Politica e attualità
Arcipelago Jihad
di Giuliano Battiston
editore: Edizioni dell'Asino
Questo libro racconta una storia del jihad, la più rappresentativa oggi. Inizia tra la Giordania e l'Afghanistan alla fine degli anni novanta del secolo scorso, passa per il Medio Oriente e finisce nel cuore dell'Europa ai giorni nostri. Ruota intorno ad alcuni personaggi principali, incluso il sedicente Califfo Abu Bakral-Baghdadi e la vecchia guardia della leadership qaedista, Osama bin Laden e il suo successore Ayman al-Zawahiri. È una storia contrassegnata dalla diffusione del salafismo-jihadista, da un parricidio e da una sanguinosa contesa per l'egemonia del jihad in cui si combinano elementi ideologico-dottrinali, interessi prosaici, scelte strategiche, pressioni esterne e rivalità personali. È la diaspora terrorista. L'arcipelago jihad.
Esaurito
A testa in su. Investire in felicità per non essere sudditi
di Alessandro Di Battista
editore: Rizzoli
pagine: 252
"Oggi indignarsi non basta più. Occorre un'ondata di partecipazione alla vita politica, uno tsunami di interesse per tutto quel che è comune. Occorre cospirare. Non solo votare, ma partecipare." Alessandro Di Battista, uno dei più noti e attivi esponenti del Movimento 5 Stelle, ha le idee chiare quando si parla di partecipazione: bisogna mettersi in viaggio e andare a scoprire il Paese reale, piazza dopo piazza, come ha fatto nella lunga estate del 2016. Ma questa è stata solo l'ultima di molte partenze - verso l'America Latina, il Guatemala, il Congo - che Di Battista ha intrapreso nella sua vita, anche prima di entrare nel Movimento. A testa in su invita a riappropriarsi della propria vita sociale. È un appello a mettersi in gioco per sostituire il politico di professione con il cittadino responsabile. Attraverso molti incontri - con Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo e migliaia di persone - e altrettanti scontri - con i partiti e la stampa - Di Battista spiega le ragioni della sua scelta, le posizioni del Movimento e le regole che si è dato per non farsi travolgere dalla spirale del potere e agire nell'interesse della collettività. La Rete e la crisi della democrazia rappresentativa, l'ambiguità dei media e le lotte del Movimento sono raccontate senza filtri o ipocrisie. È una chiamata a mettersi in viaggio per scardinare le regole sporche del sistema, riprendendosi, da cittadini, la sovranità del Paese. Perché la battaglia del presente, e del futuro, non sarà tra destra e sinistra ma tra chi si china e chi cammina a testa in su.
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Il corpo del reato
di Carlo Bonini
editore: Feltrinelli
pagine: 318
"Un drogato di merda. Un diverso. Un corpo a perdere. Uno di quelli di cui si dice, nel gergo di certi sbirri, che abbiano il nome all'anagrafe scritto a matita. Perché cancellarlo è un attimo. E nessuno verrà a reclamare." La morte di Stefano Cucchi è uno di quei fatti di cronaca che segnano una generazione e un pezzo di storia italiana. Perché vicenda simbolo, carica di significati pesantissimi: la violenza del Potere, la fragilità dello Stato di diritto, l'incapacità dello Stato italiano di fare i conti con le responsabilità dei suoi servitori, il pericolo che corre un ragazzo che finisce nelle mani di uomini che indossano la divisa di chi garantisce la nostra sicurezza o il camice bianco di chi tutela la nostra salute. Carlo Bonini, firma di "Repubblica" e autore di "Acab" e "Suburra" (insieme a Giancarlo De Cataldo), per sette anni ha seguito da vicino il caso Cucchi - attraverso la lettura di decine di migliaia di pagine di atti giudiziari, i colloqui con i familiari, lo studio delle perizie e controperizie medico-legali sulle cause della morte - e in questo libro, che è una vera e propria inchiesta civile raccontata con gli strumenti della narrazione più incalzante, mette al centro il testimone primo e ultimo della verità su quanto accaduto: il Corpo del Reato. Il cadavere di Stefano. Che svelerà le tappe del suo calvario attraverso gli occhi e la scienza di un medico che, per una coincidenza precisa come un responso, sarà lo stesso chiamato a interpretare i segni delle torture inflitte a Giulio Regeni, trucidato in Egitto e intrappolato in una storia oscura, così diversa e così simile a quella di Stefano Cucchi. Perché è tempo di far parlare quel cadavere martoriato, di fargli raccontare quello che sa e che alcuni non avrebbero voluto che dicesse, e di spiegare a tutti noi, che forse non vorremmo ascoltare, quanto i nostri corpi siano alla mercé del Potere, dello Stato, della Storia.
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Malinconia di sinistra. Una tradizione nascosta
di Enzo Traverso
editore: Feltrinelli
pagine: 246
La malinconia di sinistra è sempre esistita. Non è nostalgia del socialismo reale ma una "tradizione nascosta" che non appartiene alla narrazione canonica del socialismo e del comunismo, con la loro fede nel progresso e l'orgoglio di saper combattere lotte giuste e vittoriose. La malinconia di sinistra incarna lo spirito del dubbio, lontano dai miti e dalla propaganda. Sa che i totalitarismi possono tornare, che la storia è imprevedibile, che le lotte del presente devono tenere gli occhi aperti sulle sconfitte del passato, perché ogni tragedia custodisce una promessa di riscatto e lo sguardo dei vinti è più penetrante di quello dei vincitori. Le macerie delle battaglie perdute sono il cuore da cui nascono nuove idee e nuovi progetti. Con il crollo del Muro di Berlino non è finito soltanto il socialismo reale; si è anche esaurito il tempo delle utopie con le quali volevamo trasformare il mondo, obbligandoci a mettere in discussione le idee con cui avevamo cercato di interpretarlo. Enzo Traverso percorre le orme di una cultura di sinistra che, capace di guardare in faccia la sconfitta, può forse ripensarsi. Queste pagine tornano a interrogare le grandi figure che hanno costellato la storia di questa tradizione sotterranea: da Marx a Benjamin, fino a Daniel Bensaïd, passando attraverso la pittura di Gustave Courbet e i film di Chris Marker e Theo Angelopoulos. Un libro che spiega che cos'è la cultura di sinistra, rivelandone tutte le complessità e le interferenze.
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La storia non è finita. Lettera ai nipoti
di Alfredo Reichlin
editore: Castelvecchi
pagine: 84
Uno sguardo lucido e appassionato sul nostro tempo da parte di uno dei più grandi intellettuali della sinistra italiana. Alfredo Reichlin, partendo dal confronto con gli interrogativi posti dalle nuove generazioni e dalle esperienze personali di chi ha attraversato gran parte del Novecento, mette a nudo le ipocrisie e i ritardi di tutte le correnti della sinistra di oggi. Latine del ciclo cominciato dopo la Rivoluzione Francese, la questione antropologica globale, quella ambientale, le nuove forme del lavoro e della politica: Reichlin distende un grande dipinto che tocca gli argomenti dell'attualità politica, e mette sul campo tutti i temi decisivi per costruire una nuova sinistra, proponendo soluzioni che rompono gli schemi abituali. È giunto il tempo di domandarci dove siano, anche al di là del vecchio recinto storico della sinistra, le forze e i soggetti capaci di un nuovo antagonismo.
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Geografie dell'informe. Le nuove frontiere della globalizzazione. Etnografie da Tangeri, Napoli e Istanbul
di Manunza Luca
editore: Ombre corte
pagine: 191
Come sono mutate e come si stanno trasformando alcune delle più importanti città euromediterranee nell'era della globalizzazio
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La città resiliente
editore: Altreconomia
pagine: 144
La resilienza è - in sintesi - l'arte di adattarsi al cambiamento, trasformando incertezze in occasioni e rischi in innovazione. Il cambiamento climatico oggi mette alla prova le città con eventi estremi - uragani, inondazioni, isole di calore - e più in generale con le conseguenze della crisi economica e sociale. Una sfida raccolta dalle resilient cities, Barcellona, Rotterdam, Copenhagen, Malmò, New Orleans, Boston, New York, Norfolk; e poi in Italia da Milano, Roma, Bologna, Venezia e raccontata in queste pagine. Un repertorio di politiche e prassi resilienti, dalle piazze dai "Climate adaptation pian" urbani ai quartieri sostenibili, dall'urban greening ai progetti di rigenerazione urbana più ampia, che comprendono mobilità, modelli produttivi, accoglienza. Con i contributi di Stefano Caserini, Paolo Pileri e di Cristina Tajani, assessore del Comune di Milano
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Gerussia. L'orizzonte infranto della geopolitica europea
di Salvatore Santangelo
editore: Castelvecchi
pagine: 183
Il rapporto tra la Germania e la Russia, le due vere potenze europee. Queste pagine ricostruiscono la storia e l'attualità di uno degli snodi politici più importanti del nostro tempo. L'analisi risale alle radici e alle ferite storiche della relazione tra Mosca e Berlino, per arrivare agli sviluppi degli ultimi anni, nel nuovo quadro emerso dalla crisi dell'equilibrio unipolare e dall'affermazione di due forti leadership politiche, quelle di Angela Merkel e di Vladimir Putin. Dalle immagini drammatiche degli stermini e delle macerie fumanti di Stalingrado e di Berlino fino agli odierni intrecci politici, economici e culturali tra russi e tedeschi, Gerussia disegna una scacchiera viva, fatta di calcoli, interessi e strategie, da cui dipenderà in larga misura il futuro dell'Europa.
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Una libertà felice. La mia vita
editore: Mondadori
pagine: 178
«...E ora registro me stesso. Una penna, un foglietto, anche un microfono. Non è che mi senta pronto per stendere le memorie di un rompicoglioni. Voglio soltanto sistemare la mia gioia e, quando c'è, anche il mio sconforto. Per questo annoto, per questo registro. Perché la conquista della democrazia passa anche in un abbraccio, in una discussione sul liberalismo e un'altra sulle rivoluzioni, passa per ogni uomo e per ogni idea capace di migliorare il mondo. Passa per ognuna delle cazzate che ci vengono in mente e che abbiamo la voglia e la forza di comunicare e condividere. L'importante è osare e usarsi, l'importante è accettare ogni sfida che può guadagnare un grammo in più di libertà.» Un libro, Marco Pannella, non aveva mai voluto scriverlo. Come spiega Matteo Angioli, che ha raccolto e curato questa autobiografia: «... poi un giorno ha smesso di sentirsi immortale, ha avvertito che la battaglia, la sua battaglia, poteva concludersi presto. D'un tratto, però, si è trovato anche al cospetto del passato e deve aver cominciato a osservarlo, come forse non aveva mai fatto prima. Eccolo, dunque, il suo libro. Ecco il senso delle pagine che abbiamo costruito con lui, parola più aggettivo meno, sensazione dopo sensazione, giornata dopo giornata. Non è stato facile, ma è stato meraviglioso». Questo libro è una sorta di resoconto intimo di una passione totalizzante per la libertà e i diritti, di battaglie, digiuni, infinite discussioni, «come se la vita fosse una lunga riunione politica». Ma è anche il diario dell'amore e del dolore dei suoi ultimi mesi di vita, una lezione involontaria di saggezza e nobiltà d'animo di un uomo che non ha paura dei sentimenti e del loro scandalo radicale.
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Bilateralità: quali prospettive?
editore: Ediesse
pagine: 145
Il libro raccoglie gli atti del seminario: "Bilateralità, quali prospettive?", tenutosi a Napoli nei giorni 8 e 9 settembre 20
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Mafia capitale sulla schiavitù del lavoro
editore: Ediesse
pagine: 165
L'autrice e l'autore, partendo dal racconto delle proprie storie, descrivono ed analizzano la «precondizione» che è alla base
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