Quodlibet: Quaderni Quodlibet
Il ritorno degli dèi. Opere di António Mora
di Fernando Pessoa
editore: Quodlibet
pagine: 338
Il volume raccoglie tutti gli scritti che Fernando Pessoa lascia attribuire al filosofo neopagano António Mora. Mora compare dapprima come personaggio narrativo di un racconto lacunoso - strambo paziente di una clinica psichiatrica che recita Eschilo vestito da antico romano -, quindi si emancipa come scrittore in proprio di libri solo frammentariamente scritti o abbozzati, di collezioni solo progettate o sognate; viene altresì presentato come direttore di una rivista che avrebbe dovuto avere risalto internazionale. Di lui ci restano vestigia di citazioni altrui e frammenti di libri che la filologia pessoana ha provato a organizzare e sistemare.
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La prova dell'estraneo
Cultura e traduzione nella Germania romantica
di Berman Antoine
editore: Quodlibet
pagine: 272
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Homo sacer (1995-2015)
di Giorgio Agamben
editore: Quodlibet
pagine: 1367
Solo ora, raccolti insieme nella loro integralità, i nove libri che formano il progetto "Homo sacer" acquistano il loro vero s
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Il rovescio della libertà. Tramonto del neoliberalismo e disagio della civiltà
di Massimo De Carolis
editore: Quodlibet
pagine: 298
Il ristagno economico, l'esplosione delle disuguaglianze e l'esasperazione dei conflitti annunciano oggi il tramonto del model
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Autobiografia documentaria. Scritti (1950-2004)
di Renato Solmi
editore: Quodlibet
pagine: 826
Sono raccolti in questo volume quasi tutti gli scritti e gli interventi, in gran parte dimenticati o dispersi in periodici e l
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Il prezzo del messianesimo. Una revisione critica delle lettere di Jacob Taubes a Gershom Scholem e altri scritti
di Jacob Taubes
editore: Quodlibet
pagine: 222
Il volume raccoglie tutti i saggi che Jacob Taubes ha dedicato a Gershom Scholem o a temi strettamente affini al suo ambito di
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Alcune note in margine all'organon aristotelico
di Enzo Melandri
editore: Quodlibet
pagine: 178
Nel I secolo a
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Imperium
di Carl Schmitt
editore: Quodlibet
pagine: 292
In questa lunga intervista del 1971, qui pubblicata per la prima volta in trascrizione integrale e corredata di essenziali note di commento, l'ormai ottantatreenne giurista Carl Schmitt risponde alle domande dello storico Dieter Groh e del giornalista Klaus Figge, offrendo un insostituibile documento autobiografico, che si rivela anche una preziosa fonte diretta per la storia del Novecento. Dalle sue origini cattoliche al rapporto conflittuale col mondo protestante tedesco, dagli studi universitari alla carriera accademica, Schmitt affronta, senza scantonare, le ombre del suo controverso impegno politico, inquadrandolo nei tormentati anni che dalla Repubblica di Weimar portarono alla conquista del potere da parte del Nazionalsocialismo in seguito alla nomina di Hitler a cancelliere. Schmitt espone gli episodi della sua vita privata e pubblica distribuendoli lungo un ben calibrato percorso, che scandisce rigorosamente in date e contesti, ricontrollando minuziosamente tutti i dettagli sui propri diari stenografici dell'epoca e su altri documenti conservati nel suo archivio personale, in una costante tensione fra testimonianza individuale e storia collettiva. Grazie a questa tensione, il colloquio riesce a far emergere la straordinaria competenza politica, tattica e persino amministrativa di Schmitt, senza per questo trascurare la sua determinazione a cercare una chiave metastorica su cui basare e giustificare la propria opera.
Esaurito


