Critica letteraria e Linguistica
Diario
di Andrè Gide
editore: Bompiani
pagine: 2953
Il "diario" che André Gide cominciò a scrivere nel 1887 e tenne praticamente tutta la vita, fino alla morte nel 1951, pubblicandone larghe parti durante tutta la sua esistenza, finisce con l'essere l'opera sua più narrativa, nel desiderio di crearsi personaggio. Ma è anche indubbiamente un documento intimo, segreto, pubblico, civile, politico, per l'ansia di verità che lo anima e le battaglie condottevi (per l'omosessualità, i diritti umani violati nei paesi coloniali, in quelli comunisti). L'edizione odierna è la prima completa, perché i curatori francesi hanno recuperato anche le parti che l'autore teneva nel cassetto, ritenendole, per vari motivi, non pubblicabili.
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Amici, maestri e... una zia. Saggi e racconti per «Il Ragguaglio librario» (1954-1995)
di Luigi Santucci
editore: Città Ideale
pagine: 160
Scrittori e uomini, letteratura e amicizia: sono questi i temi che si rincorrono negli scritti di Luigi Santucci raccolti in questo volume e che costituiscono un'ampia selezione dei suoi articoli, saggi e racconti comparsi sul mensile "Il Ragguaglio librario" nell'arco di poco più di quarant'anni. Scritti nei quali, come scrive Ermanno Paccagnini nell'introduzione, è "il calore dell'amicizia e dell'affetto a riverberarsi sulla scrittura: è il vivere con pienezza il proprio essere uomini, persone, che dà pienezza alla parola". Articoli che, siano essi suggeriti da un testo da recensire, dal ricordo di un amico o un maestro appena scomparso, dal richiamo di un anniversario, di una recensione o altro ancora, portano tutti il segno del binomio "scrittore uomo": ne emergono alcuni commoventi ritratti di figure di altissimo spessore artistico e morale, da Primo Mazzolari a David Maria Turoldo, da Mario Apollonio a Nazareno Fabbretti. Così come la sentita rievocazione di quella stagione letteraria e spirituale a cavallo del concilio Vaticano II (1962-1965) caratterizzata da vivacissimi fermenti e altrettanto singolari contraddizioni. Una stagione in cui l'esperienza artistica e umana di Santucci spicca, a un tempo, per la sua coerenza e la sua libertà interiore.
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Il libro di un pazzo. Note autobiografiche e rime
di Giovanni Antonelli
editore: Giometti & antonello
pagine: 177
Giovanni Antonelli nacque a Sant'Elpidio a Mare, nelle Marche, nel 1848 e morì nel manicomio di Ancona nel 1918. La sua vita tormentata e randagia e i suoi scritti sono composti di un'unica materia: tema costante sono manicomi, polizia, tribunali, poesia e sfortuna, il tutto nella sacra cornice dell'anarchismo di marca marchigiana, collinare e dalle mani grandi. Di lui si occuparono, quando era ancora in vita, anche Enrico Morselli (suo medico) e Cesare Lombroso, che gli dedica un intero capitolo in "Genio e follia". "Il libro di un pazzo" ebbe due edizioni tra il 1892 e il 1893 e da allora non è mai stato ripubblicato. È una raccolta di note autobiografiche che passano in rassegna tutte le esperienze più estreme occorse nell'esistenza del suo autore, ed è dunque al contempo un ritratto vivido e feroce dell'Italia postunitaria attraverso le figure adibite al controllo sociale: i medici, le forze dell'ordine, i giudici, ma anche gli esponenti più biechi e retrivi del popolo, le carceri e i manicomi di mezza Italia. La scrittura è sorprendentemente fresca, priva di retorica, dotata di un buon piglio narrativo dai tratti sovente anche umoristici. La seconda parte del volume è una breve scelta delle poesie di Antonelli - egli si riteneva soprattutto un poeta e a volte si procurava da vivere nei suoi vagabondaggi scrivendo componimenti poetici su commissione.
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La faccia del diavolo
editore: Medusa Edizioni
pagine: 105
Nei saggi di Germain Bazin, Paul Zumthor e Claude-Edmonde Magny, raccolti in questo volume assieme a quello, fondamentale, di
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Il giro del mondo in 80 libri. Viaggio tra i successi editoriali contemporanei
editore: Edizioni Santa Caterina
pagine: 608
Un percorso attraverso 80 casi editoriali in cui s'intrecciano storie letterarie di successi, tirature, copertine e stroncature. Che cosa hanno in comune "Addio alle armi" di Hemingway e "Gomorra" di Saviano? Che cosa avvicina "Chiedi alla polvere" di Fante a "Harry Potter della Rowling"? Un volume per viaggiare stando seduti in poltrona, senza data prevista per il rientro a casa. Con una cartina di geografia letteraria dei best seller internazionali e un inserto a colori, unico nel suo genere, con le copertine nelle diverse edizioni degli 80 successi editoriali del secolo. Presentazione di Valentina Fortichiari.
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Panamericana. Scrittori italiani racontano scrittori latinoamericani
editore: La nuova frontiera
pagine: 160
Panamericana è un viaggio - dal Messico alla Patagonia, ma anche oltre - che nove scrittori italiani ci invitano a percorrere
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Nuova edizione commentata delle opere di Dante
di Dante Alighieri
editore: Salerno
pagine: 921
Il volume raccoglie alcune opere latine di Dante, di cui si fornisce un nuovo testo critico, o criticamente riveduto, corredato di una traduzione integrale di un ampio e puntuale commento. Le Epistole, tutte composte dopo l'esilio del 1302, documentano le vicende personali del poeta, con riferimenti, talora accalorati, sulle principali questioni del tempo, tra cui la discesa in Italia dell'imperatore Enrico VII, la crisi della Chiesa e dell'impero. Tra le lettere un rilievo particolare assume la tredicesima, con la quale Dante dedica il Paradiso a Can Grande della Scala, il signore di Verona che a lungo ospitò il poeta esule. Essa costituisce una preziosa e densa introduzione d'autore alla Commedia. Le Ecloge, scritte in risposta alle richieste del maestro bolognese Giovanni del Virgilio, che lo aveva sollecitato sul tema della poesia in lingua volgare, sono l'unica ed eccelsa testimonianza dell'Alighieri versificatore latino. La Questio è infine la dotta questione di filosofia naturale dibattuta da Dante nel Gennaio del 1320. Grazie a un ampio apparato esegetico, questa nuova edizione offre al lettore, un testo criticamente accertato, insieme a una densa appendice di fonti.
Esaurito
«L'ultima». Scrittori, artisti e teologi tra cattocomunismo e fascismo
di Giovanni Pallanti
editore: Società Editrice Fiorentina
pagine: 156
"L'Ultima", una rivista anticonformista ispirata dal filosofo fiorentino Ferdinando Tirinnanzi e dal grande scrittore Giovanni Papini, diretta da Adolfo Oxilia, che ospitò tra gli altri autori il cardinal Jean Danielou, Ernesto Balducci, Mario Gozzini, Giovanni Michelucci, Giorgio La Pira, Piero Bargellini, Adriana Zarri, Ottone Rosai, Attilio Mordini, Silvano Panunzio, Divo Barsotti, Pietro Scoppola, Bruno Nardini, Benvenuto Matteucci, Vittorio Citterich, Carlo Betocchi, Nazareno Fabbretti, David Maria Turoldo, fu una rivista di scrittori, artisti e teologi molti dei quali poi divisi tra cattocomunismo e fascismo. "L'Ultima" fu il frutto delle contraddizioni culturali e religiose scaturite dopo il ventennio fascista e la Seconda guerra mondiale. Il libro ripercorre pensieri e proposte di questi e altri scrittori nel periodo 1946-1956.
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Naturalismo e modernismo. Zola, Verga e la poetica dell'insignificante
di Pierluigi Pellini
editore: Artemide
pagine: 253
Che fra Ottocento e Novecento, fra naturalismo e modernismo, non ci sia - come ancora ripetono molti manuali di storia letteraria - un'invalicabile "barriera", ma una tendenziale continuità, è la tesi di fondo di questo libro. Dopo un'introduzione generale, che prova a abbozzare Un'idea dell'Ottocento, una Prima Parte zoliana (quattro saggi), una Seconda Parte verghiana (due saggi) e una Terza Parte sulle radici ottocentesche del modernismo (un unico saggio molto ampio) argomentano, da diversi punti di vista, alcune delle ragioni per cui, in un'ottica di longue durée, i debiti molteplici che i più importanti scrittori d'inizio Novecento hanno contratto con la narrativa naturalista e verista, per quanto a volte occultati dagli stessi autori, sono più importanti delle pur decisive innovazioni. In particolare, la centralità di una quotidianità insignificante, sottratta a ogni teleologia, esibita nella sua bruta oggettività e al tempo stesso riscattata nelle forme di uno straniarne mito, è elemento decisivo che dalla descrizione naturalista conduce alla rappresentazione modernista. Alternando analisi tematica, studio filologico della genesi dei testi, riflessione teorica, proposte ermeneutiche e ricostruzioni storiografiche, Pellini rivendica per Zola e per Verga un'attualità a tratti paradossale, sempre imprescindibile.
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La poesia
di Giorgio Manacorda
editore: Castelvecchi
pagine: 150
"È possibile che scrivere abbia un senso senza ricadere nell'atto di fede, e così in una sorta di nuova metafisica, magari est
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