fbevnts Problemi aperti - tutti i libri della collana Problemi aperti, Rubbettino - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 2
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Rubbettino: Problemi aperti

Il paese senza legge? Idee per cambiare la giustizia

di Antonio Oricchio

editore: Rubbettino

pagine: 200

L'Italia è davvero un Paese senza legge? Siamo veramente un paese senza giustizia o che appare come tale a chi guarda e giudic
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14,00 13,30

La Repubblica transitoria. La maledizione dell'anomalia italiana che fa comodo a tanti

di Giovanni Guzzetta

editore: Rubbettino

pagine: 237

A differenza delle grandi democrazie consolidate, l'Italia, in tutta la sua storia repubblicana, è stata segnata da una fondam
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15,00 14,25

Lui, Dio e lei. Il problema del celibato nella Chiesa

di Enzo Romeo

editore: Rubbettino

pagine: 254

Nella sua introduzione Gianni Gennari, giornalista ed ex sacerdote, ricorda i tempi in cui chi si dimetteva dal sacro minister
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16,00

Un papa che divide? Le inevitabili contraddizioni di un pontificato rivoluzionario

di Gian Franco Svidercoschi

editore: Rubbettino

pagine: 102

Ma davvero Francesco è un papa che divide? Potrebbe sembrare una domanda provocatoria, critica
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12,00

Migranti spa. Il business dell'immigrazione: cifre, vittime e carnefici

di Pierfrancesco De Robertis

editore: Rubbettino

pagine: 153

Lo Stato italiano spende sei-sette miliardi di euro all'anno per l'accoglienza dei migranti, un fiume di soldi
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14,00 13,30

La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede

di Armando Matteo

editore: Rubbettino

pagine: 126

A dieci anni quasi dalla sua prima apparizione, "La prima generazione incredula" viene ora ripubblicata in versione aggiornata
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10,00 9,50

Siamo molto popolari. Controstoria di una riforma che arriva da lontano e porta all'oligopolio bancario

di Corrado Sforza Fogliani

editore: Rubbettino

pagine: 163

La riforma delle banche popolari ha colpito un sistema che per centocinquant'anni ha finanziato la crescita delle piccole e me
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14,00 13,30

Come si comanda il mondo. Teorie, volti, intrecci

editore: Rubbettino

pagine: 229

Di fronte al disordine mondiale scaturito dalla caduta del muro di Berlino e dagli attentati dell'11 settembre 2001, ci si chi
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16,00 15,20

EroStudente. Il desiderio di prendere il largo

di Giovanni Lo Storto

editore: Rubbettino

pagine: 60

Il mondo è cambiato e i nostri occhi ne sono testimoni entusiasti
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13,00 12,35

La guerra del gender

di Dale O'Leary

editore: Rubbettino

pagine: 221

Questo libro racconta la progressiva escalation della "teoria del gender", a partire dalla sua elaborazione, passando per la s
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14,00 13,30

Viva l'Europa viva

di Davide Giacalone

editore: Rubbettino

pagine: 247

Europei si nacque. Europeisti si era. Antieuropeisti o euroscettici lo si è diventati. Europeisti lo eravamo per normalità, molto anche per retorica, certo. Antieuropeisti lo si è diventati dopo avere goduto dei benefici dell'integrazione, i quando i molti errori commessi e l'affermarsi dei vincoli parametrali hanno consentito di operare la più fantastica delle falsificazioni: i conti dissestati, la spesa pubblica improduttiva, il debito stellare, la connessa demoniaca pressione fiscale, non erano più conseguenza delle scelte i che si erano fatte, del diffondersi dell'assistenzialismo, delle reclamate elemosine di Stato, dei contrasti al dispiegarsi del libero mercato e della tenace difesa delle rendite di posizione, ma erano tutte colpe dell'Europa. Ciliegiona sulla torta: la viltà delle classi dirigenti, politica e non solo, che anziché assumersi il compito di richiamare alla ragionevolezza e all'ordine hanno provato a scaricare il peso delle cose dovute su un'entità astratta e prevalente: ce lo chiede l'Europa. C'è del buono, in questo percorso degenerativo, che buono non è. Una delle cose buone è che dirsi europeisti non è più lo scontato e indistinguibile luogo comune, praticabile in qualche adunanza domenicale o in qualche rituale celebrazione scolastica. Dirsi europeisti è diventato un problema, un'affermazione che desta reazioni vivaci. Taluni credono sia quasi segno di follia. E io sono un europeista.
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I tragediatori. La fine dell'antimafia e il crollo dei suoi miti

di Francesco Forgione

editore: Rubbettino

pagine: 131

L'Antimafia dei tragediatori è scoperta. È finita. Chi sono, da dove vengono e perché stanno crollando le icone e i "miti" dell'Antimafia. Imprenditori, giornalisti, magistrati, associazioni sono travolti da inchieste giudiziarie e dalla questione morale. Hanno costruito carriere, accumulato potere, fatto affari. Nei salotti televisivi e sui giornali erano i nuovi eroi. Sempre pronti a dividere il mondo tra buoni e cattivi, puliti e collusi. Per anni sono stati intoccabili: o con loro o con la mafia. Una trasfigurazione della realtà nella quale si perde il confine tra mafia e antimafia. È una storia che viene da lontano con risvolti politici e sociali e per la prima volta è raccontata da un protagonista in maniera diretta, senza ipocrisia e omertà. Prefazione di Giuseppe Di Lello.
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