Mondadori: Oscar scrittori moderni
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Il meglio dei racconti
di Dino Buzzati
editore: Mondadori
pagine: 368
Da «Sette piani» a «Ragazza che precipita», i racconti più belli di Buzzati: storie che attirano il lettore nel mistero, nell'
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Auto da fé
di Eugenio Montale
editore: Mondadori
pagine: 377
In un momento di silenzio della produzione poetica, tra "La bufera" (1956) e "Satura" (1971), Eugenio Montale pubblica "Auto da fé" (1966), raccolta di oltre novanta articoli sull'arte, la poesia e il loro ruolo nella società. Tra questi, usciti a stampa tra il 1925 e il 1966, spicca il nucleo risalente agli anni '45-46, quelli dell'impegno politico e civile del poeta nella neonata Repubblica Italiana. Non si tratta solo di una testimonianza, per quanto elevata, del "secondo mestiere" montaliano, quell'attività giornalistica necessaria all'intellettuale per guadagnarsi da vivere, ma di una vera e propria integrazione del suo canzoniere: la prosa diventa qui alimento e commento della poesia. Temi, sensibilità e tono sono squisitamente montaliani: le pagine sono piene di briosa tensione, animate da un'ironia a tratti sprezzante; la lingua precisa, limpida, è immune da concessioni alle mode. "Auto da fé" costituisce dunque uno dei titoli chiave per comprendere e apprezzare Montale: lungi dall'essere una raccolta di scritti d'occasione, definisce un concetto di arte che si sublima in poetica personale.
Fuori catalogo
Un cuore arido
di Cassola Carlo
editore: Mondadori
pagine: 200
Ragazza di provincia, l'indimenticabile Anna di "Un cuore arido" (1961) lavora come sarta da una zia, con la sorella Bice, a M
Fuori catalogo
Il cacciatore
di Carlo Cassola
editore: Mondadori
pagine: 245
Negli anni della Grande Guerra, il solitario Alfredo, riformato, esorcizza con la caccia la morte che il suo vizio cardiaco e i tempi cupi evocano. Tra le ragazze che conquista, mette incinta la fragile Nelly; non la sposa e continua la vita di sempre. L'incontro racchiude il senso dell'intero romanzo (1964), intrecciato ad altre vicende, i ritorni dal fronte e il matrimonio di Nelly con Andrea. La caccia, crudele quanto la guerra, è passione incondizionata di Alfredo e metafora della virilità che basta a se stessa, di cui la donna appare, come le quaglie nel carniere, vittima predestinata. Il flusso della vita segue la fatalità della natura in cui si inscrive e che fa delle epifanie del paesaggio toscano fra Cecina e Bolgheri il vero protagonista. Lo è altrettanto il tempo, che inghiotte la Storia e i casi umani nel morire e ripetersi delle stagioni. Il suo scorrere quasi sorprende Alfredo quando, dall'intuito venatorio del ragazzo in cui gli capita di imbattersi, riconosce il figlio suo e di Nelly. Introduzione di Anna Bravo.
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