Filosofia
L'universo come giuoco
di Alessandro Fersen
editore: Le Mani-Microart'S
pagine: 262
"L'originalità del grande affresco che si dipana in queste pagine sta nel concepire una filosofia vivente che si pone prima di ogni conflitto, dove ogni volontà si annulla, dove la ragione incontra il suo limite estremo. Dove cioè ogni aspetto di quella che ci illudiamo essere la vita perde definitivamente ogni senso e valore in nome di una vita profonda e misteriosa che non siamo più capaci di attingere. Ma questa vita non è un mito anche se solo attraverso il mito se ne può intravvedere il riverbero. Questa vita non ha mai abbandonato l'uomo, non è mai stata definitivamente vittima delle stratificazioni della storia, delle religioni, della scienza, dell'arte e di ogni altra espressione della cultura. Questa vita sussiste nel suo divenire, freme nei sentimenti più angosciosi, esulta nelle gioie più alte."
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Il mondo come volontà e rappresentazione
di Schopenhauer Arthur
editore: Mondadori
pagine: XLV-1743
Opera fondamentale di Schopenhauer e di tutta la filosofia occidentale, destinata ad avere duraturo influsso su pensatori come
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La filosofia tedesca 1760-1860. L'eredità dell'idealismo
di Pinkard Terry
editore: Einaudi
pagine: VIII-463
Nella seconda metà del XVIII secolo la filosofia tedesca giunse a dominare la cultura europea
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Simposio-Apologia di Socrate-Critone-Fedone. Testo greco a fronte
di Platone
editore: Mondadori
pagine: 447
Socrate, l'intellettuale stravagante che parla nelle strade e nelle piazze dell'Atene del V secolo
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Saggio sulla libertà
di John Stuart Mill
editore: Il saggiatore
pagine: 159
Fin dalla sua publicazione nel 1858, il "Saggio sulla libertà" è stato considerato uno dei testi fondanti del liberalismo e il
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L'intrico dell'io
editore: Jaca Book
pagine: 259
I contributi raccolti in questo volume colgono la sfida a tutto campo di una domanda sull'io che non si lascia catturare nelle maglie di un pensiero omologante. Al contrario, lascia precipitare nel nostro presente sguardi diversi la cui radice continua a inviare segnali - come un sonar inabissato nell'oceano - che attendono solo di essere ascoltati e decifrati. I testi, organizzati intorno alle sezioni "corpo", "altro", "inconscio", "storia" e "linguaggio", commentano l'opera di autori ed epoche distanti nel tempo, accomunati dalla medesima esigenza: individuare nell'intrico dell'io alcuni tracciati poco esplorati che rimettano in discussione conquiste ed esiti teorici oggi considerati indiscutibili e definitivi. Nella specificità degli stili e dei percorsi qui raccolti, si tratterà di riconoscere un comune interrogare che testimonia il senso profondo dell'intrico dell'io: essere intreccio di voci, crocevia di scambi, irriducibile apertura all'alterità.
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Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex brigatista tornato in libertà
editore: Edizioni Clichy
pagine: 300
Pippo Delbono, regista poeta ribelle che si autodefinisce sieropositivo omosessuale buddista e Giovanni Senzani, ex brigatista ergastolano tornato in libertà, si sono incontrati casualmente a teatro in occasione dello spettacolo "Racconti di giugno" di Pippo Delbono. È iniziato così un dialogo a partire dalle loro esperienze e dai loro vissuti del tutto diversi in cui sono emersi molteplici punti di coincidenza nella loro valutazione e percezione della situazione storica e politica in cui viviamo. I loro sguardi si sono intrecciati e hanno messo a fuoco immagini e pensieri che hanno portato a una collaborazione imprevista in campo teatrale e cinematografico. E che dimostra come sia possibile il dialogo tra due personalità tanto lontane. Un non violento convinto sostenitore della rivoluzione buddista e un marxista che ha praticato in passato la violenza della lotta armata per scopi rivoluzionari. Questo libro raccoglie i loro pensieri e le loro opinioni su questo mondo smarrito, irriconoscibile, che sembra aver perso identità e che si sta mangiando da solo giorno dopo giorno, per dirla alla Pasolini, e dove tutto è menzogna, dove la verità non emerge mai, ieri come oggi. E guardando fuori si interrogano profondamente su quello che hanno dentro. Alla fine questo libro, forse, vuole guardare oltre, andare avanti, pensare non tanto alla speranza che non si vede, ma alla fede, ancora, come una speranza proiettata all'infinito.
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Sant'Agostino. In luogo di sé
di Jean-Luc Marion
editore: Jaca Book
pagine: 428
Se si parte da Descartes per accedere alla questione dello statuto della metafisica, stabilirne la costituzione onto-teologica e rilevare lo scarto esistente con la teologia cristiana, è inevitabile tornare a sant'Agostino, punto di riferimento obbligatorio per tutto il XVII secolo. Marion legge e interpreta le "Confessioni" in modo decisamente non metafisico, facendo uso di concetti elaborati in una logica d'intento radicalmente fenomenologica. Il filosofo francese va al cuore della filosofia e della teologia di sant'Agostino, portandole nella nostra contemporaneità e mostrando come il pensiero agostiniano fu da subito prossimo al contemporaneo approccio fenomenologico. Sant'Agostino è l'interlocutore privilegiato e il giudice inevitabile dell'impresa dell'accesso a fenomeni non riducibili agli oggetti e agli enti della metafisica. La questione diventa allora quella di avvicinarsi al luogo in cui pensa sant'Agostino, per ritrovarvi ciò che egli cerca di pensare: l'itinerario di un approccio al luogo di sé, al luogo del sé, il più estraneo possibile per colui che si è o si crede di essere.
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Il pensiero delle pratiche
di Carlo Sini
editore: Jaca Book
pagine: 406
Gli scritti raccolti in questo secondo tomo del volume dedicato al "Pensiero delle pratiche" riprendono sotto una nuova luce temi centrali nel lavoro dell'autore sin dagli anni Settanta e Ottanta. Da un lato è in questione la relazione tra semiotica ed ermeneutica; da un altro lato il pensiero delle pratiche e la sua relazione col tema della scrittura. Il punto di approdo è quella declinazione etica del conoscere e della funzione genealogica della filosofia che assume, nei lavori qui presentati, i tratti seducenti e sconcertanti del salto nell'abisso. Il pensiero delle pratiche dissolve infatti i punti di appoggio consolidati nella tradizione filosofica e impone di slanciarsi verso forme inedite del filosofare, non per amore di novità, ma di verità. Come già era emerso nel percorso "abissale" di Archivio Spinoza (in Opere, voi. IV, tomo I), vita e sapere si intrecciano in modalità essenzialmente problematiche e nondimeno feconde. Qui l'intreccio assume come tema una domanda tipicamente gnoseologica: come è possibile la corrispondenza di mente e mondo, che è la condizione stessa del conoscere? Questa domanda è il filo rosso che lega strettamente "Idoli della conoscenza" con "Gli abiti, le pratiche, i saperi" e con i sei testi, più recenti e più antichi, raccolti nelle appendici.
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Elogio della follia
di Erasmo da Rotterdam
editore: Mondadori
pagine: 170
"Elogio della follia", scritto nel 1509 e pubblicato due anni dopo, è l'opera più amata e discussa del grande umanista Erasmo
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Filosofia per la vita e altri momenti difficili. Come Socrate & Co. possono aiutarti a stare meglio
di Jules Evans
editore: Mondadori
pagine: 330
"La filosofia mi ha aiutato a rialzarmi da una crisi emotiva che mi aveva distrutto. Da allora ho capito come idee di oltre duemila anni fa possono ancora salvarci la vita." "Filosofia per la vita e altri momenti difficili", a detta dei molti commenti entusiasti che ha raccolto, riesce a raccontare la filosofia antica da un punto di vista nuovo, a trovare nelle parole di Socrate, Platone, Epicuro la saggezza capace di migliorare la nostra vita di tutti i giorni, superare i nostri problemi psicologici e condurci verso la felicità. "Questo libro descrive la scuola dei miei sogni, il mio corso di studi ideale: è un tentativo di raccontare cosa significherebbe passare un giorno alla Scuola di Atene. Ho riunito dodici grandissimi maestri dell'antichità perché ci insegnino alcune cose che vengono spesso tralasciate dai moderni sistemi educativi: come si governano le emozioni, come si affronta la società, come si deve vivere. A loro chiedo che ci istruiscano sull'arte dell'autoaiuto. Cicerone scrisse che la filosofia ci insegna a essere 'medici di noi stessi'". Immaginate allora di entrare in una scuola ideale dove i professori sono i grandi filosofi dell'antichità, e di condividere con loro affascinanti lezioni sulla felicità, la resilienza, l'amore...
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