Marcos y marcos: MarcosUltra
Grandi ustionati
di Paolo Nori
editore: Marcos y marcos
pagine: 190
Non si ricorda, Learco, che a un certo punto si è alzato in piedi nella macchina in fiamme Ochèi, ochèi, si è messo a gridare. E quando l'egiziano che l'ha tirato fuori gli racconta l'incidente per filo e per segno gli vengono, a Learco, delle reazioni sentimentali, ma non è lui è il posto, pensa Learco, che provoca delle reazioni sentimentali, perché la prima volta che l'han messo in piedi sulle sue gambe dopo le operazioni, un'infermiera, gli ha detto sua mamma che si è messa a piangere, quando l'ha visto che camminava, dopo trenta giorni che lo vedeva sempre steso sul letto. Queste sono le nostre soddisfazioni, ha detto questa infermiera, al reparto Grandi ustionati dell'ospedale maggiore di Parma.
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Il tartufo e la polvere
di Quaglia Stefano
editore: Marcos y marcos
pagine: 173
arduo trovare un posto per mangiare a Milano dopo le undici di sera, e se la fame è chimica e il sesso ti ha impegnato su più
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Follia docente
di Ervas Fulvio
editore: Marcos y marcos
pagine: 223
Carlotta e Brigitta sono ziette adorabili: maestre a riposo, gestiscono con grazia e sottile perfidia il Collegio docenti di V
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Lo strappacuore
di Boris Vian
editore: Marcos y marcos
pagine: 239
Noél, Joél, Citroen sono gemelli, anzi "tremelli", teneri mariuoli coccoloni e dispettosi. Nella loro crescita, tuttavia, qualcosa non quadra; l'amore ossessivo di mamma Clementina cancella il mondo reale attorno a loro e finisce per chiuderli in gabbia. Anche il tempo si inceppa: da maggio si passa a "giuglio", "aprosto", "febbrugno", "ottembre". Accanto al miracolo di una natura magnifica e scenari di puro incanto, brulica una società orrenda, dove i vecchi vengono messi all'asta e Dio è una sorta di magnaccia che dispensa favori a pagamento.
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Zamel
di Buffoni Franco
editore: Marcos y marcos
pagine: 233
Nabil si sente insultato, quando Aldo lo chiama "zamel", frocio, dopo aver fatto l'amore con lui
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Silvia è un anagramma
di Franco Buffoni
editore: Marcos y marcos
pagine: 309
Dover nascondere il proprio orientamento sessuale per timore della sanzione della società e della legge ha segnato pesantement
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Memorie di un giovane medico
di Michail Bulgakov
editore: Marcos y marcos
pagine: 203
Con i racconti che compongono il romanzo involontario intitolato "Memorie di un giovane medico", che è fatto da otto racconti
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Repertorio dei matti della città di Padova
editore: Marcos y marcos
pagine: 143
"Uno era in piazza delle Erbe
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Repertorio dei matti della città di Livorno
editore: Marcos y marcos
pagine: 160
Il Repertorio dei matti della città di Livorno è stato scritto da: Piero Arilli, Gloria Benini, Marco Bennici, Marina Chelini, Raffaella Daino, Luca D'Alessandro, Sabet Durio, Beatrice Galluzzi, Raffaella, Geracitano, Andrea Grandi, Landa Grazioli, Stefania Lami, Massimo Lapi, Silvia Londi, Susanna Masi, Francesco Mencacci, Michela Pagni, Giulia Pappalardo, Francesco Parasole, Valeria Piccini, Marta Romano Tagliavia, Diego Rossi, Eliana Salvadori, Alice Scuderi, Paolo Signorini, Alessandro Volpini.
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Repertorio dei matti della città di Parma
editore: Marcos y marcos
pagine: 157
"Uno era un direttore d'orchestra, nato vicino al Parco Ducale. Era uno che, per dire, quando venne nominato senatore a vita rispose al presidente della repubblica con un telegramma con scrìtto 'No, grazie'. Raggiunta la fama, si era trasferito in America, e i teatri facevano a gara per averlo; i musicisti un po' meno, dato che era solito rivolgersi loro dicendo: 'Look at me, teste di cazzo'."
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Tre matti
editore: Marcos y marcos
pagine: 154
"Tre matti" mette insieme tre racconti, uno di Gogol', che si intitola "Le memorie di un pazzo", è del 1835 e comincia così: "In data odierna è successo un fatto straordinario"; uno di Dostoevskij, che si intitola "II sogno di un uomo ridicolo", è del 1877 e comincia così: "Sono un uomo ridicolo. Adesso dicono che sono matto. Sarebbe anche una promozione, magari, se non fosse che per loro son rimasto ridicolo come prima"; uno di Tolstoj, che è del 1903 e si intitola "Memorie di un pazzo" e comincia così: "Oggi mi han portato a visitare alla direzione di governatorato, e ci son stati diversi pareri. Han litigato e alla fine han deciso che non sono pazzo".
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Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare
di Vincenzo Costantino
editore: Marcos y marcos
pagine: 126
"Sono nato come tutti con l'idea che la mia vita sarebbe stata un percorso difficile, un lavoro di costruzione e modellamento. Sono nato in una città che si nutre di solitudini e disperazione: Milano. Cercare di capire come si diventa grandi a Milano è come cercare di capire come si diventa biondi a Copenhagen. Non esistono ragioni, lo si diventa. È come vivere a Maranello con in testa l'idea della velocità, solo che la pista non ti regala albe o tramonti da ricordare ma solo giornate da trascorrere. I profumi sono anonimi, come le facce e le facce sono incredibilmente fiere perché guardano l'Italia dall'alto. Allora come dovrebbero essere a Bolzano anche se è vero che lì guardano la Germania dal basso." Vincenzo Costantino, detto Cinaski, nasce a Milano il 19 novembre 1964. Cinico e sensibile, egocentrico e distaccato, alticcio e lucido, amabile e provocatorio. Poeta narratore ed interprete, libera la poesia dai libri per regalarla al palco e alla voce. La poesia scritta gli va stretta e Cinaski ama invece raccontare in prima persona di fronte al pubblico e non a ipotetici lettori. Ecco quindi che prende forma un vero e proprio spettacolo. Un monologo condotto da un "quasi-attore" dotato di carisma e di una voce profonda e intrigante. Le sue parole prendono vita diventando canzoni, arie, melodie legate al mondo musicale del jazz del blues e del rock.
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