Tra gli eventi che segnarono la rinascita culturale di Milano dopo la Seconda guerra mondiale si può ricordare, nel 1951, la grande esposizione dedicata a Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Mostra subito celebre e celebrata, essa propose una visione nuova del pittore, presentato come grande maestro del naturalismo, secondo la lettura critica di Roberto Longhi che dell'esposizione fu di fatto il curatore. Alla luce di una lunga ricerca archivistica, si presentano qui i fatti che videro fronteggiarsi dietro le quinte della mostra gli studiosi impegnati nella Commissione per la scelta delle opere, da Lionello Venturi a Giulio Carlo Argan, da Mario Salmi a Wart Arslan, in frequente opposizione con Longhi. Ne emerge una vicenda articolata, difficile a tratti, animata da discussioni e dissidi, progetti avviati e cambiamenti in corso d'opera, una vicenda che solo in parte trovò banco di discussione nelle riviste specialistiche o nelle principali testate giornalistiche, dove si confrontarono voci non secondarie nel giornalismo culturale dell'Italia del dopoguerra, come Leonardo Borgese. Come nel famoso noir di Otto Preminger del 1959, Anatomia di un omicidio, anche la mostra di Caravaggio del 1951 può essere sottoposta ad una inchiesta, sulla base delle diverse testimonianze e prove documentarie, restituendo una nuova ricostruzione di questo straordinario evento espositivo.
Caravaggio 1951. Anatomia di una mostra
novità
| Titolo | Caravaggio 1951. Anatomia di una mostra |
| Autore | Alessandra Casati |
| Argomento | Letteratura e Arte Arte |
| Collana | Eterotopie |
| Editore | Mimesis |
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| Pagine | 332 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791222328294 |
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