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Medusa Edizioni: Argonauti

Arianna e l'angelo. Episteme e fantasia della contingenza

di Martino Doni

editore: Medusa Edizioni

pagine: 86

Da molti inteso come luogo iniziatico, il labirinto in questo libro è un pretesto. Il labirinto come gioco linguistico, come rete che trattiene le parole, i sogni, le ossessioni, i tentativi della cultura e della scienza - e i loro fallimenti: di questo parla "Arianna e l'angelo". Il tema dominante è l'incompletezza umana, intesa come chiave di lettura della costruzione del sapere e delle istituzioni. Questo "argomento" costituisce il duplice ingresso nel labirinto, duplice perché non si entra mai una volta per tutte nell'esperienza, la si ripete sempre, a un passo più in là da dove si era prima, ma sempre lontani da dove si vorrebbe essere.
10,00

Razza. Storia di un'idea

di Eric Voegelin

editore: Medusa Edizioni

pagine: 257

L'autore passa in rassegna, seguendone lo sviluppo, le diverse teorie della razza, da quella del naturalista inglese John Ray fino a Blumenbach e Kant e, anticipando alcune ricerche dell'epoca in ambito genetico, chiarisce che la diversità di razza non implica una diversità di specie. Con la progressiva definizione dei concetti di corpo, di organismo e di persona emerge una nuova immagine del pensiero: quella dell'individuo come unità di corpo e mente, che culminerà nella teoria di Carl Gustav Carus, l'ideologo della razza. Questo saggio di Voegelin costituì un atto d'accusa verso il mito nazista della razza, ma per le questioni trattate in merito alla manipolazione biologica dell'uomo risulta ancora di stringente attualità.
22,00

Un teatro apocrifo. Il potenziale dell'arte teatrale nel Workcenter of Jerzi Grotowski and Thomas Richards

di Antonio Attisani

editore: Medusa Edizioni

pagine: 259

Jerzy Grotowski (1933-1999) è considerato unanimemente l'ultimo grande protagonista del teatro contemporaneo di statura universale. La sua grandezza viene ogni giorno di più riscoperta da critici e spettatori, e tanto sulla scena quanto negli studi emerge la centralità delle sue concezioni non solo relative al teatro. Al cuore del suo lavoro c'è l'attore e l'essere umano, il corpo nelle sue manifestazioni visibili (la persona) e invisibili (l'essenza). I suoi testi sono stati spesso fraintesi, e per lungo tempo la sua opera (svolta per quindici anni in Italia, prima di passare il testimone al giovane Thomas Richards) è stata praticamente ignorata. Questo libro indaga il suo pensiero alla luce dell'esperienza del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards che opera a Pontedera dal 1986. Il saggio organico esamina in particolare la dimensione antropologica di un teatro inteso all'insegna dell'"Arte come veicolo", il cui esempio emblematico resta la messa in scena del Dies Irae. Il legame con gli aspetti esoterici e misterici in cui il tantrismo e l'universo kafkiano si fondono, mette in luce il nucleo portante di un'esperienza teatrale che si definisce come "filosofia a piedi nudi".
22,50

Voci e silenzi della storia. Percorsi di lettura in «Il mio secolo» di Günter Grass

di Cesare Giacobazzi

editore: Medusa Edizioni

pagine: 212

"Il mio secolo" è uno dei libri più singolari del grande scrittore e premio Nobel tedesco. È composto da 100 racconti brevi, uno per ogni anno del secolo appena trascorso, il Novecento. In ogni racconto prende vita un fatto significativo che ha segnato il secolo, narrato da personaggi sempre diversi. Le voci che si alternano nella narrazione offrono al lettore una "prospettiva dal basso": semplici cittadini parlano di come hanno percepito e vissuto dalla loro posizione marginale i grandi eventi che hanno segnato il XX secolo. Queste cento storie tracciano la linea d'ombra che s'imprime come una ferita sulla coscienza dell'uomo del Novecento. Il saggio che qui si presenta affronta le questioni fondamentali da cui prende forma questo libro di Günter Grass, una sorta di testamento morale che il XX secolo consegna al XXI. Oltre il velo della discussione critica, il libro esplora alcune tematiche di grande rilievo estetico, filosofico e ideologico: le modalità della narrazione storiografica, il rapporto fra idealismo e nazismo, la colpa tedesca e le possibilità della letteratura di agire sulla società.
18,50

Luce nera. Strindberg, Paulhan, Artaud e l'esperienza della materia

di Marco Dotti

editore: Medusa Edizioni

pagine: 236

"C'è una luce che viene da Dio e una luce che è Dio stesso. Questa seconda luce è nera". Henry Corbin invitava a considerare in questi termini l'espressione persiana "nur-e-syah" (luce nera). D'altronde, già dai primi anni del '900, partendo dall'idea che fosse possibile individuare un "rovescio della luce" e che il nero rappresentasse tutt'altro che l'assenza di colore, una schiera di artisti, scrittori, uomini di teatro e scienziati si misero al lavoro per sondare quello che sembrava uno dei più enigmatici misteri della materia e delle sue metamorfosi. Strindberg, a Parigi, iniziò a studiare i processi chimici di trasformazione dei minerali, e a verificarli nel campo della fotografia. Le sue "cristallografie" influenzarono artisti e scrittori che diedero vita a una comunità eccentrica che univa figure molto diverse tra loro come Daumal, Michaux, Paulhan, Le Bon, Braque, Queneau fino a Breton, Aragon e Dalì.
20,00

La mente primitiva. Alle origini dell'antropologia

di Augustus H. Pitt-Rivers

editore: Medusa Edizioni

pagine: 61

Nel 1884, un geniale e bizzarro ufficiale dell'esercito britannico donò all'Università di Oxford un patrimonio di 18.000 pezzi da collezione raccolti nell'arco di alcuni decenni, che per la prima volta riunivano secondo criteri scientifici gli oggetti, gli strumenti, le opere della vita quotidiana dei popoli di tutto il mondo e di tutti i tempi. Nacque così il "Pitt-Rivers Museum", e lo scritto sui "principi di classificazione", qui presentato, ne è l'atto di fondazione teorica. Interpretando alla perfezione lo spirito del tempo, segnato dal darwinismo, dall'espansione coloniale e da un senso di progresso ad infinitum, l'idea che stava al centro delle riflessioni del generale-archeologo era di risalire alla sequenza con la quale si è reso possibile lo sviluppo dal selvaggio primitivo all'uomo moderno. Quanto ci sia di "profetico" in questa ricerca (si pensi alla "sequenza" come metafora assoluta della genetica), e quanto invece di illusorio e di etnocentrico, emerge tra le righe dalle riflessioni sui criteri di classificazione primitiva scritte vent'anni dopo da Durkheim e Mauss. L'arco di tempo che separa questi due testi segna l'alba dell'antropologia culturale e di un nuovo modo di pensare la natura umana.
8,00

Vangelo di Giuda

editore: Medusa Edizioni

pagine: 95

La querelle nata attorno al "Codice da Vinci" ha lanciato l'interesse dei Vangeli apocrifi. Da Maddalena a Giuda i personaggi che hanno accompagnato la vita di Gesù sembrano rivelare un volto diverso se non opposto talvolta da quello che si conosce grazie ai Vangeli canonici. Dopo quasi 19 secoli uno di quei testi apocrifi che avevano agitato la discussione teologica già nei primi secoli è tornato alla luce: è il cosiddetto "Vangelo di Giuda". Ma nonostante la sua riscoperta rischia ancora di essere sepolto da una valanga di speculazioni, cristiane e anticristiane, talvolta infondate. Questa traduzione italiana direttamente dal testo copto, in contrasto su alcuni punti con l'unica traduzione inglese per ora esistente, vuole restituire la reale portata rivoluzionaria del testo per la comprensione della concezione del mistero del male nel primo cristianesimo.
9,00

Abitare la gola di dio. Scritti sull'origine della poesia

di Max Loreau

editore: Medusa Edizioni

pagine: 142

I saggi di poetica qui raccolti presentano pagine di analisi su autori come Henri Michaux e Saint-John Perse, accanto a indagini filosofiche sull'origine della poesia e sulle funzioni espressive del linguaggio. La poesia, e in generale la scrittura, viene interpretata come espressione originaria e traccia del corpo stesso, in cui il ritmo della lingua e del canto accompagna l'emergere e lo svolgersi del pensiero.
16,00

Caratteri primordiali

di Rodney Needham

editore: Medusa Edizioni

pagine: 116

Caratteristica irriducibile della vita privata e sociale degli uomini è la costruzione di immagini che comunicano senso ed emozioni. In questo libro Rodney Needham dà prova della sua originale prospettiva intellettuale: dall'antropologia culturale alla filosofia, dalla semiotica alla biologia, dalla psicologia alle scienze sociali, il tema portante è la natura umana nelle sue radici simboliche elementari: i "caratteri originari" dell'espressività umana segnano il tracciato che conduce alla disamina dei simboli che attraversano le epoche e le culture delle "fantasie evasive", come le chiama Needham, che spingono le società a costruire narrazioni collettive, miti, leggende, forme d'arte.
14,00

Invenzione e oblio. Indagini sulla tradizione letteraria

di Riccardo Campi

editore: Medusa Edizioni

pagine: 140

Attraverso una serie di indagini dedicate ad alcuni autori assai distanti tra loro (da Dante a Primo Levi e Pasolini, da Chamfort a Beckett), vengono ripercorsi alcuni episodi particolarmente emblematici del difficile processo di trasmissione della tradizione letteraria nel Novecento. La costante dialettica tra i valori che questa ci ha lasciato in eredità e le mutate esigenze del mondo attuale mette in luce le contraddizioni della nostra stessa idea di cultura. Cercare di ripensare un diverso modo di rapportarsi alla tradizione letteraria e culturale costituisce il filo rosso che attraversa e collega strettamente tra loro gli studi qui raccolti.
15,00

Ombre. Sul culto dei morti a Malekula, Melanesia orientale

di Remo Guidieri

editore: Medusa Edizioni

pagine: 211

Un culto dei morti nella Melanesia orientale diventa il terreno di prova su cui Remo Guidieri costruisce un palinsesto critico e polemico verso la moda che confonde antropologia e estetologia e uniforma tutto sotto il segno della globalizzazione economica. "Il culto funerario Mbogote - scrive l'autore -, come tanti altri, e non solo in Melanesia, produce artefatti, utili ai culti, o semplici utensili. Nella nuova relazione economica col mondo occidentale, tale cultura vide trasformare (parzialmente) simile funzione in quella "nobile" di produzione di "opere d'arte". Superfluo considerare l'innovazione moralisticamente, denunciando i bianchi che approfittano di tale debolezza. Ma non esprimere dubbi sarebbe ipocrisia.
19,50

Filosofia bantu

di Placide Tempels

editore: Medusa Edizioni

pagine: 185

17,80

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