di là del dialogo. Szlezak dimostra, in modo penetrante e convincente, come e perché i dialoghi non contengano tutto Platone e come e perché essi presuppongano da «la strada più lunga» dell’oralità. Ma egli dimostra altresi come Platone abbia potuto definire come insufficente ciò che è stato da lui affidato alla scrittura, proprio e solo sulla base delle concezioni da lui guadagnate appunto per quella «strada più lunga» dell’oralità.
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La vera religione

di Agostino (sant')

editore: Città Nuova

pagine: 192

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Pascal

di Romano Guardini

editore: Morcelliana

pagine: 330

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17,50 €

Intorno a Leopardi

di Nietzsche Friedrich

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 200

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Opere. Vol. 10: Retorica-Poetica.

Retorica-Poetica

di Aristotele

editore: Laterza

pagine: 286

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12,91 €

Filosofia della danza

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 101

"La danza è una forma originaria dell'esserci umano... e al tempo stesso una forma originaria dell'essere in generale... è la verità e al tempo stesso la giustificazione dell'essere stesso del mondo, la più inconfutabile ed eterna di tutte le teodicee. Non insegna nulla, non discute nulla - incede maestosamente, e con questo incedere maestoso porta alla luce il fondamento di ogni cosa: non volontà e potenza, non angoscia e pena, non tutto ciò che vuole imporsi all'esistenza, ma ciò che è eternamente signore di sé e divino. La danza è la verità di ciò che è, ma, nel modo più immediato, la verità di ciò che vive". (W. F. Otto)
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Scandalo negli abissi

di Céline Louis-Ferdinand

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 96

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Concetti fondamentali della metafisica. Mondo, finitezza, solitudine

di Martin Heidegger

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 496

Queste lezioni del '29-30 - specie nei loro capitoli conclusivi - ci consentono di cogliere in fieri meglio di qualunque altro testo di Heidegger, come il progetto sistematico di ricondurre ogni genuina questione filosofica alla sua scaturigine e ai suoi presupposti originari nella finitezza dell'essere, cioè all'identità antimetafisica di tempo ed essere, abbia condotto Heidegger sulla via di una scepsi sempre più radicale e affine a quella intrapresa, in tempi diversi e con esiti altrettanto diversi, da Nietzsche. "Concetti fondamentali della metafisica" rappresentano perciò un capitolo essenziale nel cammino che avrebbe portato Heidegger, qualche anno più tardi, a decretare la fine della metafisica.
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40,00 €

Critica della ragion pratica. Testo tedesco a fronte

di Immanuel Kant

editore: Rizzoli

pagine: 624

Seconda delle Critiche kantiane, la Critica della ragione pratica raccoglie, in una trattazione vasta e sistematica, il pensie
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Il significato della negazione in Kant

di Mauro Visentin

editore: Il Mulino

pagine: 596

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Lo stato ebraico

di Herzl Theodor

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 105

Lo stato ebraico di Theodor Herzl, edito nel 1896 a Vienna, è il manifesto programmatico del movimento sionista
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Tentativo di autocritica (1886-1887)

di Friedrich Nietzsche

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 160

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