Poesia
Non finché vivo. Poesie inedite 1942-1996. Testo inglese a fronte
di Allen Ginsberg
editore: Il saggiatore
pagine: 378
Per cinquant'anni - da quando era un ragazzo fino a pochi giorni prima di morire, nell'aprile del 1997 - Alien Ginsberg non ha mai smesso di scrivere. La sua opera è un unico, ininterrotto flusso d'inchiostro che scorre in opere come Urlo, Kaddish e La caduta dell'America, riversandosi con la stessa forza anche in una produzione intensa e fino a oggi introvabile, affidata a riviste, fogli di protesta, reading improvvisati e lettere ad amici come Jack Kerouac e Gary Snyder. Poesie scritte di giorno e di notte, a casa, a bordo di un aereo, in Cina o in Colorado, a Parigi o a Lima: Non finché vivo raccoglie per la prima volta questi testi, inediti in Italia, componendo un'impetuosa autobiografia letteraria, un'intera vita in versi intesa come «Acuta percezione della mia presenza nel grande / Essere armonioso». Lo sguardo talmudico e beat, buddhista e whitma- niano di Ginsberg si posa con vorace inquietudine sulle violenze della polizia e l'oppressione politica; si allarga sulle vastità dell'America in toni epici e visionari; ripiega nei ricordi struggenti dell'infanzia in New Jersey; resta ipnotizzato dalla fiamma della candela che lo accompagna nella veglia mentre il padre, appena morto, trascorre la prima notte nella sua «nuova eternità». Il suo profondo senso dell'amicizia nutre poesie come quelle in memoria di Cari Solomon, il dedicatario di Urlo; la sua lingua proteiforme, ironica e allucinata precipita nell'angoscia dei paesaggi metropolitani o si fa rapire dalla sensualità di corpi che insieme si muovono, «invisibilmente sognando». A vent'anni dalla morte di Alien Ginsberg, il Saggiatore propone per la prima volta ai lettori italiani una raccolta indispensabile, testimonianza unica di uno dei maggiori poeti del Novecento, capace di vivere il proprio tempo e di trascenderlo in versi in cui la realtà finisce per deflagrare nell'incanto della materia, guidato dalla consapevolezza che «La luna nella goccia di rugiada è quella vera / La luna in cielo è illusione».
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Metafisiche insofferenti per donzelle insolenti
di Nicla Vassallo
editore: Mimesis
pagine: 113
"Il cuore ormai sbiancato, svuotato, dall'impossibile 'oltre' che lo chiama: così vacilla la mente quando cerca nel passato un desiderio ormai senza nome. Le donzelle con i loro mille aggettivi non spalancano la realtà, esiliano l'io dall'io, nel dolore. Ma più forte infine è l'ironia della mente metafisica, donzella intelligente ed eclettica." (Liliana Rampello)
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Alzheimer d'amore. Poesie e meditazioni su una malattia
di Franca Grisoni
editore: Interlinea
pagine: 223
Un'antologia di poesie che hanno come denominatore comune la malattia di Alzheimer e che sono dedicate ai genitori o ai familiari o ispirate dal dolore e dalle difficoltà di questa patologia. Quando apparentemente non si hanno più parole, la poesia ha parole adatte e sufficienti, è uno strumento profondo, che può trasmettere contenuti altrimenti difficili da comunicare, perché è universale, come la malattia. Le poesie di questo libro sono accompagnate dai commenti di Franca Grisoni, con cui condividiamo le modalità di lettura della sofferenza, un'altissima sensibilità e una capacità interpretativa dell'umano, particolarmente utili per comprendere i percorsi del dolore, scoprendo un «Alzheimer d'amore».
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Le sorelle in aria
di Rosalba De Filippis
editore: Passigli
pagine: 53
«... La protagonista di questo poemetto, in mezzo al teatro naturale scrutato e sorpreso con grande forza poetica, si fa donna volpe, donna albero, donna collina nel tentativo di comprendere cosa significhi in quel momento o torno di vita, decisivo, ferito, doloroso, essere completamente donna. Guardando le tracce e i movimenti, specie di lei, la volpe, che diviene specchio, sorella, anima quasi. Non è certo la prima volta che in poesia questo tentato rispecchiamento tra momento morale e natura si dispiega con tale forza e sorprendente densità. Ma qui si è come portati all'interno di questo movimento. La de Filippis ha una speciale genialità nel tenerci attoniti e immersi. Riesce a farci vivere quel confronto, dolce ma anche spietato, tra natura umana e natura dall'interno, in movimenti cangianti e vivissimi. Ha versi che ti si piantano nelle costole e pensi: che brava...» (Dalla prefazione di Davide Rondoni)
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Un intenso venire
di Marisa Papa Ruggiero
editore: Passigli
pagine: 79
«... Sono - le poesie di questa raccolta - delle stratigrafie, dei calchi, delle sismografie, delle rilevazioni materiali e materiche, che non si chiudono mai in un senso univoco, ma mimano e distendono un fatto che sta avvenendo, ancora, continuamente, come eco e prolungamento e continuazione di una ferita originaria. La terra si eretta, si spacca, si apre in faglie, e nella frattura si produce un'energia sismica, tellurica, che è il vero centro, oscuro, di questa poesia. Inutile sarebbe infatti tentare degli addomesticamenti di un verbo così riluttante a ogni intesa, a ogni adescamento, a qualsiasi minuetto o tentativo di colloquio. Si tratta, invece, di un monologo ansioso e fermentante, anche dove trapeli o si accampi l'esistenza di un 'tu' complementare, sognato o evocato. Il corpo della terra, il corpo di carne si scambiano i ruoli e la scena. E sempre un sommovimento, uno smottamento, uno slittare di strati, un affondare di semi nel profondo, dove il destino si compie, avviene...» (Dalla prefazione di Daniele Piccini)
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La ballata del vecchio marinaio
di Samuel T. Coleridge
editore: La vita felice
pagine: 89
"La ballata del vecchio marinaio", composta tra il 1797 e il 1798, rappresenta il contributo più significativo di Coleridge (1772-1834) alle "Lyrical Ballads", pubblicate nel 1798 in collaborazione con William Wordsworth (1770-1850) e la cui celebre Prefazione è considerata il manifesto del Romanticismo inglese. Racconta la vicenda fantastica di una maledizione che cade su una nave e il suo equipaggio dopo l'uccisione di un albatro da parte di un marinaio. L'idea della trama viene da un sogno che l'illustratore George Cruikshank (1792- 1878) raccontò all'amico Coleridge. La forma metrica del testo è quella della ballata, caratterizzata da un ritmo che la rende cantabile. Sebbene il linguaggio della Ballata sia evocativo e immaginifico, concedendo ampi spazi al "sublime" romantico, e sia ricco di arcaismi, Coleridge riprende diversi motivi tipici delle ballate popolari inglese. Ad esempio la forma dialogica e la presenza del soprannaturale, il tono tragico della narrazione e lo stile elaborato. La Ballata si divide in sette parti che seguono le "tappe" del viaggio del vecchio marinaio e della sua maledizione. I principali temi della Ballata sono lo studio psicologico della colpa, della sofferenza e dell'espiazione umana.
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Poesie. Testo inglese a fronte
di Emily Dickinson
editore: Mondadori
pagine: 827
Emily Dickinson (1830-1886) dopo un'esistenza solitaria cittadina della Nuova Inghilterra ottenne una fama postuma pressoché i
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Foglie d'erba. Testo inglese a fronte
di Walt Whitman
editore: Mondadori
pagine: 250
"Foglie d'erba", la raccolta di poesie che Whitman andò continuamente ampliando dal 1855 al 1892, è un fiume straripante che t
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Le storie più mute
di Larson Katherine
editore: Interlinea
pagine: 123
Una volta credevo che la scienza si occupasse / solo di certezza
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I cani hanno sempre ragione
di Guido Catalano
editore: Miraggi Edizioni
pagine: 160
Torna in libreria il primo libro di Guido Catalano, ripubblicato da Miraggi
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Un sabato senza dolore
di Alberto Nessi
editore: Interlinea
«Partire la mattina presto» è l'atto con cui Alberto Nessi, poeta vincitore del gran premio svizzero di letteratura 2016, inizia il viaggio in treno che conduce il lettore lungo paesaggi naturali e incontri umani. Questo libro è come uno scompartimento che offre un campionario di tipi e di sentimenti, di oggetti e di visioni: così capita che «la purezza della neve nel cielo / si scontra con l'oscenità del giornale». Alla ricerca della «parola che non tradisca la sua genesi» l'autore sa raccontare con la semplicità e la saggezza di chi è abituato a vivere in bilico fra attese e delusioni, in una terra spirituale di confine. Gli capita d'incontrare anche migranti clandestini: «quante volte ci morderà la rete ancora il cuore?» e alla fine deve constatare che «non vedrò più la viaggiatrice senza bagaglio / che avrebbe tante cose da raccontarmi» perché «deve scendere». È il destino di tutti, ben racchiuso in poesie scritte «forse un po' come ballare il tango».
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La nuova gioventù. Poesie friulane (1941-1974)
di Pier Paolo Pasolini
editore: Garzanti Libri
pagine: 284
"La nuova gioventù" è l'ultimo libro pubblicato in vita da Pier Paolo Pasolini. La prima edizione del 1975 raccoglie in un unico volume le poesie friulane "La meglio gioventù" (1941-1953), il loro rifacimento La seconda forma de "La meglio gioventù" (1974) - titolo ormai entrato a far parte dell'immaginario collettivo - e una terza sezione chiamata, citando Dostoevskij, "Tetro entusiasmo" (1973-1974). Scritti in quel friulano che Pasolini, parlando di sé in terza persona, aveva già definito "una lingua non sua, ma materna, non sua, ma parlata da coloro che egli amava con dolcezza e violenza", i testi sono sempre seguiti da una traduzione dell'autore. Come scrive Franco Marcoaldi nella prefazione che accompagna questa nuova edizione dell'opera, "di fronte al trionfo di disumanità che ci circonda, avvertiamo la stessa, irriferibile nostalgia per un mondo magari più modesto, più povero, più semplice, ma anche più serio, severo, compassionevole. Capace ancora di gesti di umanità, autenticità, innocenza".
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