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Rubbettino: Problemi aperti

Il conflitto russo-ucraino. Geopolitica del nuovo (dis)ordine mondiale

di Eugenio Di Rienzo

editore: Rubbettino

pagine: 104

Il recente colpo di Stato di Kiev è stato l'ultimo atto di una strategia messa in atto per spingere l'Ucraina nella Nato e quindi per preparare il terreno alla definitiva disintegrazione della Russia come Grande Potenza. Dopo aver assistito a questo tentativo di minare le basi geostrategiche della sicurezza russa, Putin è tornato con maggior forza a promuovere un'azione in grado di ricostituire la sfera d'influenza di Mosca nelle regioni dell'ex Unione Sovietica e di dimostrare alla comunità internazionale che l'"Orso russo" possiede ancora artigli forti che gli consentono di tenere a bada i suoi avversari. Sfidando la Russia nel suo cortile di casa l'Occidente ha dato il via a una crisi globale destinata a minare per i prossimi anni la possibilità di costruire un pacifico ordine mondiale.
10,00

Famiglia in migrazione

editore: Rubbettino

pagine: XI-138

Muovendo da differenti prospettive disciplinari (demografia, sociologia ed economia), i contributi raccolti in questo volume d
12,00

La lezione della crisi economica. Quello che è stato e quello che verrà

di José A. De Aguirre

editore: Rubbettino

pagine: 186

Perché la crisi economica? Sarebbe stato possibile prevederla? E per quale ragione non è stato fatto? José Antonio de Aguirre è uno studioso spagnolo che con il suo testo ci rivela quel che gran parte degli economisti e dei giornalisti economici non ci dicono o, forse, non sanno dirci. Abituati a muoversi nel chiuso e cristallizzato recinto della loro professione, non osano mettere in discussione i dati di base su cui poggiano i nostri sistemi monetari. Non si rendono conto che affidarsi a una banca centrale monopolista confligge con i più elementari principi della società aperta, la quale si regge sull'istituzionalizzazione della concorrenza. Non sanno pensare a un mondo diverso da quello dominato dalla pura e semplice cartamoneta, che alimenta enormi e fragili piramidi, il cui crollo determina drammatiche e prolungate crisi e gravi fenomeni di disoccupazione. Quando poi la stasi dell'attività genera una caduta dei prezzi, gli addetti ai lavori si allertano: perché la mancanza di inflazione rende pesante il debito pubblico e la posizione dei grandi debitori, i "favoriti" che vivono in simbiosi con il potere politico. Ma quegli stessi esperti non dicono mai che l'inflazione sostenuta dalle politiche pubbliche azzera, a ogni generazione, i risparmi faticosamente messi da parte dai cittadini. Presentazione di Lorenzo Infantino.
13,00

Opzione zero. Il virus che tiene in ostaggio l'Italia

di Francesco Delzio

editore: Rubbettino

pagine: 110

Qual è il "male italiano"? Cosa ci ha trasformato da potenza mondiale a Paese senza speranza? Un virus si è impadronito delle nostre menti. Così pericoloso da aver causato il declino del nostro Paese. Così invisibile che i suoi effetti si vedono soltanto nel lungo termine: dopo anni dalla sua entrata in azione, può accadere che un'intera comunità si blocchi, perda competitività e annulli le sue potenzialità di crescita. È esattamente ciò che è successo all'Italia. Il virus che ha contagiato l'Italia e gli italiani si chiama Opzione Zero. Ma come si è manifestato? Negli ultimi 20 anni, nella gran parte dei casi in cui un ministro, un sindaco, un dirigente pubblico, un grande imprenditore si è trovato di fronte ad una decisione strategica nel nostro Paese, ha scelto in realtà l'Opzione Zero. Ha deciso di non decidere. Per non rischiare. Per non assumersi responsabilità. Per abbattere i costi nel presente, ignorando il futuro. L'0pzione Zero è il virus che ancor oggi tiene in ostaggio il nostro Paese. Se vogliamo rinascere, dobbiamo iniziare a decidere. Resettando tutto ciò che ha bloccato l'Italia negli ultimi due decenni, tutte le "sovrastrutture" che hanno mortificato l'inesauribile creatività e intraprendenza della nostra gente. Perché oggi non abbiamo più scelta.
10,00

La vita oltre l'Euro. Esperienze e visioni di un economista pragmatico

editore: Rubbettino

pagine: 140

Perché da sette anni l'economia dell'Italia va a fondo? Perché alcuni Paesi dell'Unione Europea crescono, mentre altri sono sull'orlo del fallimento? Perché Francesi e Inglesi sono arrivati al punto di immaginare un referendum per liberarsi di quest'Europa? Sono le domande che i politici - italiani ed europei - sono stati costretti a porsi, quest'anno, subito dopo gli choccanti risultati delle elezioni europee. Molti di questi politici, soprattutto in Italia e in Francia, oggi pensano che l'Europa e l'euro debbano essere cambiati, oppure l'Unione rischia di implodere. Già cinque anni fa, però, un imprenditore aveva previsto quello che sta avvenendo oggi: Ernesto Preatoni. Le sue teorie, esposte sui principali quotidiani italiani - allora, quando la stragrande maggioranza di politici ed economisti tifavano per la moneta unica - avevano raccolto aspre critiche. Oggi le sue opinioni sulla moneta unica e sugli eurovincoli sono oggetto di valutazione tra i politici eletti a Bruxelles, oltre che tema di dibattito tra economisti e opinionisti in Italia. In una vivace conversazione con il direttore del Giorno. Giancarlo Mazzuca, Preatoni - con l'approccio dell'economista pragmatico, che sa unire la visione dell'imprenditore a quella dello studioso dei fenomeni economici - spiega perché quest'euro non può funzionare - e non ha mai funzionato - per l'Italia e per l'Europa, perché gli eurovincoli rischiano di farci affondare. Prefazione di Paolo Savona.
14,00

La camera grassa. Una dieta per i consigli regionali degli sprechi

di Salvo Toscano

editore: Rubbettino

pagine: 130

Non ci sono solo la camera alta di Palazzo Madama e quella bassa di Montecitorio nella geografia della casta italiana. C'è una terza camera, altrettanto costosa e affollata, che per anni ha fagocitato risorse pubbliche, usate anche per pagare la tintura dei capelli, i fumetti o l'ingresso al night dei consiglieri. È la "camera grassa" composta dai consigli regionali italiani, diciannove più i due consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano. Fino a ieri un esercito di 1.111 consiglieri, abbondantemente pagati e foraggiati con generosi, e spesso incontrollati, trasferimenti di denaro pubblico ai gruppi parlamentari attraverso il sistema dei rimborsi. È proprio sul sistema dei rimborsi che negli ultimi due anni magistratura e Guardia di finanza hanno cominciato a indagare, scoperchiando a ogni latitudine una serie clamorosa di scandali e sprechi. Questo libro ne ripercorre la storia e racconta come sulla spinta di questi eventi la "camera grassa" dei consigli regionali negli ultimi due anni sia stata messa a dieta, con una serie di tagli imposti dal governo nazionale, che le Regioni hanno adottato. Non senza qualche trucco.
14,00

Internazionalismo liberale. Attori e scenari del mondo globale

di Guido Lenzi

editore: Rubbettino

pagine: 89

Un quarto di secolo dopo la caduta del Muro, i rapporti internazionali sono ancora in una fase di transizione, di assestamento, in presenza di una miriade di nuovi attori, statuali e non, legittimi e non, persino criminali. Una situazione confusa, inedita nella storia dell'umanità, ma non illeggibile; analizzata ed affrontata nell'urgenza, con delle scorciatoie mentali, politiche ed operative. Siamo invece sostanzialmente tornati alla casella di partenza. A quando, in particolare, nel 1945 con l'ONU fu riproposto quell''internazionalismo liberale' che da due secoli percorre l'Europa come un fiume carsico. Quel cammino è stato interrotto, non cancellato, dalla Guerra fredda. Si tratta ora di ritrovarne le ragioni e il metodo. Riproponendo anche quel 'modello europeo' che, per quanto offuscato, rimane esemplare.
12,00

Libertà di cultura. Meno Stato e più comunità per arte e ricerca

di Luca Nannipieri

editore: Rubbettino

pagine: 157

Per far rinascere la cultura e la ricerca in Italia occorre un cambiamento radicale che dia centralità alla persona e alle libere comunità che nascono nei territori. Nessun museo, biblioteca, archivio, festival o università deve essere preservato senza che siano gli individui e le comunità a volerlo. La cultura infatti non è un obbligo o un diritto, ma un desiderio. Un museo come gli Uffizi può essere domani trasformato o chiuso, e le sue opere disperse, se così vorranno gli individui e le comunità. Il peso dello Stato deve pian piano regredire e permettere che le comunità si riapproprino dei loro patrimoni e territori e trasformino le loro culture come meglio credono, senza che vi sia un supervisore superiore che ne orienti le scelte con divieti o appoggi. Per far questo occorre un cambiamento della Costituzione e delle leggi, l'abolizione delle Soprintendenze e degli Istituti centrali, e una trasformazione profonda dei paradigmi che dominano l'asfittico sistema culturale italiano.
10,00

Rimettiamo in moto l'Italia

di Davide Giacalone

editore: Rubbettino

pagine: 147

L'Italia è un Paese solido. Il nostro debito pubblico era divenuto troppo alto, ma negli anni della crisi quello degli altri è cresciuto assai più del nostro. Abbiamo un patrimonio largamente superiore ai debiti, ponendoci a un livello di sicurezza che compete con la Germania, lasciando indietro tutti gli altri. Eppure il racconto pubblico è assai diverso, oscillando fra la geremiade e la rassegnazione. Il fatto è che non essere stati capaci di risolvere i nostri mali ci rende incapaci di riconoscere le nostre forze. Un corpo forte, l'Italia, grazie ai molti che continuano a correre per il mondo. Ma con un sistema nervoso vicino al tilt. È la nostra vita collettiva a dare il peggio. In politica, certo, ma non solo: c'è un deficit impressionante di classe dirigente. Così va a finire che si spezzano le ginocchia a chi corre e si protegge e consola chi s'accascia alla nascita, indebolendo tutti. Il libro contiene ricette specifiche. Alcune, dopo averle lette, sembreranno ovvie. Il problema non è che debbano essere complicate, per sembrare dotte, ma che non ci sia la forza di trasformarle in altrettanto ovvia realtà.
12,00

L'atomica di Kim. Il regime nordcoreano e la sicurezza internazionale

editore: Rubbettino

pagine: 171

Perché un paese affannato, isolato e quasi arcaico nella sua ortodossia arriva al punto di minacciare una guerra atomica? Cos'è che spinge il "paese eremita" per eccellenza, ormai allo stremo delle proprie forze a sfidare non solo le grandi potenze della regione e gli Stati Uniti, ma lo stesso processo di globalizzazione (e occidentalizzazione) rimanendo chiuso ad ogni contatto con il mondo esterno in un baldanzoso isolamento? Ed infine che cos'è oggi la Corea del Nord ed il suo eccentrico e spietato regime? In ultima istanza, queste sono le domande cui si vuole rispondere, analizzando l'intima natura del più isolato e misterioso del pianeta e il suo modo di approcciarsi al mondo esterno. Tentando, come in puzzle, di ricomporre le varie tessere: dai profondi retaggi storici, alle logiche della propaganda, dalle politiche di appeasement condotte dalla Corea del Sud, agli aspetti più tecnici relativi alla forze armate nordcoreane e alla caparbietà atomica, sino a giungere all'attualità più prossima con un focus particolare sulla leadership del terzo líder máximo: Kim Jong-un.
12,00

Politici (e) malandrini

di Ciconte Enzo

editore: Rubbettino

pagine: 426

La 'ndrangheta è l'organizzazione mafiosa in perenne trasformazione
14,00

La famiglia

Il genoma che fa vivere la società

di Donati Pierpaolo

editore: Rubbettino

pagine: 247

Di fronte ai profondi cambiamenti della famiglia, regna oggi una grande incertezza
12,00

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