Politica e attualità
Donald Trump
di David Cay Johnston
editore: Einaudi
pagine: 224
Chi è Donald Trump? È l'incarnazione del sogno americano, un uomo che si è fatto da solo e ha raggiunto la vetta? O forse è l'
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L'altra trattiva. La vera storia del fallito accordo Stato-Camorra
di Amato Massimiliano
editore: Cento autori
pagine: 164
Analogamente a quanto ha fatto Cosa Nostra dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio, anche la camorra ha provato a trattare con
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Afghanistan missione incompiuta (2001-2015).Viaggio attraverso la guerra in Afghanistan
di Nico Piro
editore: Lantana Editore
pagine: 677
Tra ipocrisie, bugie, omissioni e militari mandati a combattere un conflitto senza poterlo chiamare guerra. Che cosa è successo davvero in uno dei Paesi più belli e dannati del mondo? Che cosa ci siamo lasciati dietro in Afghanistan? La produzione di oppio ai massimi storici, una ricostruzione mai decollata, la "nuova" classe dirigente diventata tra le più corrotte al mondo, i talebani sempre più forti, le trattative di pace allo stallo, il governo "democratico" sull'orlo del collasso, un flusso inarrestabile di rifugiati in fuga da un conflitto che dura ormai da quasi quattro decenni. Sullo sfondo un Paese ricco di tesori archeologici e di un'affascinante storia millenaria, la cui immagine è stata troppo spesso ridotta a bombe e pascoli di capre. 13 anni di conflitto, più della 2 guerra mondiale, 1.000 miliardi di dollari spesi dagli Stati Uniti, 5 miliardi di euro costati all'Italia, 26.270 vittime civili, 2.357 soldati americani uccisi, 1.130 caduti della coalizione, 57 morti italiani.
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I 50 delitti che hanno cambiato l'Italia
di Luca Steffenoni
editore: Newton compton
pagine: 474
La storia dell'Italia è stata più volte segnata da delitti che non sono rimasti semplici fatti di cronaca ma hanno scosso tutta l'opinione pubblica e in alcuni casi hanno rappresentato svolte cruciali. Luca Steffenoni, esperto di criminologia, descrive un secolo e mezzo di delitti famosi, risolti, finiti in clamorosi errori giudiziari o tuttora avvolti nel mistero. Dal primo grande processo penale ad Antonio Boggia, a pochi mesi dall'Unità, conclusosi con l'ultima condanna a morte, all'attentato a re Umberto i nel 1900; dal delitto Matteotti nell'epoca fascista agli "incidenti" mortali di Enrico Mattei e Giangiacomo Feltrinelli; dagli attentati mafiosi a Peppino Impastato, Falcone, Borsellino, ai casi di cronaca nera più legati alla sfera familiare: nel lontano passato, ad esempio, il caso della contessa Lara o lo scandalo del secolo legato al nome di Wilma Montesi; ai giorni nostri Erica e Omar, Cogne, Erba. Nella società poi si è andato sempre più affermando il principio per il quale non è la morte in sé a fare notizia, ma l'ambiente nel quale essa matura, e la sua successiva ricostruzione mediatica. Cinquanta delitti che aiutano a conoscere meglio il nostro Paese.
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Mezzaluna d'Europa. I musulmani nei Balcani dagli Ottomani fino all'Isis
di Sergio Paini
editore: La scuola
pagine: 152
L'Islam balcanico, da più di mezzo millennio nella storia d'Europa, oggi torna alla ribalta per le minacce terroristiche e i focolai di fanatismo. Una lunga tradizione di tolleranza è messa in crisi dal diffondersi del salafismo integralista importato dai Paesi arabi. Questo volume racconta la storia dei musulmani dei Balcani, a partire da bosgnacchi e albanesi: dalla convivenza con gli altri popoli all'interno dell'impero ottomano fino all'esplodere dei nazionalismi, dalla repressione comunista fino ai sanguinosi conflitti degli anni Novanta e alle crisi economiche, che spingono un numero crescente di giovani verso l'estremismo religioso.
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Il Mulino (2016)
editore: Il mulino
pagine: 182
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione.
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La guerra permanente. Strutture, dinamiche e retroscena del terrorismo e dell'antiterrorismo globali
di Gianni Flamini
editore: Castelvecchi
pagine: 717
Il terrorismo che dilaga nel Medio Oriente, in Asia centrale, nell'Africa sub-sahariana e fin sul continente europeo è la dimostrazione dell'esistenza di un grande male che l'Occidente, ipocritamente, descrive come uno spettro islamico: prima si chiamava Al Qaeda, adesso Califfato. Tanto l'una quanto l'altro sono farina dello stesso sacco, da cui è uscita la follia della guerra globale al terrorismo. Analizzando la pantomima tragicomica della Storia in cui ciclicamente ci si allea con i vecchi nemici per sconfiggere gli alleati di un tempo, Gianni Flamini richiama lo spropositato bilancio delle vittime, i costi stratosferici, le ragioni reali e le invenzioni propagandistiche dell'Occidente che tende a presentare terroristi come patrioti (Libia, Siria, Ucraina) e patrioti come terroristi (arabi di Palestina, curdi di Turchia). Il rigore della ricostruzione deriva dalla nutrita cronologia e ci aiuta a smascherare la strategia imperiale che è all'origine del terrorismo globale.
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Arcipelago Jihad
di Giuliano Battiston
editore: Edizioni dell'Asino
Questo libro racconta una storia del jihad, la più rappresentativa oggi. Inizia tra la Giordania e l'Afghanistan alla fine degli anni novanta del secolo scorso, passa per il Medio Oriente e finisce nel cuore dell'Europa ai giorni nostri. Ruota intorno ad alcuni personaggi principali, incluso il sedicente Califfo Abu Bakral-Baghdadi e la vecchia guardia della leadership qaedista, Osama bin Laden e il suo successore Ayman al-Zawahiri. È una storia contrassegnata dalla diffusione del salafismo-jihadista, da un parricidio e da una sanguinosa contesa per l'egemonia del jihad in cui si combinano elementi ideologico-dottrinali, interessi prosaici, scelte strategiche, pressioni esterne e rivalità personali. È la diaspora terrorista. L'arcipelago jihad.
Esaurito
A testa in su. Investire in felicità per non essere sudditi
di Alessandro Di Battista
editore: Rizzoli
pagine: 252
"Oggi indignarsi non basta più. Occorre un'ondata di partecipazione alla vita politica, uno tsunami di interesse per tutto quel che è comune. Occorre cospirare. Non solo votare, ma partecipare." Alessandro Di Battista, uno dei più noti e attivi esponenti del Movimento 5 Stelle, ha le idee chiare quando si parla di partecipazione: bisogna mettersi in viaggio e andare a scoprire il Paese reale, piazza dopo piazza, come ha fatto nella lunga estate del 2016. Ma questa è stata solo l'ultima di molte partenze - verso l'America Latina, il Guatemala, il Congo - che Di Battista ha intrapreso nella sua vita, anche prima di entrare nel Movimento. A testa in su invita a riappropriarsi della propria vita sociale. È un appello a mettersi in gioco per sostituire il politico di professione con il cittadino responsabile. Attraverso molti incontri - con Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo e migliaia di persone - e altrettanti scontri - con i partiti e la stampa - Di Battista spiega le ragioni della sua scelta, le posizioni del Movimento e le regole che si è dato per non farsi travolgere dalla spirale del potere e agire nell'interesse della collettività. La Rete e la crisi della democrazia rappresentativa, l'ambiguità dei media e le lotte del Movimento sono raccontate senza filtri o ipocrisie. È una chiamata a mettersi in viaggio per scardinare le regole sporche del sistema, riprendendosi, da cittadini, la sovranità del Paese. Perché la battaglia del presente, e del futuro, non sarà tra destra e sinistra ma tra chi si china e chi cammina a testa in su.
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Il corpo del reato
di Carlo Bonini
editore: Feltrinelli
pagine: 318
"Un drogato di merda. Un diverso. Un corpo a perdere. Uno di quelli di cui si dice, nel gergo di certi sbirri, che abbiano il nome all'anagrafe scritto a matita. Perché cancellarlo è un attimo. E nessuno verrà a reclamare." La morte di Stefano Cucchi è uno di quei fatti di cronaca che segnano una generazione e un pezzo di storia italiana. Perché vicenda simbolo, carica di significati pesantissimi: la violenza del Potere, la fragilità dello Stato di diritto, l'incapacità dello Stato italiano di fare i conti con le responsabilità dei suoi servitori, il pericolo che corre un ragazzo che finisce nelle mani di uomini che indossano la divisa di chi garantisce la nostra sicurezza o il camice bianco di chi tutela la nostra salute. Carlo Bonini, firma di "Repubblica" e autore di "Acab" e "Suburra" (insieme a Giancarlo De Cataldo), per sette anni ha seguito da vicino il caso Cucchi - attraverso la lettura di decine di migliaia di pagine di atti giudiziari, i colloqui con i familiari, lo studio delle perizie e controperizie medico-legali sulle cause della morte - e in questo libro, che è una vera e propria inchiesta civile raccontata con gli strumenti della narrazione più incalzante, mette al centro il testimone primo e ultimo della verità su quanto accaduto: il Corpo del Reato. Il cadavere di Stefano. Che svelerà le tappe del suo calvario attraverso gli occhi e la scienza di un medico che, per una coincidenza precisa come un responso, sarà lo stesso chiamato a interpretare i segni delle torture inflitte a Giulio Regeni, trucidato in Egitto e intrappolato in una storia oscura, così diversa e così simile a quella di Stefano Cucchi. Perché è tempo di far parlare quel cadavere martoriato, di fargli raccontare quello che sa e che alcuni non avrebbero voluto che dicesse, e di spiegare a tutti noi, che forse non vorremmo ascoltare, quanto i nostri corpi siano alla mercé del Potere, dello Stato, della Storia.
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Malinconia di sinistra. Una tradizione nascosta
di Enzo Traverso
editore: Feltrinelli
pagine: 246
La malinconia di sinistra è sempre esistita. Non è nostalgia del socialismo reale ma una "tradizione nascosta" che non appartiene alla narrazione canonica del socialismo e del comunismo, con la loro fede nel progresso e l'orgoglio di saper combattere lotte giuste e vittoriose. La malinconia di sinistra incarna lo spirito del dubbio, lontano dai miti e dalla propaganda. Sa che i totalitarismi possono tornare, che la storia è imprevedibile, che le lotte del presente devono tenere gli occhi aperti sulle sconfitte del passato, perché ogni tragedia custodisce una promessa di riscatto e lo sguardo dei vinti è più penetrante di quello dei vincitori. Le macerie delle battaglie perdute sono il cuore da cui nascono nuove idee e nuovi progetti. Con il crollo del Muro di Berlino non è finito soltanto il socialismo reale; si è anche esaurito il tempo delle utopie con le quali volevamo trasformare il mondo, obbligandoci a mettere in discussione le idee con cui avevamo cercato di interpretarlo. Enzo Traverso percorre le orme di una cultura di sinistra che, capace di guardare in faccia la sconfitta, può forse ripensarsi. Queste pagine tornano a interrogare le grandi figure che hanno costellato la storia di questa tradizione sotterranea: da Marx a Benjamin, fino a Daniel Bensaïd, passando attraverso la pittura di Gustave Courbet e i film di Chris Marker e Theo Angelopoulos. Un libro che spiega che cos'è la cultura di sinistra, rivelandone tutte le complessità e le interferenze.
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La storia non è finita. Lettera ai nipoti
di Alfredo Reichlin
editore: Castelvecchi
pagine: 84
Uno sguardo lucido e appassionato sul nostro tempo da parte di uno dei più grandi intellettuali della sinistra italiana. Alfredo Reichlin, partendo dal confronto con gli interrogativi posti dalle nuove generazioni e dalle esperienze personali di chi ha attraversato gran parte del Novecento, mette a nudo le ipocrisie e i ritardi di tutte le correnti della sinistra di oggi. Latine del ciclo cominciato dopo la Rivoluzione Francese, la questione antropologica globale, quella ambientale, le nuove forme del lavoro e della politica: Reichlin distende un grande dipinto che tocca gli argomenti dell'attualità politica, e mette sul campo tutti i temi decisivi per costruire una nuova sinistra, proponendo soluzioni che rompono gli schemi abituali. È giunto il tempo di domandarci dove siano, anche al di là del vecchio recinto storico della sinistra, le forze e i soggetti capaci di un nuovo antagonismo.
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